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Al Giardino delle Esperidi
Libia (Cirenaica, Tripolitania e Ghadames)


Programma di Viaggio
Giordania

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Paesi destinazione

 
 

• Leptis Magna, Apollonia, Sabrata, Cirene... La Libia è uno dei Paesi meno visitati del nord Africa, ma possiede, per gli appassionati di antichità greche e romane, bellezze che non temono confronti con le destinazioni più frequentate. Si potrà godere anche della localizzazione dei siti stessi, tutti affacciati sul mare, costruiti per dare, a chi seguiva gli spettacoli nei teatri, ulteriori emozioni. E poi il deserto da attraversare per raggiungere Ghadames, bianco e abbagliante tipico insediamento di mattoni di fango. Intricato labirinto in cui volentieri ci si perde seguendo la scarsa luce che riesce a filtrare solo nelle piazzette aperte. Infine Tripoli con la sua piazza Verde, oggi piazza dei Martiri, sempre trafficata, piena di gente specie giovani, curiosi, gentili. Qualche vecchio con il tradizionale mantello, il Giard che crea un'immagine nobiliare, quasi di potenza in chi lo indossa, si avvicinerà per salutarvi in italiano. E poi verde, tanto verde: le bandiere, gli striscioni, le palme, le finestre e i portali delle case del "periodo italiano". Gli architetti Piacentini e Terragna sarebbero contenti di sapere che il loro stile influenza ancora parte della moderna architettura. Il Paese si sta da poco aprendo agli stranieri e non sempre i servizi turistici sono all'altezza della storia della Libia, le cui attrattive sono rimaste troppo tempo celate all'ammirazione di chi oggi può goderne in un viaggio in cui i noti disagi ed imprevisti selezionano ancora prima della partenza gli amanti dell'arte antica dagli estimatori dei servizi "cinque stelle". Segnaliamo che il visto di ingresso potrebbe anche essere rifiutato senza motivazioni, che il volo domestico Bengasi/Tripoli della compagnia Libyan Arab Airlines potrebbe essere cancellato senza preavviso, che gli alberghi potrebbero essere sostituiti anche all'ultimo momento e che lo standard reale di questi è molto inferiore a quello dichiarato, che le guide locali, pur parlando italiano, non sono eccezionalmente preparate e che, essendo la Libia un paese islamico, le norme comportamentali dovranno essere sempre adeguate. I nostri gruppi superiori alle 10 persone sono assistiti da un archeologo in partenza dall'Italia. •


1° giorno ROMA/BENGASI

Partenza per Bengasi con volo di linea. Arrivo dopo circa due ore di viaggio. Trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
 

2° giorno BENGASI/GASR EL LIBIA/CIRENE/AL BEYDA 

Prima colazione e breve visita di questa città. Bengasi è la seconda città della Libia e, anche se le sue origini sono greche, ben poco rimane del passato quando si chiamava Hesperides dal nome del leggendario Giardino delle Esperidi in cui nascevano mele d'oro. Anche il passaggio dei Tolomei, dei Romani, dei vandali, dei Bizantini e degli Arabi, non ha lasciato segni particolarmente evidenti. Nel XVI secolo assume il nome attuale e nel secolo successivo cade in mano ai Turchi. Solo nella metà dell'800, durante la seconda occupazione turca, la città mostra segni di ripresa ed un certo attivismo commerciale. Nel 1911 gli Italiani sbarcano a Tobruk, ma solo dopo molti anni di resistenza riescono a fare di Bengasi una "città italiana in nord Africa" di cui lo stile "neoclassico italiano del ventennio" è ancora oggi presente. La città esce dalla seconda guerra mondiale semi-distrutta dai bombardamenti. Solo dopo il '51, anno dell'indipendenza, con la rivoluzione del '69 che depose re Idris, e con la gestione libica delle risorse petrolifere, riprende a svilupparsi. Bengasi col suo porto e le attività commerciali si presenta oggi come centro moderno e attivo. La zona più vecchia della città si trova nelle vicinanze del porto. Il litorale settentrionale è il luogo ideale in cui passeggiare per giungere in quartieri un po' più a sud dove si incontrano moschee e mercati. Dopo aver percorso circa 200 Km sosta per la visita degli splendidi mosaici pavimentali della chiesa bizantina di Gasr Libia. Proseguimento quindi per la visita della magnifica e celebre Cirene, città ellenica dedicata ad Apollo che si trova a circa 30 Km. da al Beyda, unico tra i grandi siti archeologici non localizzato sul mare. La città è su una collina che domina il mare, immersa in una pineta in cui si apre una radura che la mostra in tutta la sua magnificenza. La sua "grecità" è presente ancora prima della sua fondazione: la leggenda vuole che nel VII secolo a.C. alcuni giovani di Thera (oggi Santorini), lascino la loro isola e, seguendo le indicazioni dell'oracolo di Apollo (cui sarà dedicata la città), navighino alla ricerca di una fonte indicata dal dio. Nel 631 giungono quindi nel luogo dove fondano Cirene. L'insediamento si sviluppa inizialmente sull'Acropoli e sin dal primo periodo per la costruzione viene utilizzato il marmo che viene fatto giungere dalla Grecia. Alla metà del V secolo a.C. al regime monarchico si sostituisce, conseguentemente all'evoluzione politica greca, un sistema democratico. Nel secolo successivo Cirene, che entra a fare parte della Pentapolis, raggiunge un notevolissimo sviluppo al punto da essere in grado di soccorrere la Grecia in preda ad una disastrosa carestia, superata proprio grazie al grano inviato dalla Cirenaica. L'agricoltura è, infatti, uno dei punti di forza della città: in particolare si segnala la coltivazione di una pianta, il silphium, nota per le proprietà curative così importanti da apparire sulle monete dell'epoca. Cirene vantava anche successi in campo atletico. Le vittorie degli atleti cirenei nei giochi panellenici furono, infatti, cantate nelle odi di Pindaro, poeta del V secolo a.C. La decadenza inizia quando entra a far parte del regno d'Egitto, tra la fine del IV e il principio del II secolo a.C., in concomitanza con la crescita del ruolo di Alessandria. Fanno seguito periodi di devastazioni durante l'epoca romana di Traiano all'inizio del II secolo a.C. A ciò si aggiunge la rivolta della numerosa comunità ebraica che comportò la distruzione di molti edifici pubblici. Solo l'avvento di Adriano consente una temporanea opera di ricostruzione: per questo sarà conosciuto con il titolo di "fondatore di Cirene". I danni provocati dal terremoto del IV secolo d.C. la presenza dei bizantini, che abbattono statue ritenute indemoniate e asportano molti dei marmi decorativi, non spengono però del tutto la vita nella città che risulta essere abitata sino all'arrivo degli Arabi. Da questo periodo la zona sarà completamente abbandonata per essere poi riscoperta da un console francese solo nei primi anni del XVIII secolo. Anche i primi sistematici scavi provocarono ulteriori espoliazioni dei monumenti: frequenti erano i carichi, sulle navi dirette a Londra, di casse contenenti fregi e sculture ora esposti al British Museum. Anche gli italiani, già dal 1910, ma in maniera continuata dalla fine della prima guerra mondiale, intervengono con campagne di restauro che hanno interessato soprattutto il Santuario di Apollo, l'Agorà e il tempio di Zeus. I carrelli, alcuni dei quali sono ancora posti sui binari che attraversano la città, sono testimonianza dell'enorme lavoro svolto per trasportare la sabbia e i materiali di scavo. L'atmosfera del luogo è particolarmente suggestiva con note di romanticità offerte da piante rampicanti che cingono alcune statue e colonne. La seconda città archeologica per importanza dopo Leptis può inoltre contare sulla suggestione della vista panoramica degradante verso il mare e sulla profusione di templi e costruzioni che abbracciano l'intera collina: dalla sommità dove è il quartiere dell'Agorà alle pendici, la cui discesa conduce al Santuario di Apollo. Una sua ulteriore particolarità è quell'atmosfera quasi "selvaggia" data da interventi restaurativi che non hanno tolto al luogo quella patina di "suggestivo abbandono" che le rare presenze dei visitatori rendono ancora più emozionante. La visita non è propriamente organizzata: non esiste un vero e proprio ingresso e anche la recinzione del sito è aleatoria; anche la guida locale, autorizzata dalle autorità, non si trova quasi mai sul posto ma va cercata presso l'abitazione privata. In compenso le carenze organizzative della locale sovrintendenza archeologica possono consentire, se si è fortunati, di visitare un magazzino posto fuori dell'area archeologica, dove sono concentrati oggetti provenienti dai siti della zona: una vera meraviglia. All'interno si possono ammirare tanti reperti: statue di marmo, bronzi, vasellame, mosaici... che potrebbe riempire un museo grande come quello della capitale. Poter sostare un'ora in questo magazzino/capannone è il sogno di chiunque ami l'archeologia, che può vivere qui un rapporto ravvicinato con reperti antichi senza la "mediazione" delle strutture dei musei. Le visite possono iniziare dalla zona alta del sito per scendere poi verso il Santuario di Apollo. L'area più vicina all'ingresso comprende il Foro di Proculo, edificio non finemente decorato ma dotato di una certa imponenza. Ci s'introduce poi nell'Agorà, (la piazza principale nel modello greco che nella versione romana corrisponde al foro) su cui si affacciano vari edifici pubblici. È così possibile osservare la camera sepolcrale, raggiungibile scendendo alcuni gradini, di Batto I, il giovane proveniente da Santorini che fu il primo re di Cirene. Accanto si trovano il Gymnasium, la palestra, e il particolare Monumento Navale, una nave stilizzata su cui si elevava una vittoria alata. Probabilmente i resti più antichi si trovano sull'Acropoli, localizzabile nel punto più alto della collina dopo l'Agorà. La visita dell'area archeologica, dopo la discesa al Santuario di Apollo, può concludersi con la visita del Tempio di Zeus situato poco a nord del sito, vicino al quale si trovava il grande ippodromo. Seconda colazione in ristorante locale in corso di visita. Nel pomeriggio proseguimento per al Beyda che si trova nel cuore del Jebel Akhdar (le montagne verdi). Cena e pernottamento.
 

3° giorno AL BEYDA/APOLLONIA/ TOLEMAIDE/BENGASI

Prima colazione e partenza per Apollonia che dista circa 35 Km. Sorta nel VII secolo a.C. per consentire uno sbocco al mare di Cirene dal cui dio protettore prende il nome, si trova in riva al mare. Anzi una parte dell'antico insediamento, a volte, con la bassa marea emerge tra le onde. Questo è il paradiso di chi ama immergersi tra colonne e capitelli. Sui grandi scogli, proprio di fronte alla vecchia città, sono ancora visibili i resti dell'antico porto. L'opera del mare che nel corso dei secoli ha sommerso una parte della città, la violenza dei terremoti del IV secolo d.C., l'utilizzo degli elementi architettonici, colonne marmoree e blocchi di pietra utilizzate per realizzare nel V secolo nuovi edifici pubblici e basiliche, hanno fortemente modificato l'iniziale insediamento. Camminare oggi tra le rovine di Apollonia significa calpestare essenzialmente le opere del periodo bizantino. Per poter osservare il livello della città greca, occorrerà attendere che proceda il lavoro che stanno compiendo le missioni archeologiche americana e francese. Dopo l'ingresso, avendo a sinistra il mare, s'incontrano prima la basilica Occidentale e quella Centrale costruite vicino alle ben conservate e imponenti mura di cinta. Le Terme con colonne corinzie nel cortile, che devono aver svolto la funzione di Gymnasium, si trovano poco oltre, proprio di fronte al vecchio porto. Oltrepassando la Basilica Orientale, di cui si possono ancora ammirare i resti dei bellissimi mosaici pavimentali che risalgono al VI secolo, ci si avvia verso il teatro del III secolo a.C. Questo si trova all'estremità orientale della città a ridosso dell'Acropoli, zona quest'ultima ancora tutta da scoprire. Il Teatro poggia sulla parte esterna delle mura ed era inizialmente costituito solo da file di gradinate interamente scavate nella roccia. Se c'è un luogo produttivo per lo spirito questo è Apollonia. Proseguimento per Tolemaide che si trova sempre lungo la costa e dove si giunge dopo aver percorso circa 140 Km. I resti più spettacolari della città, capitale della Pentapolis ai tempi di Diocleziano, risalgono proprio all'epoca romana. Tra questi le case, l'agorà, il teatro, la basilica occidentale, il ginnasio, il palazzo delle colonne, la via monumentale. Suggeriamo la visita del piccolo ma prezioso museo. Seconda colazione in corso di visita. Proseguimento per Bengasi che dista circa 100 Km verso ovest. Il percorso è paesaggisticamente interessante e si snoda tra il mare blu bordato a tratti dalle palme e i campi verdissimi intensamente coltivati. Cena e pernottamento.
 

4° giorno BENGASI/TRIPOLI/SABRATA/TRIPOLI

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Tripoli, l'antica Oea fondata dai Fenici. Visita del museo nazionale e proseguimento per Sabrata che si trova circa 70 Km ad ovest di Tripoli. Anche questa grande ed antica città fenicia gode di una locazione privilegiata prospiciente il mare. Il suo bel teatro di epoca romana è quanto di più suggestivo si possa immaginare. I monumenti da visitare sono anche qui innumerevoli: ricordiamo il tempio sud, il tempio degli Antonini, il foro, le basiliche, la curia, le terme, i santuari e le case. Seconda colazione in corso di visita. Nel pomeriggio rientro verso la capitale della regione. Cena e pernottamento.
 

5° giorno TRIPOLI/LEPTIS MAGNA/TRIPOLI

Prima colazione e partenza per la visita di Leptis Magna, il sito archeologico che conserva resti di epoca romana imponenti e spettacolari e che si trova a circa 120 km da Tripoli. In origine, nel primo millennio a.C., il sito fu fondato dai Fenici di Tiro che, valorizzandone la splendida posizione ne determinarono una grandezza commerciale che si sviluppò fino all'epoca romana a cui fanno riferimento i numerosi monumenti che si sviluppano secondo il classico schema urbanistico dell'epoca. L'arco dei Severi (Settimio Severo nacque qui nel 146), le terme di Adriano, il ninfeo, la strada colonnata che giunge al porto, il foro e la basilica dei Severi, il nuovo e l'antico foro dove si trovano innumerevoli monumenti, il mercato, il calcidicum ed il teatro davvero straordinario per la struttura intatta e la posizione meravigliosa dalla quale si gode la vista del mare e della città. Il museo annesso agli scavi raccoglie una preziosa collezione di reperti straordinari. Perdendosi nella città si ha davvero la percezione che qui le rovine non sono rovine che le barbarie o il tempo hanno potuto mutare: esse palpitano di vita, raccontano una storia che si fa presente per ognuno. Il cielo di Leptis, il mare di Leptis, il vento di Leptis, il sole e il silenzio non comunicano che gioia, pace, attesa per l'eternità. Seconda colazione in ristorante locale all'interno del sito. Rientro a Tripoli. Cena e pernottamento.
  

6° giorno TRIPOLI

Prima colazione e visita della città, capitale della Libia. In particolare ricordiamo l'estesa medina, la città antica cuore propulsore dove si trovano i monumenti storici, le moschee ed il suq. Seconda colazione, cena e pernottamento.
 

7° giorno TRIPOLI/NALUT/GHADAMES

Prima colazione e partenza per Ghadames. Si attraversa prima una zona collinosa abitata da popolazioni berbere e poi un territorio pre-desertico punteggiato di villaggi. Dopo circa 300 Km sosta a Nalut, un antico presidio romano sulla cima di un colle e visita di un imponente e fortificato granaio berbero conosciuto come Ksar. Seconda colazione in corso di viaggio. Dopo aver superato l'oasi di Sinuwan inizia il deserto sabbioso. Arrivo a Ghadames che si avvista proprio come un miraggio dopo aver percorso circa 650 Km. Cena e pernottamento.
 

8° giorno GHADAMES

Prima colazione e visita di questa città del deserto un po' fiabesca con le sue case imbiancate, i vicoli scuri e freschi che si perdono in un labirinto indistricabile, le pitture nelle case ricche di suppellettili, la sua gente berbera, tuareg ed araba che vive pacificamente ad un ritmo lento d'altri tempi. Anticamente Ghadames collegava Tripoli al lago Ciad e vi transitavano gli schiavi oltre alle merci e agli animali selvatici che servivano all'impero romano. La città vecchia, racchiusa entro le mura è ancora oggi accessibile solo attraverso le sette porte che un tempo venivano chiuse dal tramonto all'alba. Visitare questa parte della città è come entrare in un sogno. È interessante anche la visita del museo della casa predisposto per mostrare vari oggetti di uso domestico. Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio escursione nel deserto per ammirare le grandi dune di sabbia. Cena e pernottamento.
 

9° giorno GHADAMES/KABAW/YEFREN/TRIPOLI

Prima colazione e rientro a Tripoli. Fino a Nalut si percorre la stessa strada già effettuata poi si devia per Kabaw dove si effettua una breve sosta. Il paesaggio tutt’intorno è molto bello fino a Yefren, il centro più importante del Jebel Nafusa. Seconda colazione in corso di viaggio. Arrivo a Tripoli in serata. Cena e pernottamento.
 

10° giorno TRIPOLI/ROMA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Roma con volo di linea.
 

 

N.B. Nelle stagioni intermedie, il viaggio può essere interrotto al 6° giorno senza effettuare il viaggio a Ghadames e rientrando in Italia individualmente.


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