




|

• È un viaggio completo, realizzato in un
ampio contesto storico-geografico per conoscere la cultura araba dalle
prime civiltà fino all'epoca attuale. Le nostre visite iniziano in
Siria dove soggiorniamo per otto notti data la molteplicità dei luoghi
di interesse. Si visitano anche località sul fiume Eufrate e Rasafa,
senz'altro dopo Palmira la più importante e bella città del deserto.
Ed ancora la grandiosa e monumentale Baalbeck, in territorio libanese.
Le cinque notti in Giordania consentono la visita delle località più
importanti e più spettacolari. Due notti a Petra permettono di dedicare
un giorno intero alla incomparabile città nabatea ed una approfondita
visita del deserto di Wadi Ram, unico al mondo sia per l'importanza
geologica, che per la rilevanza storica e la fine bellezza. Il viaggio
non è eccessivamente faticoso, per quanto è bene preventivare qualche
lungo spostamento in pullman ed un certo impegno fisico soprattutto
nella stagione estiva per la visita dei siti che sono peraltro numerosi.
•

| 1°
giorno ITALIA/DAMASCO |
|
Partenza per Damasco con volo di linea. Arrivo e
trasferimento in hotel. Pernottamento.
|
| 2°
giorno DAMASCO |
|
Prima colazione ed intero giorno dedicato alla
visita della splendida capitale posta al centro di un'oasi fertile
ai margini del deserto. Il suo nome è presemitico e la città è
ritenuta una delle più antiche del Vicino Oriente. Ebbe un primo
periodo di splendore dal X all'VIII secolo a.C. come capitale di un
regno aramaico spesso in conflitto con i suoi vicini, gli Israeliti.
Soccombette infine sotto i colpi degli Assiri nel 732 a.C. Di questo
periodo non si è ritrovato che una stele ornata da una sfinge
alata, opera che rivela influenze fenicie. Le origini della città
attuale si fanno risalire a una data imprecisata dell'epoca
ellenistica; infatti, la pianta antica rivela che la città fu
fondata dai greci e sviluppata dai romani. In particolare si
visitano il museo nazionale e la moschea degli Omayyadi. Una delle
più interessanti attrattive della capitale e delle altre città
siriane è l'hammam, il bagno pubblico. Costruiti dagli imperatori
romani, i bagni di Damasco divennero celebri nel mondo per la
raffinatezza delle architetture e delle decorazioni: i più noti,
tuttora in funzione, sono quelli di Nur al-Din, al-Ward e del
Moqaddam. Di notevole importanza anche la Tomba di Saladino, i
vecchi suq, la moschea Techie Suleimanie, il palazzo Azem con il
museo delle arti e delle tradizioni popolari e nella parte antica la
chiesa di San Paolo, la Cappella di Anania, la Via Recta, Bab
el-Sharqi e Bab el-Tuma (porta dell'Est e porta di San Tommaso).
Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
|
| 3°
giorno DAMASCO/BAALBECK/HAMA |
|
Prima colazione e partenza per Baalbeck, in
territorio libanese. Il solo nome di questo imponente complesso
monumentale richiama il mistero e risveglia l'eco di leggende dove
si parla di palazzi colossali costruiti per una strana razza di
popolo gigantesco e antidiluviano. Da Baalbeck hanno anche origine
ipotesi temerarie su possibili visitatori provenienti dallo spazio
al limite dell'immaginazione, del mito e della storia. Questo luogo,
imponente in ogni senso, con le colonne templari più alte del
mondo, ha conservato un'atmosfera magica e oscura che non mancherà
di impressionare. Seconda colazione in ristorante locale. Nel tardo
pomeriggio proseguimento per Hama, sul fiume Oronte, famosa per le
antiche norie in legno, costruite dai romani per l'elevazione
dell'acqua verso gli acquedotti. È la perfezione di un sistema
idraulico che funziona fin dal XIV secolo: il cigolare lento delle
norie mosse dall'eterno scorrere del fiume, distribuisce acqua ai
giardini e alle case della città. Cena e pernottamento.
|
| 4°
giorno HAMA/APAMEA/EBLA/ALEPPO |
|
Prima colazione e partenza Apamea, antica città
seleucide con importanti resti romani e bizantini. Fu, infatti, una
delle tre principali città dell'immenso regno che all'inizio del
III secolo a.C. andava dal Mediterraneo fino alla valle dell'Indo,
con Antiochia sull'Oronte e Seleucia sul Tigri. Seleuco Nicatore,
generale di Alessandro Magno, se ne impossessò nel 300 a.C. dopo
una trentina d'anni di lotte, fortificandola e rendendola quasi
inespugnabile. Apamea, dal nome della moglie di Seleuco, esisteva
già con il nome di Pharnake prima della conquista di Alessandro e
fu una delle più belle città dell'oriente ellenistico. Ma Pompeo,
ridotta la Siria a provincia romana, giungendo ad Apamea, ne
distrusse le fortificazioni. In questo periodo fu un centro
fiorentissimo e raggiunse i 120.000 abitanti poco prima della
nascita di Cristo. In seguito Cosroe I di Persia della dinastia dei
Sasanidi (531-579 d.C.) la saccheggiò fino a che parecchi
terremoti, dei quali il più memorabile fu quello del 1152, la
annientarono del tutto. La cinta antica, della quale sono visibili
molti resti, aveva un perimetro di 6.300 metri. La città si
estendeva su un territorio irregolare ed accidentato ma la pianta
seguiva il tipico schema urbanistico delle città ellenistiche e
romane con strade che si incrociano ad angolo retto. Il cardo,
l'arteria principale della città, è ancora oggi imponente con le
splendide colonne, in parte rimesse in piedi, che presentano una
grande varietà formale (a fusto liscio o a scanalature a
tortiglione). Un tempo esse delimitavano i portici sotto ai quali si
aprivano edifici pubblici, negozi, botteghe artigianali e cortili di
grandi dimore dove si depositavano le merci. La città dà la
sensazione di essere stata appena distrutta dal terremoto, tanto
l'atmosfera è rimasta intatta, creando concrete suggestioni e
rievocazioni di tempi passati. Visita del caravanserraglio ottomano
del XVIII secolo che conserva i magnifici mosaici di Apamea scoperti
durante gli scavi. Dopo la seconda colazione proseguimento per la
visita di Ebla. Tre grandi statue di basalto, una splendida testa
femminile, manciate di lapislazzuli, frammenti e intarsi in avorio e
calcare sono gli ultimi tesori emersi tra le sabbie di Ebla, la
capitale di un impero dimenticato nel deserto siriano, contemporaneo
alla Mesopotamia dei Sumeri e all'Egitto dei Faraoni. L'archeologo
italiano professor Paolo Matthiae, scopritore della città, è
impegnato da quasi trent'anni a riscrivere un intero capitolo del
passato caduto nell'oblio da 4 millenni. Gli scavi e i testi
scritti, recuperati dagli archeologi, hanno consentito di
ricostruire la storia della città che una nota dell'epoca di
Hammurabi definisce "più potente di Babilonia". Visita
del museo di Idlib dove sono conservati importanti reperti
provenienti dagli scavi. Nel pomeriggio proseguimento per Aleppo.
Cena e pernottamento.
|
| 5°
giorno ALEPPO/SAN SIMEONE/ALEPPO |
|
Prima colazione e visita della città, la più
importante dopo Damasco. Sosta alla cittadella fortificata che
appare in tutta la sua imponenza al centro della città, proprio
accanto ai vecchi suq. Edificata nella sua forma attuale dagli arabi
nel XII secolo e sebbene successivamente sottoposta a parziali
modifiche, costituisce ancora un valido esempio di architettura
militare musulmana. Visita quindi dei quartieri della città
vecchia, con cortili in stile ottomano e seconda colazione in
ristorante locale. Nel pomeriggio visita dei resti della cattedrale
di San Simeone (Qalat Saamman), importante "città morta"
dell'alta Siria che si trova a 30 Km da Aleppo. Visita della
basilica dove 15 secoli fa visse e predicò il Santo stilita. Il
luogo, divenuto per molti secoli centro di culto e pellegrinaggio,
conserva un fascino e una suggestione senza eguali. Rientro ad
Aleppo. Cena e pernottamento.
|
| 6°
giorno ALEPPO/RASAFA/PALMIRA |
|
Prima colazione. Partenza per la visita di Rasafa
(Sergiopolis), la più interessante città del deserto dopo Palmira
che si trova 166 Km a sud-est di Aleppo, città menzionata negli
annali assiri e nella Bibbia sotto il nome di "Rezeph".
Rasafa è quindi antichissima anche se raggiunse il massimo
splendore sotto il dominio dei Romani e dei Bizantini. San Sergio vi
fu martirizzato nel II secolo d.C. sotto Diocleziano e divenne il
santo patrono della città con la legalizzazione del cristianesimo;
fu per questo che per diverso tempo la città venne chiamata
Sergiopolis. Questa splendida località desertica conserva ancora
una cerchia muraria tuttora in buonissimo stato, probabilmente
eretta sotto il regno dell'imperatore bizantino Anastasio (491-518),
ed il cardo, la via principale della città, che conduce
dall'entrata a nord fino alla basilica di San Sergio. La basilica ha
tre navate con pilastri cruciformi ed una abside fiancheggiata da
due torri quadrate. Un po' ad ovest rispetto alla basilica giacciono
le rovine informi di una costruzione rettangolare che doveva essere
la residenza del califfo omayyade Hisham ibn Abd al-Malik (723-743)
all'interno della cinta muraria, prima che questi si trasferisse nel
palazzo che è stato localizzato a sud della città bizantina. Sotto
i raggi del sole la città crea strani bagliori a causa del
materiale gessoso con cui è costruita. Seconda colazione in corso
di visita. Proseguimento per Palmira. Cena e pernottamento.
|
| 7°
giorno PALMIRA |
|
Prima colazione ed intero giorno dedicato alla
visita del sito archeologico. La prima notizia su Palmira, che in
lingua semitica si chiamava Tadmor, risale agli inizi del II
millennio a.C. e si trova in una tavoletta assira scritta in
caratteri cuneiformi e trovata a Kultepe in Cappadocia. Nel XVIII
sec. a.C. la città è menzionata nell'archivio di Mari, e di essa
si parla anche nella Bibbia nel libro dei Re. Oggi il nome della
città è legato a quello di Odenato e di Zenobia, i celebri quanto
sfortunati sovrani che tentarono di sottrarsi al protettorato
romano. In particolare Zenobia, una donna coraggiosa e risoluta,
esercitò un grande fascino, vantava una discendenza da Cleopatra,
conosceva il greco, il latino e l'egiziano e aveva scritto un
epitome di storia orientale. Come comandante dell'esercito mostrò
forza e coraggio degni di un uomo giungendo perfino a marciare a
piedi alla testa delle sue truppe. Contro di lei si mosse Aureliano,
intenzionato a porre fine al tentativo di Palmira di creare un regno
indipendente che controllasse il traffico carovaniero che
attraversava Siria e Arabia. La sua distruzione del 273 fu terribile
e la città non si riprese più. Diceva Plinio il Vecchio:
"Palmira è una città notevole per il sito, la ricchezza del
suolo e l'abbondanza di acque. Da tutti i lati le sabbie circondano
l'oasi e la natura l'ha sottratta al resto del mondo". Più
recentemente Robert Wood che vide Palmira il 14 marzo del 1751
scriveva: "Scopriamo tutto a un tratto la più grande quantità
di rovine, tutte di marmo bianco, che avessimo mai visto; e dietro
tali rovine, verso l'Eufrate, una distesa di terreno piatto, a
perdita d'occhio, senza il minimo oggetto animato". Seconda
colazione, cena e pernottamento.
|
| 8°
giorno PALMIRA/CRAC DEI CAVALIERI/MAALULA/DAMASCO |
|
Prima colazione e partenza per la visita del Crac
dei Cavalieri, gigantesco castello crociato dalle torri rotonde e
dai contrafforti di pietra calcarea ricoperti, dopo tanto tempo, da
una patina dorata. La splendida costruzione fu realizzata
dall'ordine degli Ospedalieri tra il dodicesimo e tredicesimo
secolo. Dopo la seconda colazione proseguimento per Maalula, piccolo
villaggio che sorge all'interno di una gola delle montagne del
Qalamun. È costituito da centinaia di casette a forma di piccoli
cubi, appoggiati gli uni sugli altri, in parte scavati nelle
asperità di una rupe verticale, che adornano sin quasi alla
sommità. Per i singolari contrasti fra il colore degli intonaci
pastello e della roccia, per il gioco bizzarro creato da minuscole
finestre, aperture, ponticelli e loggette, per i movimenti di luci e
di ombre, questo paesaggio è stato immortalato da numerosi pittori.
Gli abitanti di Maalula, insieme a quelli dei vicini villaggi di
Jabaadin e Bakhaa, parlano l'aramaico occidentale, un dialetto
dell'aramaico, la lingua del medioriente parlata durante il I
millennio a.C. ed usata per la scrittura dei libri di Esdra e
Daniele nel Vecchio Testamento. Anche il Messia parlava l'aramaico e
non l'ebraico perché a quel tempo era la lingua più diffusa in
Palestina. Anche se la composizione dei Vangeli in aramaico, eccetto
Matteo, è sostenuta da pochi studiosi, di fatto è certo che le
fonti orali della tradizione evangelica erano in gran parte
aramaiche in quanto le relazioni fra Israele e le tribù nomadi
degli Aramei erano strette ed antiche. Aram appare come figlio di
Sem e Nakhor, fratello di Abramo, che viveva in Aram Naha-raim
(territorio della Siria settentrionale). Domina il villaggio il
convento di San Sergio (Mar Sarkis) che racchiude una deliziosa
chiesetta bizantina adorna di icone, il cui piano d'altare in marmo,
dalla forma degli altari sacrificali pagani, risale al 300 d.C. Il
convento di Santa Tecla è di fronte, sovrastato da un'ampia grotta
all'interno della quale sgorga una sorgente ritenuta miracolosa.
Proteggono la grotta, a guisa di grande sipario verde, le fronde di
un albicocco cresciuto sulla roccia. Gli edifici e la chiesa che
formano il convento sono raggiungibili salendo lunghe scalinate
dalle quali la vista spazia sulle case sottostanti, in un variare di
panorami. Si cercherà di visitare entrambi i conventi, quello di
San Sergio e quello di Santa Tecla. Proseguimento per Damasco. Cena
e pernottamento.
|
|
9° giorno
DAMASCO/BOSRA/JERASH/AMMAN
|
|
Prima colazione e partenza per Bosra. La
città è situata nella pianura dell'Hauran a circa 850 metri
di altitudine. È l'antica e splendida capitale della
provincia araba che, coi suoi palazzi illuminati, compare in
sogno ad Amina madre del profeta Maometto. Prima era stata un
centro molto importante del regno arabo nabateo. Ancora prima
la troviamo citata nella lista di Tutmosi III e negli annali
di Akhenaton nel 1334 a.C. Cosmopolitico centro commerciale,
ha svolto un ruolo fondamentale nella politica, nella cultura
e nell'economia del mondo arabo trovandosi all'incrocio delle
grandi carovaniere che collegavano il golfo arabo-persico con
il Mediterraneo e la penisola arabica con la periferia
meridionale dell'impero bizantino. Nel VII secolo d.C. la fama
di Bosra eguagliava quella di Damasco ed era nota nei più
remoti paesi del favoloso Oriente. Durante il mese di Rajab, a
Bosra si teneva un grande mercato che si prolungava per tre
giorni, al quale convergevano le carovane delle più lontane
regioni del mondo arabo fin dallo Yemen, lungo la mitica pista
che, costeggiando il Mar Rosso, attraverso le oasi di Mecca e
di Tayf, raggiungeva la Siria. Proseguimento per il confine
con la Giordania, disbrigo delle formalità di frontiera ed
arrivo a Jerash. Seconda colazione in ristorante locale e
visita dei suoi resti, tra i più suggestivi del mondo. E'
Gerasa, la più affascinante delle città ellenistiche della
Decapoli, col suo indimenticabile foro colonnato a corolla, il
più bello costruito dai Romani, coi maestosi templi delle
divinità antiche e le numerose chiese dei più recenti secoli
cristiani. Nel pomeriggio proseguimento per Amman. Cena e
pernottamento.
|
| 10°
giorno AMMAN/VIA DEI RE/UMM EL-RASAS/PETRA |
|
Prima colazione e partenza per Petra
percorrendo la Via dei Re. Sosta al Monte Nebo, a soli 27 Km
da Amman, luogo dal quale Mosè vide la Palestina. E' uno
straordinario balcone naturale che si distacca dall'altopiano
dei Monti Abarin e dalle cui sommità, a sette-ottocento metri
d'altezza, si può ammirare un grandioso panorama ad ovest,
sulla valle del Giordano: l'oasi di Gerico ed il deserto di
Giuda. Nei giorni particolarmente chiari si distinguono a
occhio nudo le torri e le case sul monte degli Ulivi, a
Gerusalemme, che dista appena una sessantina di chilometri in
linea d'aria. Proprio da qui, circa 3500 anni fa, Mosè
ammirava la Terra Promessa alla quale aveva guidato Israele,
il suo popolo, ma che a lui personalmente non fu concesso di
abitare. Nel luogo dove trascorse gli ultimi anni e morì, le
prime comunità cristiane costruirono poi una chiesa memoriale
in onore appunto di Mosè, profeta e uomo di Dio. Il
santuario, identificato in epoca recente grazie alle note di
viaggio di due pellegrini che lo visitarono nel IV-V secolo,
è affidato dal 1933 alla Custodia di Terrasanta. Il piccolo
convento francescano, nelle vicinanze, rappresenta il campo
base delle campagne archeologiche annuali guidate da Padre
Michele Piccirillo. Sul lato nord del cortile antistante la
chiesa si accede al diaconicon-battistero, a un metro di
dislivello e scoperto nell'estate del 1976. L'area orientale
del battistero, addossata alla cappella funeraria, era
occupata dal fonte battesimale in muratura a forma di croce.
Al fondo della vasca si scendeva attraverso tre gradini su tre
bracci della croce. Il pavimento è splendidamente mosaicato,
firmato dai mosaicisti Soelo Kaiomo ed Elia e datato 6 agosto
531. Giungendo al villaggio biblico di Nebo, ricordato anche
nella stele moabita di Mesha del IX sec. a.C., tra le tante,
si può visitare la chiesa dei Santi Lot e Procopio. Il
mosaico pavimentale di questa chiesa, dedicata al patriarca e
martire Lot ed al martire di Cesarea Procopio, fu scoperto nel
1913 e non solo è tra i più belli ma anche uno dei meglio
conservati. La località del villaggio di Nebo porta oggi il
nome di Khirbet al-Mukhajjat. Proseguendo, visita del museo
archeologico di Madaba, dei mosaici bizantini raffiguranti la
famosa Carta della Palestina e dei mosaici di Umm el-Rasas,
anch'essi perfettamente conservati. Quindi, attraversando la
spettacolare gola di Wadi Mujib che segnava il confine tra le
terre dei Moabiti e quella degli Amoriti, si giunge a Kerak,
con la sua fortezza crociata costruita nel 1132 per ordine di
Re Baldovino I sulla sommità di un altopiano. Questo luogo fu
abitato dall'età del ferro e sappiamo, da fonti bibliche, che
Kerak fu una delle città più importanti del regno di Moab.
Seconda colazione. Arrivo a Petra, cena e pernottamento.
|
|
11° giorno PETRA
|
|
Prima colazione e intero giorno dedicato
alla visita della città nabatea. Petra fu scoperta per caso
nel 1812 da Burckhardt, lo studioso arabista che,
conquistandosi impropriamente la fiducia dei beduini, si fece
rivelare l'accesso alla città, esprimendo ad essi il
desiderio di voler sacrificare una capra in onore di Aronne la
cui tomba, come sappiamo, si trova sulla cresta di un'altura
che si affaccia sull'intera valle. I beduini, stupitisi del
fatto che Burckhardt fosse a conoscenza dell'esistenza di tale
tomba e che esprimesse un tale desiderio, non esitarono a
mostrargli il siq, l'unica via visibile di accesso alla città
nabatea, l'unico accesso alla tomba di Aronne. Possiamo
immaginare l'emozione di Burckhardt quando si trovò di fronte
allo spettacolo che si mostrò ai suoi occhi: el Khazneh e poi
quella profusione di monumenti scolpiti nella roccia.
Senz'altro la stessa emozione che oggi ogni viaggiatore prova,
nonostante sia passato molto tempo e da allora molto sia
cambiato. Forse sta in questo la magia di Petra che
inevitabilmente conquista ogni visitatore, anche il più
disincantato. Seconda colazione all'interno della zona
archeologica. Cena e pernottamento.
|
|
12° giorno
PETRA/DESERTO/MAR MORTO/AMMAN
|
|
Prima colazione e partenza per il deserto
di Wadi Ram, una vera meraviglia geologica con le sue montagne
di basalto, arenaria e granito. Vi si giunge con auto
fuoristrada partendo dal bivio della strada principale. Le
formazioni rocciose di diverse colorazioni assumono qui forme
straordinarie avendo subito l'erosione dei venti per milioni
di anni. Tutto intorno distese desertiche di sabbia bianca,
arancione e rosa; qua e là alcuni graffiti rupestri. Seconda
colazione in corso di visita. Nel pomeriggio escursione al Mar
Morto. In questo grande lago, una specie di tomba geologica,
muore il Giordano e la Bibbia ambienta la tragedia di Sodoma e
Gomorra. Il clima è sempre torrido, quasi tutto l'anno e
l'atmosfera suscitata dal paesaggio è sempre drammatica e
molto suggestiva a causa delle coste aspre, del colore scuro e
tenebroso delle acque e delle distese di sale che da esse
trasudano. Dopo la visita proseguimento per Amman percorrendo
la superstrada del deserto. Cena e pernottamento.
|
|
13° giorno AMMAN
|
|
Prima colazione e mattino dedicato alla
visita della capitale del regno hascemita di Giordania. Nacque
su sette simboliche colline come le città più antiche della
storia ed oggi si presenta come una città moderna, tutta
candida per via della pietra biancastra con cui sono costruite
quasi tutte le case per volere specifico di Re Hussein, morto
l'8 febbraio del 1999. È suddivisa in diversi quartieri o
distretti indicati da un nome preceduto dal termine Jebel
(colle o montagna). L'uomo abitò in questa regione fin
dall'età paleolitica così come testimoniano numerosi
ritrovamenti di strumenti in selce dei
cacciatori-raccoglitori. Recenti scavi effettuati in località
Ain Ghazal, a nord della città, hanno portato alla luce un
insediamento di case costruite ad arte e rifinite con preziosi
pavimenti in gesso con innumerevoli figure umane che datano
dell'età neolitica (circa 7000-4000 a.C.). Alcune tombe
trovate in vari punti della città testimoniano che Amman fu
abitata poi nel periodo del Tardo Bronzo (3200-2100 a.C.) e
del Medio Bronzo (2100-1500 a.C.). Durante l'età del Ferro
(1200-500 a.C.) Amman fu la capitale del Regno Ammonita ed era
chiamata Rabbath Ammon. Nella Bibbia troviamo che la città fu
campo di battaglia ai tempi delle conquiste territoriali di Re
Davide e proprio questa città fu l'occasione della morte di
Uria, marito di Betsabea. Dopo gli anni del dominio babilonese
la città viene dimenticata dagli autori biblici. La sua
storia ricomincia solo dopo che il generale Tolomeo II
Filadelfo, re d'Egitto (285-247 a.C.) la conquistò
strappandola al dominio greco e la ribattezzò Filadelfia. Nel
I secolo a.C. entrò a far parte del grande impero degli arabi
nabatei. Nel 30 a.C. Erode il Grande la conquistò e fu
costruito sull'acropoli un tempio dedicato ad Ercole. Durante
il dominio romano, la città faceva parte della Decapoli (lega
delle dieci città) e conobbe un periodo di prosperità
trovandosi lungo la pista delle carovane. Infatti, oggi
risalendo ai periodi più antichi sono soltanto visibili i
resti relativi all'epoca romana: ad esempio il grande teatro
che può ospitare 5.000 persone e che è tuttora usato.
Durante il periodo bizantino la città fu sede del vescovado
ed importante centro culturale: sulla collina della Cittadella
si può vedere una delle chiese di questo periodo. La sua
prosperità non diminuì nemmeno dopo la conquista araba del
VII secolo d.C.; verso la metà dello stesso secolo, i califfi
islamici Omayyadi costruirono un Palazzo ed una piccola
moschea, i ruderi dei quali si vedono ancora sulla Cittadella.
Successivamente la città cadde in declino fino a diventare un
piccolo villaggio ed un mucchio di rovine. Nel 1878 un gruppo
di Circassi si stabilì ad Amman per volere dei sultani turchi
dando nuova vita al commercio e ad altre attività. Nel 1923
l'emiro Abdullah, bisnonno dell'attuale re Abdallah, ne fece
la capitale dell'Emirato di Transgiordania e più tardi del
regno Hascemita di Giordania. La città ha intrapreso uno
sviluppo eccezionalmente rapido a partire dal 1952 sotto la
guida di Re Hussein. Amman è oggi, pur mantenendo il valore
delle tradizioni più antiche, una città cosmopolita, centro
di cultura e di commerci. Seconda colazione in ristorante
locale. Pomeriggio a disposizione per un approfondimento
personale della città. Cena e pernottamento.
|
|
14° giorno AMMAN/ITALIA
|
|
Prima colazione. Trasferimento in aeroporto
e partenza l'Italia.
|
| N.B. Il volo di
rientro da Amman, se con la compagnia Alitalia potrebbe
effettuarsi nella notte tra il 13° ed il 14° giorno. |

|
|