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I MONTI DEL CIELO
Cina e Pakistan, La Via della Seta


Programma di Viaggio


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Paesi destinazione
 

 
 

• Anche questo è un lungo viaggio ispirato e tratto alla storica "Via della Seta", secondo un'importante direttrice principale che si snoda attraverso città e oasi che furono teatro di grandi traffici e di incontri di popoli e culture diverse. Questi luoghi ci offrono le preziose testimonianze di una delle poche epoche di grande apertura ai contatti con l'estero da parte delle popolazioni della Cina, il centro del mondo. Le vie carovaniere erano originariamente singole rotte interne di ogni regione; in seguito, all'epoca della dinastia Han cinese, divennero grandi vie di comunicazioni internazionali che, passando attraverso l'Asia centrale, l'Afganistan, la Persia e il vicino oriente univano l'Asia al Mediterraneo. Su queste vie si stabilivano alleanze, si creavano nuove organizzazioni urbane, si costituivano famiglie, ci si conosceva, si dibatteva e le proprie tradizioni confluivano in quelle di altri. Anche Marco Polo utilizzò questa rotta per raggiungere l'estremo oriente, passando anche a Kashgar che ha mantenuto intatto ancora oggi lo spirito e il fascino di un tempo. Il nostro viaggio parte dalla Cina e può arrivare in Pakistan, per includere tutta la regione centro-asiatica unita dalla KKH, Karakorum Highway, che da Kashgar va a Tashkurgan, passando per il passo Kunjerab ( 4594 metri) fino a Hunza, Gilgit, Besham ed Islamabad. Lungo ben 800 Km, segue abbastanza fedelmente l'antico percorso effettuato dalle carovane. Dalla parte pakistana si collega alla rete ferroviaria e stradale fino a Karachi, dalla parte cinese consente di arrivare ad Urumqi e cioè alla rete ferroviaria cinese. Costruirla è stata un'impresa ardua quanto lo sarà la costruzione della grande diga sullo Yang Tse: ad essa si sono sacrificati migliaia di morti ma ne hanno tratto senz'altro benefici relazioni le due potenze che hanno contribuito alla costruzione, il Pakistan da Islamabad a Gilgit e la Cina da Gilgit a Kashgar. Grazie alla KKH le gole del fiume Kunjerab si superano oggi in poco più di un'ora mentre un tempo occorrevano sei giorni di duro cammino; la distanza tra Islamabad e Gilgit, che un tempo si copriva in 23 tappe a cavallo, oggi si è ridotta a 17 ore in auto. Oltre che a favorire il transito commerciale e quello del turismo culturale, la via è anche percorsa come un tempo dai musulmani cinesi che si recano alla Mecca in pellegrinaggio. E questi pellegrini cinesi attualizzano, in un certo senso, la terminologia "Via della seta" con cui si identifica questo percorso in quanto, per pagarsi il viaggio, essi portano con sé ingenti quantità di tessuti in seta cinese per rivenderli in Pakistan. Al di là delle odierne frontiere, attraverseremo dunque il cuore di quello che fu ed è senza dubbio lo scenario più affascinante per la storia dei contatti tra Oriente e Occidente. Per il viaggio in territorio cinese, dopo Dunhuang, Turfan e Kashgar, soggiorneremo a Xi'an, un'importante pietra miliare sulla carovaniera che proprio da Xi'an iniziava il suo tratto più pericoloso. Si tratta di un viaggio estremamente interessante, che richiede un'ottima dose di pazienza e di spirito di adattamento. Potranno verificarsi ritardi nei trasferimenti aerei e via terra, ed a causa di questo potremmo dover riadattare il nostro itinerario alle nuove circostanze ma forse, proprio per questo potremo dire e vivere che il mistero e la poesia non hanno affatto abbandonato la Via della Seta quel giorno del 1979 quando il primo gruppo di inglesi si fermò davanti alla grotta dei Mille Buddha. •


LA VIA DELLA SETA, VIAGGIO INTEGRALE CINA E PAKISTAN
 

1° giorno ITALIA/PECHINO

Partenza dall'Italia per Pechino, via Zurigo, con voli di linea. Pasti e notte in volo.
 

2° giorno PECHINO

Arrivo nelle prime ore del mattino, trasferimento in hotel e prima colazione. Capitale della dinastia mongola Yuan, della dinastia cinese Ming, della dinastia Manchu Qing ed in ultimo capitale della Repubblica Popolare Cinese, Beijing è il centro politico, economico e culturale del popolo più numeroso della terra. La storia di Beijing comincia sulla collina "Dragon Bone", vicino la città di Zhoukoudian, distante circa 30 miglia da Pechino. Fu qui che un teschio del primo uomo scimmia, Homo Erectus Pekinensis, meglio conosciuto come l'uomo di Pechino, venne rinvenuto il 2 dicembre del 1929. Il teschio risale a mezzo milione di anni fa. Nella stessa zona furono trovati più tardi scheletri di uomini delle caverne che occupavano questa area 18.000 anni fa. Quando l'esploratore veneziano Marco Polo raggiunse Pechino alla fine del 13º secolo, Khanbaliq, la città del Khan, era già una delle metropoli più grandi del mondo.
Partenza per la visita della "Città Proibita" o Palazzo Imperiale: cinque chilometri quadrati di estensione dove ventiquattro imperatori cinesi di dinastia Ming e Qing hanno trascorso la loro esistenza tra guerre ed intrighi, ascoltando in udienza i dignitari delle province lontane, dividendo la vita privata fra imperatrici e concubine (un imperatore poteva avere ufficialmente tre mogli, sei favorite e settantadue concubine). Seconda colazione in corso di visita.
Nel pomeriggio visita del Palazzo d'Estate (Yi He Yuan), adibito a residenza estiva imperiale, la cui realizzazione ebbe inizio circa 800 anni fa sotto la dinastia Jin (XII sec.): si tratta del giardino imperiale cinese più grande e meglio conservato, un esempio stupendo di giardinaggio classico. Al suo interno si può ammirare il lago artificiale Kunming, la collina della Longevità, le varie colline artificiali, le sale, i padiglioni ed i templi, che benché costruiti secondo stili diversi, costituiscono un insieme molto armonioso. Cena e pernottamento.
 

3° giorno PECHINO

Prima colazione e procedendo verso le Tombe dei Ming sosta per la visita di una fabbrica di cloisonné. Vi si potrà ammirare questa antichissima tecnica per la decorazione con smalti diversamente colorati di oggetti metallici di ogni tipo. Proseguimento quindi con la visita alla necropoli degli imperatori della dinastia Ming. Al comprensorio si giunge percorrendo la "Via degli Spiriti" (Shen Dao), fiancheggiata da due file di monumentali statue in pietra raffiguranti magistrati, generali e animali mitici. Dopo la seconda colazione proseguimento per la visita della Grande Muraglia detta anche "muro dei 10.000 li": è una delle più grandi opere di ingegneria della storia dell'umanità. La sua realizzazione risale a 2500 anni fa ed è rimasta per secoli il simbolo della impenetrabilità dell'"Impero di Mezzo", quantunque non abbia mai impedito le invasioni delle popolazioni "barbare" del nord della Cina e dell'Asia Centrale. Invece, questa colossale opera difensiva, voluta da Qin Shi Huang Di, primo imperatore e unificatore della Cina, ebbe una notevole utilità come vera e propria via di comunicazione per uomini, merci e notizie tra regioni lontane divise da alte montagne permettendo il contatto di culture, credenze e tradizioni. Banchetto con la famosa "anatra laccata". Pernottamento.
 

4° giorno PECHINO/DUNHUANG

Prima colazione e visita di un altro capolavoro dell'architettura Ming: il Tempio Del Cielo (Tian Tan). Ogni anno, allo scadere del solstizio d'inverno, l'imperatore si recava in questo luogo per pregare il Cielo di concedere un buon raccolto e per offrirgli sacrifici nella sua qualità di figlio del Cielo. Al complesso si accede attraverso la Xi Tian Men (porta occidentale del Cielo), mentre un lungo viale di cipressi conduce verso est al Qiniandian, il padiglione della preghiera per il buon raccolto. Costruito nel 1420, nel 1889 venne colpito da un fulmine e bruciò completamente ma fu ben presto riedificato sulla base dei vecchi progetti. Il tempio, un capolavoro dell'architettura cinese, è alto 38 metri con un diametro di 30 e venne costruito completamente in legno, senza utilizzare neppure un chiodo, come prescrive la tradizione architettonica cinese.
Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto e partenza per Dunhuang. Arrivo in serata. Cena e pernottamento.
 

5° giorno DUNHUANG

Prima colazione e partenza per la visita delle bellissime grotte di Mogao che si trovano a soli 25 Km a sud-est di Dunhuang. Il primo significato di Dunhuang è "fiorente", ad indicare la prosperità di questa città-oasi ai tempi delle vie carovaniere trovandosi in una posizione di crocevia ai bordi del deserto del Taklimakan e vicino a quello dei Gobi, al termine del corridoio del Gansu.
Allo scambio di culture, idee, concezioni e religioni si devono le famose grotte di Mogao, il primo centro cinese di arte buddista, comprendente 492 grotte pregevolmente decorate con sculture e dipinti scavate in una parete di arenaria lunga 1600 metri da monaci buddisti. La prima grotta venne realizzata nel 366 dal monaco Lezun. Secondo un'iscrizione di epoca Tang, questo monaco in viaggio per l'occidente sarebbe giunto a Dunhuang ed improvvisamente, nella luce del crepuscolo, avrebbe visto lampeggiare i monti Sanwei come fossero illuminati da mille Buddha.
Il monaco avrebbe interpretato questa manifestazione come un segnale divino ed avrebbe quindi scavato una grotta nella parete di arenaria che sorgeva di fronte a questi monti, realizzando così la prima grotta buddista di Dunhuang, cui molte altre si sarebbero aggiunte nel corso dei secoli. Presso le grotte sostavano molti carovanieri per chiedere preghiere ai monaci e ai Buddha protezione per la traversata del deserto. Seconda colazione in corso di visita. Al tramonto ci si porterà alle soglie del deserto Taklimakan, che si trova a soli 5 Km a sud di Dunhuang, per vedere il famoso Lago della Luna e per ammirare il tramonto dalla cima delle dune di sabbia che compongono il deserto, rimanendo incantati da uno scenario fra i più suggestivi al mondo. Qui, sorto in seguito all'accumulo di banchi di sabbia, si trova il Monte Mingsha (monte di sabbia che risuona). Cena e pernottamento.
 

6° giorno DUNHUANG/LIUYUAN/TURFAN

Prima colazione e continuazione delle visite includendo il museo di Dunhuang. Dopo la seconda colazione e alcune ore a disposizione per un ulteriore approfondimento personale, trasferimento alla stazione ferroviaria di Liuyuan costeggiando il deserto dei Gobi. Sullo sfondo si intravedono alcuni resti della prima costruzione della Grande Muraglia, quando veniva eretta ancora in argilla. Arrivo dopo circa due ore e cena in ristorante locale. Trasferimento in treno notturno a Turfan, in vagone letto di prima classe a 4 posti per scompartimento.
 

7° giorno TURFAN

Nelle prime ore del mattino arrivo alla stazione ferroviaria della regione di Turfan e trasferimento alla città che dista poco meno di un'ora. Prima colazione ed inizio della visita della bellissima oasi di Turfan che si trova a 160 metri sotto il livello del mare e dei suoi dintorni. Questa zona è sempre stata rigogliosa, anche in passato, a dispetto delle condizioni climatiche non favorevoli, grazie ad un ingegnoso sistema di irrigazione ideato dagli Uiguri e basato su una rete di canali sotterranei. Ciò permise agli abitanti dell'oasi di praticare l'agricoltura fin dai tempi più antichi e fece di Turfan una delle più ricche stazioni carovaniere lungo la Via della Seta; ancora oggi Turfan è uno dei maggiori centri cinesi per la produzione di uva e vino. Qui la popolazione incomincia ad essere di predominanza Uigura ed oltre al cambiamento dei tratti somatici della gente si sentiranno odori diversi e diversi aromi nella cucina tradizionale. Visita della cittadina con il suo museo regionale, la moschea uigura circondata da sei minareti ed il sistema di irrigazione sotterranea chiamato Kerez. Dopo la seconda colazione, visita del caratteristico ed affascinante bazar. Verso l'approssimarsi del tramonto visita dell'antico minareto di Emin. Cena e pernottamento.
 

8° giorno TURFAN

Prima colazione e visita dell'oasi di Jiaohe distante pochi Km e dove si trovano rovine di edifici in fango essiccato di epoca Tang. Proseguimento con la visita della città fortificata di Gaochang, capitale degli Uiguri e dei cinesi Han e Tang. Si tratta di una antica città mercantile fondata nel I secolo d.C. che mantenne una grande importanza economica e culturale per circa 1500 anni e che venne distrutta per mano dei Mongoli. Poco distante si trova la necropoli di Astana, nelle cui sepolture sono state ritrovate antiche mummie in stato di perfetta conservazione. Proseguimento con la visita delle Grotte dei Mille Buddha di Bezeklik che si trovano in un'area di dune mobili. Queste grotte, costruite tra il VI e il XIV secolo, sono testimonianze dell'apogeo del buddismo cinese ma subirono un triste destino con l'arrivo nel 1905 dei ricercatori tedeschi Albert Von Le Coq e Theodor Odor Bartus i quali asportarono le preziose pitture murali dalla roccia trasferendo le più belle a Berlino. Si trattava di giganteschi dipinti parietali andati definitivamente persi con i bombardamenti della II guerra mondiale: essi raffiguravano monaci buddisti provenienti dall'India e dall'Asia orientale con relativi nomi in lingua originale, principi e sacerdoti indiani, persiani, europei, cacciatori e cavalieri, nobiluomini, nobildonne e divinità indiane. Seconda colazione in ristorante locale nella bella e tipica valle dell'uva. La zona è anche caratterizzata dalle Montagne di Fuoco che, a causa della gran quantità di materiale argilloso, si infiammano al tramonto creando una drammatica atmosfera. Il tutto è immerso in uno scenario paesaggistico spettacolare e unico. Cena e pernottamento.
 

9° giorno TURFAN/URUMQI/KASHGAR

Prima colazione e partenza per Urumqi che dista 180 Km attraversando una zona di monti innevati, steppe, deserti e oasi. Arrivo dopo circa due ore. Seconda colazione e breve visita della città, capitale del Xinjiang e dell'interessante museo che raccoglie in una sezione oggetti e mummie ritrovate in questa regione. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per Kashgar. Arrivo in serata. Cena e pernottamento.
 

10° giorno KASHGAR

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita di Kashgar (Kashi per i cinesi), importante crocevia carovaniero sulla via della seta della quale parla con profusione Marco Polo quando vi transita alla fine del XIII secolo.
Oggi è domenica e fin dall'alba vi giungono i contadini e i pastori dei dintorni carichi delle più svariate mercanzie. Lo spettacolo del mercato domenicale è da non perdere non solo per il mercato in sé ma anche per l'atmosfera festosa che contamina tutta la città. Il centro urbano è circondato da una ricca zona agricola dove si coltivano grano, riso, mais ma soprattutto frutta, tra cui la famosa uva del Xinjiang. A differenza di altri centri di questa provincia, dove i cinesi Han sono ormai presenti in numero consistente, i 200.000 abitanti di Kashgar sono in grande maggioranza Uiguri ed appartenenti ad altre etnie come i Tajiki, i Kirghisi e gli Uzbeki. La città ha mantenuto quindi molti aspetti della cultura centrasiatica e della religione islamica. Il pittoresco bazar, al centro della città, è affollato di uomini dalle folte barbe, avvolti in cappotti di pelliccia e con lunghi stivali di pelle, e di donne, molte delle quali usano ancora coprirsi il volto con il velo scuro. La Moschea di Id Kah è assai diversa da quelle in stile cinese visibili a Pechino, Xi'an o Canton e richiama invece il gusto pakistano o afgano. Il massimo esempio di architettura islamica a Kashgar è senza dubbio il mausoleo di Abakh Hoja, discendente del missionario musulmano Muhatum Ajam. La più famosa fra le oltre 70 tombe è quella di Ikparhan, nipote di Abakh Hoja e vedova del principe Yarkandi, conosciuta col nome cinese di Xiang Fei (Concubina Fragrante). Nel 1759 guidò una rivolta uigura contro l'imperatore dei Qing Qian Long, ma fu sconfitta e portata a Pechino come concubina. L'imperatore si innamorò perdutamente di lei, ma l'imperatrice madre Dowager, preoccupata per la stabilità mentale di suo figlio, ordinò alla bella concubina di suicidarsi. La leggenda vuole che il suo corpo riposi nel mausoleo. Seconda colazione, cena e pernottamento.
 

11° giorno KASHGAR/TASHKURGAN

Dopo la prima colazione partenza per Tashkurgan che si trova a circa 300 Km. La strada sale gradualmente e quasi impercettibilmente offrendo magnifici scorci panoramici oltrepassando bellissimi laghi (tra questi il Kara Kul incastonato tra le montagne) fino a giungere in territorio tajiko e ad oltre 3000 metri di altitudine. Seconda colazione in corso di viaggio. Arrivo a Tashkurgan dopo circa sette ore. Nel II secolo Tolomeo, nella sua Geografia, definì Tashkurgan "l'ultimo bazar a occidente della Terra di Sera" (la Cina), e la città è, in effetti, il primo centro che si incontra giungendo dal Pakistan attraverso il Kunjerab Pass. Tashkurgan è il capoluogo amministrativo della regione autonoma abitata soprattutto da 20.000 Tajiki, popolazioni semi-stanziali dedite all'agricoltura ed alla pastorizia e seguaci della setta islamica ismailita. Nella lingua tajiki Tashkurgan significa "città di pietra" ed il nome deriva da un forte in pietra eretto nel sesto secolo a nord della città, oggi in rovina. Tashkurgan è oggi una piccola città di confine, posta a 3600 metri di quota e che conta non più di 5.000 abitanti. Cena e pernottamento.
 

12° giorno TASHKURGAN/PASSO KUNJERAB
KARIMABAD

Prima colazione, breve visita di Tashkurgan, passaggio della frontiera cinese e partenza per raggiungere la valle di Hunza attraverso il Passo Kunjerab (innevato), confine naturale tra il Pakistan e la Cina, ad una quota di 4590 metri. Il nome Kunjerab, in lingua tajiki significa letteralmente "valle di sangue" e ciò fa intuire quanto fosse rischioso il viaggio delle carovane sull'antica Via della Seta. I pericoli, infatti, non erano costituiti solo dal territorio impervio ma anche da bande di nomadi che tendevano continui agguati ai viaggiatori per depredarli delle loro preziose merci. Questa situazione durò fino alla metà dell'800. Nel nostro secolo i commerci in centro Asia non furono di grande intensità e si interruppero completamente negli anni '50, con la chiusura delle frontiere e le ostilità fra Cina e Pakistan. Più tardi, grazie al clima di distensione creatosi a metà degli anni '60, vennero intrapresi, come abbiamo detto, i lavori della Karakorum Highway, la grande arteria che oggi permette un attraversamento della regione relativamente agevole (la strada corre a ridosso di pareti friabili ed il pericolo di frane è reale). Arrivo a Sust dopo circa cinque ore, breve sosta e disbrigo delle formalità di frontiera. Proseguimento per Hunza dove si giunge dopo altre tre ore di viaggio. In lontananza, in ambiti di rara bellezza, si scorge solo qualche pastore kirghiso con i suoi animali da soma e man mano la strada si insinua temerariamente fin nel cuore di montagne impervie ed inaccessibili. Cena e pernottamento.
 

13° giorno KARIMABAD (HUNZA)

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita della splendida e fertile valle Hunza-Nagar lunga quasi 150 Km, bordata dalla catena del Karakorum e abitata principalmente dagli Hunzakot di religione ismailita. Dalla valle del fiume Hunza, nonostante la straordinaria altitudine, i contadini riescono ad ottenere buoni raccolti di patate, albicocche, noci e grano coltivando il territorio a terrazze. Visita del piccolo forte di Altit a picco sul fiume e del forte di Baltit in stile tibetano che fu il palazzo reale della famiglia regnante di Hunza fino agli anni '40. Seconda colazione, cena e pernottamento.
 

14° giorno KARIMABAD/GILGIT/CHILAS

Prima colazione e, riprendendo la Karakorum Highway e seguendo il corso del fiume Hunza partenza per Gilgit. Il paesaggio diventa gradualmente più arido e drammatico ed è possibile avvistare il maestoso monte Rakaposhi. Qui il fiume Gilgit confluisce nell'Indo e da' il nome alla cittadina omonima che è il centro principale della zona. Lungo il percorso sosta nel punto in cui si incontrano i due fiumi e nel punto in cui si incontrano le catene dell'Hindukush, del Karakorum e dell'Himalaya. Arrivo a Gilgit dopo circa quattro ore. Intorno vi sono frutteti, campi coltivati, e pioppi. Seconda colazione e visita di questo antico centro carovaniero sulla pista detta "Via di Marco Polo". Oltre al bazar ed ai resti di un forte del 1850, poco fuori del piccolo centro si trova una bella statua del Buddha del 7° secolo, scolpito su una parete rocciosa sovrastante la strada. Gilgit è capoluogo amministrativo delle aree del nord, una regione che è stata teatro di grandi avvenimenti storici, che ha subito molte e diverse dominazioni ed i cui confini sono tuttora oggetto di contese tra Pakistan e India. Seguendo l'Indo arrivo a Chilas che dista circa 140 Km. Cena e pernottamento.
 

15° giorno CHILAS/SAIDU SHARIF

Prima colazione e, sempre seguendo a strapiombo il corso dell'Indo lungo la KKH scavata nel fianco delle montagne, arrivo a Besham in tempo per la seconda colazione. Proseguimento verso il passo Shang-La attraversando un territorio nuovamente coltivato intensamente dagli abitanti di numerosi villaggi. Scendendo quindi nella valle dello Swat arrivo a Saidu Sharif. Cena e pernottamento.
 

16° giorno SAIDU SHARIF/PESHAWAR

Prima colazione e, a piedi scalzi, visita del piccolo museo dello Swat dove si trovano alcune sculture Gandara molto preziose. Proseguimento per una breve visita delle rovine buddiste di Takht-i-Bahi. Dopo la seconda colazione partenza per Peshawar, città di frontiera posta accanto al passo Kyber, che gli imperatori Mogul resero leggendaria e splendida con monumenti e giardini al pari di quelli di Lahore. Nel pomeriggio visita del centro storico, tutto un intrigo di vicoli e negozietti, superbamente animato da mercanti di ogni genere, realizza quell'atmosfera tipicamente orientale che riporta indietro nel tempo. Visita della moschea bianca Mahabat Khan dal nome del governatore che la fece edificare nel 1630 e del museo che conserva una vasta collezione di arte Gandara. Cena e pernottamento.
 

17° giorno PESHAWAR/TAXILA/ISLAMABAD

Prima colazione e continuazione delle visite. Quindi partenza per Taxila che si trova a circa 150 Km di distanza percorrendo la famosa Great Trunk Road, la strada che va da Kabul a Calcutta. I resti di questa capitale del Gandara, nome antico della pianura di Peshawar, si trovano su una superficie di circa 25 Kmq e risalgono ad oltre il VI secolo a.C. Visita di alcune aree archeologiche di epoche varie quali il Sirkap, il Jaulian ed il Jandial dove si trovano resti di stupa, fondamenta di abitazioni e rovine di templi. Il Gandara era il cuore dell'impero dei Kushana (I-III sec. a.C.), centro del buddismo originario che da qui si diffuse lungo le vie commerciali ed in particolare lungo la via cosiddetta della Seta in tutto l'oriente. L'arte di questo periodo riguarda i primi sviluppi delle raffigurazioni antropomorfe del Buddha secondo una sintesi dello stile ellenistico greco-romano e indiano. Le immagini del Buddha relative a questo periodo si caratterizzano per una estrema dolcezza e per le morbide sembianze. Seconda colazione in corso di viaggio. Proseguimento per Islamabad che si trova a soli 34 Km. Dove oggi sorge Islamabad non c'era niente solo 35 anni fa. Fu negli anni '50 che il governo pakistano decise la costruzione di una nuova capitale, in posizione meno decentrata rispetto a Karachi e venne scelto di farla sorgere accanto all'antico centro di Rawalpindi, a ridosso dei monti Margalla. Il progetto fu affidato all'architetto Konstantinos Doxiadis, la cui idea fu di sviluppare la città in un'unica direzione, con una successione di settori dotati ognuno di un proprio centro residenziale, di servizi commerciali e di parchi. I lavori ebbero inizio nel 1961. Oggi Rawalpindi e Islamabad costituiscono un enorme agglomerato urbano, con i bazar da un lato ed i centri della burocrazia dall'altro. Tra i numerosi mercati di Rawalpindi i maggiori sono il Rajah Bazar ed il Saddar Bazar. Per le vie dell'antico centro si trovano inoltre numerose torri in pietra che indicano antichi templi indu. Cena e pernottamento.
 

18° giorno ISLAMABAD/LAHORE

Prima colazione. Breve visita della città, trasferimento in aeroporto e partenza per Lahore. Dopo la seconda colazione visita di questa città che è stata per millenni la capitale del Punjab, la capitale artistica del Pakistan e forse la più internazionalmente conosciuta tra le città della regione. Fu capitale dell'impero Mogul in un periodo che va dal 1524 al 1598 quando il Grande Akbar vi trasferì il suo quartier generale, ricostruendo le mura perimetrali, restaurando il Forte ed edificando molti palazzi. Sebbene la città abbia subito un decadimento a causa dell'ammodernamento, del traffico e del conseguente inquinamento vi si vive piacevolmente, un po' fuori dal tempo, tra cupole, minareti, costruzioni di arenaria rossa e legno. In questa regione fertile del Punjab si concentra circa la metà dell'intera popolazione pakistana. Molti progetti, hanno portato alla realizzazione di canali che controllano l'andamento e le piene dei molti fiumi affluenti dell'Indo a favore di una più vasta e controllata irrigazione del territorio. La regione è conseguentemente in rapido sviluppo con saline che sono tra le più produttive del mondo. In particolare si visitano il Forte del XVI secolo e la moschea Badshani ad esso contrapposta. Questa moschea, tra quelle più grandi del mondo, è costruita secondo i canoni dell'architettura islamica, con tre cupole a cipolla e quattro minareti (raccomandiamo la vista dall'alto di uno di questi). Ed ancora visita dei famosi giardini sui quali furono modellati quelli di Nuova Delhi e della moschea Wazir Khan (moschea d'oro) e del museo di Lahore che conserva importanti reperti provenenti dagli scavi effettuati lungo la valle dell'Indo, in particolare a Mohenjodaro ed Harappa. Cena e pernottamento.
 

19° giorno LAHORE/DELHI/ZURIGO

Prima colazione e continuazione delle visite. Lahore ha un suo personalissimo colore dato da un labirinto di vie con case molto alte perlopiù di legno ed ingentilite da graziosi balconi intagliati. Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto e partenza per Delhi. Cena libera. Attesa del volo di linea per Zurigo, previsto dopo la mezzanotte. Notte in volo.
 

20° giorno ZURIGO/ITALIA

Arrivo a Zurigo previsto in mattinata ed attesa del volo per l'Italia.
 

LA VIA DELLA SETA,
VIAGGIO IN CINA

Dal 1° al 10° giorno
COME IL VIAGGIO INTEGRALE

 

11° giorno KASHGAR/URUMQI/XI'AN

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza per Xi'an, via Urumqi, dove si giunge nel pomeriggio. Seconda colazione in volo. Xi'an, sorta tre millenni fa, fu capitale per 1080 anni, accogliendo ben undici dinastie. Qin Shi Huang Di, l'imperatore artefice dell'unificazione nel 221 a.C., stabilì la sua corte a Xianyang, nei pressi di quella che si chiamò per secoli Chang'an e che è l'odierna Xi'an. La città è considerata uno dei massimi centri agricoli e culturali della Cina nord-occidentale. Cena e pernottamento.
 

12° giorno XI'AN

Prima colazione e partenza per la visita dell'Esercito di Terracotta, che ha reso celebre Xi'an e che si trova nei dintorni della città. Qin Shi Huang Di cominciò a progettare la costruzione del suo mausoleo all'età di soli 17 anni, costringendo 700.000 uomini a costruire un gigantesco luogo di sepoltura con strutture sopra e sotto il livello della terra. Coprì un'area di 56 Kmq che consisteva nella tomba, le mura esterne ed interne della città, un grande parco e tre palazzi. Il mausoleo ha conservato magnifici tesori, il più noto dei quali è appunto l'Esercito di Terracotta, una collezione di oltre 7000 statue. Gli archeologi sostengono che queste rappresentano una parte dei reperti tuttora riportati alla luce. L'Esercito di Terracotta, così chiamato perché fatto con terraglie, giace a 1,5 Km ad est dei resti del mausoleo di Qin Shi Huang Di. Gli abitanti dei villaggi trovarono il nascondiglio del tesoro nel 1974. La collezione conta 130 carri, 500 carrozze, 116 cavalieri e 7000 statue a grandezza naturale. Incredibilmente, nessuna caratteristica od espressione dei soldati è stata mai duplicata. Segnaliamo che non è possibile fotografare le statue. Seconda colazione in corso di visita e rientro a Xi'an. Un'antica leggenda narra di un monastero in cui i monaci non potevano cibarsi di carni di cervo, vitello ed oca selvatica. Un giorno uno stormo di oche selvatiche passò in volo sopra il monastero, esortando i monaci, che le osservavano con ingordigia, ad astenersi dal consumare carne ed invitandoli a diffondere la dottrina del buddismo Mahayana ed a compiere opera di catechizzazione. Una delle oche selvatiche, per provare la loro fede, si gettò dall'alto: i monaci eressero quindi una pagoda e ve la seppellirono. La Grande Pagoda dell'Oca (Dayanta), il cui nome si ispira perciò alla suddetta leggenda, presenta una pianta quadrangolare, è alta 64 metri ed era originariamente suddivisa in cinque piani. La Piccola Pagoda dell'Oca (Xiaoyanta), invece, si trova ad 1,5 Km dalla porta sud. Venne eretta tra il 707 ed il 709 in onore dell'imperatore Gaozong della dinastia Tang. La Torre della Campana (Zhong Lou) è posta nel centro di Xi'an ed è possibile attraversarla e salire sulla sua cima. Qui si trova una campana di ferro che anticamente segnava lo scoccare delle ore. A pochi passi ad ovest della Torre della Campana (Zhong Lou) si incontra la Torre del Tamburo (Gu Lou), situata al margine del quartiere musulmano di Xi'an, dove sorge la Grande Moschea. Visita dei luoghi sopra descritti ed in serata banchetto a base di ravioli cinesi con spettacolo teatrale al "Tang Dinasty". Pernottamento.
 

13° giorno XI'AN/PECHINO

Prima colazione e mattino libero. A Xi'an si trova la più vasta, antica e bella collezione di stele di tutta la Cina, chiamata Beilin (foresta di stele), esposta nel museo provinciale nelle sale dell'ex tempio di Confucio. Di particolare interesse è una stele commemorativa recante un testo in siriano ed in cinese: la cosiddetta tavola nestoriana, che narra la storia della nascita del mondo, dell'umanità, del Messia, della missione e dell'arrivo dei Nestoriani e della religione cristiana a Chang'an nel 635. Seconda colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Pechino. Cena e pernottamento.
 

14° giorno PECHINO/ITALIA

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza per l'Italia, via Zurigo. Pasti in volo. Arrivo previsto in serata.
 


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