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NEI SEGRETI DEL BURMA
Myanmar


Programma di Viaggio


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Paesi destinazione
 

 
 

• È il paese delle risaie, delle pagode e dei monaci. Una civiltà contadina dai ritmi regolari dove tutto è tranquillo e silente, all'ombra degli splendidi monumenti del passato legati a fatti straordinari. Ma più che la magnificenza ciò che colpisce è la ritualità pacata, la rigorosa osservanza religiosa senza ombra di fanatismo. Visitiamo, oltre alla capitale Yangon, le grotte di Pindaya, il lago Inle, Mandalay, Amarapura, Mingun e Pagan. In questo viaggio inoltre andiamo a vedere due straordinari siti archeologici: Kakku ed Inthein, accessibili solo da pochissimo tempo. Il Myanmar o più esattamente Myanma, ancora conosciuto in occidente con il nome di Birmania, è il più grande paese del sud-est asiatico, due volte il Vietnam e più grande dell'Inghilterra e della Francia insieme. Esso è stato per molto tempo totalmente isolato dal resto del mondo: quasi nessuno ha potuto varcarne i confini prima del 1990. Si tratta di una destinazione agli albori di uno sviluppo che si presenta propizio per il paese ed anche per i visitatori che non potranno fare a meno di subirne il fascino. Il nostro referente in loco è un'organizzazione privata, che si avvale del servizio di personale italiano e birmano, in grado di conoscere le attese dei nostri viaggiatori assicurando la migliore assistenza e l'ottimizzazione dei servizi che il Paese è oggi in grado di offrire. Le strutture alberghiere anche nelle località minori hanno raggiunto uno standard più che adeguato in grado di soddisfare la clientela più esigente. Il viaggio è riservato ai nostri viaggiatori esperti, abituati a possibili cambiamenti dell'itinerario, a ritardi, a disagi dovuti al clima, alla diversa mentalità della gente. Sul posto ci avvaliamo del servizio di bravissime guide locali che parlano italiano e che conoscono molto bene il loro paese: per questo proponiamo questo viaggio anche senza accompagnatore dall'Italia.
Ricordiamo che la visita di ogni tempio e la salita per la visita di Pindaya si deve fare a piedi nudi. Ed infine chi vorrà potrà estendere facilmente il viaggio a Mrauk U per la visita di templi belli quanto quelli di Pagan; a Kyaktiyo per la visita della roccia d'oro; a Moulmein capitale della Birmania britannica; a Pa Han capitale Karen ed a Ngapali, affacciata sul golfo del Bengala per un soggiorno al mare in un luogo incontaminato appena conosciuto dal turismo internazionale. •



 

1° giorno ROMA/KUALA LUMPUR

Partenza con volo di linea dall'Italia per Kuala Lumpur. Pasti e notte in volo.
 

2° giorno KUALA LUMPUR/YANGON (RANGOON)

Arrivo a Kuala Lumpur e coincidenza per Yangon, capitale del Myanmar. Trasferimento in hotel. Nel pomeriggio inizio delle visite. Così ci racconta di Yangon Piero Bellebono: "È ancora buio ma Yangon chiama. Il ritmico suono dei timpani del vicino monastero è la prima serie di suoni che rompono il silenzio delle notti scure di Yangon. Poi le sirene delle navi che partono per altri porti, il gracchiare delle cornacchie che popolano sovrane il cielo, l'abbaiare dei cani randagi, il miagolio dei gatti, il cinguettio dei passerotti, la cantilena dei monaci per la questua mattutina, le secche grida delle molte venditrici di frittelle, frutta e riso. È come un'orchestra in crescendo, che ti vuole partecipe e il desiderio di incontrare l'amata è troppo forte, e sei già in strada a godere la fresca brezza della natura impregnata dagli inconfondibili odori di Yangon. L'anziano padrone di casa, poi sparpaglia sulla strada polverosa delle risaglie per i passerotti ed è pronto a donare ai bonzi le sue offerte di riso e denaro, e i bonzi lo ringraziano salmodiando l'offerente, e lui rincasa felice per i meriti già acquisiti agli inizi del giorno. Donne anziane e giovani domestiche escono di casa con capaci borsoni per la spesa mattutina, ogni strada è un mercato, ogni bancarella è un negozio che vende cibo di ogni tipo: banane, pannocchie fritte, verdure, riso, vermicelli di riso, Mohinga (il piatto nazionale). Le strade si illuminano delle tremule fiammelle dei fornellini schiacciati da grosse padelle nelle quali si frigge di tutto. A Yangon non c'è mezzogiorno, la gente mangia sempre, preparare il cibo è un rito, mangiare è un rituale. Musica birmana esce da ogni casa, studenti in uniforme linda e pulita si incamminano per raggiungere le fermate degli autobus, autisti zelanti lucidano le macchine giapponesi e verso il centro le strade si animano gioiose. I risciò bicicletta scampanellano continuamente ergendosi a fatica sui pedali, la nostra vespa con due panchine messe sul retro del cassoncino funge da taxi, autobus stracolmi penzolano da una parte per i passeggeri aggrappati esternamente; ma ovunque vai, le strade di Yangon sono sempre affollate. Ciò che più affascina di questa città è la gioventù, a Yangon tutto è giovane, bello e sorridente. La strada che costeggia il porto ti porta al colonialismo inglese, i più bei palazzi sono stati edificati lì e i vecchi birmani dicono che allora Yangon era più bella. Ora in ogni via si elimina qualche capanna, e si costruiscono palazzine tutte uguali, dove lavorano giovani operai serviti da ragazze dipinte in viso di tanakà (una crema giallastra che protegge la pelle e fa sembrare le donne guerriere), fiere di fare lavori pesanti e guadagnarsi qualcosa per il loro incerto futuro. E nel caldo pomeriggio non c'è niente di meglio che visitare le pagode di periferia immerse nel verde. Il Buddha disteso sul fianco destro ti sorride benevolo e forse si chiede se lui, prima principe poi eremita illuminato, meriti tanto sfarzo. I bonzi li incontri in città che camminano solitari assorti nella loro meditazione, incuranti della città che li ospita, per una settimana hanno scelto di vivere una vita ascetica, vivendo in monastero, rasati, con la tunica zafferano, con sandali ai piedi e il vaso per la questua. E il bonzo che si infila in un monastero potrebbe essere un primo ministro. I Birmani sono molto religiosi ma sono anche molto patriottici, motivo per cui si vedono molti militari per la città. Questi abitano in propri quartieri con la famiglia, avendo scuole, ospedali e negozi propri. Essere militare in Birmania significa avere un buon impiego, ma anche amare il proprio paese. E girando ti accorgi ben presto che Yangon è la strada, la via dove operai ottici lavorano gli occhiali, la via degli orologiai, dei meccanici, dei carrozzieri, dei gommisti che riciclano le vecchie gomme e le trasformano in secchi e sandali. E bancarelle di tutti i tipi, da quelle delle sigaraie a quelle dove vendono limoni, e poi stoffe, gioielli e cibo. Il traffico è più caotico, la gente ritorna e i vigili dirigono il traffico di biciclette, auto e autobus; e su ogni strada capeggiano i pannelli con la massima governativa: "senza disciplina non c'è progresso". I pochi spazi verdi o piazzette diventano campi di calcio dove folle urlanti incitano i giocatori improvvisati. Le bambine giocano sulla strada saltando tra le righe tracciate con un gesso; i bambini invece preferiscono il top, una trottolina avvolta in uno spago, che viene lanciata e ripresa per poi portarla sul palmo della mano dove si cercherà di farla roteare il più possibile. E Yangon piano piano si illumina, di fioche luci nelle viuzze e moderne luci nelle strade principali, di lampioni nei parchi, mentre da ogni casa, ogni locanda, si diffonde una musica allegra, perché Yangon non è una città triste. Ti puoi chiedere perché a Yangon vige questo contrasto, passando per la città vedi grandi residenze nascoste da alti banani e fusti di cocco, e tutt'intorno capannopoli. Ti chiedi come possano vivere i vari artigiani, contadini, muratori, operai e guerriere, se una pepsi costa metà del loro stipendio giornaliero e l'altra metà un pacchetto di Duja (le sigarette nazionali)? Eppure le case da tè, le locande, le bancarelle, i ristoranti sono affollati e i negozi sono aperti fino a tardi ed è tutto un sorriso, una terra felice. E piano piano Yangon si ritira, alla musica subentra il silenzio interrotto dell'abbaiare dei cani, e il Sayadaw, monaco capo dei bonzi, diffonde le sue litanie sulle onde degli altoparlanti, per tutta la notte allontanando così gli spiriti moderni dell'occidente. E l'aria fresca della notte senza stelle ti rilassa, e ripassi mentalmente questa magica atmosfera che solo Yangon ti può donare." Cena e pernottamento.
 

3° giorno YANGON

Prima colazione e completamento delle visite. In particolare segnaliamo il museo nazionale che custodisce, oltre ad altri oggetti preziosi, il famoso Trono del Leone utilizzato dai re birmani fino alla colonizzazione britannica (1826-1947); la pagoda Sule con lo stupa d'oro ottagonale al cui interno si trova una reliquia del Buddha storico; la pagoda Botataung con il suo tipico zedi cavo che contiene innumerevoli reliquie ed infine il grande Buddha reclinato (Chaukhtatgy), custodito in un grande capannone. Infine, al tramonto visita dell'imponente pagoda Shwedagon, il simbolo del Myanmar. Qui, con un filo di vento il tintinnio delle campanelle d'oro e d'argento spediscono ai quattro angoli della terra meriti e preci raccolti all'ombra dello stupa d'oro coronato da un pinnacolo di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. All'interno della pagoda, come dice la tradizione, si trovano otto capelli di Buddha, donati dallo stesso a un mercante in cambio di un po' di miele. Nella pagoda, immensa e con infiniti spazi dedicati ai riti, vive una fervente umanità e non solo in preghiera. Qui si gioca, si conversa, ci si libera dai condizionamenti e tutto in una atmosfera di grande armonia e semplicità. Prosegue Piero Bellebono: "Shwedagon veglia su tutta la città, con la sua bellezza dorata che ti chiama, e se cento volte andrai a Yangon, cento volte incontrerai Shwedagon. E nel salire la scalinata, che ti porta alla grande terrazza guarderai sempre la merce artigianale esposta nei bazar che ti accompagnano nella salita dove innumerevoli tempietti e cappellette fanno da corona alla maestosa e dorata Shwedagon. È lì, un cono capovolto, dorato e luccicante, da ammirare, e la sfarzosità che la ricopre esalta il desiderio di spiritualità che cercavi. Da lassù puoi vedere il candore delle pagode disseminate a Yangon ma le pagode non sono gli unici luoghi di culto della città; vi sono le grandi chiese di fede cristiana tutte in mattoni rossi. La grande moschea ti indica il quartiere musulmano, dove tutto è islamizzato, dalle case ai cibi. Ed è così anche nel quartiere cinese, dove il tempio fitto di dragoni ornamentali e vari negozi ti fanno vivere un pezzo di Cina. Lo stesso vale per il quartiere indiano, impregnato di profumi di spezie, e il tempio protetto all'entrata da due buffe statue di guerrieri baffuti. Cena e pernottamento. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

4° giorno YANGON/HEHO/PINDAYA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Heho dove si trova l'unico aeroporto di questa regione abitata principalmente dalla popolazione Shan. Arrivo e proseguimento per Pindaya. Visita delle grotte affacciate sul lago nelle quali sono conservati innumerevoli Buddha votivi, alcuni artisticamente molto pregevoli. Le statue sono migliaia, di ogni dimensione e addossate una all'altra. Il luogo è profondamente sacro e frequentato da pellegrini che provengono da ogni parte della regione. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

5° giorno PINDAYA/LAGO INLE

Prima colazione e partenza per il lago Inle. Si giunge nella località di Kaung Daing, un caratteristico villaggio sulle rive del lago Inle. Seconda colazione e nel pomeriggio escursione in lance a motore sul lago Inle, coperto di ninfee, gigli d'acqua e circondato da una rigogliosa natura tropicale. Sulle sponde del lago, gli Intha vivono in case su palafitte esercitando la loro attività di coltivazione su orti galleggianti e di pesca con nasse (trappole coniche) e reti stando in piedi sulle fragili imbarcazioni e remando con i piedi in modo davvero singolare. Il lago è limpido, molto vasto e di particolare suggestione a causa di molteplici fattori ambientali, della serenità della gente e della soavità dei templi e delle pagode. Sosta per la visita del monastero Nga Pha Kyaung costruito su palafitte e del mercato galleggiante. Cena e pernottamento.
 

6° giorno LAGO INLE/KAKKU/LAGO INLE

Prima colazione e partenza per Nyaungshwe piccolo villaggio ai bordi dell'ampio canale che immette al grande lago Inle e raggiungibile in 20 minuti. Partendo dal canale proseguimento via terra per Kakku, percorrendo una via di montagna ricca di scorci spettacolari e selvaggi. Sul percorso si trovano numerosi villaggi Pa-Oh che sarà possibile visitare. Sosta a Taunggyi e proseguimento per altri 50 Km a sud fino a raggiungere un territorio letteralmente disseminato di pagode bianche, oltre 2500 in uno spazio circoscritto di circa un Km quadrato. Kakku è una località archeologica appena aperta al turismo e pochissimi hanno il permesso di accedervi. Siamo in un contesto naturale incontaminato: l'area archeologica si trova su un promontorio che si affaccia su un piccolo fiume e su un panorama fantastico composto di una natura lussureggiante di alberi imponenti. Lo stupa più in alto e il più antico (forse XII secolo, epoca del sovrano di Bagan Alaungsithu) si chiama Hsutaung-Pye Zedi: da questa costruzione partono file ordinate di stupa più piccoli secondo due diverse tipologie costruttive entrambe ricoperte di uno stucco bianco e molto resistente di cui ancora non si conosce la composizione. Questo luogo non è stato mai segnalato nemmeno dai resoconti britannici a significare che si tratta di una località veramente sacra per il buddismo. Seconda colazione in corso di visita. Nel pomeriggio rientro al lago Inle. Cena e pernottamento.
 

7° giorno LAGO INLE/INTHEIN/HEHO/MANDALAY

Prima colazione e partenza per la visita di un'altra località spettacolare intorno al lago Inle, sulla cima di una collina. Per raggiungerla si naviga sul lago per circa 45 minuti poi si cammina per una ventina di minuti. Qui si trovano più di mille pagode risalenti al XIII secolo che circondano l'antico monastero che all'interno conserva una pregevole statua di Buddha. Anche questo luogo in una splendida posizione dominante di rara bellezza è stato reso accessibile da poco. Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio trasferimento all'aeroporto di Heho e partenza per Mandalay. Cena e pernottamento.
 

8° giorno MANDALAY/AMARAPURA/MANDALAY

Prima colazione e visita di Amarapura, antica capitale sulla costa orientale del fiume Irrawaddy a pochi Km da Mandalay. Vi si visita il più grande monastero del Paese, il Mahagandhayon. Qui si può fare una esperienza davvero particolare, fra oltre 700 monaci-bambini e monaci-adulti amichevoli e ospitali. Le acque poco profonde di un lago che durante la stagione secca si prosciuga, sono attraversate da un vecchio ponte pedonale tutto in legno di tek chiamato U Bein. Vi si sosta per un breve ristoro. Avvicinandoci alle colline di Sagaing che si trovano sulla sponda occidentale del fiume, si osservano dall'alto i resti di palazzi, di belle e numerose pagode in un insieme spettacolare e ameno. Anche questa città, come Amarapura e Ava, fu per periodi alterni capitale dei potenti regni birmani (1300-1700). Dopo la seconda colazione rientro a Mandalay e visita della pagoda Mahamuni con la grande statua bronzea ricoperta d'oro del Buddha proveniente da Mrauk U. Visita ancora della pagoda Kuthodaw dove si trovano 730 lastre di marmo poste ognuna su un piccolo stupa e incise con iscrizioni relative alle regole buddiste. Quindi visita del monastero ligneo Shwenandaw che in passato faceva parte dello stesso comprensorio. Al tramonto salita alla collina di Mandalay, alta 239 metri. Disseminati ai fianchi della stessa, piccoli templi e scalinate coperte, dove una moltitudine colorata di monaci, astrologi, venditori ambulanti pregano, mercanteggiano e divinano. Vicino alla sommità si trova una particolare statua del Buddha, unica al mondo per il suo mudra (posizione simbolica delle mani). Cena e pernottamento.
 

9° giorno MANDALAY/MINGUN/MANDALAY
BAGAN (PAGAN)

Prima colazione e visita di Mingun, antica città a soli 11 Km a nord di Mandalay, sulla riva opposta dell'Irrawaddy. Vi si arriva con la barca a motore e il viaggio è molto piacevole. Sul posto vi è un piccolo villaggio, le fondamenta di una grande pagoda rimasta incompiuta, una campana in bronzo di dimensioni colossali intorno alla quale vive una sorridente e varia umanità, una casa buddista che ospita gli anziani dove l'atmosfera è serena e dove vi possono essere incontri memorabili e toccanti. Rientro a Mandalay e seconda colazione. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per Nyaung Oo, poco distante da Pagan. Scrive Tiziano Terzani nel suo libro "In Asia": " Ci sono visite al mondo dinanzi alle quali uno si sente fiero di appartenere alla razza umana. Pagan, all'alba è una di queste. Nell'immensa pianura, segnata solo dal baluginare argenteo del grande fiume Irrawaddy, le sagome chiare di centinaia di pagode affiorano lentamente dal buoi e dalla nebbia: eleganti, leggere; ognuna come un delicato inno a Buddha. Dall'alto del tempio di Ananda si sentono i galli cantare, i cavalli scalpicciare sulle strade ancora sterrate. È come se una qualche magia avesse fermato questa valle nell'attimo passato della sua grandezza". Cena e pernottamento.
 

10° giorno BAGAN

Pensione completa. Intero giorno dedicato alle visite in questa grande valle che è a dir poco straordinaria. Pagan fu una capitale indipendente fino al 1298 quando fu presa e distrutta dagli invasori mongoli. Nel 1826 fu teatro di combattimento con gli Inglesi. Quello che resta della città reale, ora protetta e considerata zona archeologica, è una profusione di pagode e templi dislocati in ogni dove, tanto che lo sguardo quasi non può giungere a posarsi in alcun luogo. Vive ancora ed è testimoniato il grande fervore religioso del regno di Pagan, oggi come ieri e, nonostante gli innumerevoli terremoti, si possono distinguere nettamente i diversi stili architettonici dell'arte birmana. Impressiona il grandioso tempio a croce greca di Ananda, con le sue perfette proporzioni che lo rendono una sublime opera d'arte del XII secolo pressoché intatta. Il re che lo fece costruire per ricreare in questa valle terrosa il paesaggio mitico dell'Himalaia, lo volle con i grandi pinnacoli bianchi a simboleggiare le grandi cime innevate di questa catena di monti, di cui parlavano i monaci venuti dall'India. È costruito in mattoni e rivestito all'esterno di bassorilievi in terracotta smaltata e comprende all'interno un gran numero di cappelle precedute da vestiboli. All'interno quattro magnifiche e grandi statue del Buddha Illuminato in diverse posizioni erette e, lungo i quattro corridoi laterali, migliaia di nicchie con raffigurazioni episodiche della vita del principe Siddharta. Ed ancora il tempio Htilominlo con affreschi murali che raffigurano il Buddha del futuro, il tempio Thatbyinnyu, il più alto di Bagan sulla sponda del fiume Ayeyarwady (Irrawaddy), la piccola e leggiadra pagoda Shwesandaw e la pagoda Shwezigon di Nyaung Oo. La visione di Pagan può suscitare forti emozioni. Così si legge sul periodico d'orientamento "Carte": "Non molto è cambiato da allora e dall'inizio degli anni 80 quando mi ci sono recato per la prima volta e questa piana si chiamava Pagan. Camminando tra gli oltre 2000 templi si è penetrati, invasi, avvolti da una ineguagliabile serena atmosfera in cui regna il silenzio, mentre lo sguardo percorre la pianura circostante. Perdersi, girovagare tra queste innumerevoli, incredibili memorie del passato, non guardare l'orologio, dimenticare che giorno sia, avere solo come riferimento il momento del tramonto. A quell'ora cercarsi un punto elevato su cui salire per assaporare lentamente la fine del giorno". Visita inoltre dei monumenti di Minnanthu, a sud-est di Pagan che sono da poco accessibili. Molti di questi monumenti contengono affreschi di pregevole fattura con evidenti influenze della cultura cinese, tibetana e indiana.
Pernottamento.
 

11° giorno BAGAN/YANGON

Prima colazione e completamento delle visite. Seconda colazione. Nel tardo pomeriggio trasferimento all'aeroporto di Nyaung Oo e partenza per Yangon. Cena e pernottamento.
 

12° giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA

Prima colazione. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa del volo per l'Italia. Notte in volo.
 

13° giorno ROMA

Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino.

° KYAKTIYO E MOULMEIN

12° giorno YANGON/BAGO (PEGU)/KYAKTIYO

Prima colazione e partenza per la visita di Pegu, l'antica capitale del Myanmar meridionale fondata nel 573 d.C. che oggi si raggiunge con circa due ore di viaggio (80 Km). Un tempo la città si trovava sul fiume omonimo ed era importante non solo come centro religioso di pellegrinaggio ma anche per l'attività del suo porto commerciale. Oggi si presenta ricca di templi e pagode. Appena fuori la città, sosta per la visita di 4 grandi statue del Buddha seduto all'interno della pagoda Kyaik Pun. Giunti a Pegu, visita della imponente e grande pagoda dorata Shwemandaw che esiste da oltre mille anni, nonostante la devastazione subita nel tempo da innumerevoli terremoti. Poco lontano la piccola pagoda Hintha Gone sulla sommità di un collina da cui si gode di un bel panorama. Visita quindi della splendida statua del Buddha sdraiato di Shwethalyaung: una statua enorme lunga 55 metri considerata tra le più grandi immagini esistenti del Gautama. Seconda colazione e proseguimento per Kyaktiyo (110 Km, 3 ore) nel Myanmar sud-orientale, il paese dei Mon. Si giunge a Kimpun, campo base per la salita al monte sacro di Kyaktiyo e si procede per la vetta del monte alto 1100 metri. Dopo un primo tratto raggiungibile con mezzi di trasporto si prosegue a piedi per un percorso, ripido e faticoso, in circa 45 minuti (4 Km in salita - sul posto sono disponibili delle portantine a pagamento). Qui si trova uno stupa costruito sulla cima di un masso tondeggiante ricoperto da lamine d'oro ed in equilibrio precario (roccia d'oro). Questo luogo di devozione è frequentato da una folla di pellegrini, soprattutto da novembre a maggio. Cena e pernottamento.
 

13° giorno KYAKTIYO/MOULMEIN

Prima colazione e partenza per Moulmein, distante circa 120 Km e raggiungibile in 4 ore. Lungo il percorso sosta a Bilin e a Tathon. In quest'area si trovano i villaggi Karen, gruppo originario della Birmania, che mantiene le antiche tradizioni e la propria originalità con il completo controllo del territorio. I Karen, che sostanzialmente vivono coltivando il riso in campi terrazzati secondo antiche tradizioni, tessono splendidi abiti etnici dai vivaci colori; la loro società è di tipo matriarcale e la loro discendenza è quindi tracciata dalla linea materna. Seconda colazione in corso di viaggio. Arrivo a Moulmein. Cena in ristorante locale e pernottamento.
 

14° giorno MOULMEIN

Prima colazione e visita della città, la quarta della Birmania, che si trova 260 Km a sud di Yangon. È l'antica capitale del tempo coloniale, situata sul delta del fiume Thanlwin che conserva l'affascinante atmosfera di quei tempi. Dalle sue colline si ammirano bei panorami sulla città e sul porto. Visita della pagoda Mahamuni in tipico stile Mon e della pagoda Kyaik thanlan dove si trova lo stupa più alto della città. È questa la pagoda nei pressi della quale la ragazza di Kipling nel suo libro "Mandalay" guarda pigramente il mare. Sosta al mercato Zyegyi dove si vende un po' di tutto. Seconda colazione e cena in ristoranti locali. Pernottamento.
 

15° giorno MOULMEIN/YANGON

Prima colazione. In tarda mattinata trasferimento in aeroporto e partenza per Yangon. Seconda colazione libera. Pomeriggio libero. Cena e pernottamento.
 

16° giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA

Prima colazione. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa del volo per l'Italia. Notte in volo.
 

17° giorno ROMA

Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino.
 

° MRAUK U

12° giorno YANGON/SITTWE/MRAUK U

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Sittwe, città portuale dello stato Rakhine (Arakan). Trasferimento al porto e partenza con barca a motore per Mrauk U risalendo i fiumi Kaladan, Theinganadi e Henyakaw. La navigazione si effettua in circa 3 ore e mezza. Arrivo a Mrauk U, in passato centro di uno fra i più potenti regni birmani che durò oltre 300 anni. Oggi la regione è attraversata da molti corsi d'acqua e fortemente coltivata. Seconda colazione in corso di viaggio. Cena e pernottamento.
 

13° giorno MRAUK U

Pensione completa. Visita della vasta zona archeologica dove vi sono splendidi templi databili intorno al 1500 che, a differenza di quelli di Pagan che sono in una bassa piana, sono invece in una zona collinare a ridosso di rilievi che caratterizzano e circoscrivono meglio ogni ambito monumentale. Tra un centinaio di monumenti si visitano la pagoda Sakyamanaung, la pagoda Yadanapon, la pagoda Laungbanpyauk, il tempio Khoe Taung, ed il piccolo tempio Pitaka Taik che conteneva i testi del canone buddista.
Visita inoltre di villaggi appartenenti ad alcuni
gruppi etnici minoritari quali le tribù Rackhine, Zo e Chin di origine tibetana, fondamentalmente
animisti.
 

14° giorno MRAUK U

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla conoscenza di altri gruppi etnici minoritari che vivono tra i monti. Ricordiamo che nel Myanmar, oltre all'etnia predominante birmana, vivono molte diverse altre etnie provenienti dall'Assam (India), dalla Cina e dal Tibet che differiscono tra loro per lingua e cultura e che qui si sono stanziate secondo un flusso migratorio derivato dalla presenza di acque abbondanti che hanno sempre reso coltivabile il territorio. Seconda colazione al sacco. Cena e pernottamento.
 

15° giorno MRAUK U/SITTWE/YANGON

Prima colazione, trasferimento al molo e rientro a Sittwe. Lungo il percorso sosta presso una delle isole dove vive la tribù di pescatori Myio che oltre alla pesca si dedica alla tessitura di bellissimi tessuti. Arrivo a Sittwe, trasferimento in aeroporto e partenza per Yangon. Cena e pernottamento.
 

16° giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA

Prima colazione. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa del volo per l'Italia. Notte in volo.
 

17° giorno ROMA

Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino.
 

° estensione mare a NGAPALI

12° giorno YANGON/THANDWE/NGAPALI

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Thandwe (Sandoway). Arrivo e trasferimento a Ngapali, una destinazione divenuta solo recentemente accessibile al turismo internazionale. La spiaggia di sabbia bianca ancora incontaminata di Ngapali è lunga oltre 3 Km ma, superando facilmente piccoli promontori rocciosi essa si estende ancora a nord e a sud. Si possono anche visitare i piccoli villaggi dove si vive di pesca, di riso e di noci di cocco che qui abbondano. Sistemazione presso il Bay View Beach Hotel, il migliore albergo di Ngapali. Pasti liberi. Pernottamento.
 

13° e 14° giorno NGAPALI

Pernottamento e prima colazione in hotel.
 

15° giorno NGAPALI/THANDWE/YANGON

Prima colazione. Nel pomeriggio trasferimento all'aeroporto di Thandwe e partenza per Yangon. Cena e pernottamento.
 

16° giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA

Prima colazione. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa del volo per l'Italia. Notte in volo.
 

17° giorno ROMA

Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino.
 


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