







 |

• Il Paese degli astrologi e dei
chiromanti, il Paese che ha creduto alla profezia del Buddha: "Ci
sono le case, ma non gli abitanti. Ci sono le strade, ma non i passanti.
Ci sono le scale, ma non chi le sale. I corvi neri paiono inermi, ma
dentro al frutto ci sono i vermi. Solo ad Angkor si fa festa, ma
dell'umanità non resta che chi sta dove poggia l'ombra di un albero
della pioggia". Il Paese il cui popolo ha subito un trauma di
massa, il Paese erede della potenza dell'impero Khmer. L'arte Khmer, di
ispirazione buddista, produsse capolavori di architettura come possiamo
vedere straordinariamente ad Angkor. I Cambogiani conoscevano
l'astronomia fino a prevedere le eclissi e la loro vita era scandita da
intensi rituali religiosi: in primavera si lavavano le statue del Buddha
per celebrare l'inizio della stagione delle piogge e la corte pomposa
andava in processione seguita da musicanti, cavalieri, soldati, ministri
a dorso d'elefanti e concubine in palanchina. Angkor, unica città
risparmiata dalla guerra come dice la profezia, fu per cinque secoli e
mezzo capitale dell'impero. I resti sono impressionanti ed estesi su una
superficie di molti Km tanto che una visita totale non sarà mai
possibile. Non sarà nemmeno possibile parlarne, tanto la grandiosità
sfugge a qualsiasi terminologia. I templi mirabili sorgono in mezzo alla
foresta, avvolti dalle liane in un tutt'uno ormai inscindibile. La
Cambogia è un Paese ricco di coltivazioni ed in particolare vi si opera
quella del caucciù con il prezioso lattice che viene esportato insieme
a quantità ingenti di riso. Purtroppo tra il 1975 ed il 1978 il Paese
subì le devastazioni di Pol Pot, un dittatore brutale e sanguinario a
capo dei Khmer rossi. In questo periodo gli abitanti di Phnom Penh
vennero schiavizzati, molti uccisi, altri dispersi nei Paesi vicini. Fu
un periodo durissimo al quale seguì una grande miseria ed un totale
disorientamento. L'intervento del Vietnam e l'occupazione del Paese
portarono almeno alla deposizione di Pol Pot ma la popolazione stremata
dalla fame necessitò di aiuti internazionali per rimettersi in moto.
Nel 1993 si sono effettuate le elezioni dell'assemblea costituente ed il
governo è retto pariteticamente da Norodom Ranarridh, figlio di
Sihanouk e dal leader comunista Hun Sen. Nel 1997 sono giunte notizie
della cattura di Pol Pot e nel 1998 del suo definitivo tramonto. In
questo itinerario si visitano i templi Khmer ma anche quelli delle
dinastie precedenti da cui la civiltà più importante del sud-est
asiatico ha avuto origine. Al termine del viaggio è previsto un
soggiorno a Singapore estensibile a piacimento.•

| 1°
giorno ROMA/KUALA LUMPUR |
|
Partenza da Roma per Kuala Lumpur, con voli di
linea della compagnia Malaysia Airlines. Pasti e notte in volo.
|
| 2°
giorno KUALA LUMPUR/PHNOM PENH |
|
Arrivo a Kuala Lumpur e volo in coincidenza per
Phnom Penh, capitale della Cambogia. Trasferimento in hotel. Dopo la
seconda colazione visita della città situata alla confluenza tra i
fiumi Mekong, Tonlesap e Bassac a circa 280 Km dal mare. Il primo
nucleo della capitale sorse nel XIV secolo e nel 1434 successe ad
Angkor come capitale Khmer. La città fu sempre terra di conquista,
un comodo cuscinetto tra la Tailandia ed il Vietnam fino a che non
giunsero i Francesi nel 1864 che costrinsero l'allora re Norodom a
firmare un trattato di protettorato e nel 1884 un trattato che
trasformò la Cambogia in colonia a tutti gli effetti. A quel tempo
Phnom Penh contava 30.000 abitanti; nel 1942 ne contava soltanto
110.000 ma in seguito l'immigrazione dalle campagne e anche dalla
Cina, dalla Malesia e dal Vietnam determinò uno sviluppo repentino
che portò gli abitanti a 590.000 negli anni '50. Nel 1953 il re
Sihanouk proclamò l'indipendenza del Paese che venne riconosciuta
dalla conferenza di Ginevra già nell'anno successivo. Ma conflitti
di ordine politico tra destra e sinistra, alleanze con i Viet Cong e
la Cina portarono a gravosi bombardamenti sul territorio da parte
degli Stati Uniti. Nel 1970, con l'aiuto degli Stati Uniti, il
generale Lon Nol destituì il re Sihanouk che si rifugiò in Cina
creando il primo nucleo combattente rivoluzionario conosciuto come
Khmer Rossi. Nel frattempo lotte selvagge portarono alla guerra
civile (1970-75) che causò centinaia di migliaia di morti e
gravissime distruzioni. Tra i capi dei ribelli Khmer Rossi prese il
potere il fatidico Pol Pot che instaurò un clima tale di
persecuzione da portare il Paese alla resa. Il regime di Pol Pot fu
durissimo per l'intero Paese. Egli credeva di poter ricreare la
grandezza di Angkor tornando alla "purezza del chicco di
riso", abbandonando le città ed eliminando ogni legame con la
presenza straniera. Svuotò le città, compì massacri, distruzioni,
annientamenti che durarono 4 anni e portarono a 3 milioni di morti,
un terzo del Paese. Scrive Tiziano Terzani: "Quello che era
successo sfidava ogni fantasia dell'orrore; era più spaventoso di
qualsiasi cosa un uomo potesse immaginarsi. L'intera società era
stata rovesciata, le città abbandonate, le pagode distrutte, la
religione abolita e la gente regolarmente massacrata in una continua
orgia purificatrice". E aggiunge: "Come tutti
rivoluzionari, Pol Pot aveva capito che non si può fare una
società nuova senza prima creare uomini nuovi e che, per creare
uomini nuovi, bisognava eliminare anzitutto gli uomini vecchi,
bisognava eliminare la vecchia cultura, bisognava cancellare la
memoria collettiva del passato. Da qui il grandioso piano dei Khmer
Rossi di spazzare via il passato con tutti i suoi simboli e le
catene di trasmissione dei suoi valori - la religione, gli
intellettuali, le biblioteche, la storia, i bonzi -, in modo da
allevare davvero uomini nuovi, senza memoria, in modo da allevare
bambini come pagine bianche in cui scrivere quello che l'Angka, il
partito, vuole". Nel 1978 il governo di Pol Pot viene
finalmente rovesciato per l'intervento armato del Vietnam. Ma il
paese è allo stremo: centinaia di migliaia di Cambogiani scappano
affamati in Tailandia, si chiedono aiuti internazionali e la
debolezza del governo monarchico non riesce a contrastare Pol Pot
che rimane il capo degli Khmer Rossi nascosti nella giungla.
Bombardamenti e atti di ribellione da parte di questi ultimi,
continuano per tutti gli anni 80 finché nel 1989 il Vietnam si
ritira dalla competizione. Nel 1990 si trova un accordo
internazionale per portare il paese a libere elezioni che finalmente
si tengono nel 1993. Da allora, pur non avendo debellato
completamente le offensive degli Khmer Rossi, la situazione generale
va verso una stabilizzazione democratica: si combatte la corruzione,
si emanano leggi a tutela delle libertà individuali, si riprendono
gli investimenti, si valorizzarono il grande patrimonio storico che
il Paese porta in eredità a sé stesso ed al mondo intero. Ci
auguriamo solo che il progresso non arrivi sotto forma di maggior
sfruttamento e che la pace non ricrei nuovamente due Cambogie:
quella dei pochi ricchi e quella dei tanti poveri. È prevista la
visita del museo nazionale che conserva bellissime statue dell'arte
Khmer e un'ampia collezione di bronzi e oggetti vari ed anche la
vista della pagoda Wat Phnom. Cena e pernottamento.
|
3°
giorno PHNOM PENH/KOMPONG THOM
SAMBOR PREI KUK/KOMPONG THOM |
|
Prima colazione e partenza per Kompong Thom che
si raggiunge in circa tre ore. Sosta a metà strada per la visita
del tempio Kuhea Mohanokor. Si tratta di un tempio in laterite del
periodo pre-angkoriano che include una pagoda ed un monastero. Il
tempio si compone di molte torri raccolte in terrazze comuni entro
una vasta cinta. Arrivo quindi per Kompong Thom, un piccolo centro,
l'unico prima di Angkor e seconda colazione. Nel pomeriggio partenza
per Sambor Prei Kuk o Isanapura dove si trova a soli 35 Km da
Kompong Thom, nascosto nella foresta, un gruppo di 179 templi divisi
in tre gruppi principali: i templi meridionali Neak Poan che ne
includono 22; i templi centrali Prasat Tor che ne includono 19; i
templi settentrionali Sambo Prei Kuk che ne includono 20. A questi
va a sommarsi un nuovo gruppo di templi molto speciale situato a
nord-ovest chiamato Krol Romeas visitabile da poco. Anche questi
sono templi pre-angkoriani costruiti in mattoni e antecedenti il IX
secolo durante le dinastie dei Chenla che danno poi origine alla
grande civiltà Khmer. La città di Isanapura, costruita in legno è
scomparsa ma restano i templi dedicati al Brahamanesimo fondato sul
culto di Shiva. Seconda colazione al sacco. Rientro a Kompong Thom.
Cena e pernottamento.
|
| 4°
giorno KOMPONG THOM/PRASAT ANDET/SIEM REAP |
|
Prima colazione e partenza per Siem Reap. Sosta a
Prasat Andet, situata a 20 Km proprio sulla strada nazionale 6
aperta da poco al transito turistico (in tutto il Paese vi sono solo
sette strade nazionali asfaltate). Qui si trova un imponente tempio
a torre. Per le formule architettoniche, l'arte Khmer si riallaccia
alla civiltà indiana pur mantenendo una sua impronta originale ed
un coerente sviluppo. Arrivo a Siem Reap attraversando un paesaggio
tropicale che pare incontaminato ed aver dimenticato le profonde
ferite inflitte dai bombardamenti. Il territorio è stato
completamente sminato nel 1999. Sul percorso molti villaggi di
contadini, pescatori e monaci buddisti. Seconda colazione ed inizio
delle visite. Cena e pernottamento.
|
| 5° e
6° giorno SIEM REAP (ANGKOR) |
|
Pensione completa. Interi giorni dedicati alle
visite degli imponenti templi di Angkor, l'incredibile capitale
dell'impero Khmer considerata retaggio della cultura dell'umanità e
una delle meraviglie del mondo, dove si evince l'esuberanza
ornamentale tipica dei popoli asiatici. Le rovine di Angkor, per
cinque secoli e mezzo capitale dell'impero, sono impressionanti ed
estese su una superficie di 232 Kmq tanto che la visita totale di
esse non sarà mai possibile. I suoi resti si trovano a circa 20 Km
dal lago Tonlesap e sono stati costruiti in pietra tenera, il grès,
largamente impiegata anche nella scultura, con l'evidente intenzione
che rimanessero saldi nel tempo. Una concezione sicuramente
religiosa impronta i monumenti che vivono ormai in simbiosi con la
foresta. Essi si basano sull'idea del tempio-montagna, che su un
basamento a gradoni rettangolare o quadrata, viene ascendendo per
successivi piani verso l'alto per svettare nei santuari a torre,
posti agli angoli e dominati dalla grande e possente torre centrale.
Le decorazioni ora floreali, ora geometriche, coprono pilastri,
architravi, fasce e basamenti, sono ricche di invenzioni, di
simmetrie, di rilievi e bassorilievi. Si può effettivamente
constatare che la civiltà indiana ha dato i suoi frutti più grandi
nel campo delle arti soltanto a contatto con mondi stranieri come è
avvenuto ad Angkor e a Borobudur nell'ancor più lontana Giava.
L'insieme dei templi è datato complessivamente dal VI al XIV
secolo. Il fondatore Yasovarman I costruì molti templi tra cui il
suo personale santuario l'anno stesso della sua consacrazione (889).
Secondo la consuetudine ogni sovrano costruiva ancora in vita il
proprio santuario proprio come facevano i faraoni in Egitto. Il re,
oltre che una autorità, era una specie di semi-dio in terra, per
questo la struttura generale dei templi doveva riprodurre l'universo
secondo la cosmologia indiana dove al centro si trova la torre o
tempio-montagna, fonte della fecondità, e ai lati un insieme
satellitare di piccole costruzioni. Dobbiamo ad un gruppo di
botanici francesi guidati da Henri Mouhot, la cui tomba si trova a
Luang Prabang in Laos, la scoperta delle rovine nel 1860. Andrè
Malreaux, scrittore e viaggiatore, appassionato di archeologia, si
recò ad Angkor nel 1924; si narra che fu talmente rapito
dall'imponenza e bellezza dei templi nella foresta da addirittura
trafugare uno dei capitelli del tempio di Bentei Serei. Per questo
atto fu anche condannato ma non scontò mai la pena grazie al parere
di re Sihanouk che lo ritenne un amante dell'arte e non un ladro.
Iniziamo con la visita dei templi di Angkor Tom, ultima capitale
fortificata del regno Khmer, che si estendono su 10 Kmq con il
Bayon, un enorme tempio buddista adornato da una profusione di
bassorilievi. È al re Yayavarman VII che si deve la recinzione di
mura della quadrata Angkor Tom. Ed ancora visita dell'Angkor Vat, il
tempio più bello e più celebre con la sua superficie di 1.950.000
mq ed il muro interno di 1025 metri per 800: certamente il tempio
più grande del mondo. Davanti ai nostri occhi, tutta la
plasticità, l'eleganza, la spiritualità estrema dell'arte Khmer
nel suo momento più eccelso. L'infaticabile attività costruttiva
del re Yayavarman VII diede origine al Ta Prohm, eretto nel 1186.
Chiuso da una cinta esterna, lunga un chilometro e larga 600 metri,
con porte d'accesso dominate da torri con i volti del Buddha, più
che un tempio è un insieme di gallerie, di sale, di cappelle a
costituire un immenso monastero buddista. Alcuni documenti attestano
che nel tempio soggiornavano 79.000 persone, che traevano
sostentamento dal possesso di 3100 villaggi che il sovrano aveva
dedicato al tempio stesso. Il Ta Prohm è l'unico tempio della zona
visitabile che è stato lasciato così come apparve ai primi
esploratori francesi del 19° secolo, con i monumenti imponenti
coperti dalle radici gigantesche di alberi secolari. Ed ancora il Ta
Keo raffigurante un colossale mandala tridimensionale e molti altri
templi induisti e buddisti, pagode, vasche, piazze e terrazze i cui
nomi assumeranno importanza solo dopo averli visitati.
|
| 7°
giorno SIEM REAP/PHNOM PENH |
|
Prima colazione e completamento delle visite.
Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto e partenza per
Phnom Penh. Cena e pernottamento.
|
| 8°
giorno PHNOM PENH |
|
Prima colazione e completamento delle visite.
Ricordiamo il museo del genocidio (assolutamente da non mancare).
Oggi Phnom Penh conta circa 1 milione di abitanti e il nucleo della
città si divide in tre parti: il quartiere europeo, il quartiere
cinese in cui dominano il commercio e l'artigianato e dove sono
dislocati la maggioranza dei servizi pubblici, il quartiere
cambogiano, cuore della vita politica e amministrativa, che include
il Palazzo Reale e la Pagoda d'Argento. Seconda colazione. Al
tramonto si effettua una piccola crociera sul Mekong. Cena e
pernottamento.
|
| 9°
giorno PHNOM PENH/KUALA LUMPUR/ROMA |
|
Prima colazione, trasferimento in aeroporto e
partenza per Kuala Lumpur. Pasti liberi. Attesa del volo per
l'Italia. Notte in volo.
|
| 10°
giorno ROMA |
|
Arrivo in Italia nelle prime ore del mattino.
|
Questo viaggio può prevedere
un'estensione al mare a Sihanouk Ville e a Koh Kong. Informazioni e
quotazioni su richiesta.
|