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• Viaggio per specialisti. Si inizia con la
visita di alcune sale specifiche del museo del Louvre di Parigi per
ammirare una vasta collezione di opere ritrovate dai primi archeologi
europei nel grande territorio che andremo a conoscere nella maniera più
approfondita possibile. Il nostro accompagnatore è un esperto di storia
mesopotamica che mette a disposizione dei Partecipanti la sua personale
passione per l'archeologia antica. Si cerca di penetrare un po' la
realtà storica dei primi popoli che abitarono la terra, popoli che
lottarono per insediarsi stabilmente, popoli motivati spiritualmente,
disposti a confrontarsi e a lottare fino all'ultimo per superare le
barriere, soprattutto quella dell'incomprensione. Un viaggio per tentare
di giungere alle origini, per cogliere, forse, il messaggio primordiale
della vita quando essa aleggiava appena su questa terra fertile. Tre
settimane da dedicare ad un viaggio nella storia ma allo stesso tempo ad
un viaggio nel futuro dell'uomo. Un viaggio attuale, sicuramente
impegnativo fisicamente e mentalmente. Un viaggio faticoso ma condiviso
da persone ugualmente motivate, persone che antepongono a qualsiasi
considerazione il rispetto, la tolleranza, l'autentico interesse per
l'altro. •

| 1°
giorno PARIGI |
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Ritrovo a Parigi. Nel pomeriggio incontro al
museo del Louvre per una prima visita delle sale riservate alle
Antichità Orientali. Il museo ha dedicato alcune sale ai reperti di
epoca assira fin dal 1847, l'epoca in cui l'archeologo Paul Emile
Botta, figlio dello storico Carlo Botta, diresse alcuni scavi in
varie località dove si trovavano rovine della civiltà assira
riuscendo a scoprire il palazzo e la città del re Sargon I. Botta,
motivato da una grande passione, si dedicò poi allo studio della
scrittura cuneiforme assira e pubblicò i "Monuments de
Ninive" in 5 volumi. Il dipartimento delle antichità orientali
del Louvre detiene una imponente collezione di opere provenienti
dall'Iran, dalla Mesopotamia, dall'Anatolia, dal Pakistan, da Cipro
e dal nord-Africa, opere che risalgono ad epoche antichissime fin
dal neolitico. Le collezioni sono divise in ordine cronologico ed in
tre grandi sezioni geografiche e culturali: la Mesopotamia (Sumeri,
Babilonesi, Assiri), l'Iran (Susa e il Lurestan) e il Medioriente
(la costa siro-palestinase, Cipro). Cena libera. Pernottamento.
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| 2°
giorno PARIGI/DAMASCO |
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Prima colazione. Secondo ingresso al Museo del
Louvre. Seconda colazione libera. Nel primo pomeriggio trasferimento
in aeroporto e partenza per Damasco, capitale della Siria. Arrivo e
trasferimento in hotel. Cena in volo. Pernottamento.
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| 3°
giorno DAMASCO |
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Prima colazione e mattino dedicato alla visita
del museo nazionale della città. La facciata del museo è imponente
e proviene dal palazzo omayyadi Qasr al Garbi che si trova ad ovest
di Palmira nel deserto. All'interno si trova una vasta collezione
con reperti di Ugarit, di Ebla, di Mari, di Palmira, di Doura
Europos e dell'Hauran. Seconda colazione e nel pomeriggio visita
della città. Cena e pernottamento.
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| 4°
giorno DAMASCO/TEHERAN |
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Prima colazione e mattino dedicato al
completamento delle visite. Seconda colazione, trasferimento in
aeroporto e partenza per Teheran, capitale dell'Iran. Arrivo in
tarda serata. Cena in volo. Pernottamento.
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| 5°
giorno TEHERAN/AHWAZ |
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Prima colazione e visita dei musei della
capitale, quello dei tappeti e quello del vetro ma soprattutto del
museo nazionale. All'interno di questi, al piano terra, vi sono
reperti a partire dal 6000 a.C. fino al periodo islamico, inclusa la
famosa stele di Hammurabi ritrovata a Susa e qui esposta in copia.
Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio trasferimento
in aeroporto e partenza per Ahwaz, base per l'effettuazione di
importanti visite. Cena e pernottamento.
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| 6°
giorno AHWAZ/BISHAPUR/CHOGHA ZANBIL/SUSA/ANDIMESHK |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Bishapur, antica capitale sasanide, la dinastia iranica che regnò
sulla Persia dal 226 al 640 d.C. Qui si trovano, scolpiti nella
roccia a ridosso di un piccolo fiume, alcuni bassorilievi
raffiguranti il trionfo di Shapur sui Romani e Bahram II mentre
riceve l'omaggio degli arabi nomadi. Poco lontano si trovano anche
le rovine di Shapur. Proseguimento con la visita di Choga Zambil,
l'antica Dur Untash capitale religiosa del regno di Elam nel XIII
a.C. Vi si trova una zigurat, la meglio conservata dell'area
mesopotamica. È un esempio splendido dell'architettura elamita
scoperto casualmente solo nel 1935 durante una ispezione aerea. La
zigurat, costruita in mattoni crudi e ricoperta di mattoni cotti, è
quadrata, ogni lato misura alla base 105 metri ed era
originariamente composta da cinque piani sovrapposti di cui solo tre
visibili attualmente. Costruita dal re Untash Gal, come risulta
dalle iscrizioni in cuneiforme sui mattoni rimasti, era dedicata al
dio Insushinak, il dio supremo degli Elamiti. Al dio venivano
offerti sacrifici sull'altare più alto nel corso di cerimonie
religiose a cui partecipava la coppia reale con i sacerdoti. La
zigurat venne distrutta dal re assiro Assurbanipal nel 640 a.C.
quando il regno di Elam venne assorbito dagli Assiri. Nell'area vi
sono anche i resti di tre palazzi reali con alcune tombe ipogee e
tracce di una rete idrica e fognaria. Percorrendo circa 45 Km si
giunge a Susa, la grande capitale elamita e successivamente anche
capitale amministrativa di Dario I e luogo eletto per l'accumulo dei
suoi tesori. L'Elam o Susiana era la regione compresa tra lo Shatt
al-Arab e l'altopiano iranico fino all'odierno Fars e Susa, fin dal
2500 a.C. ne era dunque il caposaldo che controllava le strade
obbligate del commercio dei prodotti esotici. Era il "paese
alto" che dominava la Mesopotamia e con essa sempre in lotta
per la supremazia. Vi si sviluppò una civiltà arcaica governata
successivamente da 12 re fino a che Sargon II di Assiria estese la
propria egemonia dai monti dello Zagros fino al Mediterraneo. In
seguito a ciò il dominio dell'Elam fu diviso tra i Medi ed i
Babilonesi fino all'insediamento degli Achemenidi con Ciro il Grande
(558 a.C.). Con Dario I Susa divenne tanto bella al pari di
Persepoli fino a che nel 331 cadde nelle mani di Alessandro il
Grande. La missione archeologica francese ha ritrovato diversi
oggetti che testimoniano le epoche diverse e l'evoluzione artistica
nel corso dei secoli. Oggi si visitano le rovine disposte su quattro
colline. Seconda colazione in corso di viaggio. Proseguimento per
Andimeshk. Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno ANDIMESHK/POL E
DOKHTAR/KERMANSHAN (BAKHTARAN) |
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Prima colazione e partenza per Pol e Dokhtar dove
si trovano i resti di un ponte sul fiume Karun eretto durante il
regno di Shapur I. Proseguimento per Kermanshan percorrendo oltre
duecento Km verso nord. Seconda colazione in corso di viaggio. E' la
città più attiva di questa regione, sulla via di collegamento tra
l'ovest e l'altopiano iranico e conta più di 600.000 abitanti
prevalentemente di origine curda. Cena e pernottamento.
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| 8°
giorno KERMANSHAN/BISOTUN/ KANGOVAR/GODIN TEPE/KERMANSHAN |
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Prima colazione e partenza per la vista dei
rilievi di Bisotun nei pressi della città. La celebre montagna di
Bisotun (sede degli dei), si trovava sulla strada reale tra l'Elam e
la Mesopotamia, e su queste rocce Dario I il Grande fece scolpire a
70 metri d'altezza nel 516 a.C. figure ed elementi simbolici della
sua storia militare in forma di bassorilievi con una iscrizione
completa in 15.000 caratteri ed in tre lingue: persiano antico,
neo-elamita e neo-babilonese. Queste iscrizioni furono decifrate a
metà dell'800 dall'inglese Harry Rawlinson che compì un lavoro
paragonato a quello compiuto per l'interpretazione della stele di
Rosetta che ci ha consentito di scoprire la chiave per decifrare la
lingua accadica che altrimenti sarebbe ancora sconosciuta. Le
sculture, a cui non ci si può avvicinare molto, presentano Dario
come vincitore di Gaumata, il mago che aveva tentato con una rivolta
di impadronirsi del potere alla morte di Cambise. Dario appare come
il più grande in una sorta di auto-celebrazione ossequiosa soltanto
di Ahura Mazda, il dio invocato per ben 72 volte in queste
iscrizioni. Ahura Mazda, appare come un personaggio barbuto che si
scorge da un disco alato ed è raffigurato nell'atto di porgere a
Dario un anello come se dal dio stesso provenisse la sua
incoronazione. Proseguimento per Kangovar anch'essa in posizione di
transito tra l'Elam e la Mesopotamia. Vi si trova un tempio di
Artemide di epoca partico-sasanide (III/IV secolo a.C.) costruito
sulle basi di un precedente tempio ellenistico. Sono visibili alcune
colonne che dovevano delimitare il perimetro quadrangolare del
tempio. Il panorama sulla valle è molto suggestivo. Seconda
colazione al sacco. Sosta a Godin Tepe che si trova a soli 13 Km da
Kangovar. Qui si trova un'area archeologica che conserva i resti di
una struttura urbana molto antica forse di epoca sumera. Rientro a
Kermanshan. Cena e pernottamento.
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| 9°
giorno KERMANSHAN/KHOSRAVI/BAGDAD |
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Prima colazione e partenza per Khosravi dove si
trova la frontiera con l'Iraq e il piccolo centro di Muderia.
Seconda colazione in corso di viaggio. Proseguimento per Bagdad che
si raggiunge dopo circa 4 ore di viaggio. Cena e pernottamento.
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| 10°
giorno BAGDAD |
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Prima colazione. Intero giorno dedicato alla
visita della città sulle rive del Tigri, il fiume possente che,
insieme all'Eufrate, delimitò la grande Mesopotamia. Bagdad fu
fondata dai califfi abbasidi verso il 762 d.C. e raggiunse il
massimo splendore verso il 1200, quando contava quasi un milione di
abitanti. Con l'invasione dei mongoli iniziò una rapida decadenza e
la favolosa Bagdad, che in persiano significa "dono di
Dio", conobbe un lungo periodo di abbandono. La città,
soprannominata dagli arabi "Dar-es-salam", ovvero la
"dimora della pace", rievoca sempre e comunque gli antichi
fasti e nei vecchi quartieri che sorgono alle spalle della città
moderna, il passato continua a rivivere nel presente. Qui la vita si
svolge ancora secondo forme e regole tradizionali. Le strette vie
dei mercati, attorno ai bazar, ogni mattina si animano. L'atmosfera
che vi regna è quella un po' polverosa e trasandata di tutti i suq
mediorientali. Nelle botteghe, che si aprono sulle viuzze, ferve il
lavoro. Dalle mani esperte degli artigiani escono tessuti ricamati,
tappeti, vassoi d'argento e di rame, oggetti di cuoio, anelli,
collane, braccialetti, gioielli. Ogni corporazione ha il suo
quartiere, le sue leggi, la sua etica e la sua mistica. Visita del
grandioso museo archeologico di Bagdad che è stato riaperto
integralmente, della Mustansiriya, importante università islamica
dell'era abbaside e del Khan Marjan, un grande caravanserraglio sede
del museo islamico. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e
pernottamento.
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| 11°
giorno BAGDAD/SAMARRA/ASSUR/HATRA |
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Prima colazione. Partenza per il nord del paese,
terra assira, percorrendo circa 400 Km. Sosta a Samarra, sulla riva
sinistra del Tigri, residenza dei califfi nell'836. Visita del
palazzo di Ashiq e della grande moschea che può ospitare fino a
100.000 persone al lato della quale c'è un minareto a spirale alto
52 metri, unico nel suo genere escludendo il ben più piccolo
minareto della moschea Ibn Tulun al Cairo. Sosta per la seconda
colazione e proseguimento per Assur, città che prese il nome di una
divinità assira e che, dominata dagli Accadi, fu in seguito
conquistata dai Babilonesi al tempo di Hammurabi, sesto governante
della prima dinastia babilonese (1792-1750 a.C.). Hammurabi viene
ricordato, come abbiamo detto, soprattutto per il suo codice, la
più antica promulgazione di leggi giunta fino a noi in perfetto
stato di conservazione: 282 ordinanze molto dettagliate che trattano
vari argomenti quali la famiglia, il commercio, l'agricoltura e la
criminalità. Il codice è scritto in caratteri cuneiformi su una
stele di diorite alta circa 2 metri e mezzo trovata a Susa, in
Persia, nel 1902 dal francese Jean Vincent Scheil. Hammurabi,
pervaso da un grande spirito religioso, stabilisce la supremazia del
dio Marduk su tutte le divinità del regno e nel prologo del suo
codice descrive sé stesso come servo di Shamash, che dispensa alla
terra giustizia e luce. Egli fu capo del suo regno per soli 42 anni
ma riuscì a formare un impero fra i più grandiosi della
Mesopotamia creando stabili basi per una civiltà che fiorì e
dominò per altri 12 secoli dopo la sua morte. Arrivo ad Hatra in
serata. Cena e pernottamento.
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| 12°
giorno HATRA/NINIVE/MOSUL |
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Prima colazione e visita di Hatra, tra il Tigri e
l'Eufrate, in pieno deserto e sulle rotte carovaniere tra oriente e
occidente. La città conserva quasi intatti interessanti resti dal
II sec. a.C. su una estensione di 320 ettari. Al centro della città
c'è un santuario dedicato a Shamash, il dio sole e intorno a questo
numerosi altri templi a testimoniare che, probabilmente, più che un
centro commerciale la città era un vero e proprio fulcro religioso.
Hatra suscita inquietudine, forse a causa della solitudine che vi
regna dall'anno 250, da quando, cioè, fu abbandonata per sempre nel
mistero che circonda i suoi monumenti e le sue case. Attualmente una
missione archeologica italiana vi esegue con successo importanti
lavori di scavo. Proseguimento per Ninive e seconda colazione. Nel
pomeriggio visita di Ninive, la capitale degli Assiri che a partire
dal XII secolo divenne la città più ricca della Mesopotamia
perché in essa venivano accumulati i tesori depredati dalle città
conquistate. Gli scavi archeologici hanno individuato insediamenti
che risalgono al V millennio a.C. e vi si possono ammirare le rovine
del palazzo di Assurbanipal (668-631 a.C.), dalla cui biblioteca
provengono le famose tavolette cuneiformi oggi al British Museum di
Londra. La grandiosa raccolta di tavolette, oltre 20.000 pezzi,
include l'epopea di Gilgamesh, la più antica epopea del diluvio
della storia, più antica della Bibbia e dei poemi omerici e di
quelli epici dell'India. Uno dei più potenti sovrani assiri fu
Sennacherib (705-681 a.C.), figlio di Sargon II, che distrusse
Babilonia e che volle fare di Ninive una capitale al pari di essa.
La cinse infatti con una doppia cinta di mura, fece costruire enormi
palazzi reali, giardini e parchi utilizzando i più ricercati
materiali che fece giungere da tutto il medioriente. Proseguimento
per Mosul e visita delle antiche case, delle piccole chiese
cattoliche ed armene e del tipico suq. Cena e pernottamento.
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| 13°
giorno MOSUL |
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Prima colazione e continuazione delle visite
della città. Seconda colazione. Cena e pernottamento.
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| 14°
giorno MOSUL/KHORSABAD/MAR MATTI/NIMRUD/MER BEHNAM/MOSUL |
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Prima colazione e partenza per Khorsabad,
l'antica Dur-Sharrukin, capitale fatta costruire da Sargon II e
scoperta dal francese Paul Emile Botta nel 1843 che rivelò al mondo
i primi monumenti assiri. Gli scavi durarono tre anni e diedero
risultati strepitosi: innumerevoli sculture e bassorilievi, leoni,
cavalli, sfingi, tori alati dal volto umano che montavano la guardia
alle porte del palazzo reale, immagini di vita domestica, di caccia
e di guerra. Proseguimento per il monastero del IV secolo di Mar
Matti, 30 Km ad est di Mosul sulle pendici della montagna Maqloub.
Era una famosa scuola teologica ed al suo interno sono conservati
antichi manoscritti. Seconda colazione e proseguimento con la visita
dell'antica Kalkhu, conosciuta oggi con il nome biblico Nimrud, una
delle città più ricche e importanti del mondo fino al regno di
Sargon II, prima che il centro dell'impero fosse spostato a Ninive
nel 705 a.C. Era una splendida città in riva al Tigri con
un'ampiezza di circa 2000 metri per 1600. Sull'acropoli, nell'angolo
sud-occidentale della città, si trovano la maggior parte degli
edifici tra cui il palazzo reale di Assurnasirpal II, parzialmente
restaurato, con magnifici bassorilievi; le rovine del tempio di
Nabu, dio delle scienze e patrono degli scribi, la zigurat dedicata
al dio della guerra Ninurta. Gli Assiri furono un popolo di grandi
guerrieri ma anche un popolo di costruttori: ogni sovrano, come ci
tramandano numerosi testi ritrovati, costruì per propria gloria e
per onore del dio Assur nuovi e sempre più splendidi palazzi
lasciando peraltro ai posteri un elenco dettagliato delle loro opere
di conquistatori a mezzo di tavolette d'argilla, bassorilievi e
stele. Proseguimento con la visita del monastero di Mar (San) Behnam
che si trova 35 Km a sud-est di Mosul. Anche qui si trovano antichi
e preziosi manoscritti di epoca bizantina. Rientro a Mosul. Cena e
pernottamento.
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| 15°
giorno MOSUL/AGARGOUF/BAGDAD |
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Prima colazione e rientro a Bagdad. Seconda
colazione in ristorante locale. Sosta per la visita di
Agargouf, 30 km a nord ovest della capitale dove si può
ancora vedere la sagoma di un'antica zigurat di epoca cassita
(XV secolo a.C.). Nel pomeriggio visita del museo di arte
moderna e giro panoramico della città. Cena e pernottamento.
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| 16°
giorno BAGDAD/URUK/NASERIYA |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Uruk (Warka e la biblica Erech della Genesi) che si trova 300
Km a sud. Uruk fu sede della prima urbanizzazione che il mondo
conosca dove si possono vedere i basamenti di due templi, il
tempio Bianco posto sulla sommità di una zigurat ed il tempio
D, il più grande di tutti i templi sumerici conosciuti.
L'area archeologica è ancora tutta da scavare ed è molto
più estesa di quella di Ur. Il sito si sviluppò fin
dall'età protostorica (3500-3000 a.C.) su due aree distinte,
Eanna e Kullaba che sono due aree dedicate al culto. Kullaba
era l'area dedicata al dio maggiore del pantheon Anu, venerato
nel tempio Bianco e Eanna era l'area dedicata alla dea Inanna
(l'Ishtar accadica), dea dell'amore e della fertilità. In
epoca sumerica si rilevano ben 5 dinastie regnanti che diedero
enorme rilevanza alle attività commerciali degli urukiti in
tutta l'area del vicino oriente. Dagli scavi degli ultimi anni
si apprende dell'esistenza di colonie commerciali urukite in
Iran, in Turchia, in Siria ed in Palestina dove la cultura di
Uruk si è trasmessa alle popolazioni locali. Queste ultime,
assimilando oltre alla cultura e alla scrittura, la
complessità delle idee politiche e amministrative dei sovrani
di Uruk si sono probabilmente evolute grazie alle capacità
delle "Teste Nere", così come i Sumeri usavano
chiamarsi. Seconda colazione in corso di viaggio.
Proseguimento per Naseriya. Cena e pernottamento.
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| 17°
giorno NASIRIYA/UR/UBEID/KISH/BAGDAD |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Ur, la città dei Caldei, prima città sumerica menzionata
nella Bibbia. Questa fu la più importante scoperta di Sir
Woolley. Abramo, figlio di Terakh, probabilmente originario di
Ur, viveva in questa città prospera quando ricevette in sogno
il comando di partire verso Canaan a oltre 2000 Km di distanza
(circa 1850 a.C.). Le tombe reali di Ur sono la scoperta più
sensazionale effettuata da Woolley tra il 1922 ed il 1934:
possiamo immaginare la folgorazione quando questi si trovò di
fronte ai corpi delle dame di corte vestite con abiti rossi
tutte con diademi d'oro tempestati di corniole e lapislazzuli
posti sulle acconciature regali dell'epoca. I corpi erano
intatti nonostante il peso del terreno e fu possibile
recuperare tutto secondo l'ordine originario. Complessivamente
si trovarono ben 16 tombe reali e quattrocentocinquanta tombe
comuni: ovunque si provasse a scavare venivano alla luce
incredibili testimonianze della civiltà sumera, una arpa
tempestata di pietre preziose, una scacchiera finemente
intarsiata, oggetti in oro, coppe, vasi e ovunque scheletri
umani. Sparsi in tutto il tessuto cittadino vi erano botteghe
a volte raggruppate in veri e propri mercati, in parte
coperti, simili agli odierni suq del medioriente. Un edificio
sembra un caravanserraglio adibito al ricovero dei viandanti e
degli animali, le case dei mercanti contenevano dei veri e
propri archivi privati di tavolette cuneiformi dai quali è
stato possibile ricostruire gli elementi che caratterizzavano
la maggiore attività di Ur che era il commercio fluviale. Le
rovine della città, che originariamente sorgeva lungo uno dei
bracci secondari dell'Eufrate, si estendono su una superficie
di 55 ettari, quasi a metà strada tra Babilonia e le coste
del golfo Persico. Il sito si presenta, come tutti i tell
mesopotamici, come un insieme di basse colline alternate ad
avvallamenti non facilmente riconoscibili rispetto al
paesaggio circostante. L'unico elemento in elevazione risulta
la maestosa zigurat a piani digradanti orientata in diagonale
rispetto ai punti cardinali i cui resti attuali sono da
attribuirsi alla III dinastia. La massa di mattoni crudi
ordinata in tre strutture tronco-piramidali sovrapposte e
coronate da un tempietto era ricoperta da un solido strato di
mattoni cotti che ha reso possibile il discreto stato di
conservazione dell'edificio fino ai nostri giorni. La
monumentalità dell'opera è data anche dalla presenza
imponente delle scalinate che collegavano i tre piani della
zigurat. Seconda colazione al sacco. Proseguimento per Ubeid,
poco distante, dove si trovavano resti di templi appartenenti
alla I dinastia di Ur. Proseguimento quindi per Kish,
l'attuale Uhaimir (la rossa) a 90 Km da Bagdad che, come si
legge nel poema di Gilgamesh, ricevette dignità regale dal
cielo dopo il primo grande diluvio (2800-2370 a.C.). La città
fu potente e leggendaria tanto che tutti i sovrani sumeri e
accadi ambivano rivestirne il titolo di re. In particolare
ricordiamo Sargon I di Accadia che invadendo il territorio
sumerico si proclamò quasi senza resistenza re di Kish, re
delle quattro regioni del mondo, dal golfo persico al
Mediterraneo. Il campo di rovine ora si estende per ben 4 Km;
gli ultimi scavi risalgono purtroppo all'ormai lontano 1923.
Come tutte le città della Mesopotamia l'Eufrate
l'attraversava dividendola in due parti. Il quartiere
orientale era la sede dei re e dei templi dedicati alle
divinità mentre il quartiere occidentale includeva la zigurat
dal caratteristico colore rosso. Proseguimento per Bagdad.
Cena e pernottamento.
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| 18°
giorno BAGDAD/BABILONIA/BORSIPPA/BAGDAD |
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Prima colazione e partenza per Babilonia,
in accadico Bab-ilim o Porta del Dio, si trova a 90 Km a sud
di Bagdad. La sua favolosa memoria ci è giunta nei millenni,
sfolgorante ed agghiacciante più che mai, attraverso i
racconti di molti autori classici quali Giuseppe Flavio,
Diodoro Siculo e Strabone. La città si estende su una grande
pianura, è di forma quadrata con una doppia cinta di mura
larga ben sette metri ciascuna e che si sviluppa per circa
16,5 Km. Essa fu la più grande città fortificata che l'uomo
abbia mai costruito e nessuna macchina bellica a quel tempo
avrebbe potuto aprire una breccia nelle sue mura. Dovette
verificarlo Ciro, re dei Persiani nel 539 quando pose
l'assedio alla città, rendendosi subito conto che era
impossibile prenderla con la forza. Infatti, deviato l'Eufrate
che l'attraversava, la prese solo per fame e per sete. Le
vestigia rimaste, in gran parte restaurate negli ultimi anni,
sono quasi tutte di epoca neo-babilonese (VII-VI secolo a.C.).
La deperibilità del materiale usato nelle costruzioni,
argilla impastata con paglia e pressata in zolle essiccate col
fuoco, ha facilitato l'erosione degli edifici riportati alla
luce solo dopo il 1850 da uno dei primi grandi archeologi
della storia, il tedesco Robert Johann Koldewey. Oggi si
possono ammirare le poderose mura, le rovine del palazzo di
Nabucodonosor, con i celebri giardini pensili dove morì
Alessandro Magno; i resti della grande zigurat, le fondamenta
della mitica torre di Babele alta circa 90 metri, la cui
storia ci è tramandata dall'Antico Testamento. Tra i grandi
sovrani babilonesi che dominarono la Mesopotamia e tutta
l'area mediorientale vogliamo ricordare il grande Hammurabi
(1728-1686 a.C.) sotto la cui sovranità si svilupparono
enormemente la filologia, la lessicografia, l'astronomia e
l'astrologia, la matematica, la magia e la divinazione. In
questo tempo si completò la stesura di importanti testi
religiosi e di epopee sulla creazione del mondo che sono
giunti intatti fino a noi. In particolare ricordiamo un codice
comportamentale e giuridico riportato su una stele ritrovata
nel 1902. Questo codice di leggi, il più antico del mondo, ci
trasmette per intero le abitudini, le strutture sociali e
giuridiche, lo spirito e le tradizioni del popolo babilonese e
mesopotamico in genere ed è attualmente custodito al museo
del Louvre di Parigi. Hammurabi riuscì quindi a stabilire una
vera centralizzazione amministrativa fra le regioni della
bassa Mesopotamia con una struttura di istituzioni permanenti
(la capitale, la legislazione ed il calendario). Per la prima
volta nella storia si può dunque parlare di uno Stato.
Seconda colazione in ristorante locale. Proseguimento per
Borsippa, antica città conosciuta come Birs Nimrud forse
eretta da Nabucodonosor. Si trova a 15 Km a sud di Babilonia.
Qui si venerava particolarmente il dio Nabu, dio tutelare
della città figlio del grande dio Marduk, protettore di
Babilonia. Si può ancora vedere una zigurat di 47 metri che
un tempo si sviluppava su 7 livelli. La vista dalla zigurat è
molto interessante: si intravedono gli scavi del 1902 ed il
tempio dedicato al dio Nabu, dio della scrittura e degli
scribi che aveva procurato la cultura all'umanità. Rientro a
Bagdad. Cena e pernottamento.
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| 19°
giorno BAGDAD/AL QAIM/DEIR EZZOR |
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Prima colazione e partenza per al Qaim dove
si trova la frontiera con la Siria. Seconda colazione al
sacco. Arrivo a Deir Ezzor dopo circa 8 ore di viaggio. Cena e
pernottamento.
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| 20°
giorno DEIR EZZOR/MARI/DURA EUROPOS/DEIR EZZOR/PALMIRA |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Mari. E' l'attuale Tell Hariri, ha cinquemila anni, forse di
più, e fu culla di quelle civiltà mesopotamiche l'eco dei
cui splendori arrivava fino alle coste del Mediterraneo, anche
se non è mai menzionata dalla Bibbia. La sua posizione, a
metà strada tra Babilonia ed il Mar Mediterraneo, la rese
particolarmente importante e fiorente fino a quando fu
distrutta dal sovrano babilonese Hammurabi nel 1759 a.C. I
mattoni di argilla delle numerose stanze del palazzo regale,
rimesso in luce a partire dal 1933 da André Parrot,
testimoniano esaustivamente l'antico splendore della città.
Il palazzo, uno dei più grandi tra quelli conosciuti del
mondo antico, copriva un'area di circa 60000 mq. ed era anche
la dimora del sovrano. Era la "grande casa" che
raggiunse il suo aspetto più splendido sotto il regno di
Zimri-Lim (XVIII sec.), ultimo re di Mari. Soltanto i templi
potevano gareggiare con la grandiosità dei palazzi. Di fatto
esso non era soltanto la casa del sovrano ma un simbolo di
potere che riguardava l'intero popolo. Le mura di mattoni
cotti affrescati con scene rituali o mitologiche hanno
comprovato l'esistenza di una grande arte pittorica,
manifestazione praticamente sconosciuta fino a quell'epoca in
Mesopotamia. Ma la scoperta più sensazionale per
l'ampliamento delle nostre conoscenze storiche consiste nel
ritrovamento di circa 20000 tavolette con testi in carattere
cuneiforme provenienti dall'archivio reale di stato. Esse
contengono un numero sorprendente di informazioni legate alla
vita di oltre trenta stati della Siria e della Mesopotamia
antica. Esse inoltre ci narrano propriamente la vita degli
abitanti del palazzo portando fino a noi l'esempio di una
civiltà progredita nel campo giuridico, economico e
religioso. I ritrovamenti a Mari sono tali e tanti che la
distruzione ad opera di Hammurabi pare avvenuta fulmineamente,
tanto da sorprendere gli abitanti del palazzo nel pieno
svolgimento delle loro attività quotidiane, senza che essi
abbiano avuto la possibilità di fuggire. Ad esempio le file
di panche, gli scrittoi in terracotta e le mattonelle gettate
sul pavimento, sembrano abbandonate in fretta e furia dai
giovani scribi che stavano esercitandosi. Il patrimonio di
Mari è inestimabile ed il giorno del suo ritrovamento fu per
Parrot e gli archeologi francesi davvero un grande giorno.
Proseguimento per Dura Europos fondata verso la fine del IV
secolo a.C. La città condusse un'intensa vita politica ed
economica per oltre cinque secoli, passando dai Seleucidi ai
Parti, che la inglobarono nel loro impero, poi ai Romani,
quindi venne occupata e distrutta dai Sasanidi nel 256 d.C. Il
termine "dura" viene dall'assiro "duru"
che significa forte, cittadella. Sorge sulla riva destra del
fiume, ai bordi di un altopiano desertico che in questo punto
termina bruscamente con un argine a picco sul fiume,
sovrastando le acque di quasi cento metri. Era un porto
fluviale e rappresentava un punto strategico fondamentale per
la difesa dagli attacchi nemici provenienti dalla Mesopotamia.
Ma soprattutto la città era una stazione carovaniera; il nodo
di congiunzione di molte strade che, dopo averla superata,
discendevano poi, costeggiando l'Eufrate, verso Seleucia e
Ctesifonte per sboccare poi sul Golfo Persico. A Dura Europos
furono effettuate ricerche archeologiche nel 1922 e nel 1937.
Oggi una missione archeologica siro-francese ha in corso di
realizzazione un triplice piano di intervento, iniziato nel
1985, il quale si propone il salvataggio delle opere in
pericolo, la rimessa in funzione del sito e la ripresa dello
studio archeologico. Importanti reperti trovati a Dura Europos
possono essere ammirati nel Museo di Damasco, tra i quali le
ragguardevoli pitture murali del III secolo d.C. rinvenute
nella sinagoga. Seconda colazione a Deir Ezzor e proseguimento
per Palmira. Cena e pernottamento.
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| 21°
giorno PALMIRA/DAMASCO |
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Prima colazione e visita della città che
la regina Zenobia volle difendere fino alla fine dagli
attacchi dei Romani che la conquistarono nel 272 d.C. Seconda
colazione e nel pomeriggio proseguimento per Damasco. Cena e
pernottamento.
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| 22°
giorno DAMASCO/ROMA |
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Prima colazione. Trasferimento in aeroporto
e partenza per Roma. Arrivo previsto nel primo
pomeriggio.
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