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• Spesso si sente dire che l'India non è
un Paese ma un continente: infatti da nord a sud, da est ad ovest il
popolo e i costumi sono molto diversi e pochi paesi al mondo offrono
tali e tante varietà. È il paese dei contrasti che si può amare od
odiare, ma che non si può certamente ignorare. La povertà può
deprimere, la burocrazia può mettere a dura prova anche la pazienza di
un santone indu, il cibo può essere troppo piccante o magnifico, i
trasporti esilaranti ma quanto mai inconfortevoli. Eppure bisogna
visitarlo e molto spesso chi non vede l'ora di ritrovarsi già sulla via
del rientro in patria, l'anno dopo vi ritorna. Ma per avvicinarsi a
questa filosofia deve per prima cosa passare per "l'India
Classica" perché è il primo e più giusto modo di avvicinarsi a
questo strano mondo potendone apprezzare e capire le varietà di
vestigia dei tempi antichi ancora esistenti pur usufruendo delle
comodità di buoni alberghi. Già dalla scaletta dell'aereo l'odore
tipico dell'India solletica le narici ed inebria. Non bisogna
scoraggiarsi per la lentezza al controllo passaporti. Già
dall'aeroporto ci è data l'occasione di immedesimarci nella filosofia
di vita indù: essi sono ben consci che il loro comportamento pratico
durante questa vita influirà sulle future reincarnazioni. Dice il
Bhagavad-Gita: "Come l'uomo getta le vesti logore e ne indossa
altre che sono nuove, così l'anima incarnata, gettando via i logori
corpi, entra in altri che sono nuovi." Questa è la cosa che più
interessa ogni indù: reincarnarsi in uno spirito nuovo e migliore di
quello precedente. Perché ciò accada sarà distaccato dalla vita
materiale, noncurante del tempo che passa e non interferirà più di
tanto con gli accadimenti della vita pratica. È quindi una filosofia
che si basa sulla nascita, la vita, la morte e la reincarnazione del
popolo induista che rappresenta il 75% del miliardo di indiani. La
sillaba che indica il suono "Om" è il simbolo religioso
primario degli induisti, solenne e sacra invocazione, affermazione,
benedizione e rispettoso assenso che ricorre all'inizio di ogni
preghiera, di ogni testo sacro. È il primo grande respiro cosmico che
ha dato origine a tutte le cose, il profondo movimento interiorizzato
della materia che si anima. È il simbolo dell'inizio e della fine di
tutte le cose, porta in sé l'universo, è il tutto e il niente come
l'Alfa e l'Omega della cultura cristiana. Per questo sta a ben indicare
una proposta che in sé è un viatico all'India.
Questo viaggio inizia nel Nepal, piccolo-grande regno himalaiano, il
Paese dei Gurca e degli Sherpa dove catene di monti invalicabili
difendono splendide vallate fiorite, punto di incontro e scontro delle
carovane migratorie e dei conquistatori indo-europei. La valle di
Kathmandu è il cuore del paese tutto abitato e coltivato. Vi si trovano
molti villaggi, templi e stupa e, sebbene sia in atto una graduale
trasformazione, la vita quotidiana scorre come un tempo al ritmo delle
preghiere e del lavoro nei campi. Ricordiamo che l'itinerario potrebbe
subire qualche modifica a causa di cambiamenti improvvisi degli orari
dei voli. •

| 1°
giorno ITALIA/KATHMANDU |
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Partenza per Kathmandu, con voli di linea.
Notte in volo.
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| 2°
giorno KATHMANDU |
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Arrivo in mattinata e trasferimento in hotel.
Giorno libero per un primo contatto personale con la città,
capitale del Nepal.
Cena e pernottamento.
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| 3°
giorno KATHMANDU |
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Prima colazione e visita di Kathmandu iniziando
dall'alto di una collina dove si trova il grande stupa di
Swayambunath. Quindi nella città antica, visita della Piazza del
Palazzo (Durbar Square) con i tanti vicoli che la circondano
entrambi stracolmi di templi induisti e buddisti mirabilmente
scolpiti nel legno di tek da abili artisti Newari: il Palazzo
Reale, il Palazzo della Kumari, la dea bambina vivente che, fino
alla pubertà incarna la dea Taleju, i templi di Shiva, di Krisna,
di Ganesh, di Parvati e di Kali. Seconda colazione e nel
pomeriggio visita di Patan, la città della bellezza che dista
pochi chilometri da Kathmandu, ormai un tutt'uno con essa. Nella
sua piazza Durbar si trovano numerosi templi di un'armonia
stupefacente costruiti durante la dinastia Malla tra cui il Hianya
Varna Mahavihar ed il Machendra Nath e ancora gli stupa di Ashoka,
convertitosi al buddismo nel III a.C. e che si dice ne abbia
costruiti un numero enorme in tutto l'impero Maurya.
Cena e pernottamento.
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| 4°
giorno KATHMANDU |
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Prima colazione e visita del tempio di
Pashupatinath, consacrato appunto a Shiva Pashupati, ossia pastore
di animali e di esseri umani. Si dice che questa divinità protegga
le sorti del Nepal, tanto che il re la invoca in ogni discorso
ufficiale e si reca in pellegrinaggio al tempio prima di
intraprendere ogni viaggio. Ai fedeli non è consentito l'accesso al
tempio con scarpe di cuoio (perché fatte con pelle di bovino,
animale sacro), mentre a chi non professa la religione indu è del
tutto vietato. Dall'esterno è comunque possibile scorgere la grande
statua di Nandi, il toro veicolo di Shiva, risalente allo scorso
secolo. La zona del tempio è di grande interesse per i visitatori:
grandi folle di pellegrini provenienti da tutto il subcontinente
indiano si susseguono portando fiori, incenso ed altre offerte al
dio. Altri si immergono nel Bagmati, fiume considerato sacro. Lungo
le sue sponde sorgono inoltre numerosi "ghat", ossia i
luoghi dove avvengono le cremazioni: non è raro poter assistere ad
una di tali cerimonie; sarà tuttavia opportuno tenersi ad una certa
distanza, in segno di rispetto, e limitare l'uso di macchine
fotografiche e videocamere. Sempre nella zona di Pashupatinath
sorgono alcuni altri templi oltre a numerose statue di Shiva, una
statua d'oro del re ed una del Buddha. Ricordiamo la visita a
Bodhnath dove è possibile vedere uno degli stupa più grandi al
mondo. Proseguimento ancora per la visita di Bhadgaon (Bhaktapur)
con grandi templi e palazzi superbamente decorati. Il villaggio,
nonostante qualche ammodernamento, conserva intatto il fascino e
l'aspetto di un tipico centro medioevale, con gli stessi ritmi e le
stesse attività. Si differenzia dalle altre località per la
tranquillità del suo centro storico, dove circolano pochissime
auto; il viaggiatore ha quindi la possibilità di compiere un
piacevole percorso a piedi per la via che attraversa tutta la città
e lungo la quale si affacciano grandiosi templi e monumenti e si
aprono le principali piazze. Il nucleo originale di Bhaktapur è
costituito da Tachupal Tole, in posizione decentrata verso est. Tra
i secoli XIV e XVI, quando la città fu capitale della valle, ci fu
lo sviluppo verso ovest ed il centro divenne la Piazza Durbar.
Seconda colazione in corso di visita. Cena e pernottamento.
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| 5°
giorno KATHAMANDU/VARANASI |
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Prima colazione e mattino libero. Seconda
colazione. Nel primo pomeriggio trasferimento in aeroporto e
partenza per Varanasi, in India, città chiamata Benares dagli
Inglesi. Arrivo dopo circa 45 minuti di volo. Cena e pernottamento.
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| 6°
giorno VARANASI/KHAJURHAO |
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Al sorgere del sole, assistiamo al quotidiano
rituale del bagno nel Gange officiato da migliaia di fedeli indù
lungo i gradoni (Ghat) della sponda occidentale. A quest'ora, quando
la luce è ancora tenue e la nebbia non ancora scomposta, navigare
sulle acque osservando la città che si sveglia e si raccoglie lungo
le sponde del Sacro Fiume è quanto mai suggestivo. Rientro in hotel
e prima colazione. Visita di questa città dedicata al culto di
Shiva, una delle più importanti mete di pellegrinaggio in India e
nel mondo intero per gli induisti che vi si recano in vita per
pregare e, all'approssimarsi della morte, per esservi cremati in
modo che le ceneri vadano sparse nel Sacro Gange per una
purificazione che interrompa il ciclo delle reincarnazioni e
permetta l'ingresso nel Nirvana. Seconda colazione in corso di
visita. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per
Khajurhao. Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno KHAJURHAO/AGRA |
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Prima colazione e visita dei templi induisti e
jainisti spesso di ispirazione tantrica. Nei monumenti di Khajurhao,
costruiti dalla dinastia Chandella a cavallo tra il 900 ed il 1000
appare, mirabilmente espresso, il profondo legame, sensuale e
armonioso tra le divinità e la creazione, tra l'essere e il
divenire in un eterno perpetuarsi simbolico e appassionato. I
bellissimi templi minuziosamente decorati con splendide sculture
sono scampati alla distruzione degli iconoclasti islamici e, oggi,
ci raccontano storie mitologiche che riguardano l'uomo come parte
integrante del mondo universale e con esso in relazione totale.
Visita dei templi occidentali e di quelli orientali. Ascoltando
attentamente le spiegazioni della guida si potrà cogliere il senso
autentico delle sculture che introducono la dottrina del tantrismo.
Esso è una fase dell'induismo che pone l'accento sulla forza
vitale, positiva e dualistica sprigionata fin dalla creazione dalla
divinità e rinnovata dall'unione corporea dell'uomo e della donna.
In questo modo si ripete l'atto creativo tornando all'estasi divina
sconfiggendo gli spiriti maligni e raggiungendo il Nirvana, la
Nobile Saggezza dove tutte le cose sono, fin dal principio. Le
raffigurazioni non sembreranno più delle sculture scandalose, ma
apriranno un nuovo dialogo interiore che servirà senz'altro ad una
maggiore conoscenza di sé stessi. In una bella giornata di sole i
templi immersi in un grande giardino risaltano nella loro imponenza
quasi incutendo rispetto al misero viandante. Seconda colazione in
corso di visita. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e
partenza per Agra che si trova a circa 390 Km da Khajurhao. Cena e
pernottamento.
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| 8°
giorno AGRA/SIKANDRA/AGRA |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Sikandra che si trova a circa 10 Km a nord di Agra. Qui, circondato
da un bel giardino, si trova il mausoleo dell'imperatore Akbar.
Seconda colazione in corso di visita. Rientro ad Agra e
proseguimento con la visita del superbo Forte Rosso, non solo
fortezza militare ma residenza ultima di Shah Jahan. Cena e
pernottamento.
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| 9°
giorno AGRA/FATEHPUR SIKRI/JAIPUR |
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Prima colazione e visita del Taj Mahal, una
costruzione commemorativa di indicibile bellezza fatta costruire
dall'imperatore Moghul Shah Jahan in memoria di Mumtaz Mahal,
amatissima moglie morta nel 1629 dando alla luce il 14° figlio. La
costruzione di candido marmo suscita emozioni particolari per la
solennità, l'eleganza, la poesia e l'amore che ne traspaiono.
Proseguimento con la visita del superbo Forte Rosso, non solo
fortezza militare ma residenza ultima di Shah Jahan durante la lunga
costruzione. Seconda colazione e nel pomeriggio partenza per Jaipur
che dista circa 200 Km. Sosta a Fatehpur Sikri per la visita
dell'omonima città, la deliziosa capitale di Akbar (1556-1605), il
più grande imperatore Moghul che qui ricevette la predizione della
nascita del figlio primogenito. I primi musulmani giungono nel
territorio indiano nel 711, meno di ottant'anni dalla morte di
Maometto, ma la conquista definitiva avviene nel X secolo quando il
re turco Gazna Subucteghin con i suoi massacri induce i rajput indù
alla sottomissione. A nulla valgono i tentativi di ribellione degli
indù che sono sempre più imprigionati e sottomessi (il termine che
indica l'Hindukush, la catena di monti che delimita a nord-ovest il
continente indiano, significa proprio "massacro degli
indù"). Segue un periodo di disordini e guerre civili che
lasciano spazio a numerose invasioni: dallo stato afgano, che
finisce per conquistare un territorio che va dal mare di Oman al
golfo del Bengala e dall'Himalaya ai monti Vindhya, a Tamerlano che
giunge in India da Samarcanda nel 1398. All'inizio del 1500 l'India
è così composta: la pianura del Gange sotto il controllo degli
Afgani della dinastia Lodi; il nord-ovest con i Rajput che
controllano il deserto del Thar e le steppe del Rajputana (l'odierno
Rajasthan); il sud-est con tre regni musulmani; il Malwa ed il
Bengala con una vasta terra di nessuno in preda all'anarchia; il sud
con altri cinque sultanati musulmani e l'estremo sud con l'impero di
Vijayanagar. Infine nel 1526 e sempre dall'altipiano iranico giunge
Babur, discendente di Gengis Khan e pronipote di Tamerlano che alla
testa di un poderoso esercito invade le terre indiane del nord
installandosi a Delhi. Con lui inizia l'impero dei Moghul, l'impero
più sfarzoso che la storia indiana ricordi e che permane fino al
1857 quando si consolida il dominio inglese. Fra i vari sovrani
dell'impero Moghul si evidenzia il regno del grande Akbar che inizia
un'opera di unificazione dell'India settentrionale rivelandosi un
grande generale, uomo di stato, conquistatore intelligente e
tollerante, cavalleresco, monarca illuminato e sensibile. Fatehpur
Sikri, come una Versailles indiana, abitata solo per una decina
d'anni fu improvvisamente abbandonata per l'impossibilità di
rifornirla d'acqua e oggi rimane intatta anche se spoglia degli
antichi fasti. Proseguimento per Jaipur. Cena e pernottamento.
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| 10°
giorno JAIPUR |
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Prima colazione e primo incontro con questa
città merlata, colorata di rosa, capitale del Rajasthan fondata nel
1727 dal Maharaja Jai Singh II, famoso astronomo e matematico. A
circa 11 Km si trova la favolosa fortezza di Amber, l'antica
capitale dello stato di Jaipur costruita nel 1616 in fasi successive
dal Maharaja Man Singh e dai suoi eredi. Qui, in posizione dominante
si visita il forte mai conquistato, raggiungibile a dorso di
elefanti predisposti per le visite turistiche, ma desiderandolo
fare, anche a piedi. Superata la porta di Ganesh ci si trova nel
palazzo di vetro che ha mura rivestite di cristalli e specchi. Ed
ancora seguono cortili e terrazze affacciate sul lago Maota. Rientro
a Jaipur e seconda colazione. Nel pomeriggio visita del cuore della
città vecchia circondata da mura dove si trova, su una vasta
superficie, il Palazzo di Città abitato dal Maharaja con bei
giardini e padiglioni. Al centro si trova il cuore abitativo e cioè
il Chandra Mahal di sette piani trasformato in museo. Appena fuori
dal Chandra Mahal si trovano i grandi vasi d'argento dal diametro di
quasi due metri che il Maharaja, devoto indu, utilizzava per
trasportare l'acqua sacra indiana ogniqualvolta si doveva recare in
Inghilterra.
Tra gli altri edifici l'Hawa Mahal o Palazzo dei Venti, che mostra
un'esuberante facciata intagliata costruita nel 1799 e
l'interessante Osservatorio Astronomico che fece da modello per
diversi altri osservatori, costruito dallo stesso Jai Singh II. Cena
e pernottamento.
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| 11°
giorno JAIPUR/PUSHKAR/UDAIPUR |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Pushkar, raccolta intorno all'omonimo lago sacro. È fra i luoghi
più santi dell'induismo, frequentata dai sadhu (yogin), gli asceti
in cerca di illuminazione che vi giungono numerosi durante tutto
l'arco dell'anno. I sadhu sono in perenne ricerca meditativa secondo
le indicazioni di Shiva per distruggere l'egoismo, il desiderio e
l'illusione, impurità simbolicamente rappresentate da un tridente e
da tre linee orizzontali tracciate con la cenere sulla fronte. Il
loro abito, se lo indossano, è arancione a significare il simbolico
lavaggio nel sangue fertile di Parvati, consorte di Shiva. Quelli
che portano i capelli lunghi e la barba incolta hanno raggiunto alti
livelli di meditazione e possono rinunciare al guru, la guida
spirituale che ha iniziato ogni sadhu alla ricerca. Visita del
tempio di Brahma (il dio creatore del mondo), il più importante fra
i 400 templi di Pushkar. Seconda colazione in corso di visita.
Proseguimento per Udaipur dove si giunge in serata. La città è un
vero paradiso, un'oasi nel deserto ai bordi dei laghi Pichola e
Fateh Sagar. Cena e pernottamento.
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| 12°
giorno UDAIPUR |
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Prima colazione e mattino dedicato alla
visita della città che compete con le più affascinanti del
mondo per la bellezza dei palazzi, l'eleganza dei parchi e la
pregevole architettura dei templi. In particolare si visitano
il Palazzo di Città, il tempio di Jagdish dedicato a Visnu e
i giardini Saheliyon Ki Bari. Dopo la seconda colazione visita
di Nagda (circa 20 Km) dove vi sono una quantità di templi,
semplici santuari e edifici risalenti al IV secolo d.C. Ne
visitiamo alcuni con architetture e sculture raffinate di
squisita fattura. Rientro ad Udaipur e breve navigazione sul
lago Pichola.
Cena e pernottamento.
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| 13°
giorno UDAIPUR/BOMBAY |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto
e partenza per Bombay. Inizio della visita della città. A
Bombay o Mumbai tutto è un fermento di vita, le divisioni di
lingue e di caste nulla tolgono alla sua unità. La città è
varia e vivace, spaziosa e contraddittoria: dai grandi
complessi industriali e residenziali alle misere capanne di
giunchi dove vive un'umanità spesso ignuda per l'estrema
miseria. Tra i tanti elementi che compongono questa enorme
città portuale ricordiamo la zona vittoriana con la torre
dell'Orologio e la Porta dell'India, grande arco di trionfo
costruito nel 1911 in basalto giallo, oggi riferimento e
ritrovo per gli abitanti di Bombay. E ancora il tempio
jainista, le torri del silenzio sulla collina di Malabar e il
museo del Mahatma Gandhi ospitato nella casa dove risiedeva
quand'era ospite a Bombay. Seconda colazione in corso di
visita. Cena e pernottamento.
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| 14°
giorno BOMBAY/AURANGABAD |
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Prima colazione e visite in battello,
condizioni metereologiche permettendo, dell'isola di Elefanta
dove si trovano quattro bellissimi templi scavati nella roccia
dedicati a Shiva, una fra le tre raffigurazioni principali
della divinità induiste che sono Brahama, il dio creatore,
Visnu, il dio conservatore e Shiva il dio distruttore e
riproduttore. Ognuna di queste divinità ha una consorte o
aspetto femminile in contrapposizione che si manifestano
diversamente con simboli e sembianze. In questo modo si crea
il pantheon induista che consiste in oltre 330 milioni di
divinità e demoni. I templi si raggiungono salendo una
scalinata abbastanza impegnativa. Se non sarà possibile
visitare l'isola per motivi meteorologici si effettuerà una
visita della città. Seconda colazione. Nel tardo pomeriggio
trasferimento in aeroporto e partenza per Aurangabad. Cena e
pernottamento.
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| 15°
giorno AURANGABAD |
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Prima colazione e partenza per la visita
delle grotte templari e monasteri buddisti di Ajanta databili
dal 200 a.C. al 650 d.C. che si trovano 166 Km a nord-est di
Aurangabad. Queste 29 grotte sono considerate dall'Unesco
patrimonio dell'umanità e sono scavate sul versante di una
roccia a precipizio sul fiume. Gli affreschi e le sculture
sono di pregevole fattura, in parte ben restaurati, e
riproducono avvenimenti che riguardano il Buddha, sue
raffigurazioni e dei suoi familiari, insieme a scene di vita
quotidiana. Il dipinto più famoso, forse il più pregevole è
quello della principessa morente nella grotta numero 16.
Seconda colazione al sacco. Rientro ad Aurangabad. Cena e
pernottamento.
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| 16°
giorno AURANGABAD/ITALIA |
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Prima colazione e partenza per la visita
delle grotte di Ellora che si trovano 30 Km ad ovest di
Aurangabad. Anche queste grotte, in tutto 34 e più grandi di
quelle che si trovano ad Ajanta, sono considerate patrimonio
dell'umanità costruite dai monaci induisti, jainisti e
buddisti che evidenziano un periodo di tolleranza religiosa in
cui si sono potute manifestare credenze popolari ed influenze
tantriche. Le grotte si trovano lungo una scarpata non ripida
lunga oltre due chilometri; sono decorate armoniosamente con
sculture ed affreschi all'interno di templi, cappelle e
monasteri. Tra tutte le opere segnaliamo la scultura
monolitica più grande del mondo: Kailash, il tempio indù
dedicato a Shiva. Il tempio porta il nome della montagna
sacra, dove dimorano gli dei e si tratta di un autentico
capolavoro finemente tratto dalla roccia per un'altezza di 30
metri. Seconda colazione al sacco. Nel tardo pomeriggio
rientro ad Aurangabad, trasferimento in aeroporto e partenza
per l'Italia, via Bombay o Delhi con voli di linea. Cena
libera.
Notte in volo.
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| 17°
giorno ITALIA |
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Arrivo previsto in mattinata.
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