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DA PALMIRA A PETRA
Siria e Giordania


Programma di Viaggio
Giordania

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Paesi destinazione

 
 

• È un viaggio completo, realizzato in un ampio contesto storico-geografico per conoscere la cultura araba dalle prime civiltà fino all'epoca attuale. Le nostre visite iniziano in Siria dove soggiorniamo per otto notti data la molteplicità dei luoghi di interesse. Si visitano anche località sul fiume Eufrate e Rasafa, senz'altro dopo Palmira la più importante e bella città del deserto. Ed ancora la grandiosa e monumentale Baalbeck, in territorio libanese. Le cinque notti in Giordania consentono la visita delle località più importanti e più spettacolari. Due notti a Petra permettono di dedicare un giorno intero alla incomparabile città nabatea ed una approfondita visita del deserto di Wadi Ram, unico al mondo sia per l'importanza geologica, che per la rilevanza storica e la fine bellezza. Il viaggio non è eccessivamente faticoso, per quanto è bene preventivare qualche lungo spostamento in pullman ed un certo impegno fisico soprattutto nella stagione estiva per la visita dei siti che sono peraltro numerosi. •


1° giorno ITALIA/DAMASCO

Partenza per Damasco con volo di linea. Arrivo e trasferimento in hotel. Pernottamento.
 

2° giorno DAMASCO

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita della splendida capitale posta al centro di un'oasi fertile ai margini del deserto. Il suo nome è presemitico e la città è ritenuta una delle più antiche del Vicino Oriente. Ebbe un primo periodo di splendore dal X all'VIII secolo a.C. come capitale di un regno aramaico spesso in conflitto con i suoi vicini, gli Israeliti. Soccombette infine sotto i colpi degli Assiri nel 732 a.C. Di questo periodo non si è ritrovato che una stele ornata da una sfinge alata, opera che rivela influenze fenicie. Le origini della città attuale si fanno risalire a una data imprecisata dell'epoca ellenistica; infatti, la pianta antica rivela che la città fu fondata dai greci e sviluppata dai romani. In particolare si visitano il museo nazionale e la moschea degli Omayyadi. Una delle più interessanti attrattive della capitale e delle altre città siriane è l'hammam, il bagno pubblico. Costruiti dagli imperatori romani, i bagni di Damasco divennero celebri nel mondo per la raffinatezza delle architetture e delle decorazioni: i più noti, tuttora in funzione, sono quelli di Nur al-Din, al-Ward e del Moqaddam. Di notevole importanza anche la Tomba di Saladino, i vecchi suq, la moschea Techie Suleimanie, il palazzo Azem con il museo delle arti e delle tradizioni popolari e nella parte antica la chiesa di San Paolo, la Cappella di Anania, la Via Recta, Bab el-Sharqi e Bab el-Tuma (porta dell'Est e porta di San Tommaso). Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

3° giorno DAMASCO/BAALBECK/HAMA

Prima colazione e partenza per Baalbeck, in territorio libanese. Il solo nome di questo imponente complesso monumentale richiama il mistero e risveglia l'eco di leggende dove si parla di palazzi colossali costruiti per una strana razza di popolo gigantesco e antidiluviano. Da Baalbeck hanno anche origine ipotesi temerarie su possibili visitatori provenienti dallo spazio al limite dell'immaginazione, del mito e della storia. Questo luogo, imponente in ogni senso, con le colonne templari più alte del mondo, ha conservato un'atmosfera magica e oscura che non mancherà di impressionare. Seconda colazione in ristorante locale. Nel tardo pomeriggio proseguimento per Hama, sul fiume Oronte, famosa per le antiche norie in legno, costruite dai romani per l'elevazione dell'acqua verso gli acquedotti. È la perfezione di un sistema idraulico che funziona fin dal XIV secolo: il cigolare lento delle norie mosse dall'eterno scorrere del fiume, distribuisce acqua ai giardini e alle case della città. Cena e pernottamento.
 

4° giorno HAMA/APAMEA/EBLA/ALEPPO

Prima colazione e partenza Apamea, antica città seleucide con importanti resti romani e bizantini. Fu, infatti, una delle tre principali città dell'immenso regno che all'inizio del III secolo a.C. andava dal Mediterraneo fino alla valle dell'Indo, con Antiochia sull'Oronte e Seleucia sul Tigri. Seleuco Nicatore, generale di Alessandro Magno, se ne impossessò nel 300 a.C. dopo una trentina d'anni di lotte, fortificandola e rendendola quasi inespugnabile. Apamea, dal nome della moglie di Seleuco, esisteva già con il nome di Pharnake prima della conquista di Alessandro e fu una delle più belle città dell'oriente ellenistico. Ma Pompeo, ridotta la Siria a provincia romana, giungendo ad Apamea, ne distrusse le fortificazioni. In questo periodo fu un centro fiorentissimo e raggiunse i 120.000 abitanti poco prima della nascita di Cristo. In seguito Cosroe I di Persia della dinastia dei Sasanidi (531-579 d.C.) la saccheggiò fino a che parecchi terremoti, dei quali il più memorabile fu quello del 1152, la annientarono del tutto. La cinta antica, della quale sono visibili molti resti, aveva un perimetro di 6.300 metri. La città si estendeva su un territorio irregolare ed accidentato ma la pianta seguiva il tipico schema urbanistico delle città ellenistiche e romane con strade che si incrociano ad angolo retto. Il cardo, l'arteria principale della città, è ancora oggi imponente con le splendide colonne, in parte rimesse in piedi, che presentano una grande varietà formale (a fusto liscio o a scanalature a tortiglione). Un tempo esse delimitavano i portici sotto ai quali si aprivano edifici pubblici, negozi, botteghe artigianali e cortili di grandi dimore dove si depositavano le merci. La città dà la sensazione di essere stata appena distrutta dal terremoto, tanto l'atmosfera è rimasta intatta, creando concrete suggestioni e rievocazioni di tempi passati. Visita del caravanserraglio ottomano del XVIII secolo che conserva i magnifici mosaici di Apamea scoperti durante gli scavi. Dopo la seconda colazione proseguimento per la visita di Ebla. Tre grandi statue di basalto, una splendida testa femminile, manciate di lapislazzuli, frammenti e intarsi in avorio e calcare sono gli ultimi tesori emersi tra le sabbie di Ebla, la capitale di un impero dimenticato nel deserto siriano, contemporaneo alla Mesopotamia dei Sumeri e all'Egitto dei Faraoni. L'archeologo italiano professor Paolo Matthiae, scopritore della città, è impegnato da quasi trent'anni a riscrivere un intero capitolo del passato caduto nell'oblio da 4 millenni. Gli scavi e i testi scritti, recuperati dagli archeologi, hanno consentito di ricostruire la storia della città che una nota dell'epoca di Hammurabi definisce "più potente di Babilonia". Visita del museo di Idlib dove sono conservati importanti reperti provenienti dagli scavi. Nel pomeriggio proseguimento per Aleppo. Cena e pernottamento.
 

5° giorno ALEPPO/SAN SIMEONE/ALEPPO

Prima colazione e visita della città, la più importante dopo Damasco. Sosta alla cittadella fortificata che appare in tutta la sua imponenza al centro della città, proprio accanto ai vecchi suq. Edificata nella sua forma attuale dagli arabi nel XII secolo e sebbene successivamente sottoposta a parziali modifiche, costituisce ancora un valido esempio di architettura militare musulmana. Visita quindi dei quartieri della città vecchia, con cortili in stile ottomano e seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio visita dei resti della cattedrale di San Simeone (Qalat Saamman), importante "città morta" dell'alta Siria che si trova a 30 Km da Aleppo. Visita della basilica dove 15 secoli fa visse e predicò il Santo stilita. Il luogo, divenuto per molti secoli centro di culto e pellegrinaggio, conserva un fascino e una suggestione senza eguali. Rientro ad Aleppo. Cena e pernottamento.
  

6° giorno ALEPPO/RASAFA/PALMIRA

Prima colazione. Partenza per la visita di Rasafa (Sergiopolis), la più interessante città del deserto dopo Palmira che si trova 166 Km a sud-est di Aleppo, città menzionata negli annali assiri e nella Bibbia sotto il nome di "Rezeph". Rasafa è quindi antichissima anche se raggiunse il massimo splendore sotto il dominio dei Romani e dei Bizantini. San Sergio vi fu martirizzato nel II secolo d.C. sotto Diocleziano e divenne il santo patrono della città con la legalizzazione del cristianesimo; fu per questo che per diverso tempo la città venne chiamata Sergiopolis. Questa splendida località desertica conserva ancora una cerchia muraria tuttora in buonissimo stato, probabilmente eretta sotto il regno dell'imperatore bizantino Anastasio (491-518), ed il cardo, la via principale della città, che conduce dall'entrata a nord fino alla basilica di San Sergio. La basilica ha tre navate con pilastri cruciformi ed una abside fiancheggiata da due torri quadrate. Un po' ad ovest rispetto alla basilica giacciono le rovine informi di una costruzione rettangolare che doveva essere la residenza del califfo omayyade Hisham ibn Abd al-Malik (723-743) all'interno della cinta muraria, prima che questi si trasferisse nel palazzo che è stato localizzato a sud della città bizantina. Sotto i raggi del sole la città crea strani bagliori a causa del materiale gessoso con cui è costruita. Seconda colazione in corso di visita. Proseguimento per Palmira. Cena e pernottamento.
 

7° giorno PALMIRA

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita del sito archeologico. La prima notizia su Palmira, che in lingua semitica si chiamava Tadmor, risale agli inizi del II millennio a.C. e si trova in una tavoletta assira scritta in caratteri cuneiformi e trovata a Kultepe in Cappadocia. Nel XVIII sec. a.C. la città è menzionata nell'archivio di Mari, e di essa si parla anche nella Bibbia nel libro dei Re. Oggi il nome della città è legato a quello di Odenato e di Zenobia, i celebri quanto sfortunati sovrani che tentarono di sottrarsi al protettorato romano. In particolare Zenobia, una donna coraggiosa e risoluta, esercitò un grande fascino, vantava una discendenza da Cleopatra, conosceva il greco, il latino e l'egiziano e aveva scritto un epitome di storia orientale. Come comandante dell'esercito mostrò forza e coraggio degni di un uomo giungendo perfino a marciare a piedi alla testa delle sue truppe. Contro di lei si mosse Aureliano, intenzionato a porre fine al tentativo di Palmira di creare un regno indipendente che controllasse il traffico carovaniero che attraversava Siria e Arabia. La sua distruzione del 273 fu terribile e la città non si riprese più. Diceva Plinio il Vecchio: "Palmira è una città notevole per il sito, la ricchezza del suolo e l'abbondanza di acque. Da tutti i lati le sabbie circondano l'oasi e la natura l'ha sottratta al resto del mondo". Più recentemente Robert Wood che vide Palmira il 14 marzo del 1751 scriveva: "Scopriamo tutto a un tratto la più grande quantità di rovine, tutte di marmo bianco, che avessimo mai visto; e dietro tali rovine, verso l'Eufrate, una distesa di terreno piatto, a perdita d'occhio, senza il minimo oggetto animato". Seconda colazione, cena e pernottamento.
 

8° giorno PALMIRA/CRAC DEI CAVALIERI/MAALULA/DAMASCO

Prima colazione e partenza per la visita del Crac dei Cavalieri, gigantesco castello crociato dalle torri rotonde e dai contrafforti di pietra calcarea ricoperti, dopo tanto tempo, da una patina dorata. La splendida costruzione fu realizzata dall'ordine degli Ospedalieri tra il dodicesimo e tredicesimo secolo. Dopo la seconda colazione proseguimento per Maalula, piccolo villaggio che sorge all'interno di una gola delle montagne del Qalamun. È costituito da centinaia di casette a forma di piccoli cubi, appoggiati gli uni sugli altri, in parte scavati nelle asperità di una rupe verticale, che adornano sin quasi alla sommità. Per i singolari contrasti fra il colore degli intonaci pastello e della roccia, per il gioco bizzarro creato da minuscole finestre, aperture, ponticelli e loggette, per i movimenti di luci e di ombre, questo paesaggio è stato immortalato da numerosi pittori. Gli abitanti di Maalula, insieme a quelli dei vicini villaggi di Jabaadin e Bakhaa, parlano l'aramaico occidentale, un dialetto dell'aramaico, la lingua del medioriente parlata durante il I millennio a.C. ed usata per la scrittura dei libri di Esdra e Daniele nel Vecchio Testamento. Anche il Messia parlava l'aramaico e non l'ebraico perché a quel tempo era la lingua più diffusa in Palestina. Anche se la composizione dei Vangeli in aramaico, eccetto Matteo, è sostenuta da pochi studiosi, di fatto è certo che le fonti orali della tradizione evangelica erano in gran parte aramaiche in quanto le relazioni fra Israele e le tribù nomadi degli Aramei erano strette ed antiche. Aram appare come figlio di Sem e Nakhor, fratello di Abramo, che viveva in Aram Naha-raim (territorio della Siria settentrionale). Domina il villaggio il convento di San Sergio (Mar Sarkis) che racchiude una deliziosa chiesetta bizantina adorna di icone, il cui piano d'altare in marmo, dalla forma degli altari sacrificali pagani, risale al 300 d.C. Il convento di Santa Tecla è di fronte, sovrastato da un'ampia grotta all'interno della quale sgorga una sorgente ritenuta miracolosa. Proteggono la grotta, a guisa di grande sipario verde, le fronde di un albicocco cresciuto sulla roccia. Gli edifici e la chiesa che formano il convento sono raggiungibili salendo lunghe scalinate dalle quali la vista spazia sulle case sottostanti, in un variare di panorami. Si cercherà di visitare entrambi i conventi, quello di San Sergio e quello di Santa Tecla. Proseguimento per Damasco. Cena e pernottamento.
 

9° giorno DAMASCO/BOSRA/JERASH/AMMAN

Prima colazione e partenza per Bosra. La città è situata nella pianura dell'Hauran a circa 850 metri di altitudine. È l'antica e splendida capitale della provincia araba che, coi suoi palazzi illuminati, compare in sogno ad Amina madre del profeta Maometto. Prima era stata un centro molto importante del regno arabo nabateo. Ancora prima la troviamo citata nella lista di Tutmosi III e negli annali di Akhenaton nel 1334 a.C. Cosmopolitico centro commerciale, ha svolto un ruolo fondamentale nella politica, nella cultura e nell'economia del mondo arabo trovandosi all'incrocio delle grandi carovaniere che collegavano il golfo arabo-persico con il Mediterraneo e la penisola arabica con la periferia meridionale dell'impero bizantino. Nel VII secolo d.C. la fama di Bosra eguagliava quella di Damasco ed era nota nei più remoti paesi del favoloso Oriente. Durante il mese di Rajab, a Bosra si teneva un grande mercato che si prolungava per tre giorni, al quale convergevano le carovane delle più lontane regioni del mondo arabo fin dallo Yemen, lungo la mitica pista che, costeggiando il Mar Rosso, attraverso le oasi di Mecca e di Tayf, raggiungeva la Siria. Proseguimento per il confine con la Giordania, disbrigo delle formalità di frontiera ed arrivo a Jerash. Seconda colazione in ristorante locale e visita dei suoi resti, tra i più suggestivi del mondo. E' Gerasa, la più affascinante delle città ellenistiche della Decapoli, col suo indimenticabile foro colonnato a corolla, il più bello costruito dai Romani, coi maestosi templi delle divinità antiche e le numerose chiese dei più recenti secoli cristiani. Nel pomeriggio proseguimento per Amman. Cena e pernottamento.
  

10° giorno AMMAN/VIA DEI RE/UMM EL-RASAS/PETRA

Prima colazione e partenza per Petra percorrendo la Via dei Re. Sosta al Monte Nebo, a soli 27 Km da Amman, luogo dal quale Mosè vide la Palestina. E' uno straordinario balcone naturale che si distacca dall'altopiano dei Monti Abarin e dalle cui sommità, a sette-ottocento metri d'altezza, si può ammirare un grandioso panorama ad ovest, sulla valle del Giordano: l'oasi di Gerico ed il deserto di Giuda. Nei giorni particolarmente chiari si distinguono a occhio nudo le torri e le case sul monte degli Ulivi, a Gerusalemme, che dista appena una sessantina di chilometri in linea d'aria. Proprio da qui, circa 3500 anni fa, Mosè ammirava la Terra Promessa alla quale aveva guidato Israele, il suo popolo, ma che a lui personalmente non fu concesso di abitare. Nel luogo dove trascorse gli ultimi anni e morì, le prime comunità cristiane costruirono poi una chiesa memoriale in onore appunto di Mosè, profeta e uomo di Dio. Il santuario, identificato in epoca recente grazie alle note di viaggio di due pellegrini che lo visitarono nel IV-V secolo, è affidato dal 1933 alla Custodia di Terrasanta. Il piccolo convento francescano, nelle vicinanze, rappresenta il campo base delle campagne archeologiche annuali guidate da Padre Michele Piccirillo. Sul lato nord del cortile antistante la chiesa si accede al diaconicon-battistero, a un metro di dislivello e scoperto nell'estate del 1976. L'area orientale del battistero, addossata alla cappella funeraria, era occupata dal fonte battesimale in muratura a forma di croce. Al fondo della vasca si scendeva attraverso tre gradini su tre bracci della croce. Il pavimento è splendidamente mosaicato, firmato dai mosaicisti Soelo Kaiomo ed Elia e datato 6 agosto 531. Giungendo al villaggio biblico di Nebo, ricordato anche nella stele moabita di Mesha del IX sec. a.C., tra le tante, si può visitare la chiesa dei Santi Lot e Procopio. Il mosaico pavimentale di questa chiesa, dedicata al patriarca e martire Lot ed al martire di Cesarea Procopio, fu scoperto nel 1913 e non solo è tra i più belli ma anche uno dei meglio conservati. La località del villaggio di Nebo porta oggi il nome di Khirbet al-Mukhajjat. Proseguendo, visita del museo archeologico di Madaba, dei mosaici bizantini raffiguranti la famosa Carta della Palestina e dei mosaici di Umm el-Rasas, anch'essi perfettamente conservati. Quindi, attraversando la spettacolare gola di Wadi Mujib che segnava il confine tra le terre dei Moabiti e quella degli Amoriti, si giunge a Kerak, con la sua fortezza crociata costruita nel 1132 per ordine di Re Baldovino I sulla sommità di un altopiano. Questo luogo fu abitato dall'età del ferro e sappiamo, da fonti bibliche, che Kerak fu una delle città più importanti del regno di Moab. Seconda colazione. Arrivo a Petra, cena e pernottamento.
  

11° giorno PETRA

Prima colazione e intero giorno dedicato alla visita della città nabatea. Petra fu scoperta per caso nel 1812 da Burckhardt, lo studioso arabista che, conquistandosi impropriamente la fiducia dei beduini, si fece rivelare l'accesso alla città, esprimendo ad essi il desiderio di voler sacrificare una capra in onore di Aronne la cui tomba, come sappiamo, si trova sulla cresta di un'altura che si affaccia sull'intera valle. I beduini, stupitisi del fatto che Burckhardt fosse a conoscenza dell'esistenza di tale tomba e che esprimesse un tale desiderio, non esitarono a mostrargli il siq, l'unica via visibile di accesso alla città nabatea, l'unico accesso alla tomba di Aronne. Possiamo immaginare l'emozione di Burckhardt quando si trovò di fronte allo spettacolo che si mostrò ai suoi occhi: el Khazneh e poi quella profusione di monumenti scolpiti nella roccia. Senz'altro la stessa emozione che oggi ogni viaggiatore prova, nonostante sia passato molto tempo e da allora molto sia cambiato. Forse sta in questo la magia di Petra che inevitabilmente conquista ogni visitatore, anche il più disincantato. Seconda colazione all'interno della zona archeologica. Cena e pernottamento.
 

12° giorno PETRA/DESERTO/MAR MORTO/AMMAN

Prima colazione e partenza per il deserto di Wadi Ram, una vera meraviglia geologica con le sue montagne di basalto, arenaria e granito. Vi si giunge con auto fuoristrada partendo dal bivio della strada principale. Le formazioni rocciose di diverse colorazioni assumono qui forme straordinarie avendo subito l'erosione dei venti per milioni di anni. Tutto intorno distese desertiche di sabbia bianca, arancione e rosa; qua e là alcuni graffiti rupestri. Seconda colazione in corso di visita. Nel pomeriggio escursione al Mar Morto. In questo grande lago, una specie di tomba geologica, muore il Giordano e la Bibbia ambienta la tragedia di Sodoma e Gomorra. Il clima è sempre torrido, quasi tutto l'anno e l'atmosfera suscitata dal paesaggio è sempre drammatica e molto suggestiva a causa delle coste aspre, del colore scuro e tenebroso delle acque e delle distese di sale che da esse trasudano. Dopo la visita proseguimento per Amman percorrendo la superstrada del deserto. Cena e pernottamento.
 

13° giorno AMMAN

Prima colazione e mattino dedicato alla visita della capitale del regno hascemita di Giordania. Nacque su sette simboliche colline come le città più antiche della storia ed oggi si presenta come una città moderna, tutta candida per via della pietra biancastra con cui sono costruite quasi tutte le case per volere specifico di Re Hussein, morto l'8 febbraio del 1999. È suddivisa in diversi quartieri o distretti indicati da un nome preceduto dal termine Jebel (colle o montagna). L'uomo abitò in questa regione fin dall'età paleolitica così come testimoniano numerosi ritrovamenti di strumenti in selce dei cacciatori-raccoglitori. Recenti scavi effettuati in località Ain Ghazal, a nord della città, hanno portato alla luce un insediamento di case costruite ad arte e rifinite con preziosi pavimenti in gesso con innumerevoli figure umane che datano dell'età neolitica (circa 7000-4000 a.C.). Alcune tombe trovate in vari punti della città testimoniano che Amman fu abitata poi nel periodo del Tardo Bronzo (3200-2100 a.C.) e del Medio Bronzo (2100-1500 a.C.). Durante l'età del Ferro (1200-500 a.C.) Amman fu la capitale del Regno Ammonita ed era chiamata Rabbath Ammon. Nella Bibbia troviamo che la città fu campo di battaglia ai tempi delle conquiste territoriali di Re Davide e proprio questa città fu l'occasione della morte di Uria, marito di Betsabea. Dopo gli anni del dominio babilonese la città viene dimenticata dagli autori biblici. La sua storia ricomincia solo dopo che il generale Tolomeo II Filadelfo, re d'Egitto (285-247 a.C.) la conquistò strappandola al dominio greco e la ribattezzò Filadelfia. Nel I secolo a.C. entrò a far parte del grande impero degli arabi nabatei. Nel 30 a.C. Erode il Grande la conquistò e fu costruito sull'acropoli un tempio dedicato ad Ercole. Durante il dominio romano, la città faceva parte della Decapoli (lega delle dieci città) e conobbe un periodo di prosperità trovandosi lungo la pista delle carovane. Infatti, oggi risalendo ai periodi più antichi sono soltanto visibili i resti relativi all'epoca romana: ad esempio il grande teatro che può ospitare 5.000 persone e che è tuttora usato. Durante il periodo bizantino la città fu sede del vescovado ed importante centro culturale: sulla collina della Cittadella si può vedere una delle chiese di questo periodo. La sua prosperità non diminuì nemmeno dopo la conquista araba del VII secolo d.C.; verso la metà dello stesso secolo, i califfi islamici Omayyadi costruirono un Palazzo ed una piccola moschea, i ruderi dei quali si vedono ancora sulla Cittadella. Successivamente la città cadde in declino fino a diventare un piccolo villaggio ed un mucchio di rovine. Nel 1878 un gruppo di Circassi si stabilì ad Amman per volere dei sultani turchi dando nuova vita al commercio e ad altre attività. Nel 1923 l'emiro Abdullah, bisnonno dell'attuale re Abdallah, ne fece la capitale dell'Emirato di Transgiordania e più tardi del regno Hascemita di Giordania. La città ha intrapreso uno sviluppo eccezionalmente rapido a partire dal 1952 sotto la guida di Re Hussein. Amman è oggi, pur mantenendo il valore delle tradizioni più antiche, una città cosmopolita, centro di cultura e di commerci. Seconda colazione in ristorante locale. Pomeriggio a disposizione per un approfondimento personale della città. Cena e pernottamento.
 

14° giorno AMMAN/ITALIA

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza l'Italia.
 

N.B. Il volo di rientro da Amman, se con la compagnia Alitalia potrebbe effettuarsi nella notte tra il 13° ed il 14° giorno.


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