Siesta Home Page

MAGIA NABATEA
Giordania


Programma di Viaggio
Giordania

Pagina Iniziale
 
Paesi destinazione
 

 
 

• Questo viaggio è stato creato per l'homo viator che desidera conoscere intimamente Petra andando molto al di là delle visite normalmente previste dai consueti itinerari e che è perciò disposto a camminare, a stancarsi molto, a spingersi fin dove le vertigini lo consentono. Infatti altri itinerari, pur proponendo a Petra un soggiorno alberghiero di più notti, prevedono la visita della zona archeologica in un solo giorno, percorrendo il siq, arrivando fino al piccolo museo per poi tornare indietro. Alla luce di questo possiamo dire che la nostra "Magia Nabatea" non è solo un viaggio ma un'esperienza unica, esclusiva, certamente inedita, per i servizi, i percorsi, gli incontri che include e gli accompagnatori "particolari". Con questo itinerario si è scelto di esplorare Petra fuori dalle "rotte" turistiche, come nessuno fa se non qualche avventuriero solitario. E la città si rivela al nostro coraggio e lo spettacolo è incredibile. È un viaggio che proponiamo sottovoce, anche oggi che questa città è inevitabilmente diventata l'oggetto del desiderio del turismo che consuma. Arrivando nei luoghi più intimi, scopriamo che Petra non ha ancora rivelato tutti i suoi segreti e lo scopriamo accompagnati da esperti del luogo che dopo anni di lavoro in Medioriente ci onorano della loro stima. Essi sanno che rispettiamo troppo il loro Paese perché per mano nostra diventi mercé dei voli charter più dissacranti. Infine, a completamento di questa esperienza, trascorriamo una notte in un campo nel deserto di Wadi Ram per meglio farci penetrare dalla splendida natura, dalle sue oasi, dai wadi e dai monti di questo piccolo e sorprendente angolo di mondo. Abbiamo realizzato questo itinerario per i nostri Viaggiatori più sensibili, per quelli che hanno un buon spirito di adattamento e che non temono le incertezze della vita all'aria aperta.  •


1° giorno ROMA/AMMAN

Partenza per Amman con volo di linea. Arrivo dopo circa 3 ore e mezza di volo e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
 

2° giorno AMMAN/UMM QAIS/JERASH/AMMAN

Prima colazione e visita di Amman, capitale della Giordania dal 1950. La città, in continuo sviluppo secondo un piano urbanistico di concezione moderna, conserva una cittadella con resti romani, bizantini ed islamici. Particolarmente interessante è il teatro di epoca romana. Proseguimento per Umm Qais, l'antica città greco-romana di Gadara citata nel vangelo di San Matteo e famosa come centro culturale durante il regno di Augusto. La stupenda città divenne parte della Decapoli dopo la conquista romana del 65 a.C., conserva i resti di tre teatri, di una strada fiancheggiata da colonne, di un acquedotto e di un ninfeo. Seconda colazione e proseguimento per Jerash, poco distante. Nel pomeriggio visita di rovine tra le più belle al mondo, il 90% delle quali devono ancora essere portate alla luce. È Jerash, o Gerasa, forse la più affascinante delle città ellenistiche della Decapoli, col suo indimenticabile foro colonnato a corolla, coi maestosi templi delle divinità antiche e le numerose chiese dei più recenti secoli cristiani. Rientro ad Amman. Cena e pernottamento.
  

3° giorno AMMAN/MONTE NEBO/MADABA/ KERAK/PETRA

Prima colazione, partenza per Petra percorrendo quasi interamente la mitica Via dei Re nel territorio giordano. Questo tracciato stradale che asseconda la formazione geologica del territorio, raggiunse una importanza straordinaria al tempo dei traffici carovanieri quando, insieme ai cammelli ed ai cavalli vi transitavano spezie, profumi, zucchero, addirittura cotone proveniente dall'India e sete dalla Cina. Sosta al Monte Nebo per la visita della chiesa dedicata a Mosé e del piccolo convento francescano, che funge da campo base alle campagne archeologiche guidate da Padre Michele Piccirillo. La strada prosegue per Madaba dove si trovano i mosaici più belli del Paese. In particolare visita della chiesa di San Giorgio dove si trovano i mosaici bizantini raffiguranti la famosa Carta della Palestina e della chiesa dei Santi Apostoli che conserva il pavimento più bello ed interessante della scuola dei mosaicisti di Madaba. Superando Diban, località dove fu ritrovata nel 1868 la stele di Mesha che celebra la battaglia tra i Moabiti ed i re di Israele intorno all'850 a.C., si giunge a Wadi Mujib, la valle dell'Arnon della Bibbia (Numeri 21,3-15; Deuteronomio 2,24-36). La ripida vallata, larga più di 3 Km, presenta uno strapiombo di circa 109 metri ed è percorsa dall'Arnon (dall'ebraico rnn, "far rumore fluendo"), che sfocia nel Mar Morto. Nell'antichità la spettacolare gola segnava il confine fra i Moabiti, a sud, e gli Amorrei, a nord. È uno dei luoghi naturalistici più affascinanti della Giordania: dall'alto si vede in lontananza il Mar Morto e scendendo si incontra la vecchia strada romana sull'antico percorso della Via dei Re. Sosta quindi a Kerak per la visita della fortezza costruita dai crociati sulla sommità di un monte. Sappiamo dalle fonti bibliche che Kerak fu anche una delle città più importanti del regno di Moab (età del ferro). L'attuale fortezza crociata fu costruita nell'anno 1132 e resistette per 50 anni agli attacchi dei musulmani. Infine il Saladino, condottiero del principe dei Selgiuchidi Nuraddin Zengi e fondatore della dinastia degli Ayyubiti, riuscì a conquistarla nel 1189, prendendola per fame a Renaud de Chatillon che uccise personalmente dopo che Renaud ruppe numerose volte le trattative di armistizio. In mano agli arabi Kerak divenne una ricca e popolosa città mantenendo a lungo la sua importanza strategica e commerciale. Seconda colazione in corso di visita. Arrivo a Petra in serata. Petra fu in origine capitale del regno nabateo e della Provincia romana d'Arabia e chiamata dagli Arabi "Wadi Musa". Le prime abitazioni del luogo risalgono alla prima età del Ferro (XII-X sec. a.C.) come si rileva dal ritrovamento di ceramica sul culmine della roccia Um el-Biyara, alta 1160 metri. Comunque l'importanza di Petra è legata all'occupazione nabatea della regione, avvenuta nel periodo persiano. I Nabatei, secondo le fonti bibliche discendenti di Nabayot, figlio di Ismaele (Genesi 25,13), che erano pastori nomadi di origine semitica, allevatori di cammelli e cavalli ed abili razziatori, scolpirono nella roccia scalini che conducevano fino alla cima dell'Umm el-Biyara, da cui essi resistettero al tentativo di conquista da parte di Antigono, re di Macedonia, nel 312 a.C. La scelta di Petra come loro capitale fu motivata da ragioni di sicurezza; essendo infatti la valle nascosta tra le montagne, con pochi e facilmente controllabili accessi, costituiva un sicuro rifugio delle ricchezze che essi avevano accumulato col commercio carovaniero e un buon magazzino per le loro merci. Senza alcuna difficoltà fu costruita una via di accesso al Mar Rosso che sboccava nel golfo di Aqaba e si istituirono comunicazioni con l'Arabia Felix e la Mesopotamia. Diventò così il punto d'incontro delle principali vie commerciali: la Via della Seta, la Via dell'Incenso e la Via delle Spezie. Date queste circostanze Petra divenne rapidamente capitale del regno nabateo, mentre le immense ricchezze ivi accumulate servirono per l'erezione degli edifici pubblici e privati e l'escavazione di numerosissimi monumenti nel corpo della stessa montagna. Vi si conduceva uno stile di vita molto raffinato, di stampo greco, che perdurò fino a che giunsero i Romani, ai quali facevano gola i ricchi traffici che si svolgevano tra l'Oriente e lo Yemen. L'occupazione romana e la istituzione nel 106 d.C. della Provincia d'Arabia ne fermarono quindi drasticamente l'evoluzione ma, nel III secolo d.C., con il trasferimento della capitale della Provincia a Bosra ed il fiorire di nuovi centri carovanieri (Filadelfia, Gerasa e soprattutto Palmira), l'importanza della città andò diminuendo, sebbene Adriano continuasse ad onorarla con il titolo di metropoli. Comunque Petra continuò ad essere un centro importante e dopo la riorganizzazione effettuata da Diocleziano, fu ancora capitale della provincia di Palestina. Dopo la conquista araba Petra decadde completamente sebbene fosse ancora abitata e fortificata dai Crociati col nome di Li Val Moyse. I terremoti e la trascuratezza portarono i suoi edifici al disfacimento finché le case crollarono tutte e la città cadde nell'oblio. Le sue rovine vennero alla luce per la prima volta nel 1812 quando l'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, dopo una paziente raccolta di notizie presso i beduini che gelosamente mantenevano il segreto dell'ubicazione di Petra, riuscì ad introdursi nella città dimenticata, riscoprendo così le antiche ed immense rovine. Il luogo in cui sorge Petra ha la forma di un anfiteatro racchiuso da alte rocce scoscese ed è attraversato dal letto di un fiume ora chiamato Wadi Musa che, con i suoi affluenti, delimita una bassa cresta che era quella su cui sorgeva la città vera e propria. I picchi che la circondano e che raggiungono i 300 metri di altezza vennero adibiti a tombe e ad abitazioni scavate nella pietra. Sulla sommità delle rocce circostanti erano situati alcuni luoghi di culto dedicati agli dei (Dushara, Allat) oltre ad alcuni triclini all'aria aperta e naturalmente ad alcuni fortini dai quali si sorvegliavano le vie di accesso alla città. Di fatto Petra era un luogo estremamente sicuro visto che l'unico ingresso alla valle era ad oriente e consisteva in uno stretto letto di torrente disseccato racchiuso tra rocce ripide ed alte fino ad 80 metri. Questo passaggio, ora chiamato siq, è lungo circa quattro chilometri. Nei tempi antichi le sue acque erano convogliate in parte in una galleria scavata nella roccia e venivano parzialmente usate per l'acquedotto cittadino costruito lungo il corso del fiume. Il siq quindi poteva servire come strada ed in effetti era stato pavimentato. Ai suoi lati vi erano alcuni caravanserragli e spazi riservati all'accampamento delle carovane in arrivo. Cena e pernottamento.
 

4° giorno PETRA (EL-DEIR/ALTARE DEI SACRIFICI)

Prima colazione ed inizio delle visite. Partendo dal siq, di per sé un capolavoro della natura, ci si introduce nella città che, come abbiamo detto, fu centro di culto e di grande importanza commerciale. Si avanza ai piedi di magnifiche rocce rosse nella sinuosa penombra del siq avendo l'impressione che le alte pareti striate debbano a un certo punto congiungersi ma, dopo un chilometro e mezzo, all'improvviso un raggio di luce illumina quell'incredibile facciata del "Khazneh" e le colonne, i capitelli, i fregi, le nicchie, le statue, i frontoni ornati da bassorilievi si materializzano e lasciano senza fiato. Proprio in cima alla parete del "Khazneh" (la casa del tesoro) c'è un'elegante urna circolare che un tempo gli Arabi credevano contenesse un tesoro e perciò, come riferiscono i viaggiatori del XIX secolo "ogni qualvolta passano nel burrone, si arrestano un istante, armano il fucile, prendono di mira l'urna e si sforzano di spezzarne qualche frammento al fine di poterla abbattere ed estrarne il tesoro". Tuttora non è chiara la natura di questo monumento: secondo alcuni si tratta di un tempio, secondo altri è una tomba, a conferma di un dilemma rituale ancora irrisolto. Oltrepassato il Khazneh, percorrendo il cosiddetto siq esterno che si apre su un anfiteatro naturale, ecco lo splendido teatro di epoca romana scavato nella roccia ai piedi della Strada delle Facciate, con 33 scalini ed una capacità di 4000 posti a sedere. Quindi un'altra successione di templi, tombe e monumenti tra cui i resti del Ninfeo, la Strada Colonnata, la Torre Bizantina, la Porta di Temenos e il tempio dei Leoni Alati fino a giungere al Qasr el-Bint, o la fortezza della figlia del faraone. E' quest'ultimo l'unico imponente monumento rettangolare non scavato nella roccia, costruito dai nabatei nel I secolo avanti Cristo con inserimenti nei muri portanti di travi in legno che ne hanno reso più elastica e resistente ai sismi l'intera struttura. Passando nei pressi del piccolo museo si sale quindi verso el-Deir, il "Monastero", scavato nella roccia a 1060 metri di altitudine e con la facciata scolpita molto simile a quella della Casa del Tesoro. Il percorso a scalini è piacevole e si snoda attraversando un territorio di rara bellezza. Intorno si scorgono porte e archi grandiosi e molte costruzioni che dovevano essere templi dove si celebravano pratiche misteriose di una religione esoterica. L'impressione non è del tutto errata. Certamente nell'antica Petra i templi non mancavano anche perché pochi luoghi come questo, circondato da deserti a perdita d'occhio e da montagne a precipizio, potevano suggerire agli uomini l'idea di arcane divinità. In realtà molte di queste favolose costruzioni, tutte ricavate da un sapiente lavoro di scavo e di intarsio in una roccia delicata e friabile a volte quanto la creta, sono sontuose residenze tombali destinate a sovrani e ricchi mercanti. Il Monastero, la costruzione più grande di Petra, pare sia la residenza tombale di Rabel II (I sec. d.C.) anche se le sue dimensioni potrebbero far pensare a un tempio. L'imponente monumento-scultura scavato nella roccia solida secondo il più puro stile nabateo esprime la solennità e la grandiosità dei più importanti templi della storia dedicati alle divinità più venerate. Da questa altura la vista su Wadi Araba è superba e i colori più puri si sommano a realizzare una tavolozza di rara intensità. Seconda colazione all'interno del sito. Nel pomeriggio chi vuole può proseguire, partendo da Qasr el-Bint, per la visita dei luoghi sacri a cielo aperto con l'Ara di Abramo che dominano la città. Il tragitto si compie superando un percorso di varia difficoltà, anche in salita e abbastanza faticoso, ma è splendido con colori e luci sempre diversi e soprattutto con una sequenza di monumenti bellissimi: la Tomba del Frontone Spezzato, la Tomba Rinascimento, la Tomba del Soldato Romano, il Tempio Giardino, il Monumento del Leone. Il tracciato del sentiero è quello originale, lungo un percorso cerimoniale e processionale utilizzato dai Nabatei e, ancor prima di loro, dalle popolazioni edomite quando si recavano al rito sacrificale che rinnovava il legame tra gli uomini e le divinità. Quando si giunge sul crinale di Attuf l'aria è leggera e frizzante, tipica dei 1000 metri. Questa zona dell'ara di Abramo, che è di fatto l'ara meglio conservata dell'epoca biblica, include due obelischi celebrativi scolpiti in un unico blocco, un altare sacrificale, un bacino per le abluzioni e una cavità per le libagioni. Da qui si gode un panorama molto bello sull'intera città. Discendendo una serie di gradini lungo un diverso versante si giunge nei pressi del siq esterno. Cena e pernottamento.
 

5° giorno PETRA (TOMBA DI ARONNE)

Prima colazione e ritorno al sito archeologico per raggiungere la Tomba Incompiuta e il Columbarium. Da qui si prosegue per la tomba di Aronne lasciando alle spalle il Jebel el-Habis sul quale si trovano le rovine della fortezza crociata. Superando le alture di Jebel el-Biyara e seguendo il corso del Wadi el-Thughra si raggiunge il monumento della Serpe, rettile che nella tradizione nabatea simboleggia l'eternità. Terminato il lungo e faticoso percorso a tratti in salita, si arriva alla tomba di Aronne, fratello del profeta Mosè. Siamo a 1350 metri sulla sommità del monte più alto della regione, il Jebel-Harun identificato con il monte Hor di biblica memoria. La tradizione vuole che la piccola moschea bianca sia stata costruita sui resti di una chiesa sovrastante un'antica cisterna nabatea. Essa segnerebbe il luogo dove è stato sepolto Aronne, profeta per gli Ebrei, per i Cristiani e per i Musulmani, capostipite del sacerdozio ereditario per comando di Dio. Nemmeno Aronne, l'uomo della pace, entrerà nella Terra Promessa, riposerà invece sulla cima di questo monte nella pace eterna di un luogo sacro a tutte le genti. Seconda colazione al sacco. Nel pomeriggio rientro in hotel. Chi non se la sente di raggiungere la Tomba di Aronne può rimanere nella città bassa dove vi sono altri splendidi monumenti quali le Tombe Reali, il Triclinium della Casa dei Dorotei, la Tomba Carminia, la Tomba di Sesto Fiorentino, la Tomba Palazzo, quella Corinzia, quella di Seta, e quella dell'Urna. Cena e pernottamento.
  

6° giorno PETRA/BEIDA/SIQ EL BARID/DESERTO

Prima colazione e visita di Beida e di Siq el-Barid, conosciuta localmente come la "piccola Petra" e indicata dai cartelli come "Beida". In realtà Beida e Siq el-Barid sono oggi due località ben distinte dal punto di vista archeologico. Beida è un insediamento preistorico tra i più antichi del mondo. Gli scavi archeologici svoltisi per vari anni consecutivi hanno rilevato l'esistenza di sei diversi livelli di abitazione con quattro tipi di architettura ognuno dei quali con caratteristiche e tecniche proprie. I più antichi abitanti di Beida risalgono al periodo neolitico (7000 a.C. circa): essi usavano utensili di pietra, costruivano case, macinavano cereali ed elaboravano tecniche artigianali. Gli scavi eseguiti sono a circa 900 metri sul livello del mare. Il primo livello, risalente al 6000 a.C. circa, è andato in parte distrutto dai terrazzamenti che i Nabatei realizzarono per le loro pratiche agricole, ma ha restituito resti di piccole abitazioni di forma rettangolare con pavimenti in calce. Il secondo ed il terzo livello, datati 6600 a.C., hanno anch'essi rivelato strutture abitative tutte della stessa dimensione. Il quarto ed il quinto livello, del 6700 a.C., sono stati molto danneggiati dalle successive costruzioni ma hanno anche messo in evidenza strutture di forma circolare con muri spessi e pavimenti intonacati. Il sesto livello risale al 7000 a.C. circa e conteneva le case neolitiche più antiche che si conoscano. Il settimo livello conteneva un muro di mattoni cementati e piccoli strumenti in selce risalenti al periodo mesolitico. Come a Gerico, studiando i resti di una necropoli costruita all'esterno del centro abitato, si è potuto anche qui constatare l'usanza di seppellire gli adulti decapitati ed i bambini piccoli invece intatti sotto il pavimento. Siq al-Barid è poco distante. È un sobborgo della città di Petra chiamato localmente, come abbiamo detto, "la piccola Petra". Si accede al luogo superando un piccolo siq di 350 metri e la visita è estremamente suggestiva, potendo riscontrare notevoli somiglianze con Petra. Sono visibili belle tombe monumentali, canalizzazioni per l'acqua, stanze, gradinate scavate nella roccia ed un interessante biclinium, con resti di affreschi sul soffitto risalenti al I secolo d.C. Il gran numero di locali in caverna, insieme alle molte cisterne ed alla scarsità di tombe reperite, inducono a considerare Siq al-Barid il "centro commerciale e dei servizi" della città di Petra. Proseguimento per il deserto di Wadi Ram, uno degli ambienti più belli del mondo che si trova a sud di Petra. Arrivo al fortino di guardia della legione araba e seconda colazione nel ristorante della locanda del posto. Nel pomeriggio partenza in auto fuoristrada verso il campo base che allestiamo nel cuore di Wadi Ram. Il campo, immerso nella realtà sconfinata del luogo, è attrezzato con grandi tende beduine per i servizi comuni e con piccole tende canadesi a uno o due posti. Le tende hanno materassini, lenzuola e coperte; i servizi igienici, alquanto spartani, consistono in un semplice riparo mentre l'acqua è erogata da un serbatoio. Occorre adattarsi alle poche comodità ma ci si accorge subito che nel deserto c'è tutto, tutto quello che veramente serve, e si sperimenta la libertà nel suo significato più profondo, la libertà che troppo spesso il mondo d'oggi tenta di negare. Tutto intorno sabbia rosa e picchi fantastici alti centinaia di metri dal suolo; qui la natura domina ogni ora del giorno come un'artista che, trascinato da ispirazioni sempre diverse, continua a dipingere tele su tele raggiungendo risultati sempre più affascinanti. Questo deserto è forse il luogo più bello del mondo, con le sue ampie vallate sabbiose, le imponenti montagne alte centinaia di metri che assumono forme bizzarre e tonalità di colore incredibili. La presenza di incisioni rupestri testimonia che questi luoghi furono abitati fin dalla preistoria e resti di sbarramenti, di cisterne, canalizzazioni, luoghi sacri e scale scolpite nella roccia ci raccontano dei Nabatei che dominarono la regione dal 300 a.C. al 200 d.C. Questa breve ma intensa esperienza riporta a ritmi più lenti, umani, al riparo delle tende, attorno al fuoco, conversando e bevendo tè e caffè, mangiando in modo naturale e semplice ad una mensa comune, finalmente giunti alla dignità di ospiti sacri e amici del deserto. Pernottamento nel deserto.
 

7° giorno DESERTO/WADI ARABA/MAR MORTO/AMMAN

Prima colazione, rientro alla locanda di Wadi Ram con le auto dei beduini e partenza per il Mar Morto percorrendo la suggestiva valle conosciuta Wadi Araba che separa il territorio giordano da quello israeliano. Il paesaggio è molto suggestivo fino a giungere presso il Mar Morto. Questo grande bacino, formatosi, si calcola, 50000 anni fa ed erroneamente definito "mare" è posto nel punto più basso della terra, 394 metri sotto il livello del mare. Fare il bagno nelle sue acque è un'esperienza da non perdere, sia per l'impossibilità di affondare, sia per la bellezza del paesaggio tutto intorno, aspro e drammatico, un paesaggio che rievoca fortemente fatti biblici lontani migliaia di anni. Seconda colazione. Nel pomeriggio proseguimento per Amman. Cena e pernottamento.
 

8° giorno AMMAN/ROMA

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza per Roma dove si giunge nel primo pomeriggio.
 

 


Travel Italy Home Page Pagine realizzate da
  Travel Italy