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REGNI D'ACQUA
Cambogia e Myanmar


Programma di Viaggio


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• Abbiamo ritenuto più opportuno iniziare il viaggio in Cambogia in quanto l'area monumentale di Angkor è ormai tra le più visitate del mondo e tale realtà può sorprendere i viaggiatori italiani che, pur rimanendo assolutamente affascinati dalla grandiosità dei templi, non trovano in Cambogia la spiritualità offerta che contagia il cuore di tutti i visitatori che si recano in Myanmar. È un viaggio dunque che combina la bellezza del territorio, la stupefacente imponenza dei templi di Angkor in Cambogia, la spiritualità dei centri monumentali, i capolavori architettonici dei templi di Bagan, delle pagode di Mandalay e l'infinita dolcezza della popolazione birmana. Un viaggio in una porzione dell'antico territorio indocinese (età paleozoica), gigantesco ponte tra la parte continentale dell'Asia e l'Australia. Sono culture discese millenni fa dalla Cina e dall'India lungo i corsi d'acqua dei fiumi, culture che si sono identificate con un territorio di massicce montagne coperte di foreste, gole profonde e immense pianure alluvionali. Sono culture sensazionali e progredite che sovrapponendosi e integrandosi hanno dato vita ad opere monumentali dove l'uomo, assettato d'immenso, manifesta in concreto la propria dimensione spirituale. Sono popoli che non hanno mai avuto timore di sostenere lo spirito, anche quando è sembrata prevalere la strumentalizzazione dell'uomo sull'uomo, anche a costo di morire come martiri. Ci viene offerta l'opportunità di conoscere questa dimensione straordinaria che è a volte un po' sopita nell'uomo dell'occidente che camminando sulla via della produttività economica, non sempre si dimostra capace di determinare con chiarezza la scala dei valori che differenzia gli uomini dagli altri esseri viventi. Questi popoli hanno oggi bisogno di noi, della nostra attenzione; hanno bisogno delle nostre capacità professionali, della consapevolezza data dall'istruzione, delle nostre conoscenze scientifiche, della nostra evoluzione tecnologica e ancor di più hanno bisogno della capacità che l'occidente ha ormai acquisito di comprendere l'importanza della valorizzazione del patrimonio storico, tradizionale, sociale e ambientale, avendo bene sperimentato i danni, spesso irreparabili, derivanti dal disprezzo delle diversità, dall'omologazione culturale, dalla disattenzione per l'ambiente, in sintesi dall'egoismo e dalla presunzione. Forse è utopia pensare di concedere i mezzi senza chiedere nulla in cambio, forse è una conquista ancora da fare, forse questo viaggio è un'ulteriore opportunità di riflessione. Questo itinerario è caratterizzato dal volo diretto Siem Reap (Angkor)/Bangkok che ci permette di transitare una sola volta da Phnom Penh. Ed inoltre si può concludere il viaggio con un soggiorno al mare perfettamente organizzato nella località di Ngapali in Myanmar. •


Estensione al mare a Ngapali

1° giorno ROMA/KUALA LUMPUR

Partenza da Roma per Kuala Lumpur, con voli di linea della Malaysia Airlines. Pasti e notte in volo.
 

2° giorno KUALA LUMPUR/PHNOM PHEN

Arrivo a Kuala Lumpur e volo in coincidenza per Phnom Phen, capitale della Cambogia. Trasferimento in hotel. Seconda colazione e visita di questa città che si trova alla confluenza tra i fiumi Mekong e Tonlesap. Phnom Penh fu la città più gradevole tra quelle edificate dai Francesi: vi si trovano il Palazzo Reale con la pagoda d'Argento così chiamata per il pavimento coperto interamente da piastrelle d'argento, il museo del genocidio (assolutamente da non mancare) e il museo nazionale che conserva splendidi capolavori dell'arte Khmer. Cena e pernottamento.
 

3° giorno PHNOM PENH/SIEM REAP

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Siem Reap. Arrivo ed inizio delle visite partendo da questo piccolo centro a pochi chilometri dai meravigliosi templi di Angkor, l'incredibile capitale dell'impero Khmer considerata retaggio della cultura dell'umanità e una delle meraviglie del mondo. Le rovine di Angkor, per cinque secoli e mezzo capitale dell'impero, sono impressionanti ed estese su una superficie di molti Km tanto che la visita totale di esse non sarà mai possibile. Non sarà nemmeno possibile parlarne tanto la grandiosità sfugge a qualsiasi terminologia. I templi mirabili sorgono in mezzo alla foresta, avvolti dalle liane in un tutt'uno ormai inscindibile.
La capitale monumentale che vive ormai in simbiosi con la foresta, fondata da Yasovarman (889-910) che edificò il primo tempio-montagna, è quanto di più impressionante si possa immaginare. Iniziamo con la visita dei templi di Angkor Tom, ultima capitale fortificata del regno Khmer, che si estendono su 10 Kmq con il Bayon, un enorme tempio buddista adornato da una profusione di bassorilievi. È al re Yayavarman VII che si deve la recinzione di mura della quadrata Angkor Tom. Ed ancora visita dell'Angkor Vat, il tempio più bello e più celebre con la sua superficie di 1.950.000 mq ed il muro interno di 1025 metri per 800: certamente il tempio più grande del mondo. Davanti ai nostri occhi tutta la plasticità, l'eleganza, la spiritualità estrema dell'arte Khmer nel suo momento più eccelso. Seconda colazione in corso di visita. Cena e pernottamento.
 

4° giorno SIEM REAP

Pensione completa. Intero giorno dedicato al completamento delle visite di altre infinite testimonianze dell'abilità scultorea dei Khmer. L'infaticabile attività costruttiva del re Yayavarman VII diede origine al Ta Prohm, eretto nel 1186. Chiuso da una cinta esterna lunga un chilometro e larga 600 metri con porte d'accesso dominate da torri con i volti del Buddha, più che un tempio è un insieme di gallerie, di sale, di cappelle a costituire un immenso monastero buddista. Alcuni documenti attestano che nel tempio soggiornavano 79.000 persone che traevano sostentamento dal possesso di 3100 villaggi che il sovrano aveva dedicato al tempio stesso. Il Ta Prohm è l'unico tempio della zona visitabile che è stato lasciato così come apparve ai primi esploratori francesi del 19° secolo, con i monumenti imponenti coperti dalle radici gigantesche di alberi secolari. Ed ancora il Ta Keo raffigurante un colossale mandala tridimensionale e molti altri templi induisti e buddisti, pagode, vasche, piazze e terrazze i cui nomi assumeranno importanza solo dopo averli visitati.
 

5° giorno SIEM REAP/BANGKOK/YANGON (RANGOON)

Prima colazione e mattino libero. Trasferimento in aeroporto e partenza per Yangon, via Bangkok. Seconda colazione in volo. Arrivo nella capitale del Myanmar e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
 

6° giorno YANGON

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita della città. Sappiamo che i Birmani erano soliti lavorare non più dell'indispensabile rifiutandosi di coltivare maggiori quantità del riso necessario al loro sostentamento. Ovviamente i colonizzatori inglesi, che invece avevano ben altre necessità legate allo sfruttamento di un terreno così fertile, avendo assoldato coloni indiani più attivi delle popolazioni locali, si trovarono ben presto nella condizione d'aver bisogno di un porto sul mare per l'esportazione. Così un piccolo villaggio di pescatori diventò una grande città portuale, oggi capitale del Paese. In tutta la città regna un "quasi silenzio" nonostante la presenza di innumerevoli gruppi che periodicamente espongono le loro volontà e le loro rivalità. La visita include il museo nazionale che custodisce, oltre ad altri oggetti preziosi, il famoso Trono del Leone utilizzato dai re birmani fino alla colonizzazione britannica (1826-1947) e che gli Inglesi restituirono al Paese nel 1964; la pagoda Sule con lo stupa d'oro ottagonale al cui interno si trova una reliquia del Buddha storico; la pagoda Botataung con il suo tipico zedi cavo che contiene innumerevoli reliquie ed infine il grande Buddha reclinato (Chaukhtatgy), custodito in un grande capannone. Seconda colazione in ristorante locale. Ed ancora visita della grande e meravigliosa pagoda Shwedagon che lo zelo buddista ha fatto erigere con la cupola tutta d'oro, che vale oltre 200 miliardi e visibile da ogni punto della città. Oltre al valore intrinseco dell'opera vale l'atmosfera mistica del luogo, tintinnante, odorosa di mango e incenso, corollata da mille fiori delicati. Cena e pernottamento.
 

7° giorno YANGON/MANDALAY

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Mandaly. Arrivo ed inizio delle visite. Partenza per Amarapura, antica capitale sulla costa orientale del fiume Irrawaddy a pochi Km da Mandalay. Vi si visita il più grande monastero del Paese, il Mahagandhayon. Qui si può fare una esperienza davvero particolare, fra oltre 700 monaci-bambini e monaci-adulti amichevoli e ospitali. Le acque poco profonde di un lago che durante la stagione secca si prosciuga, sono attraversate da un vecchio ponte pedonale tutto in legno di tek chiamato U Bein. Vi si sosta per un breve ristoro. Avvicinandoci alle colline di Sagaing che si trovano sulla sponda occidentale del fiume, si osservano dall'alto i resti di palazzi, di belle e numerose pagode in un insieme spettacolare e ameno. Anche questa città, come Amarapura e Ava, fu per periodi alterni capitale dei potenti regni birmani (1300-1700). Con l'ausilio di una barca a motore si giunge ad Ava, antica capitale come Sagaing. Si trova su una piccola isola in mezzo al fiume e la visita della zona interna alle antiche mura si effettua con tipici calessi. Seconda colazione e rientro a Mandalay. Visita quindi della pagoda Mahamuni con la grande statua bronzea ricoperta d'oro del Buddha proveniente da Mrauk U e della pagoda Kuthodaw dove si trovano 730 lastre di marmo poste ognuna su un piccolo stupa e incise con iscrizioni relative alle regole buddiste. Quindi visita del monastero ligneo Shwenandaw che in passato faceva parte dello stesso comprensorio ed al tramonto salita alla collina di Mandalay, alta 239 metri. Disseminati ai fianchi della stessa, piccoli templi e scalinate coperte, dove una moltitudine colorata di monaci, astrologi, venditori ambulanti pregano, mercanteggiano, divinano. Vicino alla sommità si trova una particolare statua del Buddha, unica al mondo per il suo mudra (posizione simbolica delle mani). Cena e pernottamento.
 

8° giorno MANDALAY/BAGAN (Pagan)

Prima colazione e con una breve navigazione sul fiume Irrawaddy arrivo a Mingun, un piccolo villaggio sulla riva occidentale dove si trovano fondamenta di una grande pagoda rimasta incompiuta, una campana in bronzo di dimensioni colossali intorno alla quale vive una sorridente e varia umanità, la bianca pagoda Myatheindan con sette terrazze concentriche, una casa buddista che ospita gli anziani dove l'atmosfera è serena e dove vi possono essere incontri memorabili e toccanti. Rientro a Mandalay per la seconda colazione. Nel tardo pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per Pagan. Cena e pernottamento..
 

9° giorno BAGAN

Prima colazione ed intero giorno dedicato alle visite. Pagan è un centro monumentale, antica capitale del regno omonimo fondato all'inizio dell'era cristiana. I monumenti sono circa 500 e quasi esclusivamente sacri dove l'architettura tipicamente birmana fortemente individualizzata esplode in una vasta sequela ben armonizzata con altre costruzioni di stile singalese ed indiano. L'insieme è sorprendente, con una profusione di pinnacoli decorativi che si innalzano nell'arco di venti Km. Il fervore religioso che ha prodotto questo immenso complesso sacro fa intuire l'antico splendore di questa capitale che visse il suo periodo d'oro sotto Anawrahta, il sovrano che vi regnò dal 1044 al 1077. Certo oggi rimangono solo i monumenti sacri costruiti in pietra, seppure così innumerevoli: il resto della città non esiste più perché gli edifici erano costruiti con il materiale delle foreste, tek, palissandro, sandalo e bambù. La città fu abbandonata improvvisamente alla fine del 1200, forse a causa di un terremoto o per paura delle invasioni dalla Cina. Oggi intorno ai templi ed alle pagode vivono solo pochi contadini che coltivano il terreno e poco distanti dalle rovine gli abitanti della nuova Bagan, poveramente industriosi. Si possono acquistare lacche e terraglie che sono i prodotti tipici da sempre. Si legge sul periodico di orientamento "Carte": "Dall'alto, prima di allontanare lo sguardo sulla vasta pianura dove otto secoli fa vivevano centinaia di migliaia di persone, si nota a poca distanza una piccola graziosa costruzione bianca detta 'zedi del computo', così chiamata forse perché edificata utilizzando un mattone su ogni diecimila di quelli usati per elevare il Thatbyinnyu Pahto. Qui sopra occorre dimenticare i tanti tramonti a cui si è assistito, non guardare, come si è sempre tentati di fare, l'ultimo spicchio di sole che si immerge nell'orizzonte con quel senso di velata malinconia che ci prende ad ogni scomparsa del sole, quasi che si perda definitivamente qualcosa. Osservare, invece del sole che va via, ciò che resta: sagome prima sempre più rosate e poi evanescenti, contorni confusi con altre forme, cumuli, mattoni sovrapposti. Gioielli architettonici che i colori e le luci del tramonto e dell'imbrunire trasformano in innumerevoli sagome come di enormi termitai. Ovunque si guardi emergono 'zedi e pahto', alcuni si elevano orgogliosi con i loro pinnacoli per decine di metri, altri sono modesti ma indispensabili elementi di questa fastosa, eccessiva scena. Tutto memoria e presente di una religiosità che ha lasciato segni materiali di una devozione che non ha eguali, neppure in luoghi molto più noti e visitati come Roma, Gerusalemme, Varanasi, Mecca.... Nella piana sottostante tra cespugli, arido terreno e alberi, emergono edifici in mattoni rossi e alcune guglie bianche. L'effetto cromatico è molto coinvolgente: il verde degli arbusti, gli alberi, l'ocra, il dorato dei templi, il rosso della maggior parte delle costruzioni, il raro bianco che il raffinato pittore per oltre due secoli ha dipinto su questa pianura. L'ha arricchita di mattoni cotti in forno, rivestiti di intonaco e decorati con rilievi a stucco, dipinti murali, mattonelle invetriate, sculture in bronzo e tek, iscrizioni. Stupa, senza spazi interni, a volte a forma di bulbo che si dice contengano reliquie del Buddha; 'pahto', accessibili all'interno, con immagini dell'Illuminato; 'gu e ku' templi di piccole dimensioni". Seconda colazione, cena e pernottamento.
 

10° giorno BAGAN/YANGON

Prima colazione e visita dei monumenti di Minnanthu, a sud-est di Pagan che sono da poco accessibili. Molti di questi monumenti contengono affreschi di pregevole fattura con evidenti influenze della cultura cinese, tibetana e indiana. Seconda colazione. Nel tardo pomeriggio trasferimento in aeroporto quindi partenza per Yangon. Cena e pernottamento.
 

11° giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Seconda colazione in volo. Cena libera. Attesa del volo per Roma in partenza attorno alla mezzanotte. Notte in volo.
 

12° giorno ROMA

Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino. 

Estensione al mare a Ngapali

11° giorno YANGON/THANDWE/NGAPALI

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Thandwe (Sandoway). Arrivo e trasferimento a Ngapali, una destinazione divenuta solo recentemente accessibile al turismo internazionale. La spiaggia incontaminata di sabbia bianca di Ngapali è lunga oltre 3 Km ma, superando facilmente piccoli promontori rocciosi essa si estende ancora a nord e a sud. Si possono anche visitare i piccoli villaggi dove si vive di pesca, di riso e di noci di cocco che qui abbondano. Sistemazione presso il Bay View Beach Hotel, il migliore albergo di Ngapali. Pasti liberi. Pernottamento.
 

12° giorno NGAPALI

Pernottamento e prima colazione in hotel.
 

13° giorno NGAPALI/THANDWE/YANGON

Prima colazione. Nel pomeriggio trasferimento all'aeroporto di Thandwe e partenza per Yangon. Arrivo e trasferimento in hotel. Cena e penottamento.
 

14° giorno YANGON/KUALA LUMPUR/ROMA

Prima colazione. In mattinata trasferimento in aeroporto e partenza per Kuala Lumpur. Attesa del volo per Roma in partenza attorno alla mezzanotte. Notte in volo.
 

15° giorno ROMA

Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino.


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