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Il Sole di Sabbia
Libia (Fezzan, Cirenaica e Tripolitania)


Programma di Viaggio
Giordania

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Paesi destinazione
 

 
 

• "Il paese più ricco d'Africa" sta compiendo, pur con le crisi succedutesi a causa dell'altalenante prezzo del greggio, enormi passi in avanti grazie o nonostante un sistema che non prevede i partiti perché ritenuti colpevoli di rappresentare solo interessi particolari. Così si affidano alle assemblee generali del popolo. È la "terza via", sintesi o superamento, dicono, del capitalismo e del comunismo. Qui, come in tante altre parti del mondo le diversità e complessità della situazione rendono difficile, se non impossibile, percorrere l'itinerario "conoscere-capire-giustificare-approvare". Tutto va relativizzato: dal sorriso con cui a volte i libici cercano di riempire lo spazio lasciato vuoto dall'assenza o dall'insufficienza dei servizi turistici, all'"attenzione" con cui sono accolti i visitatori in questo paese. In ogni caso è un paese che ha deciso di aprirsi all'esterno e quindi alla diversità, un paese che sente il bisogno di verificare cosa pensino i turisti della Libia e quali possano essere le eventuali controindicazioni politico-sociali del contatto con una diversità, la nostra, che non rifiutano aprioristicamente, ma che vogliono "saggiare" e conoscere. Da parte nostra occorre che si eviti, recandoci in un luogo così diverso, di partire portando con sé solo la sicurezza di ciò che si conosce. Altrimenti, se capiterà di avvicinare uno dei tanti vecchi che parlano italiano, non si sarà in grado di apprezzarne la volontà di definitiva "riconciliazione" con gli italiani. Perché forse si crederà che mentre il vecchio racconta la storia di Omar el Muktar, eroe popolare della resistenza impiccato dagli italiani, lo fa per dire del suo odio, e non del suo appassionato attaccamento al suo paese, ai suoi simboli e alla sua diversità. Questo viaggio prevede tre pernottamenti in un campo tendato permanente nel quale si trovano 20 grandi tende con due confortevoli letti con lenzuola e piumone, veranda, tavolino e sedie. Il campo dispone anche di wc e docce individuali per ogni tenda con disponibilità di 50 litri di acqua al giorno per persona, corrente elettrica e uno spazio coperto riservato alla ristorazione di tipo europeo. I viaggiatori che hanno già effettuato esperienze simili in altri territori troveranno la sistemazione in questo campo alquanto confortevole.  •


1° giorno ROMA/TRIPOLI

Partenza per Tripoli con volo di linea. Arrivo dopo circa due ore di viaggio. Trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
 

2° giorno TRIPOLI/GHAT/ACACUS

Prima colazione e visita della città, l'antica Oea fondata dai Fenici, capitale della Libia. Ha perso solo una parte del suo fascino antico e rimane centro di notevolissimo interesse in cui anche i recenti periodi turchi e italiani hanno lasciato segni architettonici rilevanti. Fondata nel V secolo a.C. dai Fenici, dopo la fase cartaginese, forma assieme a Leptis e Sabrata la "tripolis" romana. Dopo il fiorente periodo del II secolo, inizia un lento sfiorire cui segue l'invasione dei Vandali. La presenza dei Bizantini ne rallenta il declino. Del periodo romano rimane solo l'arco di Marco Aurelio perché, in seguito alla seconda invasione dell'XI secolo, la ricostruzione delle mura della città fu compiuta utilizzando quanto restava della presenza romana. Gli arabi ne favorirono lo sviluppo per tutto il XV secolo, periodo a cui vanno fatti risalire molti degli edifici islamici oggi presenti. Nel secolo successivo arrivarono gli Spagnoli e i Cavalieri di Malta che lasciarono un segno tangibile con l'ampliamento e consolidamento del castello di Tripoli che già nel passato, specie per opera degli arabi, durante la prima occupazione del VII secolo, aveva subito modifiche. Ai Turchi si devono invece molti monumenti che oggi si possono ammirare nella città vecchia. Alla dinastia dei Karamanli che dominò per tutto l'800 va fatta risalire l'edificazione di numerose strutture presenti all'interno del castello conosciuto anche come Cittadella o Hassai al-Hamra. Sino al XIX secolo Tripoli rimane però una piccola città coincidente quasi con l'attuale Medina. L'occupazione degli Italiani consente un grande sviluppo urbanistico con la costruzione di edifici in uno stile a noi familiare, e strade che si dipartono a raggiera dalla zona antistante il castello con i caratteristici porticati. Val la pena di visitare anche la Moschea Gurgi, dal nome del ricco abitante di Tripoli che la fece costruire nel 1833, localizzata vicino all'arco di Marco Aurelio. Ci si può infine immergere nelle stradine della Medina il cui ingresso principale è sulla Piazza Verde. Qui c'è la storia recente di questo paese. Dalla parte del palco da dove il Colonnello tiene le adunate popolari, la piazza non sembra molto bella. È meglio la vista che si ha dal lato opposto, e forse non è solo un caso. Taxi bianconeri, carrozzelle trainate da cavalli, tanti venditori di fiori, l'ingresso alla vecchia Medina, il forte e due altissime colonne con sopra una barca a tre vele e una statua equestre che aprono la visione verso il mare. Gente, tanta gente, soprattutto ragazzi. I più anziani indossano il "giard", il caratteristico affascinante mantello bianco che crea un'immagine nobiliare, quasi di potenza e portano in testa quell'incrocio tra "fez" e basco rosso, il "taghia". Seconda colazione in corso di visita. Nel pomeriggio avanzato trasferimento in aeroporto e partenza per Ghat con volo noleggiato. Da qui trasferimento via terra al campo fisso Dar Aius nell'Acacus settentrionale. Il campo è installato in una splendida posizione all'interno di un anfiteatro naturale delimitato da falesie d'arenaria. Cena in corso di viaggio. Pernottamento al campo.
 

3°/4° giorno ACACUS

Prima colazione al campo. L'esplorazione del deserto si effettua in auto fuoristrada. La regione conosciuta come Acacus è un grande museo rupestre creato dall'azione erosiva del vento e da quello altrettanto potente dei fiumi nella stagione delle piogge. La struttura rocciosa è creata dalle rocce sedimentarie a volte compatte, a volte frastagliate, intersecate da letti disseccati di antiche vie d'acqua, da piccole dune che chiudono i passaggi, da rada vegetazione e ampie conche di sabbia. Questo ambiente naturale era un tempo capace di ospitare in modo prodigo genti e animali le cui tracce sono visibilmente giunte ai nostri giorni in forma di graffiti e immagini pittoriche (Uan Amil e In Farden). Oggi le dune di sabbia sono immense ed è incredibile pensare a come il popolo dei Tuareg che abita ancora questo deserto abbia invece una grande familiarità con gli spazi infiniti e le insidie di un ambiente oggi così apparentemente inospitale. I Tuareg hanno origine dalle migrazioni di tribù berbere dell'Africa settentrionale, nel periodo delle penetrazioni arabe che si stabilirono nel Sahara centrale. Caratterizzati da una struttura sociale molto complessa di tipo matriarcale, fino alla metà del secolo scorso vivevano imponendo pedaggi, commerciando sale, liberi, in un territorio oggi suddiviso tra Niger, Algeria, Mali e il sud-ovest libico in cui rappresentano una minoranza a volte perseguitata. Essi sono valorosi guerrieri e razziatori ma anche poeti della cui tradizione orale fanno parte struggenti liriche amorose. La seconda colazione è sempre prevista al sacco. Cena e pernottamento al campo.
 

5° giorno ACACUS/GERMA

Prima colazione al campo e partenza per Germa seguendo il profilo delle dune di Uan Kaza, una lingua sabbiosa larga in alcuni punti anche 40 Km che si incunea tra l'Acacus e il Messak. Salendo lungo le creste delle dune, da un lato appaiono e scompaiono i contorni piatti e scuri del Messak mentre dall'altro sfilano le rocce sparpagliate e seghettate di Aius. Bacini biancastri coperti da strati di gesso, dune affilate, corridoi, camini e torrioni si susseguono fino a raggiungere l'asfalto a 200 Km circa da Ubari e Germa. Seconda colazione al sacco. Cena e pernottamento in hotel.
  

6° giorno GERMA

Prima colazione e visita dell'altipiano Messak Settafet "il massiccio nero" che si perde verso sud, nella piana che annuncia le dune dell'Erg di Murzuq. Il Messak è un ambiente naturale molto diverso dall'Acacus: si tratta di un rilievo roccioso ricoperto da detriti di arenaria lucidati dalla sabbia, anneriti dal caldo rovente del Sahara e prodotti dalla grande escursione termica. Vi si trovano solo graffiti a causa della desolazione del territorio che non presenta cavità naturali in cui le pitture si sarebbero potute conservare. Improvvisamente appare il Mathendush, il grande fiume di pietra che come un dirupo spezza l'altopiano. In quest'area sono stati fatti molti ritrovamenti dell'arte preistorica: poste in alto in una nicchia due strane figure si fronteggiano con le zampe protese. Sono i gatti mammoni (così li ribattezzò il professore tedesco Frobenius che effettuò i primi scavi negli anni trenta), divinità tutelari del Mathendush, immagini ibride che fanno parte della mitologia popolare. Tutt'intorno, lungo le pareti sgretolate del wadi giraffe, rinoceronti, bovidi di taglie diverse, una splendida caccia al rinoceronte con personaggi zoomorfi a testa di sciacallo, un'altra giraffa catturata con una grande trappola a raggiera, un branco di struzzi, un coccodrillo con il suo piccolo e molto altro ancora. Il Mathendush, verso occidente, cambia nome e diventa il Galguien. Qui appare un elefante bellissimo, bloccato sopra una mensola di roccia, dallo scalpello di un artista straordinario proprio nell'attimo della carica: la proboscide è arricciata, le orecchie sventolano come ali di una farfalla, la zampa anteriore è alzata in atteggiamento di minaccia. Un cacciatore invisibile nascosto sotto la sua pancia sembra attendere il momento adatto per uccidere l'animale. Seconda colazione al sacco. Cena e pernottamento.
  

7° giorno GERMA/SEBHA/BENGASI

Prima colazione e partenza per la visita dei laghi perduti ai bordi dell'erg di Ubari superando dune e lunghi corridoi. E' la terra dei Garamanti
gli antenati dei Tuareg che vivevano fin dai tempi del Sahara preistorico in questo mare di sabbia che racchiude ben undici laghi di ogni dimensione. Questi laghi testimoniano il periodo di risveglio che la natura ha fatto seguire all'ultima glaciazione quando ha trasformato le steppe desertiche in verde savana. Una fase climatica durata sino a circa 5.000 anni fa quando ebbe inizio l'attuale fase di desertificazione. Il popolo dei Garamanti su cui ancora oggi si effettuano ricerche viveva in stretta relazione con il sale che qui si trova ancora in abbondanza: spargendo uno strato di terra sul sale essi riuscivano a impiantare coltivazioni sufficienti al loro sostentamento. Partendo dalla città di Nuova Gaberoun l'esplorazione del deserto in auto fuori-strada porta fino alla zona dei laghi, posti singolarmente ai piedi di dune altissime. Tra questi il lago Mafo con le acque che cambiano colore a causa della presenza di particolari alghe, il lago Um al Mah, il lago Mandara circondato da alberi di palme ed infine il lago Gaberoun, fiancheggiato anch'esso da palme e dalle rovine dell'antico villaggio. Tra questi laghi, come testimoniano alcuni resti, viveva il poverissimo popolo dei Daouada, i famosi "mangiatori di vermi" (più esattamente mangiatori di piccoli crostacei, le larve dell'artemia salina), forse discendenti dagli stessi Garamanti. Seconda colazione al sacco. Attraversando l'erg in direzione nord-est si giunge fino a Sebha, capitale del Fezzan. Dopo la cena trasferimento in aeroporto e partenza per Bengasi, capitale della Cirenaica. Questa regione si differenzia nettamente da quella della Tripolitania: i forti legami con la Grecia e la sua cultura seguiteranno a permeare anche il periodo romano. Ai rapporti della zona occidentale con la relativa area mediterranea, la Cirenaica contrappone quelli con il Mediterraneo orientale, da cui nel VII secolo a.C. giungono navi provenienti dall'odierna Santorini per fondare Cirene e poi Apollonia e Tolemaide... L'area libica orientale è diversa anche dal punto di vista paesaggistico: qui il Jebel Akhdar ("Le Montagne Verdi") contrasta col ricordo del pianoro occidentale. La popolazione è d'origine arabo-islamica e persino la cucina risente dell'influenza orientale, specie egiziana. Pernottamento.
 

8° giorno BENGASI/TOLEMAIDE/QASR LIBYA/AL BEYDA

Prima colazione e partenza per la visita di Tolemaide. I resti più spettacolari della città, capitale della Pentapolis ai tempi di Diocleziano, risalgono proprio all'epoca romana. Tra questi le case, l'agorà, il teatro, la basilica occidentale, il ginnasio, il palazzo delle colonne, la via monumentale. Suggeriamo la visita del piccolo ma prezioso museo. Seconda colazione in corso di visita. Nel pomeriggio proseguimento per Qasr Libya per la visita degli splendidi mosaici pavimentali della chiesa bizantina. Arrivo quindi ad al Beyda, nel cuore del Jebel Akhdar (le montagne verdi). Cena e pernottamento.
  

9° giorno AL BEYDA/CIRENE/AL BEYDA

Prima colazione e partenza per la visita della magnifica e celebre Cirene, città ellenica dedicata ad Apollo. La sua grandezza, il valore delle sculture e dei monumenti, la naturalità dell'impianto e l'atmosfera autentica che ancora vi si respira rendono la sua visita unica ed irripetibile. Ricordiamo che la città fu fondata nel VII secolo a.C. seguendo le indicazioni, come riporta la leggenda, dell'oracolo di Delfi. La città ebbe un ruolo fondamentale per la cultura, la politica ed il commercio fino a quando il primato fu conquistato da Alessandria d'Egitto che ne causò un primo declino accentuato in seguito dall'occupazione romana e dal terribile terremoto del 365. La visita è ricca di emozioni per la vastità e la bellezza degli innumerevoli monumenti. Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

10° giorno AL BEYDA/APOLLONIA/SLONTA/ BENGASI/TRIPOLI

Prima colazione. Seguendo un percorso panoramico e archeologico attraverso le località di Snibat Alaweila e di capo Ras el Hillal, arrivo ad Apollonia, l'antico porto di Cirene che tanto si sviluppò da essere scelta come sede di governatorato in epoca romana. Parte della città è oggi sommersa dalle acque del mare e la vista dei resti a pelo d'acqua provoca senz'altro turbamento. Seconda colazione, sosta a Slonta e proseguimento per Bengasi. Breve visita della città. Bengasi è la seconda città della Libia e, anche se le sue origini sono greche, ben poco rimane del passato quando si chiamava Hesperides dal nome del leggendario Giardino delle Esperidi in cui nascevano mele d'oro. Anche il passaggio dei Tolomei, dei Romani, dei Vandali, dei Bizantini e degli Arabi, non ha lasciato segni particolarmente evidenti. Nel XVI secolo assume il nome attuale e nel secolo successivo cade in mano ai Turchi. Solo nella metà dell'800, durante la seconda occupazione turca, la città mostra segni di ripresa ed un certo attivismo commerciale. Nel 1911 gli Italiani sbarcano a Tobruk, ma solo dopo molti anni di resistenza riescono a fare di Bengasi una "città italiana in nord Africa" di cui lo stile "neoclassico italiano del ventennio" è ancora oggi presente. Badoglio cercò in ogni modo (campi di concentramento, uso di gas, deportazioni di massa) di stroncare la resistenza locale guidata da Omar el Muktar. Catturato e impiccato nel '31, diviene il "padre della patria" e la sua vicenda sarà immortalata, in maniera forse eccessivamente propagandistica e schematica, nel film "Il Leone del Deserto". La città esce dalla seconda guerra mondiale semi-distrutta dai bombardamenti. Solo dopo il '51, anno dell'indipendenza, con la rivoluzione del '69 che depose re Idris, e con la gestione libica delle risorse petrolifere, riprende a svilupparsi. Bengasi col suo porto e le attività commerciali si presenta oggi come centro moderno e attivo. La zona più vecchia della città si trova nelle vicinanze del porto. Il litorale settentrionale è il luogo ideale in cui passeggiare per giungere in quartieri un po' più a sud dove si incontrano moschee e mercati. Dopo cena trasferimento in aeroporto e partenza per Tripoli. Arrivo e trasferimento in hotel. Pernottamento.
  

11° giorno TRIPOLI/SABRATA/TRIPOLI

Prima colazione, visita del museo della Jamahiriya e partenza per Sabrata che si trova circa 70 Km ad ovest di Tripoli. Anche questa grande antica città fenicia gode di una locazione privilegiata prospiciente il mare. Il suo bel teatro di epoca romana è quanto di più suggestivo si possa immaginare. I monumenti da visitare sono anche qui innumerevoli: ricordiamo il tempio sud, il tempio degli Antonini, il foro, le basiliche, la curia, le terme, i santuari e le case. Seconda colazione in corso di visita. Rientro a Tripoli. Cena e pernottamento.
 

12° giorno TRIPOLI/LEPTIS MAGNA/TRIPOLI

Prima colazione e partenza per la visita di Leptis Magna, a soli 125 Km da Tripoli. La città è una vera oasi di colonne che si protendono verso il cielo e di resti che non sono resti ma voci che né il tempo né le barbarie hanno soffocato. Voci che raccontano una storia di potenza, di trionfi, di lusso, di giochi, di educazione; una storia che appare appena passata dove le voci raccontano anche i fatti di quello che è ancora nascosto dalla sabbia rossa che il Ghibli ha trasportato nei secoli. Un luogo ideale dove gli abitanti godevano delle prerogative di una vita agiata, colta, dove si andava a teatro tutte le sere, dove si curava il benessere fisico, dove si parlavano le lingue straniere perché qui transitavano le carovane con le merci più pregiate e con la manodopera più economica. La vasta area archeologica, in un'ambientazione spettacolare a ridosso sul mare, include l'Arco dei Severi, la Palestra, le Terme di Adriano, il Ninfeo, la Strada Colonnata che giunge al porto, il Foro, la Basilica dei Severi, il Mercato, il Calcidicum, il magnifico Teatro, ed altri innumerevoli monumenti, statue, capitelli e fregi marmorei dell'età imperiale.
Seconda colazione in ristorante locale nei pressi del sito. Nel pomeriggio rientro a Tripoli. Cena e pernottamento.
 

13° giorno TRIPOLI/ROMA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Roma con volo di linea.
 


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