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Le Origini
Iran, Iraq, Siria


Programma di Viaggio


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• Viaggio per specialisti. Si inizia con la visita di alcune sale specifiche del museo del Louvre di Parigi per ammirare una vasta collezione di opere ritrovate dai primi archeologi europei nel grande territorio che andremo a conoscere nella maniera più approfondita possibile. Il nostro accompagnatore è un esperto di storia mesopotamica che mette a disposizione dei Partecipanti la sua personale passione per l'archeologia antica. Si cerca di penetrare un po' la realtà storica dei primi popoli che abitarono la terra, popoli che lottarono per insediarsi stabilmente, popoli motivati spiritualmente, disposti a confrontarsi e a lottare fino all'ultimo per superare le barriere, soprattutto quella dell'incomprensione. Un viaggio per tentare di giungere alle origini, per cogliere, forse, il messaggio primordiale della vita quando essa aleggiava appena su questa terra fertile. Tre settimane da dedicare ad un viaggio nella storia ma allo stesso tempo ad un viaggio nel futuro dell'uomo. Un viaggio attuale, sicuramente impegnativo fisicamente e mentalmente. Un viaggio faticoso ma condiviso da persone ugualmente motivate, persone che antepongono a qualsiasi considerazione il rispetto, la tolleranza, l'autentico interesse per l'altro.  •


1° giorno PARIGI

Ritrovo a Parigi. Nel pomeriggio incontro al museo del Louvre per una prima visita delle sale riservate alle Antichità Orientali. Il museo ha dedicato alcune sale ai reperti di epoca assira fin dal 1847, l'epoca in cui l'archeologo Paul Emile Botta, figlio dello storico Carlo Botta, diresse alcuni scavi in varie località dove si trovavano rovine della civiltà assira riuscendo a scoprire il palazzo e la città del re Sargon I. Botta, motivato da una grande passione, si dedicò poi allo studio della scrittura cuneiforme assira e pubblicò i "Monuments de Ninive" in 5 volumi. Il dipartimento delle antichità orientali del Louvre detiene una imponente collezione di opere provenienti dall'Iran, dalla Mesopotamia, dall'Anatolia, dal Pakistan, da Cipro e dal nord-Africa, opere che risalgono ad epoche antichissime fin dal neolitico. Le collezioni sono divise in ordine cronologico ed in tre grandi sezioni geografiche e culturali: la Mesopotamia (Sumeri, Babilonesi, Assiri), l'Iran (Susa e il Lurestan) e il Medioriente (la costa siro-palestinase, Cipro). Cena libera. Pernottamento.
  

2° giorno PARIGI/DAMASCO

Prima colazione. Secondo ingresso al Museo del Louvre. Seconda colazione libera. Nel primo pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per Damasco, capitale della Siria. Arrivo e trasferimento in hotel. Cena in volo. Pernottamento.
 

3° giorno DAMASCO

Prima colazione e mattino dedicato alla visita del museo nazionale della città. La facciata del museo è imponente e proviene dal palazzo omayyadi Qasr al Garbi che si trova ad ovest di Palmira nel deserto. All'interno si trova una vasta collezione con reperti di Ugarit, di Ebla, di Mari, di Palmira, di Doura Europos e dell'Hauran. Seconda colazione e nel pomeriggio visita della città. Cena e pernottamento.
 

4° giorno DAMASCO/TEHERAN

Prima colazione e mattino dedicato al completamento delle visite. Seconda colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Teheran, capitale dell'Iran. Arrivo in tarda serata. Cena in volo. Pernottamento.
 

5° giorno TEHERAN/AHWAZ

Prima colazione e visita dei musei della capitale, quello dei tappeti e quello del vetro ma soprattutto del museo nazionale. All'interno di questi, al piano terra, vi sono reperti a partire dal 6000 a.C. fino al periodo islamico, inclusa la famosa stele di Hammurabi ritrovata a Susa e qui esposta in copia. Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per Ahwaz, base per l'effettuazione di importanti visite. Cena e pernottamento.
 

6° giorno AHWAZ/BISHAPUR/CHOGHA ZANBIL/SUSA/ANDIMESHK

Prima colazione e partenza per la visita di Bishapur, antica capitale sasanide, la dinastia iranica che regnò sulla Persia dal 226 al 640 d.C. Qui si trovano, scolpiti nella roccia a ridosso di un piccolo fiume, alcuni bassorilievi raffiguranti il trionfo di Shapur sui Romani e Bahram II mentre riceve l'omaggio degli arabi nomadi. Poco lontano si trovano anche le rovine di Shapur. Proseguimento con la visita di Choga Zambil, l'antica Dur Untash capitale religiosa del regno di Elam nel XIII a.C. Vi si trova una zigurat, la meglio conservata dell'area mesopotamica. È un esempio splendido dell'architettura elamita scoperto casualmente solo nel 1935 durante una ispezione aerea. La zigurat, costruita in mattoni crudi e ricoperta di mattoni cotti, è quadrata, ogni lato misura alla base 105 metri ed era originariamente composta da cinque piani sovrapposti di cui solo tre visibili attualmente. Costruita dal re Untash Gal, come risulta dalle iscrizioni in cuneiforme sui mattoni rimasti, era dedicata al dio Insushinak, il dio supremo degli Elamiti. Al dio venivano offerti sacrifici sull'altare più alto nel corso di cerimonie religiose a cui partecipava la coppia reale con i sacerdoti. La zigurat venne distrutta dal re assiro Assurbanipal nel 640 a.C. quando il regno di Elam venne assorbito dagli Assiri. Nell'area vi sono anche i resti di tre palazzi reali con alcune tombe ipogee e tracce di una rete idrica e fognaria. Percorrendo circa 45 Km si giunge a Susa, la grande capitale elamita e successivamente anche capitale amministrativa di Dario I e luogo eletto per l'accumulo dei suoi tesori. L'Elam o Susiana era la regione compresa tra lo Shatt al-Arab e l'altopiano iranico fino all'odierno Fars e Susa, fin dal 2500 a.C. ne era dunque il caposaldo che controllava le strade obbligate del commercio dei prodotti esotici. Era il "paese alto" che dominava la Mesopotamia e con essa sempre in lotta per la supremazia. Vi si sviluppò una civiltà arcaica governata successivamente da 12 re fino a che Sargon II di Assiria estese la propria egemonia dai monti dello Zagros fino al Mediterraneo. In seguito a ciò il dominio dell'Elam fu diviso tra i Medi ed i Babilonesi fino all'insediamento degli Achemenidi con Ciro il Grande (558 a.C.). Con Dario I Susa divenne tanto bella al pari di Persepoli fino a che nel 331 cadde nelle mani di Alessandro il Grande. La missione archeologica francese ha ritrovato diversi oggetti che testimoniano le epoche diverse e l'evoluzione artistica nel corso dei secoli. Oggi si visitano le rovine disposte su quattro colline. Seconda colazione in corso di viaggio. Proseguimento per Andimeshk. Cena e pernottamento.
 

7° giorno ANDIMESHK/POL E DOKHTAR/KERMANSHAN (BAKHTARAN)

Prima colazione e partenza per Pol e Dokhtar dove si trovano i resti di un ponte sul fiume Karun eretto durante il regno di Shapur I. Proseguimento per Kermanshan percorrendo oltre duecento Km verso nord. Seconda colazione in corso di viaggio. E' la città più attiva di questa regione, sulla via di collegamento tra l'ovest e l'altopiano iranico e conta più di 600.000 abitanti prevalentemente di origine curda. Cena e pernottamento.
 

8° giorno KERMANSHAN/BISOTUN/ KANGOVAR/GODIN TEPE/KERMANSHAN

Prima colazione e partenza per la vista dei rilievi di Bisotun nei pressi della città. La celebre montagna di Bisotun (sede degli dei), si trovava sulla strada reale tra l'Elam e la Mesopotamia, e su queste rocce Dario I il Grande fece scolpire a 70 metri d'altezza nel 516 a.C. figure ed elementi simbolici della sua storia militare in forma di bassorilievi con una iscrizione completa in 15.000 caratteri ed in tre lingue: persiano antico, neo-elamita e neo-babilonese. Queste iscrizioni furono decifrate a metà dell'800 dall'inglese Harry Rawlinson che compì un lavoro paragonato a quello compiuto per l'interpretazione della stele di Rosetta che ci ha consentito di scoprire la chiave per decifrare la lingua accadica che altrimenti sarebbe ancora sconosciuta. Le sculture, a cui non ci si può avvicinare molto, presentano Dario come vincitore di Gaumata, il mago che aveva tentato con una rivolta di impadronirsi del potere alla morte di Cambise. Dario appare come il più grande in una sorta di auto-celebrazione ossequiosa soltanto di Ahura Mazda, il dio invocato per ben 72 volte in queste iscrizioni. Ahura Mazda, appare come un personaggio barbuto che si scorge da un disco alato ed è raffigurato nell'atto di porgere a Dario un anello come se dal dio stesso provenisse la sua incoronazione. Proseguimento per Kangovar anch'essa in posizione di transito tra l'Elam e la Mesopotamia. Vi si trova un tempio di Artemide di epoca partico-sasanide (III/IV secolo a.C.) costruito sulle basi di un precedente tempio ellenistico. Sono visibili alcune colonne che dovevano delimitare il perimetro quadrangolare del tempio. Il panorama sulla valle è molto suggestivo. Seconda colazione al sacco. Sosta a Godin Tepe che si trova a soli 13 Km da Kangovar. Qui si trova un'area archeologica che conserva i resti di una struttura urbana molto antica forse di epoca sumera. Rientro a Kermanshan. Cena e pernottamento.
 

9° giorno KERMANSHAN/KHOSRAVI/BAGDAD

Prima colazione e partenza per Khosravi dove si trova la frontiera con l'Iraq e il piccolo centro di Muderia. Seconda colazione in corso di viaggio. Proseguimento per Bagdad che si raggiunge dopo circa 4 ore di viaggio. Cena e pernottamento.
 

10° giorno BAGDAD

Prima colazione. Intero giorno dedicato alla visita della città sulle rive del Tigri, il fiume possente che, insieme all'Eufrate, delimitò la grande Mesopotamia. Bagdad fu fondata dai califfi abbasidi verso il 762 d.C. e raggiunse il massimo splendore verso il 1200, quando contava quasi un milione di abitanti. Con l'invasione dei mongoli iniziò una rapida decadenza e la favolosa Bagdad, che in persiano significa "dono di Dio", conobbe un lungo periodo di abbandono. La città, soprannominata dagli arabi "Dar-es-salam", ovvero la "dimora della pace", rievoca sempre e comunque gli antichi fasti e nei vecchi quartieri che sorgono alle spalle della città moderna, il passato continua a rivivere nel presente. Qui la vita si svolge ancora secondo forme e regole tradizionali. Le strette vie dei mercati, attorno ai bazar, ogni mattina si animano. L'atmosfera che vi regna è quella un po' polverosa e trasandata di tutti i suq mediorientali. Nelle botteghe, che si aprono sulle viuzze, ferve il lavoro. Dalle mani esperte degli artigiani escono tessuti ricamati, tappeti, vassoi d'argento e di rame, oggetti di cuoio, anelli, collane, braccialetti, gioielli. Ogni corporazione ha il suo quartiere, le sue leggi, la sua etica e la sua mistica. Visita del grandioso museo archeologico di Bagdad che è stato riaperto integralmente, della Mustansiriya, importante università islamica dell'era abbaside e del Khan Marjan, un grande caravanserraglio sede del museo islamico. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

11° giorno BAGDAD/SAMARRA/ASSUR/HATRA

Prima colazione. Partenza per il nord del paese, terra assira, percorrendo circa 400 Km. Sosta a Samarra, sulla riva sinistra del Tigri, residenza dei califfi nell'836. Visita del palazzo di Ashiq e della grande moschea che può ospitare fino a 100.000 persone al lato della quale c'è un minareto a spirale alto 52 metri, unico nel suo genere escludendo il ben più piccolo minareto della moschea Ibn Tulun al Cairo. Sosta per la seconda colazione e proseguimento per Assur, città che prese il nome di una divinità assira e che, dominata dagli Accadi, fu in seguito conquistata dai Babilonesi al tempo di Hammurabi, sesto governante della prima dinastia babilonese (1792-1750 a.C.). Hammurabi viene ricordato, come abbiamo detto, soprattutto per il suo codice, la più antica promulgazione di leggi giunta fino a noi in perfetto stato di conservazione: 282 ordinanze molto dettagliate che trattano vari argomenti quali la famiglia, il commercio, l'agricoltura e la criminalità. Il codice è scritto in caratteri cuneiformi su una stele di diorite alta circa 2 metri e mezzo trovata a Susa, in Persia, nel 1902 dal francese Jean Vincent Scheil. Hammurabi, pervaso da un grande spirito religioso, stabilisce la supremazia del dio Marduk su tutte le divinità del regno e nel prologo del suo codice descrive sé stesso come servo di Shamash, che dispensa alla terra giustizia e luce. Egli fu capo del suo regno per soli 42 anni ma riuscì a formare un impero fra i più grandiosi della Mesopotamia creando stabili basi per una civiltà che fiorì e dominò per altri 12 secoli dopo la sua morte. Arrivo ad Hatra in serata. Cena e pernottamento.
 

12° giorno HATRA/NINIVE/MOSUL

Prima colazione e visita di Hatra, tra il Tigri e l'Eufrate, in pieno deserto e sulle rotte carovaniere tra oriente e occidente. La città conserva quasi intatti interessanti resti dal II sec. a.C. su una estensione di 320 ettari. Al centro della città c'è un santuario dedicato a Shamash, il dio sole e intorno a questo numerosi altri templi a testimoniare che, probabilmente, più che un centro commerciale la città era un vero e proprio fulcro religioso. Hatra suscita inquietudine, forse a causa della solitudine che vi regna dall'anno 250, da quando, cioè, fu abbandonata per sempre nel mistero che circonda i suoi monumenti e le sue case. Attualmente una missione archeologica italiana vi esegue con successo importanti lavori di scavo. Proseguimento per Ninive e seconda colazione. Nel pomeriggio visita di Ninive, la capitale degli Assiri che a partire dal XII secolo divenne la città più ricca della Mesopotamia perché in essa venivano accumulati i tesori depredati dalle città conquistate. Gli scavi archeologici hanno individuato insediamenti che risalgono al V millennio a.C. e vi si possono ammirare le rovine del palazzo di Assurbanipal (668-631 a.C.), dalla cui biblioteca provengono le famose tavolette cuneiformi oggi al British Museum di Londra. La grandiosa raccolta di tavolette, oltre 20.000 pezzi, include l'epopea di Gilgamesh, la più antica epopea del diluvio della storia, più antica della Bibbia e dei poemi omerici e di quelli epici dell'India. Uno dei più potenti sovrani assiri fu Sennacherib (705-681 a.C.), figlio di Sargon II, che distrusse Babilonia e che volle fare di Ninive una capitale al pari di essa. La cinse infatti con una doppia cinta di mura, fece costruire enormi palazzi reali, giardini e parchi utilizzando i più ricercati materiali che fece giungere da tutto il medioriente. Proseguimento per Mosul e visita delle antiche case, delle piccole chiese cattoliche ed armene e del tipico suq. Cena e pernottamento.
 

13° giorno MOSUL

Prima colazione e continuazione delle visite della città. Seconda colazione. Cena e pernottamento.
 

14° giorno MOSUL/KHORSABAD/MAR MATTI/NIMRUD/MER BEHNAM/MOSUL

Prima colazione e partenza per Khorsabad, l'antica Dur-Sharrukin, capitale fatta costruire da Sargon II e scoperta dal francese Paul Emile Botta nel 1843 che rivelò al mondo i primi monumenti assiri. Gli scavi durarono tre anni e diedero risultati strepitosi: innumerevoli sculture e bassorilievi, leoni, cavalli, sfingi, tori alati dal volto umano che montavano la guardia alle porte del palazzo reale, immagini di vita domestica, di caccia e di guerra. Proseguimento per il monastero del IV secolo di Mar Matti, 30 Km ad est di Mosul sulle pendici della montagna Maqloub. Era una famosa scuola teologica ed al suo interno sono conservati antichi manoscritti. Seconda colazione e proseguimento con la visita dell'antica Kalkhu, conosciuta oggi con il nome biblico Nimrud, una delle città più ricche e importanti del mondo fino al regno di Sargon II, prima che il centro dell'impero fosse spostato a Ninive nel 705 a.C. Era una splendida città in riva al Tigri con un'ampiezza di circa 2000 metri per 1600. Sull'acropoli, nell'angolo sud-occidentale della città, si trovano la maggior parte degli edifici tra cui il palazzo reale di Assurnasirpal II, parzialmente restaurato, con magnifici bassorilievi; le rovine del tempio di Nabu, dio delle scienze e patrono degli scribi, la zigurat dedicata al dio della guerra Ninurta. Gli Assiri furono un popolo di grandi guerrieri ma anche un popolo di costruttori: ogni sovrano, come ci tramandano numerosi testi ritrovati, costruì per propria gloria e per onore del dio Assur nuovi e sempre più splendidi palazzi lasciando peraltro ai posteri un elenco dettagliato delle loro opere di conquistatori a mezzo di tavolette d'argilla, bassorilievi e stele. Proseguimento con la visita del monastero di Mar (San) Behnam che si trova 35 Km a sud-est di Mosul. Anche qui si trovano antichi e preziosi manoscritti di epoca bizantina. Rientro a Mosul. Cena e pernottamento.
 

15° giorno MOSUL/AGARGOUF/BAGDAD

Prima colazione e rientro a Bagdad. Seconda colazione in ristorante locale. Sosta per la visita di Agargouf, 30 km a nord ovest della capitale dove si può ancora vedere la sagoma di un'antica zigurat di epoca cassita (XV secolo a.C.). Nel pomeriggio visita del museo di arte moderna e giro panoramico della città. Cena e pernottamento.
 

16° giorno BAGDAD/URUK/NASERIYA

Prima colazione e partenza per la visita di Uruk (Warka e la biblica Erech della Genesi) che si trova 300 Km a sud. Uruk fu sede della prima urbanizzazione che il mondo conosca dove si possono vedere i basamenti di due templi, il tempio Bianco posto sulla sommità di una zigurat ed il tempio D, il più grande di tutti i templi sumerici conosciuti. L'area archeologica è ancora tutta da scavare ed è molto più estesa di quella di Ur. Il sito si sviluppò fin dall'età protostorica (3500-3000 a.C.) su due aree distinte, Eanna e Kullaba che sono due aree dedicate al culto. Kullaba era l'area dedicata al dio maggiore del pantheon Anu, venerato nel tempio Bianco e Eanna era l'area dedicata alla dea Inanna (l'Ishtar accadica), dea dell'amore e della fertilità. In epoca sumerica si rilevano ben 5 dinastie regnanti che diedero enorme rilevanza alle attività commerciali degli urukiti in tutta l'area del vicino oriente. Dagli scavi degli ultimi anni si apprende dell'esistenza di colonie commerciali urukite in Iran, in Turchia, in Siria ed in Palestina dove la cultura di Uruk si è trasmessa alle popolazioni locali. Queste ultime, assimilando oltre alla cultura e alla scrittura, la complessità delle idee politiche e amministrative dei sovrani di Uruk si sono probabilmente evolute grazie alle capacità delle "Teste Nere", così come i Sumeri usavano chiamarsi. Seconda colazione in corso di viaggio. Proseguimento per Naseriya. Cena e pernottamento.
 

17° giorno NASIRIYA/UR/UBEID/KISH/BAGDAD

Prima colazione e partenza per la visita di Ur, la città dei Caldei, prima città sumerica menzionata nella Bibbia. Questa fu la più importante scoperta di Sir Woolley. Abramo, figlio di Terakh, probabilmente originario di Ur, viveva in questa città prospera quando ricevette in sogno il comando di partire verso Canaan a oltre 2000 Km di distanza (circa 1850 a.C.). Le tombe reali di Ur sono la scoperta più sensazionale effettuata da Woolley tra il 1922 ed il 1934: possiamo immaginare la folgorazione quando questi si trovò di fronte ai corpi delle dame di corte vestite con abiti rossi tutte con diademi d'oro tempestati di corniole e lapislazzuli posti sulle acconciature regali dell'epoca. I corpi erano intatti nonostante il peso del terreno e fu possibile recuperare tutto secondo l'ordine originario. Complessivamente si trovarono ben 16 tombe reali e quattrocentocinquanta tombe comuni: ovunque si provasse a scavare venivano alla luce incredibili testimonianze della civiltà sumera, una arpa tempestata di pietre preziose, una scacchiera finemente intarsiata, oggetti in oro, coppe, vasi e ovunque scheletri umani. Sparsi in tutto il tessuto cittadino vi erano botteghe a volte raggruppate in veri e propri mercati, in parte coperti, simili agli odierni suq del medioriente. Un edificio sembra un caravanserraglio adibito al ricovero dei viandanti e degli animali, le case dei mercanti contenevano dei veri e propri archivi privati di tavolette cuneiformi dai quali è stato possibile ricostruire gli elementi che caratterizzavano la maggiore attività di Ur che era il commercio fluviale. Le rovine della città, che originariamente sorgeva lungo uno dei bracci secondari dell'Eufrate, si estendono su una superficie di 55 ettari, quasi a metà strada tra Babilonia e le coste del golfo Persico. Il sito si presenta, come tutti i tell mesopotamici, come un insieme di basse colline alternate ad avvallamenti non facilmente riconoscibili rispetto al paesaggio circostante. L'unico elemento in elevazione risulta la maestosa zigurat a piani digradanti orientata in diagonale rispetto ai punti cardinali i cui resti attuali sono da attribuirsi alla III dinastia. La massa di mattoni crudi ordinata in tre strutture tronco-piramidali sovrapposte e coronate da un tempietto era ricoperta da un solido strato di mattoni cotti che ha reso possibile il discreto stato di conservazione dell'edificio fino ai nostri giorni. La monumentalità dell'opera è data anche dalla presenza imponente delle scalinate che collegavano i tre piani della zigurat. Seconda colazione al sacco. Proseguimento per Ubeid, poco distante, dove si trovavano resti di templi appartenenti alla I dinastia di Ur. Proseguimento quindi per Kish, l'attuale Uhaimir (la rossa) a 90 Km da Bagdad che, come si legge nel poema di Gilgamesh, ricevette dignità regale dal cielo dopo il primo grande diluvio (2800-2370 a.C.). La città fu potente e leggendaria tanto che tutti i sovrani sumeri e accadi ambivano rivestirne il titolo di re. In particolare ricordiamo Sargon I di Accadia che invadendo il territorio sumerico si proclamò quasi senza resistenza re di Kish, re delle quattro regioni del mondo, dal golfo persico al Mediterraneo. Il campo di rovine ora si estende per ben 4 Km; gli ultimi scavi risalgono purtroppo all'ormai lontano 1923. Come tutte le città della Mesopotamia l'Eufrate l'attraversava dividendola in due parti. Il quartiere orientale era la sede dei re e dei templi dedicati alle divinità mentre il quartiere occidentale includeva la zigurat dal caratteristico colore rosso. Proseguimento per Bagdad. Cena e pernottamento.
 

18° giorno BAGDAD/BABILONIA/BORSIPPA/BAGDAD

Prima colazione e partenza per Babilonia, in accadico Bab-ilim o Porta del Dio, si trova a 90 Km a sud di Bagdad. La sua favolosa memoria ci è giunta nei millenni, sfolgorante ed agghiacciante più che mai, attraverso i racconti di molti autori classici quali Giuseppe Flavio, Diodoro Siculo e Strabone. La città si estende su una grande pianura, è di forma quadrata con una doppia cinta di mura larga ben sette metri ciascuna e che si sviluppa per circa 16,5 Km. Essa fu la più grande città fortificata che l'uomo abbia mai costruito e nessuna macchina bellica a quel tempo avrebbe potuto aprire una breccia nelle sue mura. Dovette verificarlo Ciro, re dei Persiani nel 539 quando pose l'assedio alla città, rendendosi subito conto che era impossibile prenderla con la forza. Infatti, deviato l'Eufrate che l'attraversava, la prese solo per fame e per sete. Le vestigia rimaste, in gran parte restaurate negli ultimi anni, sono quasi tutte di epoca neo-babilonese (VII-VI secolo a.C.). La deperibilità del materiale usato nelle costruzioni, argilla impastata con paglia e pressata in zolle essiccate col fuoco, ha facilitato l'erosione degli edifici riportati alla luce solo dopo il 1850 da uno dei primi grandi archeologi della storia, il tedesco Robert Johann Koldewey. Oggi si possono ammirare le poderose mura, le rovine del palazzo di Nabucodonosor, con i celebri giardini pensili dove morì Alessandro Magno; i resti della grande zigurat, le fondamenta della mitica torre di Babele alta circa 90 metri, la cui storia ci è tramandata dall'Antico Testamento. Tra i grandi sovrani babilonesi che dominarono la Mesopotamia e tutta l'area mediorientale vogliamo ricordare il grande Hammurabi (1728-1686 a.C.) sotto la cui sovranità si svilupparono enormemente la filologia, la lessicografia, l'astronomia e l'astrologia, la matematica, la magia e la divinazione. In questo tempo si completò la stesura di importanti testi religiosi e di epopee sulla creazione del mondo che sono giunti intatti fino a noi. In particolare ricordiamo un codice comportamentale e giuridico riportato su una stele ritrovata nel 1902. Questo codice di leggi, il più antico del mondo, ci trasmette per intero le abitudini, le strutture sociali e giuridiche, lo spirito e le tradizioni del popolo babilonese e mesopotamico in genere ed è attualmente custodito al museo del Louvre di Parigi. Hammurabi riuscì quindi a stabilire una vera centralizzazione amministrativa fra le regioni della bassa Mesopotamia con una struttura di istituzioni permanenti (la capitale, la legislazione ed il calendario). Per la prima volta nella storia si può dunque parlare di uno Stato. Seconda colazione in ristorante locale. Proseguimento per Borsippa, antica città conosciuta come Birs Nimrud forse eretta da Nabucodonosor. Si trova a 15 Km a sud di Babilonia. Qui si venerava particolarmente il dio Nabu, dio tutelare della città figlio del grande dio Marduk, protettore di Babilonia. Si può ancora vedere una zigurat di 47 metri che un tempo si sviluppava su 7 livelli. La vista dalla zigurat è molto interessante: si intravedono gli scavi del 1902 ed il tempio dedicato al dio Nabu, dio della scrittura e degli scribi che aveva procurato la cultura all'umanità. Rientro a Bagdad. Cena e pernottamento.
  

19° giorno BAGDAD/AL QAIM/DEIR EZZOR

Prima colazione e partenza per al Qaim dove si trova la frontiera con la Siria. Seconda colazione al sacco. Arrivo a Deir Ezzor dopo circa 8 ore di viaggio. Cena e pernottamento.
 

20° giorno DEIR EZZOR/MARI/DURA EUROPOS/DEIR EZZOR/PALMIRA

Prima colazione e partenza per la visita di Mari. E' l'attuale Tell Hariri, ha cinquemila anni, forse di più, e fu culla di quelle civiltà mesopotamiche l'eco dei cui splendori arrivava fino alle coste del Mediterraneo, anche se non è mai menzionata dalla Bibbia. La sua posizione, a metà strada tra Babilonia ed il Mar Mediterraneo, la rese particolarmente importante e fiorente fino a quando fu distrutta dal sovrano babilonese Hammurabi nel 1759 a.C. I mattoni di argilla delle numerose stanze del palazzo regale, rimesso in luce a partire dal 1933 da André Parrot, testimoniano esaustivamente l'antico splendore della città. Il palazzo, uno dei più grandi tra quelli conosciuti del mondo antico, copriva un'area di circa 60000 mq. ed era anche la dimora del sovrano. Era la "grande casa" che raggiunse il suo aspetto più splendido sotto il regno di Zimri-Lim (XVIII sec.), ultimo re di Mari. Soltanto i templi potevano gareggiare con la grandiosità dei palazzi. Di fatto esso non era soltanto la casa del sovrano ma un simbolo di potere che riguardava l'intero popolo. Le mura di mattoni cotti affrescati con scene rituali o mitologiche hanno comprovato l'esistenza di una grande arte pittorica, manifestazione praticamente sconosciuta fino a quell'epoca in Mesopotamia. Ma la scoperta più sensazionale per l'ampliamento delle nostre conoscenze storiche consiste nel ritrovamento di circa 20000 tavolette con testi in carattere cuneiforme provenienti dall'archivio reale di stato. Esse contengono un numero sorprendente di informazioni legate alla vita di oltre trenta stati della Siria e della Mesopotamia antica. Esse inoltre ci narrano propriamente la vita degli abitanti del palazzo portando fino a noi l'esempio di una civiltà progredita nel campo giuridico, economico e religioso. I ritrovamenti a Mari sono tali e tanti che la distruzione ad opera di Hammurabi pare avvenuta fulmineamente, tanto da sorprendere gli abitanti del palazzo nel pieno svolgimento delle loro attività quotidiane, senza che essi abbiano avuto la possibilità di fuggire. Ad esempio le file di panche, gli scrittoi in terracotta e le mattonelle gettate sul pavimento, sembrano abbandonate in fretta e furia dai giovani scribi che stavano esercitandosi. Il patrimonio di Mari è inestimabile ed il giorno del suo ritrovamento fu per Parrot e gli archeologi francesi davvero un grande giorno. Proseguimento per Dura Europos fondata verso la fine del IV secolo a.C. La città condusse un'intensa vita politica ed economica per oltre cinque secoli, passando dai Seleucidi ai Parti, che la inglobarono nel loro impero, poi ai Romani, quindi venne occupata e distrutta dai Sasanidi nel 256 d.C. Il termine "dura" viene dall'assiro "duru" che significa forte, cittadella. Sorge sulla riva destra del fiume, ai bordi di un altopiano desertico che in questo punto termina bruscamente con un argine a picco sul fiume, sovrastando le acque di quasi cento metri. Era un porto fluviale e rappresentava un punto strategico fondamentale per la difesa dagli attacchi nemici provenienti dalla Mesopotamia. Ma soprattutto la città era una stazione carovaniera; il nodo di congiunzione di molte strade che, dopo averla superata, discendevano poi, costeggiando l'Eufrate, verso Seleucia e Ctesifonte per sboccare poi sul Golfo Persico. A Dura Europos furono effettuate ricerche archeologiche nel 1922 e nel 1937. Oggi una missione archeologica siro-francese ha in corso di realizzazione un triplice piano di intervento, iniziato nel 1985, il quale si propone il salvataggio delle opere in pericolo, la rimessa in funzione del sito e la ripresa dello studio archeologico. Importanti reperti trovati a Dura Europos possono essere ammirati nel Museo di Damasco, tra i quali le ragguardevoli pitture murali del III secolo d.C. rinvenute nella sinagoga. Seconda colazione a Deir Ezzor e proseguimento per Palmira. Cena e pernottamento.
 

21° giorno PALMIRA/DAMASCO

Prima colazione e visita della città che la regina Zenobia volle difendere fino alla fine dagli attacchi dei Romani che la conquistarono nel 272 d.C. Seconda colazione e nel pomeriggio proseguimento per Damasco. Cena e pernottamento.
 

22° giorno DAMASCO/ROMA

Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza per Roma. Arrivo previsto nel primo pomeriggio. 


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