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Ori di Persia
Iran


Programma di Viaggio
Giordania

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Paesi destinazione
 

 
 

• È un Paese grande circa cinque volte l'Italia. Per visitarlo in modo abbastanza completo bisognerebbe disporre di almeno un mese di tempo, pertanto questo viaggio permette solo la visita dei luoghi più eclatanti e spettacolari della Persia. Il risultato è una piacevole esperienza di viaggio senza trasferimenti eccessivamente lunghi e quasi ovunque in volo. Si ha così modo di incontrare la realtà e il mistero della dolce Persia dei poeti, la Persia dei giardini, dei liuti e degli usignoli ma anche la Persia dei monumenti preziosi e quella austera delle montagne, degli spazi immensi, di misteriosi e labirintici bazar, senza pretendere di capire la gente, ma guardandola rispettosamente, ascoltandola e coltivando così, un istante dopo l'altro, il piacere di viaggiare. L'itinerario è adatto a tutti. Ricordiamo, soprattutto alle donne che devono rimanere sempre col capo coperto, la necessità di adeguarsi agli usi locali. Chi vorrà potrà estendere il viaggio per effettuare la visita di Yazd e Bam. L'accompagnatore rimarrà con il numero maggiore di Partecipanti. •


1° giorno ROMA/TEHERAN

Partenza per Teheran con volo di linea. Arrivo dopo circa 5 ore e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
  

2° giorno TEHERAN

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita della capitale posta a una altitudine di 1100 metri, dominata dalle alte cime dell'Elburz e il cui nome è composto da "teh" (calda) e "ran" (località). In particolare si visitano il museo archeologico nazionale, ricco di una vasta collezione di oggetti e testimonianze delle civiltà achemenide, sasanide e islamica; il museo dei tappeti; il museo del vetro, in una bella costruzione di epoca cagiara e il palazzo dello Scià che si trova ai piedi dell'Elburz. Quello che colpisce subito della capitale è il suo aspetto poco orientale, dovuto al fatto che Teheran è una città relativamente giovane in contrapposizione ad un impero dalle tradizioni così antiche. La città, assumendosi la funzione di guida del Paese, si è trasformata in pochi decenni da un grosso villaggio in una metropoli moderna, intricata, caotica, particolarmente inquinata e con una densità di popolazione elevatissima. Qui sono avvenuti i grandi cambiamenti e qui si rappresenta il Paese sotto gli aspetti ideologico, culturale, amministrativo e politico. Il suo ingresso nella storia avvenne nel XIII secolo con l'invasione dell'Afganistan e dell'Iran da parte delle orde del conquistatore mongolo Gengis Khan. La città, situata lungo il percorso della via carovaniera che attraversava il paese da nord a sud, cominciò ad acquistare man mano importanza come luogo di sosta e ristoro per i mercanti ed i loro seguiti fino ad essere prescelta quale capitale dello stato della dinastia dei Cagiari che l'arricchirono di viali, giardini e palazzi. A partire dalla seconda guerra mondiale Teheran ha conosciuto una rapida crescita. Oggi, nel reticolo di grandi viali, è difficile scoprire qualche vestigia della città vecchia. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

3° giorno TEHERAN/SHIRAZ

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Shiraz. Arrivo dopo circa un'ora e mezza di volo. Il Fars, un altopiano steppico, rappresenta la culla della nazione iraniana, alla quale ha dato il nome e la lingua. Fu la terra d'elezione degli Achemenidi ed in seguito il centro della rinascita sasanide. Nel XVIII secolo, al tempo degli Zand, il Fars divenne di nuovo il cuore strategico dell'impero anche se solo per meno di quarant'anni. Dal punto di vista archeologico il Fars è una regione quanto mai ricca. Da secoli Shiraz, capitale della provincia, attira un gran numero di visitatori, perché qui nacquero i versi di Hafez e Sadi, i maggiori poeti del paese e di tutto il Medioriente che resero Shiraz la capitale letteraria della Persia. Essi vissero tra il 1200 ed il 1300 ma sono oggi più vivi che mai nel cuore degli iraniani che ritrovano nei loro versi, nel loro pensiero e nel loro esempio di vita i valori profondi della cultura letteraria. I mausolei di questi due autori del XII secolo sono circondati da giardini ben curati e sono meta ancora oggi di veri e propri pellegrinaggi. Un tempo l'ingresso a Shiraz era segnato dalla presenza di ridenti giardini, mentre oggi lo scenario è abbastanza rovinato dalle installazioni industriali. Comunque Shiraz può ancora essere definita come una città-giardino. Oggi è la più progressista tra le città iraniane con la sua importante università e la facoltà di medicina dove i corsi sono tenuti in lingua inglese. Proseguendo lungo il pendio che porta al fiume ci si trova subito immersi nel bazar, nella città vecchia, in strade brulicanti di folla. Il viale che attraversa il vecchio quartiere è molto animato: venditori ambulanti, contadini, bambini e mendicanti, automobili e carretti, il tutto sotto un cielo di incomparabile purezza, in un clima sempre mite con estati fresche ed inverni temperati. All'estremità sud del viale Lotf Ali Khan si eleva il mausoleo di Scià Cheragh, identificato dalla cupola a bulbo dai delicati colori crema e turchese. Visita della moschea del Venerdì, di una scuola coranica, dei giardini del palazzo cagiaro Bagh Eram, dell'Orangerie, della moschea Nasiral Molk e del mausoleo di Hafez. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

4° giorno SHIRAZ/PASARGAD/NAQCH-E-RUSTAM
PERSEPOLI/SHIRAZ

Prima colazione e partenza per la visita di Pasargad (130 Km) luogo che, secondo la tradizione, Ciro II il Grande (559-530 a.C.) avrebbe scelto per costruirvi la sua capitale, in ricordo della vittoria che aveva riportato su Astiage, re dei Medi, che gli permise di rendere la Media una satrapia del regno persiano. Una seconda ipotesi può far semplicemente pensare che nella sua marcia di conquista verso est il re abbia considerato che questa località fosse abbastanza distante dai suoi vicini più agguerriti (Medi ed Assiri). In ogni caso Pasargad non rimase per lungo tempo sede del trono achemenide poiché alla morte di Cambise II (521 a.C.), il successore Dario, che apparteneva ad un ramo collaterale della famiglia, spostò la capitale da Pasargad a Persepoli. La successione dei monumenti di Pasargad occupa una superficie molto estesa a causa della lontananza di un monumento dall'altro e l'insieme può essere ricostruito soltanto con una veduta aerea. La visita alla tomba di Ciro è particolarmente interessante soprattutto per la sua originalità non riconducibile alla classica arte achemenide. Da lontano ha l'aspetto di un grande sarcofago poggiato su un piedistallo piramidale; in effetti si tratta di una camera funeraria con frontone triangolare che si eleva su un basamento con sei gradoni arretrati fatto di enormi blocchi di pietra. La visione di questo monumento tombale incute un senso di triste reverenza: la tomba di Ciro, spoglia di ogni fregio, maestosa nella sua semplice essenzialità, si eleva sola, abbandonata e desolata in una piana immensa. Rimane la memoria ancora rafforzata di un grande uomo, unto da Dio (Is 44 ss) che non solo permise agli Ebrei di ritornare in Palestina, ma dimostrò di essere in ogni occasione un grande stratega, un innovatore, un re mite, magnanimo e tollerante. La sua storia ci è narrata con precisione dalle iscrizioni cuneiformi babilonesi. Prima di essere profanata, la camera sepolcrale era chiusa da una porta di pietra e, a quanto si dice, le spoglie di Ciro riposavano in un sarcofago d'oro. Ritornando verso Shiraz sosta a Naqch e Rustam dove, ad una ventina di metri da terra sono scavate le tombe rupestri di quattro re achemenidi e per l'esattezza (da destra a sinistra) Dario II (425-405), Dario I (521-485), Serse I (485-465), e Artaserse I (465-424). Qui i successori di Ciro preferirono scavare le loro tombe, forse tentando di imitare gli ipogei egiziani, riducendo lo spazio interno agli elementi più essenziali che sono un vestibolo ed una sala non decorata. In contrapposizione arricchirono la parete rocciosa esterna con rilievi monumentali eseguiti ad una certa altezza da terra. Al di sotto di questa necropoli achemenide si vedono otto rilievi rupestri che celebrano la gloria dell'impero sasanide. Il più famoso ed interessante di questi rilievi è quello che mostra la scena dell'investitura di Ardashir I (224-241), fondatore della dinastia e sovrano di un impero che si estendeva dall'Eufrate fino all'Afghanistan. Le cerimonie religiose che un tempo si svolgevano in questa località sono rievocate da due altari del fuoco di epoca sasanide a forma piramidale e dal tempio del fuoco (Kabah-i-zardust) situato di fronte alle tombe achemenidi della stessa epoca. Proseguimento per Persepoli e seconda colazione in ristorante locale. Al tempo degli Achemenidi Persepoli doveva servire a dare una grandiosa immagine dell'impero. È qui infatti che principi e governatori venivano a rendere omaggio al re dei re, portandogli i loro doni in segno di buon auspicio. Questa consuetudine, ripetuta ogni anno, non era una semplice esazione di tributi, ma era soprattutto l'opportunità per dar vita a cerimonie e festeggiamenti, per i quali Dario (521-486), che estese il dominio dei Persiani fino ai confini dell'India, volle un palcoscenico pari al suo prestigio. Gli artisti impegnati nella costruzione degli splendidi edifici della città venivano dai più lontani confini imperiali, tanto che la fama del fasto e delle grandiosità persiane giunse a rappresentare, soprattutto per i Greci di Alessandro che poi distrussero la città, il simbolo di lusso più grandioso del mondo. Esaminando i bassorilievi del palazzo di Persepoli ed osservando gli antichi costumi ancora in uso presso le tribù della regione, gli archeologi hanno potuto ricostruire quale poteva essere lo svolgimento delle sontuose feste organizzate in quei tempi lontani. Un'amplissima scalinata dava l'accesso all'unica porta della città, costruita da Serse, che le aveva dato il nome di "Porta di tutti i Popoli". I visitatori stranieri, oltrepassati i tori alati androcefali in pietra che, secondo lo stile assiro, proteggevano la porta, si trovavano di fronte ad una immensa spianata sulla quale si innalzavano, orientate verso sud, due grandiose sale ipostile dette "la sala delle udienze" e "la sala delle 100 colonne". Quest'ultima fu edificata come la sala d'onore dell'esercito, luogo di riunione dei cosiddetti "immortali". Nella zona meridionale della grande spianata una maestosa scalinata conduceva alle residenze reali (palazzo residenziale di Dario I, residenza di Serse, sale del consiglio, harem, magazzino ed armerie reali). L'eredità achemenide, sotto altre forme, viene riaffermata come abbiamo detto anche fisicamente dall'impero sasanide che difenderà i lasciti dell'antichità fino all'assalto ed alla vittoria dell'Islam. La dinastia sasanide (226-640 d.C.) ebbe grandissima importanza politica, culturale e religiosa nella storia del Paese. Fu fiera avversaria di Roma e poi di Bisanzio, impose lo zoroastrismo nell'interno, perseguitò cristiani e manichei, promosse un'intensa attività culturale e diede allo stato una salda struttura amministrativa e sociale. Ma quando finalmente la pace conclusa tra Eraclio, imperatore d'Oriente, e i successori di Cosroe II pose fine all'ultima lotta, le due potenze, la sasanide e la bizantina, erano così spossate che non riuscirono ad opporsi alla conquista araba. Dopo il tramonto rientro a Shiraz, cena e pernottamento.
 

5° giorno SHIRAZ/ISFAHAN

Prima colazione e completamento delle visite non effettuate nel terzo giorno. Seconda colazione in ristorante locale. Pomeriggio libero. In serata trasferimento in aeroporto e partenza per Isfahan dove si giunge dopo circa un'ora di volo. Cena e pernottamento.
 

6° giorno ISFAHAN

Prima colazione e intero giorno dedicato alla visita della città, capitale della provincia omonima, situata a 1367 metri d'altitudine in una piana irrigata dallo Zayendeh rud, "il fiume che dona la vita". Isfahan, nel 600 fu una delle più brillanti capitali dell'Oriente e veniva chiamata con l'appellativo "l'altra metà del mondo". La grande piazza centrale della città (ora piazza dell'Imam) è veramente suggestiva col suo sfondo di cupole e minareti, colonne ed arcate che ormai da più di quattro secoli si compongono in un quadro unitario. Sulla piazza si affaccia la moschea dell'Imam. È il primo monumento commissionato dallo Scià Abbas, una delle più imponenti e compiute realizzazioni dell'arte safavide. Su un altro lato della piazza si affaccia invece l'elegante e slanciata moschea Loftollah. Di fronte a questa moschea si trova il palazzo Ali Qapu (porta alta) che una volta rappresentava il monumentale accesso ai palazzi reali. La grande terrazza serviva un tempo da loggia reale e da questo eccelso punto di osservazione lo Scià seguiva insieme ai suoi ospiti gli spettacoli che avevano luogo nella piazza. La sala della musica, all'interno del palazzo, colpisce per la straordinaria decorazione delle pareti e della volta, con intarsi raffiguranti bottiglie, flaconi e strumenti musicali che non solo avevano valore ornamentale ma dovevano sicuramente servire a migliorarne l'acustica. Poco distante dalla grandiosa piazza si trova il palazzo Chehel Sotun o delle 40 colonne. Nel porticato le venti colonne si riflettono perfettamente nel bacino del parco, tanto che le colonne sembrano essere effettivamente 40. Ricordiamo che il numero 40 ha in tutta l'Asia islamica un valore simbolico ed è considerato un numero fortunato. Ed ancora la moschea del Venerdì è considerato il più venerabile monumento di Isfahan. La pertinenza tecnica e la temerarietà degli architetti selgiuchidi è chiaramente dimostrata dal fatto che la pianta quadrata della sala diviene circolare in alto con 16 archi che sorreggono la copertura. Gli architetti sperimentarono soluzioni audaci e, facendo tesoro degli errori passati, riuscirono a costruire già nel XII secolo una cupola così perfetta da non essere di nuovo eguagliata, se non nel XVIII secolo grazie al progresso delle scienze matematiche. La visita del bazar è molto interessante soprattutto nella zona degli artigiani, nella quale si ha modo di assistere alla lavorazione di argenti, rami, intarsi, babbucce e tappeti, con un'abilità ed una maestria di cui in occidente si è perso il ricordo. Ed infine ricordiamo il quartiere della Jolfa con la bella chiesa armena. È comunque soprattutto il ricordo della gloriosa dinastia dei Safavidi che risplende nelle cupole e nei minareti di Isfahan dove la maestosità dei monumenti e l'esuberanza delle decorazioni rievocano la raffinata atmosfera di corte e le fastose feste dell'epoca. Ed inoltre visita di Hasht Behesht (8 paradisi), l'harem estivo dello Scià Abbas. Seconda colazione in corso di visita. Cena e pernottamento.

 

7° giorno ISFAHAN/TEHERAN

Prima colazione e completamento delle visite. Persi tra le moschee azzurre, in un turbinio di polvere, di fronte alle trame inaspettate dei tappeti, uno più bello dell'altro, avvolti da una intimità che si credeva impossibile, si resta davvero intrappolati da una autentica passione per questo Paese. Isfahan è una delle città più antiche del mondo. La storia ci racconta che essa era meta di tutte le carovane dei mercanti che provenivano dall'interno dell'Asia, cariche dei doni più raffinati e che tre secoli fa, per volontà di Scià Abbas, rifiorì a nuova vita grazie ad una tribù di Armeni del nord che si stabilì sulla riva del fiume. Fu grazie alla loro intraprendenza che ben presto Isfahan fu abbellita con magnifici palazzi, dimore lussuose, moschee splendide. Scià Abbas fece ciò che la natura non aveva fatto allargando il letto del fiume e costruendo canali che attraversavano la città. Isfahan divenne così centro culturale ed artistico di prima grandezza, in contatto con l'Europa e con l'Asia. Il francese Gobineau, un viaggiatore del secolo scorso, così scriveva: "... Gli immensi edifici colorati, dorati, ricoperti di smalto, i muri azzurri su cui si riflettono i raggi del sole, i grandi bazar, gli immensi giardini, le splendide rose fanno di Isfahan il trionfo dell'eleganza e il modello del sontuoso ..." All'inizio del XVIII secolo un altro viaggiatore francese, Chardin, ha lasciato scritte cifre significative intorno a questa città: 160 moschee, 48 collegi, 1873 caravanserragli, 273 bagni pubblici. Sono cifre che ci danno un'idea di quella che doveva essere la magnificenza di Isfahan all'epoca della sua maggiore bellezza. Seconda colazione in ristorante locale. In serata dopo la cena trasferimento in aeroporto e partenza per Teheran. Pernottamento.
 

8° giorno TEHERAN/ROMA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per l'Italia dove si giunge in mattinata.
 

 

ESTENSIONE PER LA VISITA DI YAZD E BAM

7° giorno IFSAHAN

Prima colazione e completamento delle visite. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

8° giorno IFSAHAN/ARDESTAN/NAIN/YAZD

Prima colazione e partenza per Yazd. Soste per la visita delle moschee di Ardestan e Nain, due importanti centri di transito delle antiche carovane nomadi. A Nain visita del museo etnografico e della parte vecchia della città. Seconda colazione in corso di viaggio. Arrivo a Yazd, antico ed importante centro zoroastriano, cena e pernottamento.
 

9° giorno YAZD/BAM

Prima colazione e visita di Yazd che si trova ai margini di due deserti, quello salato e quello sabbioso. È città capoluogo della provincia, importante centro commerciale e tessile (qui si possono effettuare gli acquisti più interessanti) nonché centro di fabbricazione di dolciumi. La città conta numerosi bazar sempre affollati e stracolmi di merci di ogni genere. Anche in passato Yazd è stata una città importante e fiorente, nonostante il clima sfavorevole causa di estati torride ed inverni molto freddi. (È tipico il sistema di ventilazione ad aria forzata usato anche in tutti i paesi del golfo.) Il suo apogeo risale al XIV secolo, quando i Muzaffaridi la abbellirono con alcuni monumenti tra cui la moschea (masjid) Masjid-i-Jami, dalla struttura che ricorda lo stile mongolo. A Mir Chaqmaq, che fu governatore della città, si deve la moschea omonima del XV secolo, che include due alti e imponenti minareti. Yazd è anche la capitale dello zoroastrismo, fondato da Zoroastro o Zaratustra, personaggio storico circondato da molte leggende. Alcune fonti indicano l'inizio dello zoroastrismo nel 1000 a.C. a fronte delle locali pre-esistenti religioni politeiste. Secondo questa fede, nella sua espressione più antica, il supremo dio creatore è Ahura Mazda che indica agli uomini un cammino di giustizia, di verità e di bene al fine della salvezza dell'anima. Inoltre, in base ad una concezione dualistica, Zoroastro indicò l'esistenza di un dio del male, anche se comunque predestinato alla sconfitta finale. In seguito lo zoroastrismo risentì delle influenze ancora persistenti dell'antico politeismo, affiancando ad Ahura Mazda altre divinità minori create dallo stesso quali suoi ministri. La fede zoroastriana sopravvive tuttora e si esprime attraverso un culto molto semplice consistente nella continua alimentazione di un fuoco sacro, nella recitazione di testi ed inni contenuti nell'Avesta, il libro della loro fede. Secondo le antiche usanze i corpi dei morti, non potendo essere bruciati o sepolti per non contaminare né la terra, né l'acqua, né il fuoco, venivano esposti nelle torri senza finestre, cosiddette del silenzio, dove i corpi venivano divorati dagli uccelli da preda. Magi fu il nome che gli antichi Greci diedero ai sacerdoti di Zoroastro, forse dal nome di una tribù meda. Si visitano alcune torri del silenzio sulle colline attorno alla città, il Tempio del Fuoco dove si trova il fuoco permanente, il quartiere antico sotto la protezione dell'Unesco, un giardino cagiaro dove si trova la torre di ventilazione più alta dell'Iran. Seconda colazione e partenza per Bam. Arrivo previsto in serata. Cena e pernottamento.
 

10° giorno BAM/MAHAN/KERMAN/TEHERAN

Prima colazione e visita di Bam, la splendida città morta con la sua meravigliosa roccaforte medioevale, protetta da un doppio muro di cinta, che fu usata per ambientarvi meravigliosamente il film "Il deserto dei Tartari". Seconda colazione a Mahan all'interno del Giardino del Principe, bell'esempio cagiaro dei Giardini del Paradiso. Nel pomeriggio trasferimento a Kerman e visita del complesso del Bazar dove si trovano tutti gli elementi tipici della città islamica. In particolare visita del bagno turco. Trasferimento in aeroporto e partenza per Teheran. Cena e pernottamento.
 

11° giorno TEHERAN/ROMA

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza per Roma con volo di linea.


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