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• È il paese delle risaie, delle pagode e
dei monaci. Una civiltà contadina dai ritmi regolari dove tutto è
tranquillo e silente, all'ombra degli splendidi monumenti del passato
legati a fatti straordinari. Ma più che la magnificenza ciò che
colpisce è la ritualità pacata, la rigorosa osservanza religiosa senza
ombra di fanatismo. Visitiamo, oltre alla capitale Yangon, le grotte di
Pindaya, il lago Inle, Mandalay, Amarapura, Mingun e Pagan. In questo
viaggio inoltre andiamo a vedere due straordinari siti archeologici:
Kakku ed Inthein, accessibili solo da pochissimo tempo. Il Myanmar o
più esattamente Myanma, ancora conosciuto in occidente con il nome di
Birmania, è il più grande paese del sud-est asiatico, due volte il
Vietnam e più grande dell'Inghilterra e della Francia insieme. Esso è
stato per molto tempo totalmente isolato dal resto del mondo: quasi
nessuno ha potuto varcarne i confini prima del 1990. Si tratta di una
destinazione agli albori di uno sviluppo che si presenta propizio per il
paese ed anche per i visitatori che non potranno fare a meno di subirne
il fascino. Il nostro referente in loco è un'organizzazione privata,
che si avvale del servizio di personale italiano e birmano, in grado di
conoscere le attese dei nostri viaggiatori assicurando la migliore
assistenza e l'ottimizzazione dei servizi che il Paese è oggi in grado
di offrire. Le strutture alberghiere anche nelle località minori hanno
raggiunto uno standard più che adeguato in grado di soddisfare la
clientela più esigente. Il viaggio è riservato ai nostri viaggiatori
esperti, abituati a possibili cambiamenti dell'itinerario, a ritardi, a
disagi dovuti al clima, alla diversa mentalità della gente. Sul posto
ci avvaliamo del servizio di bravissime guide locali che parlano
italiano e che conoscono molto bene il loro paese: per questo proponiamo
questo viaggio anche senza accompagnatore dall'Italia.
Ricordiamo che la visita di ogni tempio e la salita per la visita di
Pindaya si deve fare a piedi nudi. Ed infine chi vorrà potrà estendere
facilmente il viaggio a Mrauk U per la visita di templi belli quanto
quelli di Pagan; a Kyaktiyo per la visita della roccia d'oro; a Moulmein
capitale della Birmania britannica; a Pa Han capitale Karen ed a
Ngapali, affacciata sul golfo del Bengala per un soggiorno al mare in un
luogo incontaminato appena conosciuto dal turismo internazionale. •

| 1°
giorno ROMA/KUALA LUMPUR |
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Partenza con volo di linea dall'Italia per Kuala
Lumpur. Pasti e notte in volo.
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| 2°
giorno KUALA LUMPUR/YANGON (RANGOON) |
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Arrivo a Kuala Lumpur e coincidenza per Yangon,
capitale del Myanmar. Trasferimento in hotel. Nel pomeriggio inizio
delle visite. Così ci racconta di Yangon Piero Bellebono: "È
ancora buio ma Yangon chiama. Il ritmico suono dei timpani del
vicino monastero è la prima serie di suoni che rompono il silenzio
delle notti scure di Yangon. Poi le sirene delle navi che partono
per altri porti, il gracchiare delle cornacchie che popolano sovrane
il cielo, l'abbaiare dei cani randagi, il miagolio dei gatti, il
cinguettio dei passerotti, la cantilena dei monaci per la questua
mattutina, le secche grida delle molte venditrici di frittelle,
frutta e riso. È come un'orchestra in crescendo, che ti vuole
partecipe e il desiderio di incontrare l'amata è troppo forte, e
sei già in strada a godere la fresca brezza della natura impregnata
dagli inconfondibili odori di Yangon. L'anziano padrone di casa, poi
sparpaglia sulla strada polverosa delle risaglie per i passerotti ed
è pronto a donare ai bonzi le sue offerte di riso e denaro, e i
bonzi lo ringraziano salmodiando l'offerente, e lui rincasa felice
per i meriti già acquisiti agli inizi del giorno. Donne anziane e
giovani domestiche escono di casa con capaci borsoni per la spesa
mattutina, ogni strada è un mercato, ogni bancarella è un negozio
che vende cibo di ogni tipo: banane, pannocchie fritte, verdure,
riso, vermicelli di riso, Mohinga (il piatto nazionale). Le strade
si illuminano delle tremule fiammelle dei fornellini schiacciati da
grosse padelle nelle quali si frigge di tutto. A Yangon non c'è
mezzogiorno, la gente mangia sempre, preparare il cibo è un rito,
mangiare è un rituale. Musica birmana esce da ogni casa, studenti
in uniforme linda e pulita si incamminano per raggiungere le fermate
degli autobus, autisti zelanti lucidano le macchine giapponesi e
verso il centro le strade si animano gioiose. I risciò bicicletta
scampanellano continuamente ergendosi a fatica sui pedali, la nostra
vespa con due panchine messe sul retro del cassoncino funge da taxi,
autobus stracolmi penzolano da una parte per i passeggeri aggrappati
esternamente; ma ovunque vai, le strade di Yangon sono sempre
affollate. Ciò che più affascina di questa città è la gioventù,
a Yangon tutto è giovane, bello e sorridente. La strada che
costeggia il porto ti porta al colonialismo inglese, i più bei
palazzi sono stati edificati lì e i vecchi birmani dicono che
allora Yangon era più bella. Ora in ogni via si elimina qualche
capanna, e si costruiscono palazzine tutte uguali, dove lavorano
giovani operai serviti da ragazze dipinte in viso di tanakà (una
crema giallastra che protegge la pelle e fa sembrare le donne
guerriere), fiere di fare lavori pesanti e guadagnarsi qualcosa per
il loro incerto futuro. E nel caldo pomeriggio non c'è niente di
meglio che visitare le pagode di periferia immerse nel verde. Il
Buddha disteso sul fianco destro ti sorride benevolo e forse si
chiede se lui, prima principe poi eremita illuminato, meriti tanto
sfarzo. I bonzi li incontri in città che camminano solitari assorti
nella loro meditazione, incuranti della città che li ospita, per
una settimana hanno scelto di vivere una vita ascetica, vivendo in
monastero, rasati, con la tunica zafferano, con sandali ai piedi e
il vaso per la questua. E il bonzo che si infila in un monastero
potrebbe essere un primo ministro. I Birmani sono molto religiosi ma
sono anche molto patriottici, motivo per cui si vedono molti
militari per la città. Questi abitano in propri quartieri con la
famiglia, avendo scuole, ospedali e negozi propri. Essere militare
in Birmania significa avere un buon impiego, ma anche amare il
proprio paese. E girando ti accorgi ben presto che Yangon è la
strada, la via dove operai ottici lavorano gli occhiali, la via
degli orologiai, dei meccanici, dei carrozzieri, dei gommisti che
riciclano le vecchie gomme e le trasformano in secchi e sandali. E
bancarelle di tutti i tipi, da quelle delle sigaraie a quelle dove
vendono limoni, e poi stoffe, gioielli e cibo. Il traffico è più
caotico, la gente ritorna e i vigili dirigono il traffico di
biciclette, auto e autobus; e su ogni strada capeggiano i pannelli
con la massima governativa: "senza disciplina non c'è
progresso". I pochi spazi verdi o piazzette diventano campi di
calcio dove folle urlanti incitano i giocatori improvvisati. Le
bambine giocano sulla strada saltando tra le righe tracciate con un
gesso; i bambini invece preferiscono il top, una trottolina avvolta
in uno spago, che viene lanciata e ripresa per poi portarla sul
palmo della mano dove si cercherà di farla roteare il più
possibile. E Yangon piano piano si illumina, di fioche luci nelle
viuzze e moderne luci nelle strade principali, di lampioni nei
parchi, mentre da ogni casa, ogni locanda, si diffonde una musica
allegra, perché Yangon non è una città triste. Ti puoi chiedere
perché a Yangon vige questo contrasto, passando per la città vedi
grandi residenze nascoste da alti banani e fusti di cocco, e
tutt'intorno capannopoli. Ti chiedi come possano vivere i vari
artigiani, contadini, muratori, operai e guerriere, se una pepsi
costa metà del loro stipendio giornaliero e l'altra metà un
pacchetto di Duja (le sigarette nazionali)? Eppure le case da tè,
le locande, le bancarelle, i ristoranti sono affollati e i negozi
sono aperti fino a tardi ed è tutto un sorriso, una terra felice. E
piano piano Yangon si ritira, alla musica subentra il silenzio
interrotto dell'abbaiare dei cani, e il Sayadaw, monaco capo dei
bonzi, diffonde le sue litanie sulle onde degli altoparlanti, per
tutta la notte allontanando così gli spiriti moderni
dell'occidente. E l'aria fresca della notte senza stelle ti rilassa,
e ripassi mentalmente questa magica atmosfera che solo Yangon ti
può donare." Cena e pernottamento.
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| 3°
giorno YANGON |
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Prima colazione e completamento delle visite. In
particolare segnaliamo il museo nazionale che custodisce, oltre ad
altri oggetti preziosi, il famoso Trono del Leone utilizzato dai re
birmani fino alla colonizzazione britannica (1826-1947); la pagoda
Sule con lo stupa d'oro ottagonale al cui interno si trova una
reliquia del Buddha storico; la pagoda Botataung con il suo tipico
zedi cavo che contiene innumerevoli reliquie ed infine il grande
Buddha reclinato (Chaukhtatgy), custodito in un grande capannone.
Infine, al tramonto visita dell'imponente pagoda Shwedagon, il
simbolo del Myanmar. Qui, con un filo di vento il tintinnio delle
campanelle d'oro e d'argento spediscono ai quattro angoli della
terra meriti e preci raccolti all'ombra dello stupa d'oro coronato
da un pinnacolo di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri.
All'interno della pagoda, come dice la tradizione, si trovano otto
capelli di Buddha, donati dallo stesso a un mercante in cambio di un
po' di miele. Nella pagoda, immensa e con infiniti spazi dedicati ai
riti, vive una fervente umanità e non solo in preghiera. Qui si
gioca, si conversa, ci si libera dai condizionamenti e tutto in una
atmosfera di grande armonia e semplicità. Prosegue Piero Bellebono:
"Shwedagon veglia su tutta la città, con la sua bellezza
dorata che ti chiama, e se cento volte andrai a Yangon, cento volte
incontrerai Shwedagon. E nel salire la scalinata, che ti porta alla
grande terrazza guarderai sempre la merce artigianale esposta nei
bazar che ti accompagnano nella salita dove innumerevoli tempietti e
cappellette fanno da corona alla maestosa e dorata Shwedagon. È
lì, un cono capovolto, dorato e luccicante, da ammirare, e la
sfarzosità che la ricopre esalta il desiderio di spiritualità che
cercavi. Da lassù puoi vedere il candore delle pagode disseminate a
Yangon ma le pagode non sono gli unici luoghi di culto della città;
vi sono le grandi chiese di fede cristiana tutte in mattoni rossi.
La grande moschea ti indica il quartiere musulmano, dove tutto è
islamizzato, dalle case ai cibi. Ed è così anche nel quartiere
cinese, dove il tempio fitto di dragoni ornamentali e vari negozi ti
fanno vivere un pezzo di Cina. Lo stesso vale per il quartiere
indiano, impregnato di profumi di spezie, e il tempio protetto
all'entrata da due buffe statue di guerrieri baffuti. Cena e
pernottamento. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e
pernottamento.
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| 4°
giorno YANGON/HEHO/PINDAYA |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto e
partenza per Heho dove si trova l'unico aeroporto di questa regione
abitata principalmente dalla popolazione Shan. Arrivo e
proseguimento per Pindaya. Visita delle grotte affacciate sul lago
nelle quali sono conservati innumerevoli Buddha votivi, alcuni
artisticamente molto pregevoli. Le statue sono migliaia, di ogni
dimensione e addossate una all'altra. Il luogo è profondamente
sacro e frequentato da pellegrini che provengono da ogni parte della
regione. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e
pernottamento.
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| 5°
giorno PINDAYA/LAGO INLE |
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Prima colazione e partenza per il lago Inle. Si
giunge nella località di Kaung Daing, un caratteristico villaggio
sulle rive del lago Inle. Seconda colazione e nel pomeriggio
escursione in lance a motore sul lago Inle, coperto di ninfee, gigli
d'acqua e circondato da una rigogliosa natura tropicale. Sulle
sponde del lago, gli Intha vivono in case su palafitte esercitando
la loro attività di coltivazione su orti galleggianti e di pesca
con nasse (trappole coniche) e reti stando in piedi sulle fragili
imbarcazioni e remando con i piedi in modo davvero singolare. Il
lago è limpido, molto vasto e di particolare suggestione a causa di
molteplici fattori ambientali, della serenità della gente e della
soavità dei templi e delle pagode. Sosta per la visita del
monastero Nga Pha Kyaung costruito su palafitte e del mercato
galleggiante. Cena e pernottamento.
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| 6°
giorno LAGO INLE/KAKKU/LAGO INLE |
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Prima colazione e partenza per Nyaungshwe piccolo
villaggio ai bordi dell'ampio canale che immette al grande lago Inle
e raggiungibile in 20 minuti. Partendo dal canale proseguimento via
terra per Kakku, percorrendo una via di montagna ricca di scorci
spettacolari e selvaggi. Sul percorso si trovano numerosi villaggi
Pa-Oh che sarà possibile visitare. Sosta a Taunggyi e proseguimento
per altri 50 Km a sud fino a raggiungere un territorio letteralmente
disseminato di pagode bianche, oltre 2500 in uno spazio circoscritto
di circa un Km quadrato. Kakku è una località archeologica appena
aperta al turismo e pochissimi hanno il permesso di accedervi. Siamo
in un contesto naturale incontaminato: l'area archeologica si trova
su un promontorio che si affaccia su un piccolo fiume e su un
panorama fantastico composto di una natura lussureggiante di alberi
imponenti. Lo stupa più in alto e il più antico (forse XII secolo,
epoca del sovrano di Bagan Alaungsithu) si chiama Hsutaung-Pye Zedi:
da questa costruzione partono file ordinate di stupa più piccoli
secondo due diverse tipologie costruttive entrambe ricoperte di uno
stucco bianco e molto resistente di cui ancora non si conosce la
composizione. Questo luogo non è stato mai segnalato nemmeno dai
resoconti britannici a significare che si tratta di una località
veramente sacra per il buddismo. Seconda colazione in corso di
visita. Nel pomeriggio rientro al lago Inle. Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno LAGO INLE/INTHEIN/HEHO/MANDALAY |
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Prima colazione e partenza per la visita di
un'altra località spettacolare intorno al lago Inle, sulla cima di
una collina. Per raggiungerla si naviga sul lago per circa 45 minuti
poi si cammina per una ventina di minuti. Qui si trovano più di
mille pagode risalenti al XIII secolo che circondano l'antico
monastero che all'interno conserva una pregevole statua di Buddha.
Anche questo luogo in una splendida posizione dominante di rara
bellezza è stato reso accessibile da poco. Seconda colazione in
ristorante locale. Nel pomeriggio trasferimento all'aeroporto di
Heho e partenza per Mandalay. Cena e pernottamento.
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| 8°
giorno MANDALAY/AMARAPURA/MANDALAY |
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Prima colazione e visita di Amarapura, antica
capitale sulla costa orientale del fiume Irrawaddy a pochi Km da
Mandalay. Vi si visita il più grande monastero del Paese, il
Mahagandhayon. Qui si può fare una esperienza davvero particolare,
fra oltre 700 monaci-bambini e monaci-adulti amichevoli e ospitali.
Le acque poco profonde di un lago che durante la stagione secca si
prosciuga, sono attraversate da un vecchio ponte pedonale tutto in
legno di tek chiamato U Bein. Vi si sosta per un breve ristoro.
Avvicinandoci alle colline di Sagaing che si trovano sulla sponda
occidentale del fiume, si osservano dall'alto i resti di palazzi, di
belle e numerose pagode in un insieme spettacolare e ameno. Anche
questa città, come Amarapura e Ava, fu per periodi alterni capitale
dei potenti regni birmani (1300-1700). Dopo la seconda colazione
rientro a Mandalay e visita della pagoda Mahamuni con la grande
statua bronzea ricoperta d'oro del Buddha proveniente da Mrauk U.
Visita ancora della pagoda Kuthodaw dove si trovano 730 lastre di
marmo poste ognuna su un piccolo stupa e incise con iscrizioni
relative alle regole buddiste. Quindi visita del monastero ligneo
Shwenandaw che in passato faceva parte dello stesso comprensorio. Al
tramonto salita alla collina di Mandalay, alta 239 metri.
Disseminati ai fianchi della stessa, piccoli templi e scalinate
coperte, dove una moltitudine colorata di monaci, astrologi,
venditori ambulanti pregano, mercanteggiano e divinano. Vicino alla
sommità si trova una particolare statua del Buddha, unica al mondo
per il suo mudra (posizione simbolica delle mani). Cena e
pernottamento.
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9°
giorno MANDALAY/MINGUN/MANDALAY
BAGAN (PAGAN) |
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Prima colazione e visita di Mingun, antica città
a soli 11 Km a nord di Mandalay, sulla riva opposta dell'Irrawaddy.
Vi si arriva con la barca a motore e il viaggio è molto piacevole.
Sul posto vi è un piccolo villaggio, le fondamenta di una grande
pagoda rimasta incompiuta, una campana in bronzo di dimensioni
colossali intorno alla quale vive una sorridente e varia umanità,
una casa buddista che ospita gli anziani dove l'atmosfera è serena
e dove vi possono essere incontri memorabili e toccanti. Rientro a
Mandalay e seconda colazione. Nel pomeriggio trasferimento in
aeroporto e partenza per Nyaung Oo, poco distante da Pagan. Scrive
Tiziano Terzani nel suo libro "In Asia": " Ci sono
visite al mondo dinanzi alle quali uno si sente fiero di appartenere
alla razza umana. Pagan, all'alba è una di queste. Nell'immensa
pianura, segnata solo dal baluginare argenteo del grande fiume
Irrawaddy, le sagome chiare di centinaia di pagode affiorano
lentamente dal buoi e dalla nebbia: eleganti, leggere; ognuna come
un delicato inno a Buddha. Dall'alto del tempio di Ananda si sentono
i galli cantare, i cavalli scalpicciare sulle strade ancora
sterrate. È come se una qualche magia avesse fermato questa valle
nell'attimo passato della sua grandezza". Cena e pernottamento.
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| 10°
giorno BAGAN |
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Pensione completa. Intero giorno dedicato alle
visite in questa grande valle che è a dir poco straordinaria. Pagan
fu una capitale indipendente fino al 1298 quando fu presa e
distrutta dagli invasori mongoli. Nel 1826 fu teatro di
combattimento con gli Inglesi. Quello che resta della città reale,
ora protetta e considerata zona archeologica, è una profusione di
pagode e templi dislocati in ogni dove, tanto che lo sguardo quasi
non può giungere a posarsi in alcun luogo. Vive ancora ed è
testimoniato il grande fervore religioso del regno di Pagan, oggi
come ieri e, nonostante gli innumerevoli terremoti, si possono
distinguere nettamente i diversi stili architettonici dell'arte
birmana. Impressiona il grandioso tempio a croce greca di Ananda,
con le sue perfette proporzioni che lo rendono una sublime opera
d'arte del XII secolo pressoché intatta. Il re che lo fece
costruire per ricreare in questa valle terrosa il paesaggio mitico
dell'Himalaia, lo volle con i grandi pinnacoli bianchi a
simboleggiare le grandi cime innevate di questa catena di monti, di
cui parlavano i monaci venuti dall'India. È costruito in mattoni e
rivestito all'esterno di bassorilievi in terracotta smaltata e
comprende all'interno un gran numero di cappelle precedute da
vestiboli. All'interno quattro magnifiche e grandi statue del Buddha
Illuminato in diverse posizioni erette e, lungo i quattro corridoi
laterali, migliaia di nicchie con raffigurazioni episodiche della
vita del principe Siddharta. Ed ancora il tempio Htilominlo con
affreschi murali che raffigurano il Buddha del futuro, il tempio
Thatbyinnyu, il più alto di Bagan sulla sponda del fiume Ayeyarwady
(Irrawaddy), la piccola e leggiadra pagoda Shwesandaw e la pagoda
Shwezigon di Nyaung Oo. La visione di Pagan può suscitare forti
emozioni. Così si legge sul periodico d'orientamento
"Carte": "Non molto è cambiato da allora e
dall'inizio degli anni 80 quando mi ci sono recato per la prima
volta e questa piana si chiamava Pagan. Camminando tra gli oltre
2000 templi si è penetrati, invasi, avvolti da una ineguagliabile
serena atmosfera in cui regna il silenzio, mentre lo sguardo
percorre la pianura circostante. Perdersi, girovagare tra queste
innumerevoli, incredibili memorie del passato, non guardare
l'orologio, dimenticare che giorno sia, avere solo come riferimento
il momento del tramonto. A quell'ora cercarsi un punto elevato su
cui salire per assaporare lentamente la fine del giorno".
Visita inoltre dei monumenti di Minnanthu, a sud-est di Pagan che
sono da poco accessibili. Molti di questi monumenti contengono
affreschi di pregevole fattura con evidenti influenze della cultura
cinese, tibetana e indiana.
Pernottamento.
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| 11°
giorno BAGAN/YANGON |
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Prima colazione e completamento delle visite.
Seconda colazione. Nel tardo pomeriggio trasferimento all'aeroporto
di Nyaung Oo e partenza per Yangon. Cena e pernottamento.
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| 12°
giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA |
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Prima colazione. In mattinata trasferimento
in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa
del volo per l'Italia. Notte in volo.
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| 13°
giorno ROMA |
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Arrivo in Italia nelle prime ore del
mattino.
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° KYAKTIYO
E MOULMEIN
| 12°
giorno YANGON/BAGO
(PEGU)/KYAKTIYO |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Pegu, l'antica capitale del Myanmar meridionale fondata nel
573 d.C. che oggi si raggiunge con circa due ore di viaggio
(80 Km). Un tempo la città si trovava sul fiume omonimo ed
era importante non solo come centro religioso di
pellegrinaggio ma anche per l'attività del suo porto
commerciale. Oggi si presenta ricca di templi e pagode. Appena
fuori la città, sosta per la visita di 4 grandi statue del
Buddha seduto all'interno della pagoda Kyaik Pun. Giunti a
Pegu, visita della imponente e grande pagoda dorata Shwemandaw
che esiste da oltre mille anni, nonostante la devastazione
subita nel tempo da innumerevoli terremoti. Poco lontano la
piccola pagoda Hintha Gone sulla sommità di un collina da cui
si gode di un bel panorama. Visita quindi della splendida
statua del Buddha sdraiato di Shwethalyaung: una statua enorme
lunga 55 metri considerata tra le più grandi immagini
esistenti del Gautama. Seconda colazione e proseguimento per
Kyaktiyo (110 Km, 3 ore) nel Myanmar sud-orientale, il paese
dei Mon. Si giunge a Kimpun, campo base per la salita al monte
sacro di Kyaktiyo e si procede per la vetta del monte alto
1100 metri. Dopo un primo tratto raggiungibile con mezzi di
trasporto si prosegue a piedi per un percorso, ripido e
faticoso, in circa 45 minuti (4 Km in salita - sul posto sono
disponibili delle portantine a pagamento). Qui si trova uno
stupa costruito sulla cima di un masso tondeggiante ricoperto
da lamine d'oro ed in equilibrio precario (roccia d'oro).
Questo luogo di devozione è frequentato da una folla di
pellegrini, soprattutto da novembre a maggio. Cena e
pernottamento.
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| 13°
giorno KYAKTIYO/MOULMEIN |
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Prima colazione e partenza per Moulmein,
distante circa 120 Km e raggiungibile in 4 ore. Lungo il
percorso sosta a Bilin e a Tathon. In quest'area si trovano i
villaggi Karen, gruppo originario della Birmania, che mantiene
le antiche tradizioni e la propria originalità con il
completo controllo del territorio. I Karen, che
sostanzialmente vivono coltivando il riso in campi terrazzati
secondo antiche tradizioni, tessono splendidi abiti etnici dai
vivaci colori; la loro società è di tipo matriarcale e la
loro discendenza è quindi tracciata dalla linea materna.
Seconda colazione in corso di viaggio. Arrivo a Moulmein. Cena
in ristorante locale e pernottamento.
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| 14°
giorno MOULMEIN |
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Prima colazione e visita della città, la
quarta della Birmania, che si trova 260 Km a sud di Yangon. È
l'antica capitale del tempo coloniale, situata sul delta del
fiume Thanlwin che conserva l'affascinante atmosfera di quei
tempi. Dalle sue colline si ammirano bei panorami sulla città
e sul porto. Visita della pagoda Mahamuni in tipico stile Mon
e della pagoda Kyaik thanlan dove si trova lo stupa più alto
della città. È questa la pagoda nei pressi della quale la
ragazza di Kipling nel suo libro "Mandalay" guarda
pigramente il mare. Sosta al mercato Zyegyi dove si vende un
po' di tutto. Seconda colazione e cena in ristoranti locali.
Pernottamento.
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| 15°
giorno MOULMEIN/YANGON |
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Prima colazione. In tarda mattinata
trasferimento in aeroporto e partenza per Yangon. Seconda
colazione libera. Pomeriggio libero. Cena e pernottamento.
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| 16°
giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA |
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Prima colazione. In mattinata trasferimento
in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa
del volo per l'Italia. Notte in volo.
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| 17°
giorno ROMA |
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Arrivo in Italia nelle prime ore del
mattino.
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° MRAUK
U
| 12°
giorno YANGON/SITTWE/MRAUK U |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto
e partenza per Sittwe, città portuale dello stato Rakhine
(Arakan). Trasferimento al porto e partenza con barca a motore
per Mrauk U risalendo i fiumi Kaladan, Theinganadi e Henyakaw.
La navigazione si effettua in circa 3 ore e mezza. Arrivo a
Mrauk U, in passato centro di uno fra i più potenti regni
birmani che durò oltre 300 anni. Oggi la regione è
attraversata da molti corsi d'acqua e fortemente coltivata.
Seconda colazione in corso di viaggio. Cena e pernottamento.
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| 13°
giorno MRAUK U |
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Pensione completa. Visita della vasta zona
archeologica dove vi sono splendidi templi databili intorno al
1500 che, a differenza di quelli di Pagan che sono in una
bassa piana, sono invece in una zona collinare a ridosso di
rilievi che caratterizzano e circoscrivono meglio ogni ambito
monumentale. Tra un centinaio di monumenti si visitano la
pagoda Sakyamanaung, la pagoda Yadanapon, la pagoda
Laungbanpyauk, il tempio Khoe Taung, ed il piccolo tempio
Pitaka Taik che conteneva i testi del canone buddista.
Visita inoltre di villaggi appartenenti ad alcuni
gruppi etnici minoritari quali le tribù Rackhine, Zo e Chin
di origine tibetana, fondamentalmente
animisti.
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| 14°
giorno MRAUK U |
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Prima colazione ed intero giorno dedicato
alla conoscenza di altri gruppi etnici minoritari che vivono
tra i monti. Ricordiamo che nel Myanmar, oltre all'etnia
predominante birmana, vivono molte diverse altre etnie
provenienti dall'Assam (India), dalla Cina e dal Tibet che
differiscono tra loro per lingua e cultura e che qui si sono
stanziate secondo un flusso migratorio derivato dalla presenza
di acque abbondanti che hanno sempre reso coltivabile il
territorio. Seconda colazione al sacco. Cena e pernottamento.
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| 15°
giorno MRAUK U/SITTWE/YANGON |
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Prima colazione, trasferimento al molo e
rientro a Sittwe. Lungo il percorso sosta presso una delle
isole dove vive la tribù di pescatori Myio che oltre alla
pesca si dedica alla tessitura di bellissimi tessuti. Arrivo a
Sittwe, trasferimento in aeroporto e partenza per Yangon. Cena
e pernottamento.
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| 16°
giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA |
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Prima colazione. In mattinata trasferimento
in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa
del volo per l'Italia. Notte in volo.
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| 17°
giorno ROMA |
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Arrivo in Italia nelle prime ore del
mattino.
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° estensione
mare a NGAPALI
| 12°
giorno YANGON/THANDWE/NGAPALI |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto
e partenza per Thandwe (Sandoway). Arrivo e trasferimento a
Ngapali, una destinazione divenuta solo recentemente
accessibile al turismo internazionale. La spiaggia di sabbia
bianca ancora incontaminata di Ngapali è lunga oltre 3 Km ma,
superando facilmente piccoli promontori rocciosi essa si
estende ancora a nord e a sud. Si possono anche visitare i
piccoli villaggi dove si vive di pesca, di riso e di noci di
cocco che qui abbondano. Sistemazione presso il Bay View Beach
Hotel, il migliore albergo di Ngapali. Pasti liberi.
Pernottamento.
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| 13°
e 14° giorno NGAPALI |
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Pernottamento e prima colazione in hotel.
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| 15°
giorno NGAPALI/THANDWE/YANGON |
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Prima colazione. Nel pomeriggio
trasferimento all'aeroporto di Thandwe e partenza per Yangon.
Cena e pernottamento.
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| 16°
giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA |
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Prima colazione. In mattinata trasferimento
in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa
del volo per l'Italia. Notte in volo.
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| 17°
giorno ROMA |
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Arrivo in Italia nelle prime ore del
mattino.
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