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• Abbiamo inteso visitare la Cina usando
una chiave di lettura antica, che va a ricercare i principi e i valori
che stanno alle origini della cultura e della filosofia di questo
popolo. Un itinerario che include alcune località che conservano
fortemente la memoria di Confucio e di Lao Tse, fautori di due
contrapposte ideologie. Confucio fu il grande maestro, pensatore e
filosofo che nacque a Qufu nel 551 a.C., il quale elaborò in pratica
l'asse del pensiero cinese classico in un periodo di disorientamento
morale e di feroci lotte di potere. Il confucianesimo non può essere
considerato una religione, quanto una elaborazione ed interpretazione
della saggezza e delle antiche nozioni ai fini di una mera speculazione
personale per lo sviluppo delle virtù per dare vita ad una precisa
struttura etico-sociale. Secondo Confucio gli uomini, dipendendo dalle
loro inclinazioni e capacità personali, hanno dei precisi doveri di
governo della famiglia e dello stato, per questo devono perfezionare la
loro educazione, evolvendo il senso morale e l'umanità onde essere
idonei alla missione, uomini retti, saggi, benevoli e valorosi. Egli,
studiando la cultura del periodo Zhou (1100 a.C.) riteneva di poter
ritornare all'ordine sociale di quel periodo ed elaborò molti testi
guida che vennero ordinati dai suoi numerosi discepoli. Secondo Confucio
l'uomo ed il cosmo sono strettamente connessi: le catastrofi e le
disgrazie sono in relazione alle capacità di chi ha ricevuto il
"mandato dal cielo", cioè la legittimazione del proprio
potere. In parallelo si fa strada un pensiero diverso che oppone al
rigore del confucianesimo e alla sua rilevanza sociale, l'individualismo
del taoismo e il suo completo abbandono fatalistico al ritmo della
natura. Lao Tse fu il maestro più conosciuto del Tao (via) vissuto nel
III secolo a.C. al tempo della dinastia degli Han. È difficile capire
il meccanismo che sta alle origini del Tao: un ciclo di evoluzione
utopistica che è mediazione dialettica in continuo evolversi tra Ying e
Yang, in continua alternanza, opposizione e combinazione. Da questo
rapporto dualistico ha origine la via dell'equilibrio, non soggetto ai
limiti della materia: il tao non impone alcuna legge ma, al contrario,
incita all'"inazione" per entrare in comunione con la natura e
l'universo in una forma ascetica che ambisce all'immortalità del corpo
fisico e che è completamente estranea ai problemi sociali e politici.
Per raggiungere tali obiettivi si ricorre a pratiche respiratorie,
alimentari, mediche e sessuali che danno luogo ad una impostazione di
vita contemplativa dove tutto è sacro e deizzato. Alla luce di questi
pensieri forse possiamo comprendere un po' di più l'evoluzione storica
del continente cinese e le sue grandi fratture ideologiche che hanno
portato un miliardo di cinesi ad ambire d'essere la prima potenza
economica del terzo millennio. •

| 1°
giorno ITALIA/PECHINO |
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Partenza con volo di linea dall'Italia per
Pechino in serata. Pasti e notte in volo.
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| 2°
giorno PECHINO |
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Arrivo a Pechino previsto in tarda mattinata.
Trasferimento in hotel e dopo la seconda colazione visita del
Tempio dei Lama e del Tempio di Confucio che si trovano uno di
fronte all'altro nella zona nord-orientale della città. Il Tempio
dei Lama (Yong He Gong, letteralmente il palazzo dell'eterna
armonia), è il più bel tempio di Pechino che in origine fu il
palazzo d'abitazione del principe Yong Zheng, in seguito divenuto
terzo imperatore Qing. Nel 1744 il palazzo divenne un tempio
lamaista ed oggi, anche dopo la distruzione parziale a causa di un
incendio che distrusse la residenza reale, rimangono visibili
splendidi arredi, statue del Buddha, mandala, stele, pitture e
scritte religiose lamaiste. Il Tempio di Confucio ed il Collegio
Imperiale, collegati da un porticato, sono invece risalenti alla
dinastia Yuan (1271-1363) ed in essi si tenevano le cerimonie in
memoria del maestro. Il tempio, oggi museo, è il più grande del
Paese dopo quello di Qufu. Nel suo cortile interno vi sono pini
antichi e nei padiglioni ad est ed ovest si trovano ben 198 stele
che riportano i nomi di tutti i candidati eruditi che avevano
superato gli esami della dottrina confuciana secondo le norme che
regolavano il collegio imperiale, oggi biblioteca. Cena e
pernottamento.
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| 3°
giorno PECHINO/JINAN/TAIAN |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto e
partenza per Jinan, capitale della provincia di Shandong. Dopo la
seconda colazione proseguimento verso sud per Taian dove inizia la
salita al monte sacro Tai Shan (1524 metri), meta dei
pellegrinaggi taoisti. In tutta la Cina sono nove le montagne
sacre disseminate in un grande territorio: ne abbiamo scelta una
fra le cinque sacre per i taoisti (Hua Shan nello Shaanxi, Heng
Shan nello Hunan, Song Shan nel Henan e il Heng Shan nello
Shanxi); le altre 4 sono sacre per i buddisti. Generalmente il
difficile accesso a queste montagne sembra scoraggiare ogni
approccio; molti cinesi che intraprendono il pellegrinaggio sono
affascinati e atterriti allo stesso modo ma sempre spinti da una
curiosità intellettuale e spirituale.
Abbiamo resoconti dettagliati di viaggiatori che raccontano la
fatica ed il coraggio necessari un tempo, più che oggi, per
raggiungere la vetta. Essi dettagliano le soste presso i
padiglioni di preghiera, il cammino mentale a cui si sottoponevano
per conquistare una sorta di purificazione incuranti della
stanchezza e delle condizioni spesso precarie dell'alloggio che
comunque non erano ostacoli sufficienti a impedire la salita. Per
giungere alla cima del Tai Shan, i pellegrini salgono 7500 scalini
(10/11 Km) per ottenere protezioni, assistenza e guarigioni. Oltre
che a piedi vi si può giungere attualmente con una moderna
funivia. Sulla cima, nonché lungo tutto il percorso, vi è una
profusione di templi, stele, padiglioni, archi e sculture
rupestri; inoltre sulla cima, che offre un bel panorama, si trova
anche un complesso di monasteri. Scesi dalla funivia ci si trova
di fronte al padiglione che ricorda la salita al monte di
Confucio. Due grandi rocce delimitano la Porta Celeste
Occidentale, altre rocce costituiscono il Ponte degli Immortali e
fra i vari padiglioni il tempio della Nuvola dell'Azzurro di epoca
Song ed il Picco dell'Imperatore di Giada, il punto più alto
della montagna dove si trova l'omonimo tempio. Qui si trova anche
il tempio della montagna secondo il principio della divinizzazione
taoista degli elementi della natura e la stele a 4 facciate di
epoca Han detta Monumento Muto a causa delle incisioni ora
illeggibili. Altre ambientazioni naturali danno vita al Ponte
della Longevità, alla Roccia della Stella Polare e alla Roccia
della Candela. Cena e pernottamento.
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| 4°
giorno TAIAN/QUFU |
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Prima colazione e visita del tempio Dai che si
trova ai piedi del monte sacro. Questo tempio è uno dei più grandi
dell'intera Cina, luogo dal quale l'Imperatore incominciava la
propria ascensione al monte Tai Shan. All'interno della sala
principale, di epoca della dinastia Song, è presente un bellissimo
affresco della lunghezza di circa sessanta metri che raffigura la
strada da percorrere per giungere sulla cima del monte. Dopo la
seconda colazione partenza per Qufu, città natale di Confucio che
si trova ad 80 Km da Taian. Cena e pernottamento.
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| 5°
giorno QUFU/NANCHINO |
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Prima colazione e visita dei luoghi relativi alla
vita di Confucio o Kong (il nome Confucio è una latinizzazione del
nome cinese K'ung Fu Tze). Qui si trova la casa della famiglia Kong
costruita attorno allo splendido tempio di Confucio trasformato in
un museo che occupa un quinto dell'area cittadina. È una grande
casa patrizia divisa in padiglioni con sale per le udienze e per lo
studio, per i pasti e per la notte secondo le necessità formali di
una precisa etichetta. Il complesso del tempio di Confucio è
costituito da 640 costruzioni: si tratta del terzo complesso
templare dell'intera Cina dopo la Città Proibita di Pechino ed il
Palazzo Imperiale di Chengde. A nord di Qufu si trova il bosco di
Confucio e dei suoi discendenti giunti alla 77ª generazione. Nel
bosco in cui si trovano oltre 60.000 alberi e tra questi pini e
cipressi del XIV secolo, protetta da un muro rosso, si trova la
tomba di Confucio in un'oasi di pace. A protezione, lungo la Via
Sacra, che porta al tumulo, si trovano statue che raffigurano
animali mitologici, unicorni, pantere e grifoni. I resti mortali del
venerabile sono stati vegliati per anni dai fedeli discepoli che
attribuivano al maestro doti di umanità, sapienza e arguzia
politica, e ineguagliabile profondità morale. Confucio, che nacque
contemporaneamente a Platone in Grecia, ai profeti in Palestina, a
Zaratustra e Buddha in Oriente, nel momento in cui l'umanità si
interrogava su sé stessa, ha rappresentato per i Cinesi molto più
di quello che altri maestri hanno rappresentato per altri popoli;
tanto che i rivoluzionari dell'era moderna, volendo rinnovare il
Paese, proclamarono guerra anche e soprattutto a Confucio. La storia
narra che fu un bambino prodigio: i suoi giochi preferiti
riguardavano le figure e le opere della tradizione dei re saggi; a
15 anni era già molto colto e sapiente. Dovette lavorare molto
presto perché la sua famiglia era aristocratica ma povera; insegnò
ai suoi discepoli, fu ministro della giustizia, consigliere, e
accrebbe successi diplomatici che consolidarono la fiducia del duca
di Lu. Non considerando alcuna differenza di classe, sosteneva che
l'istruzione doveva essere accessibile a tutti e gettò le basi
della pedagogia cinese. Essendo consigliere del duca di Lu
insistette perché i migliori tra i suoi discepoli fossero assunti
nello stato iniziando quel sistema che fu alla base delle grandi
successive culture cinesi che affidavano agli uomini di cultura la
gestione del governo. Egli non intese fondare una religione ma
piuttosto stabilire regole di convivenza per una comunità familiare
e sociale fondendo insieme insegnamenti del passato ed esperienze in
una dottrina basata sulla morale, sulla forza del decoro e del
costume, a sostegno di una classe governante in cui si andavano
sfaldando i legami personali del feudalesimo. La religione celeste e
la famiglia patriarcale sono gli elementi essenziali del suo
pensiero come l'amore filiale e l'amore fraterno: tra questi poli,
la vita doveva scorrere in sintonia col mondo secondo precise
regole. Seconda colazione in corso di visite. Dopo la cena
trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza per Nanchino.
Pernottamento in vagone letto di 1ª classe a quattro posti per
scompartimento.
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| 6°
giorno NANCHINO |
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Arrivo a Nanchino (Nanjing) di buon mattino e
trasferimento in hotel. L'incontro con un grande fiume della Cina,
il Changjiang o Yang Tse Kiang, conosciuto in occidente come Fiume
Azzurro, avviene a Nanchino, capitale del Jiangsu, dove vivono circa
quattro milioni e mezzo di abitanti. Il Changjiang è un fiume
imprevedibile, può essere largo un paio di chilometri, in qualche
punto anche una decina, ed è navigabile dal delta verso l'interno
per circa 400 Km, fino al porto di Nanchino dove approdano navi di
considerevoli dimensioni. Il grande ponte sul fiume, lungo quasi 5
Km è un'opera considerevole di ingegneria di cui i Cinesi vanno
molto fieri. Nanjing che significa "capitale del sud" è
una delle più antiche città della Cina. Per ben otto volte, dal
III al XV secolo, essa fu capitale di diverse dinastie, raggiungendo
il suo massimo splendore con i primi imperatori Ming. La città deve
la sua fama, immutata nel corso dei secoli, alla produzione del
broccato, chiamato anche "broccato a nubi", sete e
velluti, ceramiche, carta e china. Dal 1949 essa ha ampliato i suoi
settori produttivi divenendo un grande centro industriale.
L'entroterra immediato rifornisce la città di prodotti agricoli,
quali riso, grano, verdura, frutta, tè ed arachidi. Il monumento ai
Martiri della Rivoluzione Popolare sorge sulla terrazza della
Pioggia dei Fiori, situata a sud della città, fuori dalla porta
Zhonghua, su una collina alta 100 metri. Secondo una leggenda, un
monaco buddista vi avrebbe tenuto nel IV secolo una predica così
commovente da provocare una pioggia di fiori dal cielo. In questo
sito si possono trovare dei sassolini tondi e bianchi, chiamati
yuhuashi: se li si mette in un bicchiere d'acqua brillano dei colori
più disparati. Sosta al tempio di Confucio in un bel quartiere in
stile classico che rievoca l'antica Cina con le case da tè, i
piccoli negozi e i ristoranti tipici. Visita del museo storico che
conserva reperti di epoca preistorica fino al periodo Qing. La
Collina di Porpora e d'Oro (Zijinshan), alta 448 metri, si erge ad
est di Nanchino ed offre uno splendido panorama. Vi si possono
visitare un osservatorio astronomico, il mausoleo di Sun Yat-sen, la
tomba del primo imperatore Ming ed il Parco Linggu con il monastero
omonimo. Seconda colazione in corso di visite. Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno NANCHINO/SUZHOU |
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Prima colazione, trasferimento alla stazione
ferroviaria e partenza per Suzhou. Arrivo dopo circa tre ore. Suzhou
si trova nel sud della provincia del Jiangsu, sotto il delta dello
Yang Tse, lungo la parte più meridionale del Grande Canale, entro
una delle zone più fertili di tutta la Cina. La città viene
chiamata la "Venezia d'Oriente" poiché è circondata ed
attraversata da innumerevoli piccoli canali, ed è molto famosa
anche per i suoi giardini, dove natura ed architettura creano un
insieme di grande armonia. I giardini di Suzhou vennero creati nei
secoli scorsi da ricchi funzionari, commercianti e proprietari
terrieri. In questa zona solevano infatti ritirarsi i dignitari più
famosi per trascorrervi gli ultimi anni di vita in pace ed armonia.
A Suzhou si poteva godere dei vantaggi offerti dalla città, senza
tuttavia dover rinunciare ai piaceri di un'atmosfera tipicamente
rurale. Le fonti storiche riferiscono che, durante l'apogeo della
città, vi si contavano oltre duecento famosi giardini. Si trattava
di complessi di diverse dimensioni, entro cui sorgevano le ville con
i loro edifici, le sale ed i padiglioni. Visita del giardino
chiamato "della politica modesta" che è considerato uno
dei più belli dell'intera Cina. Questo giardino realizzato
probabilmente intorno al XVI sec., è un incontro perfetto di
armonia tra i vari padiglioni, i ponti e i numerosi corsi d'acqua e
secondo le leggende tramandatasi a noi appartenne ad un funzionario
adibito al censimento. Seconda colazione in corso di visita.
Attualmente Suzhou è un centro dell'industria della seta e del
cotone ed è una delle quattro località cinesi particolarmente
famose per i ricami. Le altre tre sono le province del Hunan, del
Sichuan e del Guangdong. I ricami di Suzhou vantano un'antica
tradizione: quelli di epoca Song, rinvenuti nei pressi di Suzhou,
confermano quanto quest'arte fosse già diffusa. In tutte le
famiglie si praticava allora la bachicoltura, si produceva seta e la
si ricamava, seguendo tre diversi stili: quello
"popolare", quello "dei mandarini" e quello
"di palazzo". Il motivo ricorrente delle decorazioni sono
i gatti. Cena e pernottamento.
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| 8°
giorno SUZHOU |
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Prima colazione e partenza per la visita del
villaggio medioevale di Tongli dove l'impostazione di vita è ancora
feudale. La piccola città conserva esattamente la stessa struttura
di quando fu fondata in epoca Ming (1368-1644). È intersecata da 15
fiume che la dividono in sette parti collegate da 49 ponti, tutti in
stili diversi. Si vengono perciò a formare degli isolotti dove si
indovinano superbi giardini cinesi e case patrizie. L'intera regione
è solcata da corsi d'acqua e canali che alimentano le risaie. In
autunno, dopo il raccolto del riso, si coltivano grano ed orzo
invernali, soia, colza, sesamo, leguminose e cotone, nonché agrumi
e tè. Abbondanti la canna da zucchero, gli alberi da frutta e da
olio; ha rilievo anche la gelsibachicoltura. Seconda colazione e
rientro a Suzhou. Nel pomeriggio visita della collina della Tigre
che si trova sulla Shatangjie, 3 Km a nord-ovest di Suzhou. Nel 480
a.C., Fu Cha, re di Wu, vi seppellì il padre He Lu. La leggenda
vuole che, tre giorni dopo l'inumazione, comparisse sul colle una
tigre che rimase a vegliare la tomba, dando così il nome al luogo.
Una curiosità è rappresentata dal Jianchi (laghetto delle Spade),
sul cui fondo, a quanto si dice, si troverebbe la tomba di He Lu.
Costui era un appassionato collezionista di spade ed alla sua morte
nel suo corredo funebre ne furono poste ben tremila tra le sue
preferite. Pare che l'imperatore Shihuang della dinastia Qin e Sun
Quan, sovrano di Wu, avessero tentato di disseppellire queste spade,
facendo scavare profonde fosse, ma senza alcun successo. In queste
fosse si raccolse poi dell'acqua, che creò così il piccolo bacino.
Cena e pernottamento.
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| 9°
giorno SUZHOU/HANGZHOU |
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Prima colazione, trasferimento alla stazione
ferroviaria e partenza per Hangzhou dove si giunge dopo poco più di
tre ore. Arrivo e seconda colazione. È il capoluogo della Provincia
del Zhejiang ed è, accanto a Xi'an, Luoyang, Kaifeng, Nanchino e
Pechino, una delle antiche capitali imperiali della Cina. Marco Polo
la definì la città più raffinata e più bella del mondo; il
mercante veneziano venne conquistato dalla magnificenza dei suoi
grandi edifici, dalle ampie strade lastricate e dalle stupende
strutture esistenti lungo le sponde del Xihu (lago dell'Ovest). Egli
inoltre ammirò la cordialità e la natura pacifica della
popolazione, le vesti in seta ed i preziosi monili delle donne.
Hangzhou giace fra il fiume Qiantang ed il lago dell'Ovest (Xihu) in
un indistinto paesaggio di ondulate colline e roboanti ruscelli;
possiede un'eleganza ed un'atmosfera diversa dalle altre grandi
città storiche cinesi. Molto famosa in Cina per il suo scenario, la
città ha attirato numerosi poeti e scrittori. Benché i primi
insediamenti risalgano all'antichità, Hangzhou divenne un emporio a
livello regionale solo nel VII secolo, dopo il completamento del
tratto meridionale del Grande Canale. Il suo periodo di massima
fioritura iniziò nel XII secolo, allorché l'imperatore dei Song
fuggì verso sud con la sua corte, proclamando Hangzhou capitale
della dinastia Song meridionale. Al loro seguito giunsero artisti ed
eruditi che ne fecero un centro culturale, mantenutosi poi a lungo
vitale ed attivo anche dopo il declino della dinastia Song. Sotto le
dinastie Ming e Qing la città continuò ad essere incredibilmente
ricca, grazie anche alla sua posizione al centro di una fertile zona
di coltivazione del riso ed alla presenza della più importante
industria serica del paese. Attualmente Hangzhou è un moderno
centro industriale ed agricolo, con un numero considerevole di
aziende appartenenti al settore dell'industria leggera e di quella
pesante. Il lago dell'Ovest (Xihu), che si trova nella zona
occidentale della città, è suddiviso da due ponti ad archi che
permettono di attraversarlo. Il lago circonda quattro piccole isole
fra cui la più grande è la "Collina Solitaria" (Gushan)
dove ha sede il museo provinciale e la biblioteca. Gushan, tra il
XII ed il XVII secolo, venne prescelta per erigervi le residenze
imperiali. A sud-ovest del Lago si trova il Pozzo del Drago
(Longjin). Il villaggio, famoso per l'eccellente tè che ne prende
il nome, è immerso in uno splendido paesaggio e circondato da
lussureggianti piantagioni. Il Pozzo del Drago è una sorgente
sotterranea, scoperta già al tempo dei Tre Regni. Le sue acque
presentano una particolare caratteristica: muovendole, paiono
formare cerchi non divergenti, bensì convergenti. Alla periferia
occidentale della città sorge il Tempio del Ritiro dell'Anima (Ling
Yin Si), eretto nel 326 d.C.; il tempio subì numerose distruzioni
nel corso dei secoli e l'ultima ricostruzione è del periodo Qing.
Il grande comprensorio si compone di due padiglioni, quello dei
Quattro Guardiani Celesti, che ospita una statua di Maitreya, e la
Grande Sala, con la statua di Siddharta Gautama alta 20 metri,
scolpita nel 1956 utilizzando 24 blocchi di legno di canfora. Di
fronte a questi edifici è il cosiddetto "Picco Arrivato in
Volo" (Fei Lai Feng). La leggenda vuole che un monaco indiano
in visita ad Hangzhou nel III secolo trovò la montagna del tutto
simile ad una esistente in India. La roccia è ornata da 330 tra
sculture e incisioni, realizzate tra il X ed il XIV secolo e
sistemate in maniera armonica sfruttando la conformazione naturale e
le numerose nicchie della parete rocciosa. Cena e pernottamento.
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| 10°
giorno HANGZHOU/SHAOXING/HANGZHOU |
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Prima colazione e partenza per la visita di
Shaoxing, un pittoresco centro storico a 67 Km da Hangzhou dove si
trovano il tempio Yingtian, la pagoda Dashan e il museo Luxun. È un
piccolo centro, residenza imperiale temporanea nel periodo Song.
Dopo la seconda colazione rientro ad Hangzhou. Continuazione delle
visite.
Cena e pernottamento.
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| 11°
giorno HANGZHOU/GUILIN |
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Prima colazione e visita della pagoda più
conosciuta che è quella delle Sei Armonie, situata a sud della
città, lungo le sponde del Qiantang, sulle pendici dello
Yuelunshan. Venne eretta nel 970, su disposizione del sovrano dello
Stato di Wu Yue. Dopo la seconda colazione trasferimento in
aeroporto e partenza per Guilin, la località paesaggistica in
assoluto più bella dell'intera Cina, dove le verdissime montagne a
"pan di zucchero" sono servite per secoli da ispirazione
ai pittori tradizionali cinesi. Cena e pernottamento.
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| 12°
giorno GUILIN |
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Prima colazione e giornata dedicata a una
crociera sul fiume Li per ammirare lo splendido scenario
naturale. Seconda colazione a bordo. Nel pomeriggio sosta al
villaggio di Yangshuo e rientro in pullman a Guilin
percorrendo una strada dove le verdissime risaie riposano
all'ombra di paesaggi montani subtropicali di grande
suggestione. Questa splendida città subtropicale deve la sua
fama alle bizzarre formazioni carsiche delle sue montagne
modellate nei secoli dalle erosioni delle acque e dei venti.
Tra i luoghi di maggiore interesse ricordiamo la Grotta dei
Flauti di bambù, la collina dell'elefante e la collina del
Broccato ammonticchiato che si sale per raggiungere la
Terrazza che cattura le nubi dalla quale il paesaggio è
bellissimo. Cena e pernottamento.
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| 13°
giorno GUILIN/PECHINO |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto
e partenza per Pechino. Seconda colazione. Visita della
"Città Proibita" o Palazzo Imperiale: cinque
chilometri quadrati di estensione dove ventiquattro imperatori
cinesi di dinastia Ming e Qing hanno trascorso la loro
esistenza tra guerre ed intrighi, ascoltando in udienza i
dignitari delle province lontane, dividendo la vita privata
fra imperatrici e concubine (un imperatore poteva avere
ufficialmente tre mogli, sei favorite e settantadue
concubine). Nella parte sud-orientale di Pechino si trova un
altro capolavoro dell'architettura Ming: il Tempio Del Cielo
(Tian Tan). Ogni anno, allo scadere del solstizio d'inverno,
l'imperatore si recava in questo luogo per pregare il Cielo di
concedere un buon raccolto e per offrirgli sacrifici nella sua
qualità di figlio del Cielo. Al complesso si accede
attraverso la Xi Tian Men (porta occidentale del Cielo),
mentre un lungo viale di cipressi conduce verso est al
Qiniandian, il padiglione della preghiera per il buon
raccolto. Costruito nel 1420, nel 1889 venne colpito da un
fulmine e bruciò completamente ma fu ben presto riedificato
sulla base dei vecchi progetti. Il tempio, un capolavoro
dell'architettura cinese, è alto 38 metri con un diametro di
30 e venne costruito completamente in legno, senza utilizzare
neppure un chiodo, come prescrive la tradizione architettonica
cinese. Cena e pernottamento.
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| 14°
giorno PECHINO |
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Prima colazione e procedendo verso le Tombe
dei Ming sosta per la visita di una fabbrica di cloisonné. Vi
si potrà ammirare questa antichissima tecnica per la
decorazione con smalti diversamente colorati di oggetti
metallici di ogni tipo. Proseguimento quindi con la visita
alla necropoli degli imperatori della dinastia Ming. Al
comprensorio si giunge percorrendo la "Via degli
Spiriti" (Shen Dao), fiancheggiata da due file di
monumentali statue in pietra raffiguranti magistrati, generali
e animali mitici. Dopo la seconda colazione proseguimento per
la visita della Grande Muraglia detta anche "muro dei
10.000 li": è una delle più grandi opere di ingegneria
della storia dell'umanità. La sua realizzazione risale a 2500
anni fa ed è rimasta per secoli il simbolo della
impenetrabilità dell'"Impero di Mezzo", quantunque
non abbia mai impedito le invasioni delle popolazioni
"barbare" del nord della Cina e dell'Asia Centrale.
Invece, questa colossale opera difensiva, voluta da Qin Shi
Huang Di, primo imperatore e unificatore della Cina, ebbe una
notevole utilità come vera e propria via di comunicazione per
uomini, merci e notizie tra regioni lontane divise da alte
montagne permettendo il contatto di culture, credenze e
tradizioni. Rientro a Pechino nel tardo pomeriggio. Banchetto
con la famosa "anatra laccata". Pernottamento.
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| 15°
giorno PECHINO/ITALIA |
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto
e partenza per l'Italia con volo di linea. Arrivo previsto nel
pomeriggio.
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