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• Un breve viaggio in Siria che include le
località più conosciute. Permette un buon approfondimento, soprattutto
del periodo storico post-cristiano e il viaggio risponde appieno alle
aspettative di chi si è appena avvicinato alle culture mediorientali.
Gli alberghi utilizzati in questo viaggio, come in tutti i nostri
circuiti in Siria, appartengono alla catena Cham Palace and Hotels,
l'unica catena di alberghi presente sui maggiori siti archeologici
siriani. Il viaggio è per tutti anche se alcune visite richiedono un
certo impegno fisico soprattutto nella stagione estiva. In questo
itinerario si vola con la compagnia Syrian Arab Airlines che consente di
partire da Aleppo e terminare il viaggio a Damasco pur se il volo di
rientro transita comunque da Aleppo. Proponiamo anche una versione del
viaggio espressa in forma sintetica con la compagnia Alitalia. •

| 1°
giorno ROMA/ALEPPO |
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Partenza per Aleppo con volo di linea. Arrivo
dopo circa tre ore e mezza di volo e trasferimento in hotel. Cena e
pernottamento.
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| 2°
giorno ALEPPO/SAN SIMEONE/ALEPPO |
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Prima colazione e partenza per la visita della
basilica di San Simeone che si trova a Qalat Samaan, circa 60 Km a
nord di Aleppo. Qui, nel V secolo il Santo si ritirò per meditare e
pregare negli ultimi 30 anni della sua vita dall'alto di una colonna
ancora in sito. Il fervore religioso dei primi secoli cristiani
portò alla costruzione di una già imponente chiesa successivamente
ampliata e completata da un convento ai piedi della collina. Rientro
ad Aleppo. Seconda colazione e visita della città plurimillenaria.
Aleppo, dopo Damasco, è la più importante città siriana. Visita
della cittadella che è stata edificata nella sua forma attuale
dagli Arabi nel XII secolo. Sebbene sia stata successivamente
sottoposta a parziali modifiche, costituisce ancora un valido
esempio di architettura militare musulmana. Visita dei quartieri
della città vecchia, con i cortili in stile ottomano e degli
spettacolari suq coperti. Cena e pernottamento.
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| 3°
giorno ALEPPO/IDLIB/EBLA/APAMEA/CRAC
DEI CAVALIERI/HAMA |
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Prima colazione e partenza per la visita del
piccolo museo di Idlib dove sono conservati importanti reperti
provenienti dagli scavi di Ebla. Proseguimento per la visita della
bellissima Ebla dove l'archeologo italiano Paolo Matthiae ha
scoperto negli ultimi anni circa 2000 tavolette pressoché intatte
riportanti oltre 15.000 iscrizioni nell'antica lingua
semitico-eblaita, ritenute tra le più antiche della storia
dell'uomo. Arrivo ad Apamea, città che, con Antiochia sull'Oronte e
Seleucia sul Tigri, fu al centro di un immenso impero che,
all'inizio del III secolo a.C., si estendeva dal Mediterraneo
orientale alla valle dell'Indo. Seconda colazione e nel pomeriggio
proseguimento con la visita del Crac dei Cavalieri, gigantesco
castello crociato dalle torri rotonde e dai contrafforti di pietra
calcarea ricoperti, dopo tanto tempo, da una patina dorata. La
splendida costruzione fu realizzata dall'ordine degli Ospedalieri
tra il dodicesimo e tredicesimo secolo. Si prosegue per Hama, la
città sull'Oronte dove ancora si trovano grandi norie in legno per
il trasporto dell'acqua utilizzate fin dal XIV secolo. Cena e
pernottamento.
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4°
giorno HAMA/ RASAFA/ JABAR /HALABIE/
DEIR EZZOR |
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Prima colazione e partenza per la visita delle
località poste lungo la valle dell'Eufrate. Sosta a Rasafa
(Sergiopolis), la più interessante città morta del deserto dopo
Palmira. Fu menzionata negli annali assiri e nella Bibbia e più
recentemente vi fu martirizzato San Sergio nel 205 d.C. Sotto i
raggi del sole la città crea strani bagliori a causa del minerale
biancastro con cui è costruita. Dirigendo verso la grande diga che
forma il lago Assad, visita dall'esterno della fortezza araba di
Jabar che oggi emerge dalle acque. Prima che la diga esistesse la
fortezza dominava la valle dalla sommità di uno sperone roccioso.
Oggi, vedendola circondata dalle acque che riflettono il colore
rosato delle mura e nonostante lo stato precario di conservazione,
si ha comunque un'impressione di maestosità. Non esistono dati
certi riguardanti la storia di Qaalat Jabar. Si suppone che Dawsar,
il nome con cui era conosciuta, appartenne alla tribù dei Bani
Numair e che nel 1146 il padre di Nureddin (precursore di Saladino)
fu assassinato proprio davanti ad essa. In seguito, tra il 1104 ed
il 1149, la fortezza fu occupata dai Crociati di Edessa e
successivamente fu liberata da Nureddin che ne riedificò le parti
distrutte. Il tunnel di ingresso è scavato nella roccia, la cinta
muraria è interrotta da torri imponenti ancora in buono stato e sul
punto più alto svetta un elegante minareto. Alla fortezza sono
associate diverse leggende di amori e tradimenti che ne acuiscono il
fascino misterioso. Seconda colazione e proseguimento per Halabie,
una piccola città fortificata che durante l'apogeo della civiltà
palmirena veniva chiamata Zenobia, in onore della celebre e potente
regina araba. Le mura della città, in gran parte ancora esistenti,
formano un triangolo rettangolo del quale un cateto costeggia
l'Eufrate, mentre l'altro sale verso la sommità della collina sul
cui fianco si stendono le rovine. In questo punto le montagne aride
scendono a lambire le acque del fiume. Sulla riva opposta invece, le
allontana un po' dal fiume una stretta pianura, verde e coltivata.
Essa si allunga verso sud, terminando sotto lo sperone roccioso dal
quale la fortezza di Zalabie sorveglia l'Eufrate dal lato orientale.
Halabie è situata sulla riva destra dell'Eufrate, circa 55 Km a
nord di Deir Ezzor. Fondata dai palmireni, durante il III secolo
d.C., a difesa della integrità territoriale e degli interessi
commerciali della ricca città carovaniera, Halabie sorvegliava un
punto in cui l'Eufrate pare fosse facilmente guadabile, almeno in
certi periodi dell'anno. Dopo la caduta di Palmira, nel 273 d.C.,
Halabie venne successivamente occupata da Romani e Bizantini, sempre
con lo scopo di prevenire invasioni provenienti da oriente, attuate
questa volta dai Persiani. Furono proprio costoro che la distrussero
nel 610, sotto il comando dell'imperatore sasanide Cosroe II, detto
il Vittorioso (590-628) dopo aver vinto l'imperatore bizantino Foca
(602-610), ultimo della dinastia giustinianea. L'esistenza del sito
è segnalata da vari studiosi che lo visitarono a partire dalla
seconda metà del XIX secolo. All'interno della cinta fortificata,
il cui lato lungo il fiume è quasi scomparso, mentre i due che
salgono verso l'alto mostrano ancora le peculiarità architettoniche
difensive ed estetiche, si trovano diversi monumenti. Alcuni di
questi in uno stato di conservazione tale da rendere un'idea precisa
delle prerogative e delle funzioni originali. Essi possono essere
classificati per categorie: i monumenti civili, come i porticati, il
foro, i bagni e la palestra; gli edifici religiosi, qui
rappresentati da due basiliche bizantine; le costruzioni funerarie,
sia del tipo a ipogeo che di quello a torre; le strutture militari,
in particolare le mura di cinta costellate di torri a pianta
rettangolare, piuttosto ravvicinate le une alle altre, e sporgenti
sia verso l'interno che l'esterno. Non sono presenti resti del
periodo palmireno e la maggior parte delle costruzioni esistenti
risale all'impero di Giustiniano, ad esclusione della chiesa
orientale, delle mura del lato meridionale e forse di qualche torre
funeraria. L'atmosfera che si respira in questo luogo, tra il
mormorio sommesso delle acque ed il grido degli uccelli rapaci, sole
note sonore nell'immenso silenzio, insieme alla constatazione
tangibile di come l'Eufrate fosse una frontiera vitale per gli
antichi popoli meridionali, inducono il visitatore a prolungare la
sosta. Zalabie appare sull'altra riva del fiume e la sua visione
suggestiva rievoca subitaneamente le immagini di un passato
glorioso. Procedendo verso est il deserto si fa più assoluto, le
oasi rade e distanti. Arrivo a Deir Ezzor sull'Eufrate, il più
grande fiume dell'Asia occidentale con i suoi 2600 Km. Questo fiume
ha avuto una importanza decisiva per lo sviluppo delle civiltà
mesopotamiche permettendo l'irrigazione del territorio desertico.
Forse neppure oggi le sue acque sono sfruttate come lo erano in
passato quando scorreva più vicino al Tigri ed era collegato ad
esso attraverso numerosi canali. Nei documenti si parla spesso del
canale Borsippa, del canale Pallukatu, del canale Kabaru. L'Eufrate
era uno dei quattro fiumi che aveva la sorgente nell'Eden. Nei
giardini delle case lungo il fiume le conversazioni non devono
essere molto diverse da quelle dei caravanserragli sulla via
dell'Eufrate, che oggi in forma di lunga autostrada taglia il
deserto fino al confine iracheno, verso il Golfo Persico. Oggi la
città è un importante nodo del traffico stradale e ferroviario
sulla direttrice della Gezira. La pianura di Deir Ezzor è ricca di
un patrimonio archeologico ancora nascosto e davvero considerevole.
I cercatori abusivi hanno qui il loro paradiso e le collezioni
private sono numerose e ricche quanto i più bei musei. Cena e
pernottamento.
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| 5°
giorno DEIR EZZOR/PALMIRA |
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Prima colazione e partenza per Palmira dove si
arriva dopo circa tre ore di viaggio attraverso il deserto. Intero
giorno dedicato alla visita della città di Zenobia, dei colonnati e
delle tombe sotterranee. Questo mirabile luogo fu conquistato dai
Romani nel 64 a.C. Successivamente, reso libero da Adriano,
ricevette lo stato di colonia da Settimio Severo e visse il suo
periodo di massimo splendore durante il regno di Odenato e durante
quello della regina Zenobia che si oppose al dominio di Roma.
Aureliano la sconfisse facendola prigioniera e radendo al suolo
l'intera città. Palmira, in parte ricostruita, divenne una
roccaforte militare romana. La sua straordinaria prosperità nei
primi tre secoli dell'impero era dovuta alla posizione strategica
lungo le vie carovaniere dell'Oriente. Qui la città e la regina
Zenobia si fondono in una sola entità che ispira gli artisti e che
attira i viaggiatori. Il tempio di Bel racchiude in sé tutte le
caratteristiche architettoniche che hanno reso famosa Palmira e per
questo è spesso il suo stesso emblema. Nello stesso tempo è il suo
unico grande esempio di originalità stilistica. Viene costruito nel
periodo in cui la città inizia ad assumere un importante ruolo
internazionale, sia politico-militare, sia mercantile, e di
conseguenza traduce l'entusiasmo ed il senso di potenza relativi al
momento favorevole così da poterne diventare il simbolo. La sosta e
l'osservazione all'interno del tempio possono sicuramente dare nuovi
suggerimenti perché l'energia creativa che questo luogo sprigiona
è inesauribile. Il più antico testo palmireno datato risale al 44
a.C. ed è stato trovato nella fondazione del tempio di Bel; ma
questo non ci aiuta nell'individuazione dell'aspetto costitutivo
della città prima dell'occupazione romana. Da un testo assiro del
XII secolo a.C. Taad-mar en Amourrou, cioè Palmira che presso gli
arabi conserva l'antico nome di Tadmor, sembra essere un luogo
d'appuntamento per carovane e un buon rifugio per nomadi. Questi
nomadi erano guerrieri ed abili montatori di cammelli e di cavalli;
le divinità di origine araba sono infatti tutte vestite in costumi
da guerra e questa tradizione influirà sull'abbigliamento delle
divinità ancestrali di Palmira. Questi dati possono far meglio
comprendere quanto la conformazione della popolazione di questa
città fosse particolare, ma anche antica e orgogliosa delle sue
origini. Nonostante l'urbanizzazione operata dai Romani, la città
mantenne per questo l'espressione della propria cultura originale
convogliandola negli schemi della "urbs" in una sorta di
complementarietà che dà origine ad un sogno meraviglioso. Tutto
questo si può meglio constatare guardando la città da vicino.
Seconda colazione in corso di visita. Cena e pernottamento.
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| 6°
giorno PALMIRA/BAALBEEK/DAMASCO |
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Prima colazione e partenza per Baalbeck, in
territorio libanese, dove si trova l'imponente complesso monumentale
che induce grandi riflessioni non solo sulle origini ma soprattutto
sulle motivazioni che hanno comunemente indotto i popoli del passato
fino ai Romani a perpetuarne l'eccessiva e forzata grandiosità.
Adorazione della natura, pratica di sacrifici, riti sessuali ed
altri comportamenti desueti (le tavole ritrovate ad Ugarit narrano
anche di questi eventi raccapriccianti) sono forse alla base del
mistero e del timore che aleggiano ancora oggi tra i resti
mastodontici. La città iniziò il suo declino quando in un certo
senso si arrese alla diffusione del cristianesimo tanto che si
potrebbe dedurre che fra le sue missioni ci fosse proprio quella di
promuovere un preciso orientamento religioso. Sono numerosi i
monumenti che si visitano; tra questi il cortile esagonale, il
grande cortile con gli altari per i sacrifici, il tempio di Giove
con le sei colonne tuttora in elevazione ed il tempio di Bacco (più
grande del Partenone in Atene). Seconda colazione in ristorante
locale e proseguimento per Damasco. Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno DAMASCO/BOSRA/DAMASCO |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Bosra. La città si trova vicino all'attuale confine siro-giordano.
Cosmopolitico centro commerciale ha svolto un ruolo fondamentale
nella politica, nella cultura e nell'economia del mondo arabo,
trovandosi all'incrocio delle grandi carovaniere che collegavano il
golfo arabo-persico con il bacino del Mediterraneo e la penisola
arabica con la periferia meridionale dell'impero bizantino. Nel VII
secolo d.C. la fama di Bosra eguagliava quella di Damasco ed era
nota nei più remoti paesi dell'oriente favoloso. A Bosra, durante
il mese di Rajab, si teneva un grande mercato che si prolungava per
tre giorni ed al quale convergevano le carovane delle più lontane
regioni del mondo arabo, fin dallo Yemen, lungo la mitica pista che,
costeggiando il Mar Rosso, attraverso le oasi di Mecca e di Tayf
raggiungeva la Siria. Agli occhi del mondo arabo, ancora pagano o
superficialmente cristianizzato, la fama di Bosra era legata alla
leggiadria ed all'eleganza delle chiese e dei monumenti in pietra
nera che colpivano la fantasia delle tribù del deserto e di coloro
che la visitavano, provenienti dall'arida penisola arabica. Sembra
che nel primo periodo islamico Bosra si presenti come il simbolo
della vita urbana ed al tempo stesso come il cuore della civiltà
cristiana. A Bosra, famosa per il teatro romano, ancora oggi in
funzione per 15.000 spettatori, racchiusi all'interno della fortezza
del XII secolo, come preziosi gioielli in un fantastico scrigno,
possiamo ritrovare i segni dell'antico splendore. Della porta est si
conserva un arco nabateo del I secolo a.C., uno dei pochi monumenti
nabatei di Siria, insieme ad un bacino per la raccolta delle acque
ed ai resti di un tempio, in parte ancora da disseppellire. La porta
ovest, Bab al-Hawa (del vento) è testimoniata da un arco a due
volte sovrapposte e lungo il decumano si apre un'altra porta del II
sec. d.C., Bab al-Qandil (della lanterna). La cattedrale ci mostra
grandiosi ruderi, relativi soprattutto alla complessa e ricca
abside. Fu dedicata tra la fine del 512 e l'inizio del 513
dall'arcivescovo Giuliano ai santi martiri guerrieri Sergio, Bacco e
Leonzio. Era decorata all'interno da un ornamento pittorico molto
interessante per gli studiosi, data la presenza del cammello, tipico
elemento iconografico delle miniature orientali. Si tratta di una
rara testimonianza della pittura siriana del periodo medioevale ed
allo stesso tempo, di un documento della lunga vita liturgica della
chiesa e la prova della pacifica convivenza di musulmani e cristiani
a Bosra. Seconda colazione e rientro a Damasco. Nel pomeriggio
visita della città con il museo nazionale, la moschea degli
Omayyadi e i vecchi suq. Cena e pernottamento.
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8° giorno DAMASCO/ROMA
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto e
partenza per Roma. Arrivo previsto nel primo pomeriggio.
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