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• Asia centrale fiabesca e magica, ricca di
lotte e di passioni dove molti millenni fa l'uomo venne ad abitare
imparando a coltivare la natura, un uomo che volle muoversi, mescolarsi
e fondersi in altri miscugli etnici dando inizio alla propria avventura
sulla terra.
Questo itinerario si snoda nella regione conosciuta come Transoxiana, il
territorio attraversato dal grande fiume Amu Darya, uno dei quattro
fiumi che sgorga dal Paradiso e che un tempo segnava i confini tra
potenti canati. Gengis Khan, l'imbattibile condottiero mongolo,
combatté qui le sue battaglie più feroci.
Il viaggio è molto interessante adatto a tutti i nostri viaggiatori
più impegnati; non vi sono trasferimenti molto pesanti (unica eccezione
è il trasferimento da Merv a Bukhara) ma vi sono alcuni collegamenti
aerei interni che potrebbero variare. Gli alberghi sono confortevoli a
Tashkent, Samarcanda, Bukhara e Ashkabad mentre gli unici alberghi di
Urgenc e di Mary sono ancora in pessimo stato. Ricordiamo che questo
itinerario è senz'altro esclusivo, poche persone al mondo possono e
vogliono conoscere quest'area geografica. Le nuove repubbliche
ex-sovietiche stanno piano piano conquistando una propria fisionomia
economica e sociale, anche valorizzando l'importante patrimonio storico
che testimonia il ruolo fondamentale di quest'area geografica in
passato, quando qui si fondeva veramente l'Oriente con l'Occidente, le
culture si integravano e si valorizzavano a vicenda. •

| 1°
giorno ROMA/TASHKENT |
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Partenza per Tashkent con volo di linea. Arrivo
in serata, e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
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| 2°
giorno TASHKENT/URGENC/KHIVA/URGENC |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto e
partenza per Urgenc, città di stampo sovietico poco interessante
ma punto di partenza obbligato per la visita di Khiva. Intero
giorno dedicato alla visita della città, conservata perfettamente
ed ancora parzialmente abitata. Si trova a soli 25 Km da Urgenc e
la sua visita è sorprendente. La città, vitale e suggestiva,
conserva edifici monumentali bellissimi: moschee, minareti,
madrase, palazzi e mercati. Visitandola, ci si trova
immediatamente in un altro mondo, come se il tempo per una volta
fosse stato benevolo e avesse desiderato tramandare agli uomini
tanta bellezza e armonia. Seconda colazione in corso di visita.
Ibn Battuta, il nostro viaggiatore arabo, giungendo nei primi anni
del 1300 ad Urgenc, capitale della cosiddetta Orda d'Oro di
origine mongola e principale emporio del fertile delta dell'Amu
Darya, trovò il suo bazar così affollato da non riuscire a
traversarlo a cavallo rimandando perciò la visita al venerdì
quando gran parte delle botteghe erano chiuse. E questo avveniva
in una città che Gengis Khan, il quale non sapeva né leggere né
scrivere, aveva completamente sommerso aprendo una diga del fiume.
Rientro ad Urgenc. Cena e pernottamento.
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3°
giorno URGENC/KONIA URGENC/TASHAUS
ASHKABAD |
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Prima colazione. Passaggio di frontiera e
proseguimento per la visita dei resti di Konia, (l'antica Urgenc)
capitale della Corasmia e cuore dell'islam nel XIII secolo, che si
trova in territorio turkmeno. Questa regione, attraversata
dall'Amu Darya, era una vera oasi lungo le vie carovaniere che
attraversavano un'area geografica compresa a grandi linee tra le
rive del mar Caspio e le alture del Pamir. È il bassopiano
turanico, una zona sterminata dove i deserti si contrappongono
alle steppe e a zone densamente popolate e rese fertili da un
sapiente lavoro di irrigazione. Macroscopicamente questa zona
univa la Cina al Mediterraneo e vi transitavano le carovane di
cammelli che trasportavano da un punto all'altro, merci di vario
genere e soprattutto seta. Si affrontavano mille difficoltà
ambientali fino al limite della sopravvivenza ma la carovana
teneva uniti facendo più forti questi temerari che osavano
sfidare le notti gelide e i giorni infuocati. Erano viaggi che
duravano mesi, qualche volta, anni. Si potevano creare nuove
famiglie, nuove fratellanze, nuove organizzazioni urbane, nuovi
prodotti agricoli e l'accento era posto più sul viaggio che
sull'arrivo dello stesso. Un lungo percorso sul quale fluivano e
si incontravano pensieri, filosofie e lingue diverse, tradizioni
popolari, arti, leggende, abitudini, ricchezze e povertà in una
sorta di calderone che autorizzava un lasciapassare culturale e
che trasformava e riempiva gli immensi territori rendendo fertili
i terreni e fiorenti le città. Dunque un ponte tra Oriente e
Occidente che dal III sec. a.C. ha trasmesso la conoscenza di
luoghi affascinanti e un po' misteriosi come la Battriana, la
Margiana, la Sogdiana e l'Oxus, di città come Samarcanda e
Bukhara e di personaggi come Alessandro Magno, Avicenna, Gengis
Khan, Tamerlano, Ulugbek e Hodzha Nasreddin. Seconda colazione.
Nel pomeriggio trasferimento all'aeroporto di Tashaus e partenza
per Ashkabad, capitale del Turkmenistan.
Cena e pernottamento.
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| 4°
giorno ASHKABAD/NISA/ASHKABAD |
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Prima colazione e visita di questa capitale che
cresce giorno dopo giorno. La città fu polverizzata da un terremoto
nel 1948 e oggi appare nuova e con un aspetto meno sovietico di
Tashkent. Visita del museo storico dove sono conservati i reperti di
Nisa. Dopo la seconda colazione visita di Nisa che si trova a circa
20 Km. I resti della città dei Parti (dal III sec. a.C. al III sec.
d.C.) sono molto estesi e comprendono palazzi reali, templi, torri,
tombe, mura difensive, passaggi ed altro, in un suggestivo ambiente
collinare semidesertico. I Parti erano una popolazione nomade che
aveva respinto le truppe di Alessandro Magno dando vita ad un impero
che si estendeva fino al fiume Eufrate e all'Indo. Infine nel XIII
secolo i Mongoli la rasero al suolo disperdendo la popolazione e
lasciando solo polvere e rovine. Rientro ad Ashkabad. Cena e
pernottamento.
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| 5°
giorno ASHKABAD/MARY |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto e
partenza per Merv, o Margiana, oggi Mary che dista circa 325 KM da
Ahkabad. La città si fa risalire a 2500 anni fa quando era una
importante oasi lungo le rive del fiume Murgab ai margini del
deserto di Kara Kum. Poi diventò un importante centro della cultura
orientale e la sua fama continuò a crescere anche durante il regno
di Alessandro il Grande finché non fu distrutta da Gengis Khan.
Oggi le rovine di Merv appaiono spettrali e di uno splendore crudele
come se l'oasi fosse stata travolta da una violenta tempesta che ha
lasciato intorno, una grande sterilità. Seconda colazione in corso
di visita. Siamo nel punto più occidentale del nostro percorso
attraverso i deserti e le oasi sulla Via della Seta in Asia
centrale. Ricordiamo brevemente che la lunga via carovaniera si
divideva in tre tronconi principali: il primo in territorio cinese e
fino a Dunhuang dal quale proveniva la principale merce di scambio,
la seta; il secondo si snodava ai bordi del deserto del Taklamakan
dell'Asia centrale fino alla catena del Karakorum e il terzo dalla
Battriana e dalle città della Persia raggiungeva il Mediterraneo.
Cena e pernottamento.
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| 6°
giorno MARY/CHARDJOU/BUKHARA |
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Prima colazione e partenza per Chardjou.
Passaggio di frontiera e attraversamento del fiume Amu Darya che in
parte segna il confine tra l'Uzbekistan ed il Turkmenistan. Qui, il
territorio è verde soprattutto per le coltivazioni di cotone anche
se il fiume non ha più l'aspetto imponente di un tempo a causa di
molte canalizzazioni "selvagge", che hanno cambiato
radicalmente la struttura del territorio. Arrivo a Bukhara dopo aver
percorso circa 350 Km in sette ore di viaggio. Seconda colazione a
Chardjou. Si attraversa il deserto di sabbia rossa (Kizil Kum),
giungendo finalmente a Bukhara che si trova ai margini del deserto
da cui ha assorbito colori e polverosità.
Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno BUKHARA |
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Prima colazione e intero giorno dedicato alla
visita della città, ricca di monumenti che testimoniano l'antico
splendore quando da qui regnarono Samanidi, Turchi, Selgiuchidi,
Mongoli, Timuridi e Uzbechi. La cittadella si trova al centro e ai
suoi piedi c'è piazza Registan con la moschea Kaljan una delle
maggiori dell'Asia centrale, la madrasa di Ulug-beg e la moschea
Bolo-haus. Visita del mausoleo di Ismail Samani che dopo mille anni
conserva intatti i suoi splendidi ricami in terracotta. Vivere a
Bukhara così protetta dal suo deserto provoca sensazioni uniche, vi
si respira un'aria di magia inespugnabile dal tempo e dai
cambiamenti. Bukhara va famosa nel mondo per gli splendidi tappeti
annodati a mano nei mille indelebili colori appunto perché questi
mancano nel suo polveroso deserto.
Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
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| 8°
giorno BUKHARA/SAMARCANDA |
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Prima colazione e partenza per Samarcanda, la
città di Tamerlano e già capitale della Transoxiana nel XII
secolo, percorrendo circa 300 Km (5 ore) sulla mitica Via dei Re.
Nei piccoli centri che si attraversano, si trovano i bazar più
belli dove si acquistano non solo tappeti e sete ma anche gioielli
antichi di mirabile fattura. Seconda colazione. Proprio a causa del
grande e repentino movimento demografico non è facile realizzare
un'indagine storica che riguarda il territorio della Transoxiana.
Proviamo comunque a tracciare qualche linea e a fissare qualche
punto. Sappiamo che Samarcanda era conosciuta come l'"Eden
dell'Oriente", "vetta scintillante del mondo". Le sue
origini sono antiche. Qui attratti dallo splendore e dalla
ricchezza, giunsero orde di conquistatori in ogni tempo. Oggi resta
la città antica di tipo puramente orientale con 250 moschee.
Capitale della Sogdiana in epoca achemenide fu la Maracanda dei
Greci al tempo di Alessandro Magno e poi capitale del regno
greco-battriano che si espanse progressivamente fino al 135 a.C. La
Battriana, da Bactra la città principale, era conosciuta come
"il paese dalle mille città" per via del numero
considerevole delle stesse e per le molte fortezze militari poste a
difesa delle grandi carovaniere. (Ricordiamo che Zoroastro, il
profeta della religione persiana ed il fondatore del sistema
religioso e filosofico che fu alla base della civiltà persiana fino
alla conquista araba ed al trionfo della religione islamica, secondo
gli studi più recenti, era nato in Battriana tra il 1300 ed il 1000
a.C.). Fino al 712 d.C., tempo in cui il territorio viene annesso al
califfato arabo, si susseguirono numerose lotte tra le popolazioni
sedentarie dell'Asia centrale con le tribù nomadi che si spostavano
da una zona all'altra. La cultura degli arabi e la loro religione
trasformarono il paese. L'arabo divenne lingua letteraria e
ufficiale. In seguito, dopo lo smembramento del califfato arabo,
cominciò a formarsi nella seconda metà del IX secolo la dinastia
samanide, di origini persiane. In questo periodo si svilupparono
notevolmente la vita culturale, scientifica ed artistica. (Il grande
filosofo, scienziato ed umanista Avicenna ibn Sina visse in
quest'epoca). La biblioteca di Bukhara era una delle più ricche e
varie dell'epoca, una camera particolare era riservata ad ogni ramo
dello scibile. Alla fine del X secolo si fecero largo le tribù
turcomanne che si fusero con le popolazioni locali. Si formò quindi
uno stato indipendente tra i due bacini idrografici dell'Amu Darya e
del Syr Darya che bisecavano il deserto. Ma già si avvicinavano le
orde di Gengis Khan che seminarono il terrore fra tutte le
popolazioni della Transoxiana. Nello stesso periodo Bukhara, che era
stata la città più sofisticata della Transoxiana, stava ancora
cercando di riprendersi dopo essere stata saccheggiata, incendiata e
spopolata dagli eserciti mongoli. "Moschee, accademie e bazar
sono in rovina", riferisce la Rihla (il racconto di viaggio di
Ibn Battuta). Ma la importante posizione e la fertilità dei terreni
circostanti permise una rinascita abbastanza rapida. Samarcanda e
Bukhara ripresero a commerciare fino a che, verso la metà del XIV
secolo uno dei feudatari mongolo-turcomanni, Timur (Tamerlano) si
mise al servizio di Hussein, signore di Samarcanda. Ma nel 1370
Tamerlano abbatté Hussein impadronendosi di Samarcanda, Bukhara e
di tutta la regione. In particolare amò Samarcanda rendendola anche
più bella di quanto già fosse, la arricchì di splendidi monumenti
eleggendola capitale di un grande regno senza risparmiare per questo
né vite altrui, né tesori saccheggiati. Ma alla morte di questo
condottiero l'impero non fu in grado di mantenere l'unità. Gli
eredi in disaccordo indebolirono il regno e lo consegnarono nelle
mani degli Uzbechi, tribù turcomanne che abbandonarono la vita
nomade sottomettendo tutte le terre dei discendenti di Tamerlano
fino alla seconda metà del 1800 quando i paesi divennero parte
della Repubblica Socialistica Sovietica. Sia il Turkmenistan che
l'Uzbekistan sono Repubbliche indipendenti dal 1991. Cena e
pernottamento.
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| 9°
giorno SAMARCANDA |
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Prima colazione e intero giorno dedicato alla
visita della bellissima città menzionata per la prima volta dai
Greci con il nome di Maracanda. A differenza di Bukhara che si trova
ai margini del deserto, Samarcanda ha l'aspetto di una
città-giardino con le sue cupole a cipolla turchese e verdi, gli
svettanti minareti e le sue belle maioliche colorate che scintillano
al sole creando sensazioni magiche d'altri tempi che stupiscono le
attese più esigenti. Si visitano innumerevoli monumenti e
soprattutto le tre madrase che si affacciano su piazza Registan o
piazza del Mercato, uno dei complessi architettonici più famosi al
mondo. A Samarcanda si ha la sensazione di essere al centro del
mondo, la visione è sconcertante, illusoria, teatralmente
scenografica. Si visitano: la grande moschea di Bibi Khanym, moglie
di Tamerlano; il complesso della necropoli di Shah I Zindeh grande
meta di pellegrinaggi; i resti dell'osservatorio di Ulug-beg, nipote
di Tamerlano, re astronomo del XIV sec. che scoprì più di mille
stelle; un piccolo museo affascinante e il mausoleo dello stesso
Tamerlano. Seconda colazione in corso di visita. Cena e
pernottamento.
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| 10°
giorno SAMARCANDA/TASHKENT |
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Prima colazione e continuazione delle visite
includendo il museo storico. Dopo la seconda colazione trasferimento
in aeroporto e partenza per Tashkent. Cena e pernottamento.
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| 11°
giorno TASHKENT/ROMA |
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Prima colazione e visita della città, capitale
moderna e piena di verde. L'atmosfera qui sta cambiando velocemente,
molto meno ossessiva di un tempo, più vivace e meno ministeriale.
Protagonisti più che altrove, Uzbeki e Russi si ritrovano una
città nuova dopo il grande terremoto del 1966, un po' bolscevica e
con ancora tanto da fare, da costruire, da animare. Vi si visitano
monumenti commemorativi, una madrasa o scuola coranica, un mausoleo
del XV secolo e il museo delle tradizioni popolari. Seconda
colazione in corso di visita. Nel pomeriggio trasferimento in
aeroporto e partenza per Roma dove si giunge in serata.
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