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DA CONFUCIO A LAO TSE
Cina


Programma di Viaggio


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• Abbiamo inteso visitare la Cina usando una chiave di lettura antica, che va a ricercare i principi e i valori che stanno alle origini della cultura e della filosofia di questo popolo. Un itinerario che include alcune località che conservano fortemente la memoria di Confucio e di Lao Tse, fautori di due contrapposte ideologie. Confucio fu il grande maestro, pensatore e filosofo che nacque a Qufu nel 551 a.C., il quale elaborò in pratica l'asse del pensiero cinese classico in un periodo di disorientamento morale e di feroci lotte di potere. Il confucianesimo non può essere considerato una religione, quanto una elaborazione ed interpretazione della saggezza e delle antiche nozioni ai fini di una mera speculazione personale per lo sviluppo delle virtù per dare vita ad una precisa struttura etico-sociale. Secondo Confucio gli uomini, dipendendo dalle loro inclinazioni e capacità personali, hanno dei precisi doveri di governo della famiglia e dello stato, per questo devono perfezionare la loro educazione, evolvendo il senso morale e l'umanità onde essere idonei alla missione, uomini retti, saggi, benevoli e valorosi. Egli, studiando la cultura del periodo Zhou (1100 a.C.) riteneva di poter ritornare all'ordine sociale di quel periodo ed elaborò molti testi guida che vennero ordinati dai suoi numerosi discepoli. Secondo Confucio l'uomo ed il cosmo sono strettamente connessi: le catastrofi e le disgrazie sono in relazione alle capacità di chi ha ricevuto il "mandato dal cielo", cioè la legittimazione del proprio potere. In parallelo si fa strada un pensiero diverso che oppone al rigore del confucianesimo e alla sua rilevanza sociale, l'individualismo del taoismo e il suo completo abbandono fatalistico al ritmo della natura. Lao Tse fu il maestro più conosciuto del Tao (via) vissuto nel III secolo a.C. al tempo della dinastia degli Han. È difficile capire il meccanismo che sta alle origini del Tao: un ciclo di evoluzione utopistica che è mediazione dialettica in continuo evolversi tra Ying e Yang, in continua alternanza, opposizione e combinazione. Da questo rapporto dualistico ha origine la via dell'equilibrio, non soggetto ai limiti della materia: il tao non impone alcuna legge ma, al contrario, incita all'"inazione" per entrare in comunione con la natura e l'universo in una forma ascetica che ambisce all'immortalità del corpo fisico e che è completamente estranea ai problemi sociali e politici. Per raggiungere tali obiettivi si ricorre a pratiche respiratorie, alimentari, mediche e sessuali che danno luogo ad una impostazione di vita contemplativa dove tutto è sacro e deizzato. Alla luce di questi pensieri forse possiamo comprendere un po' di più l'evoluzione storica del continente cinese e le sue grandi fratture ideologiche che hanno portato un miliardo di cinesi ad ambire d'essere la prima potenza economica del terzo millennio. •


1° giorno ITALIA/PECHINO

Partenza con volo di linea dall'Italia per Pechino in serata. Pasti e notte in volo.
 

2° giorno PECHINO

Arrivo a Pechino previsto in tarda mattinata. Trasferimento in hotel e dopo la seconda colazione visita del Tempio dei Lama e del Tempio di Confucio che si trovano uno di fronte all'altro nella zona nord-orientale della città. Il Tempio dei Lama (Yong He Gong, letteralmente il palazzo dell'eterna armonia), è il più bel tempio di Pechino che in origine fu il palazzo d'abitazione del principe Yong Zheng, in seguito divenuto terzo imperatore Qing. Nel 1744 il palazzo divenne un tempio lamaista ed oggi, anche dopo la distruzione parziale a causa di un incendio che distrusse la residenza reale, rimangono visibili splendidi arredi, statue del Buddha, mandala, stele, pitture e scritte religiose lamaiste. Il Tempio di Confucio ed il Collegio Imperiale, collegati da un porticato, sono invece risalenti alla dinastia Yuan (1271-1363) ed in essi si tenevano le cerimonie in memoria del maestro. Il tempio, oggi museo, è il più grande del Paese dopo quello di Qufu. Nel suo cortile interno vi sono pini antichi e nei padiglioni ad est ed ovest si trovano ben 198 stele che riportano i nomi di tutti i candidati eruditi che avevano superato gli esami della dottrina confuciana secondo le norme che regolavano il collegio imperiale, oggi biblioteca. Cena e pernottamento.
 

3° giorno PECHINO/JINAN/TAIAN

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Jinan, capitale della provincia di Shandong. Dopo la seconda colazione proseguimento verso sud per Taian dove inizia la salita al monte sacro Tai Shan (1524 metri), meta dei pellegrinaggi taoisti. In tutta la Cina sono nove le montagne sacre disseminate in un grande territorio: ne abbiamo scelta una fra le cinque sacre per i taoisti (Hua Shan nello Shaanxi, Heng Shan nello Hunan, Song Shan nel Henan e il Heng Shan nello Shanxi); le altre 4 sono sacre per i buddisti. Generalmente il difficile accesso a queste montagne sembra scoraggiare ogni approccio; molti cinesi che intraprendono il pellegrinaggio sono affascinati e atterriti allo stesso modo ma sempre spinti da una curiosità intellettuale e spirituale.
Abbiamo resoconti dettagliati di viaggiatori che raccontano la fatica ed il coraggio necessari un tempo, più che oggi, per raggiungere la vetta. Essi dettagliano le soste presso i padiglioni di preghiera, il cammino mentale a cui si sottoponevano per conquistare una sorta di purificazione incuranti della stanchezza e delle condizioni spesso precarie dell'alloggio che comunque non erano ostacoli sufficienti a impedire la salita. Per giungere alla cima del Tai Shan, i pellegrini salgono 7500 scalini (10/11 Km) per ottenere protezioni, assistenza e guarigioni. Oltre che a piedi vi si può giungere attualmente con una moderna funivia. Sulla cima, nonché lungo tutto il percorso, vi è una profusione di templi, stele, padiglioni, archi e sculture rupestri; inoltre sulla cima, che offre un bel panorama, si trova anche un complesso di monasteri. Scesi dalla funivia ci si trova di fronte al padiglione che ricorda la salita al monte di Confucio. Due grandi rocce delimitano la Porta Celeste Occidentale, altre rocce costituiscono il Ponte degli Immortali e fra i vari padiglioni il tempio della Nuvola dell'Azzurro di epoca Song ed il Picco dell'Imperatore di Giada, il punto più alto della montagna dove si trova l'omonimo tempio. Qui si trova anche il tempio della montagna secondo il principio della divinizzazione taoista degli elementi della natura e la stele a 4 facciate di epoca Han detta Monumento Muto a causa delle incisioni ora illeggibili. Altre ambientazioni naturali danno vita al Ponte della Longevità, alla Roccia della Stella Polare e alla Roccia della Candela. Cena e pernottamento.
 

4° giorno TAIAN/QUFU

Prima colazione e visita del tempio Dai che si trova ai piedi del monte sacro. Questo tempio è uno dei più grandi dell'intera Cina, luogo dal quale l'Imperatore incominciava la propria ascensione al monte Tai Shan. All'interno della sala principale, di epoca della dinastia Song, è presente un bellissimo affresco della lunghezza di circa sessanta metri che raffigura la strada da percorrere per giungere sulla cima del monte. Dopo la seconda colazione partenza per Qufu, città natale di Confucio che si trova ad 80 Km da Taian. Cena e pernottamento.
 

5° giorno QUFU/NANCHINO

Prima colazione e visita dei luoghi relativi alla vita di Confucio o Kong (il nome Confucio è una latinizzazione del nome cinese K'ung Fu Tze). Qui si trova la casa della famiglia Kong costruita attorno allo splendido tempio di Confucio trasformato in un museo che occupa un quinto dell'area cittadina. È una grande casa patrizia divisa in padiglioni con sale per le udienze e per lo studio, per i pasti e per la notte secondo le necessità formali di una precisa etichetta. Il complesso del tempio di Confucio è costituito da 640 costruzioni: si tratta del terzo complesso templare dell'intera Cina dopo la Città Proibita di Pechino ed il Palazzo Imperiale di Chengde. A nord di Qufu si trova il bosco di Confucio e dei suoi discendenti giunti alla 77ª generazione. Nel bosco in cui si trovano oltre 60.000 alberi e tra questi pini e cipressi del XIV secolo, protetta da un muro rosso, si trova la tomba di Confucio in un'oasi di pace. A protezione, lungo la Via Sacra, che porta al tumulo, si trovano statue che raffigurano animali mitologici, unicorni, pantere e grifoni. I resti mortali del venerabile sono stati vegliati per anni dai fedeli discepoli che attribuivano al maestro doti di umanità, sapienza e arguzia politica, e ineguagliabile profondità morale. Confucio, che nacque contemporaneamente a Platone in Grecia, ai profeti in Palestina, a Zaratustra e Buddha in Oriente, nel momento in cui l'umanità si interrogava su sé stessa, ha rappresentato per i Cinesi molto più di quello che altri maestri hanno rappresentato per altri popoli; tanto che i rivoluzionari dell'era moderna, volendo rinnovare il Paese, proclamarono guerra anche e soprattutto a Confucio. La storia narra che fu un bambino prodigio: i suoi giochi preferiti riguardavano le figure e le opere della tradizione dei re saggi; a 15 anni era già molto colto e sapiente. Dovette lavorare molto presto perché la sua famiglia era aristocratica ma povera; insegnò ai suoi discepoli, fu ministro della giustizia, consigliere, e accrebbe successi diplomatici che consolidarono la fiducia del duca di Lu. Non considerando alcuna differenza di classe, sosteneva che l'istruzione doveva essere accessibile a tutti e gettò le basi della pedagogia cinese. Essendo consigliere del duca di Lu insistette perché i migliori tra i suoi discepoli fossero assunti nello stato iniziando quel sistema che fu alla base delle grandi successive culture cinesi che affidavano agli uomini di cultura la gestione del governo. Egli non intese fondare una religione ma piuttosto stabilire regole di convivenza per una comunità familiare e sociale fondendo insieme insegnamenti del passato ed esperienze in una dottrina basata sulla morale, sulla forza del decoro e del costume, a sostegno di una classe governante in cui si andavano sfaldando i legami personali del feudalesimo. La religione celeste e la famiglia patriarcale sono gli elementi essenziali del suo pensiero come l'amore filiale e l'amore fraterno: tra questi poli, la vita doveva scorrere in sintonia col mondo secondo precise regole. Seconda colazione in corso di visite. Dopo la cena trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza per Nanchino. Pernottamento in vagone letto di 1ª classe a quattro posti per scompartimento.
 

6° giorno NANCHINO

Arrivo a Nanchino (Nanjing) di buon mattino e trasferimento in hotel. L'incontro con un grande fiume della Cina, il Changjiang o Yang Tse Kiang, conosciuto in occidente come Fiume Azzurro, avviene a Nanchino, capitale del Jiangsu, dove vivono circa quattro milioni e mezzo di abitanti. Il Changjiang è un fiume imprevedibile, può essere largo un paio di chilometri, in qualche punto anche una decina, ed è navigabile dal delta verso l'interno per circa 400 Km, fino al porto di Nanchino dove approdano navi di considerevoli dimensioni. Il grande ponte sul fiume, lungo quasi 5 Km è un'opera considerevole di ingegneria di cui i Cinesi vanno molto fieri. Nanjing che significa "capitale del sud" è una delle più antiche città della Cina. Per ben otto volte, dal III al XV secolo, essa fu capitale di diverse dinastie, raggiungendo il suo massimo splendore con i primi imperatori Ming. La città deve la sua fama, immutata nel corso dei secoli, alla produzione del broccato, chiamato anche "broccato a nubi", sete e velluti, ceramiche, carta e china. Dal 1949 essa ha ampliato i suoi settori produttivi divenendo un grande centro industriale. L'entroterra immediato rifornisce la città di prodotti agricoli, quali riso, grano, verdura, frutta, tè ed arachidi. Il monumento ai Martiri della Rivoluzione Popolare sorge sulla terrazza della Pioggia dei Fiori, situata a sud della città, fuori dalla porta Zhonghua, su una collina alta 100 metri. Secondo una leggenda, un monaco buddista vi avrebbe tenuto nel IV secolo una predica così commovente da provocare una pioggia di fiori dal cielo. In questo sito si possono trovare dei sassolini tondi e bianchi, chiamati yuhuashi: se li si mette in un bicchiere d'acqua brillano dei colori più disparati. Sosta al tempio di Confucio in un bel quartiere in stile classico che rievoca l'antica Cina con le case da tè, i piccoli negozi e i ristoranti tipici. Visita del museo storico che conserva reperti di epoca preistorica fino al periodo Qing. La Collina di Porpora e d'Oro (Zijinshan), alta 448 metri, si erge ad est di Nanchino ed offre uno splendido panorama. Vi si possono visitare un osservatorio astronomico, il mausoleo di Sun Yat-sen, la tomba del primo imperatore Ming ed il Parco Linggu con il monastero omonimo. Seconda colazione in corso di visite. Cena e pernottamento.
 

7° giorno NANCHINO/SUZHOU

Prima colazione, trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza per Suzhou. Arrivo dopo circa tre ore. Suzhou si trova nel sud della provincia del Jiangsu, sotto il delta dello Yang Tse, lungo la parte più meridionale del Grande Canale, entro una delle zone più fertili di tutta la Cina. La città viene chiamata la "Venezia d'Oriente" poiché è circondata ed attraversata da innumerevoli piccoli canali, ed è molto famosa anche per i suoi giardini, dove natura ed architettura creano un insieme di grande armonia. I giardini di Suzhou vennero creati nei secoli scorsi da ricchi funzionari, commercianti e proprietari terrieri. In questa zona solevano infatti ritirarsi i dignitari più famosi per trascorrervi gli ultimi anni di vita in pace ed armonia. A Suzhou si poteva godere dei vantaggi offerti dalla città, senza tuttavia dover rinunciare ai piaceri di un'atmosfera tipicamente rurale. Le fonti storiche riferiscono che, durante l'apogeo della città, vi si contavano oltre duecento famosi giardini. Si trattava di complessi di diverse dimensioni, entro cui sorgevano le ville con i loro edifici, le sale ed i padiglioni. Visita del giardino chiamato "della politica modesta" che è considerato uno dei più belli dell'intera Cina. Questo giardino realizzato probabilmente intorno al XVI sec., è un incontro perfetto di armonia tra i vari padiglioni, i ponti e i numerosi corsi d'acqua e secondo le leggende tramandatasi a noi appartenne ad un funzionario adibito al censimento. Seconda colazione in corso di visita. Attualmente Suzhou è un centro dell'industria della seta e del cotone ed è una delle quattro località cinesi particolarmente famose per i ricami. Le altre tre sono le province del Hunan, del Sichuan e del Guangdong. I ricami di Suzhou vantano un'antica tradizione: quelli di epoca Song, rinvenuti nei pressi di Suzhou, confermano quanto quest'arte fosse già diffusa. In tutte le famiglie si praticava allora la bachicoltura, si produceva seta e la si ricamava, seguendo tre diversi stili: quello "popolare", quello "dei mandarini" e quello "di palazzo". Il motivo ricorrente delle decorazioni sono i gatti. Cena e pernottamento.
 

8° giorno SUZHOU

Prima colazione e partenza per la visita del villaggio medioevale di Tongli dove l'impostazione di vita è ancora feudale. La piccola città conserva esattamente la stessa struttura di quando fu fondata in epoca Ming (1368-1644). È intersecata da 15 fiume che la dividono in sette parti collegate da 49 ponti, tutti in stili diversi. Si vengono perciò a formare degli isolotti dove si indovinano superbi giardini cinesi e case patrizie. L'intera regione è solcata da corsi d'acqua e canali che alimentano le risaie. In autunno, dopo il raccolto del riso, si coltivano grano ed orzo invernali, soia, colza, sesamo, leguminose e cotone, nonché agrumi e tè. Abbondanti la canna da zucchero, gli alberi da frutta e da olio; ha rilievo anche la gelsibachicoltura. Seconda colazione e rientro a Suzhou. Nel pomeriggio visita della collina della Tigre che si trova sulla Shatangjie, 3 Km a nord-ovest di Suzhou. Nel 480 a.C., Fu Cha, re di Wu, vi seppellì il padre He Lu. La leggenda vuole che, tre giorni dopo l'inumazione, comparisse sul colle una tigre che rimase a vegliare la tomba, dando così il nome al luogo. Una curiosità è rappresentata dal Jianchi (laghetto delle Spade), sul cui fondo, a quanto si dice, si troverebbe la tomba di He Lu. Costui era un appassionato collezionista di spade ed alla sua morte nel suo corredo funebre ne furono poste ben tremila tra le sue preferite. Pare che l'imperatore Shihuang della dinastia Qin e Sun Quan, sovrano di Wu, avessero tentato di disseppellire queste spade, facendo scavare profonde fosse, ma senza alcun successo. In queste fosse si raccolse poi dell'acqua, che creò così il piccolo bacino. Cena e pernottamento.
 

9° giorno SUZHOU/HANGZHOU

Prima colazione, trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza per Hangzhou dove si giunge dopo poco più di tre ore. Arrivo e seconda colazione. È il capoluogo della Provincia del Zhejiang ed è, accanto a Xi'an, Luoyang, Kaifeng, Nanchino e Pechino, una delle antiche capitali imperiali della Cina. Marco Polo la definì la città più raffinata e più bella del mondo; il mercante veneziano venne conquistato dalla magnificenza dei suoi grandi edifici, dalle ampie strade lastricate e dalle stupende strutture esistenti lungo le sponde del Xihu (lago dell'Ovest). Egli inoltre ammirò la cordialità e la natura pacifica della popolazione, le vesti in seta ed i preziosi monili delle donne. Hangzhou giace fra il fiume Qiantang ed il lago dell'Ovest (Xihu) in un indistinto paesaggio di ondulate colline e roboanti ruscelli; possiede un'eleganza ed un'atmosfera diversa dalle altre grandi città storiche cinesi. Molto famosa in Cina per il suo scenario, la città ha attirato numerosi poeti e scrittori. Benché i primi insediamenti risalgano all'antichità, Hangzhou divenne un emporio a livello regionale solo nel VII secolo, dopo il completamento del tratto meridionale del Grande Canale. Il suo periodo di massima fioritura iniziò nel XII secolo, allorché l'imperatore dei Song fuggì verso sud con la sua corte, proclamando Hangzhou capitale della dinastia Song meridionale. Al loro seguito giunsero artisti ed eruditi che ne fecero un centro culturale, mantenutosi poi a lungo vitale ed attivo anche dopo il declino della dinastia Song. Sotto le dinastie Ming e Qing la città continuò ad essere incredibilmente ricca, grazie anche alla sua posizione al centro di una fertile zona di coltivazione del riso ed alla presenza della più importante industria serica del paese. Attualmente Hangzhou è un moderno centro industriale ed agricolo, con un numero considerevole di aziende appartenenti al settore dell'industria leggera e di quella pesante. Il lago dell'Ovest (Xihu), che si trova nella zona occidentale della città, è suddiviso da due ponti ad archi che permettono di attraversarlo. Il lago circonda quattro piccole isole fra cui la più grande è la "Collina Solitaria" (Gushan) dove ha sede il museo provinciale e la biblioteca. Gushan, tra il XII ed il XVII secolo, venne prescelta per erigervi le residenze imperiali. A sud-ovest del Lago si trova il Pozzo del Drago (Longjin). Il villaggio, famoso per l'eccellente tè che ne prende il nome, è immerso in uno splendido paesaggio e circondato da lussureggianti piantagioni. Il Pozzo del Drago è una sorgente sotterranea, scoperta già al tempo dei Tre Regni. Le sue acque presentano una particolare caratteristica: muovendole, paiono formare cerchi non divergenti, bensì convergenti. Alla periferia occidentale della città sorge il Tempio del Ritiro dell'Anima (Ling Yin Si), eretto nel 326 d.C.; il tempio subì numerose distruzioni nel corso dei secoli e l'ultima ricostruzione è del periodo Qing. Il grande comprensorio si compone di due padiglioni, quello dei Quattro Guardiani Celesti, che ospita una statua di Maitreya, e la Grande Sala, con la statua di Siddharta Gautama alta 20 metri, scolpita nel 1956 utilizzando 24 blocchi di legno di canfora. Di fronte a questi edifici è il cosiddetto "Picco Arrivato in Volo" (Fei Lai Feng). La leggenda vuole che un monaco indiano in visita ad Hangzhou nel III secolo trovò la montagna del tutto simile ad una esistente in India. La roccia è ornata da 330 tra sculture e incisioni, realizzate tra il X ed il XIV secolo e sistemate in maniera armonica sfruttando la conformazione naturale e le numerose nicchie della parete rocciosa. Cena e pernottamento.
 

10° giorno HANGZHOU/SHAOXING/HANGZHOU

Prima colazione e partenza per la visita di Shaoxing, un pittoresco centro storico a 67 Km da Hangzhou dove si trovano il tempio Yingtian, la pagoda Dashan e il museo Luxun. È un piccolo centro, residenza imperiale temporanea nel periodo Song. Dopo la seconda colazione rientro ad Hangzhou. Continuazione delle visite.
Cena e pernottamento.
 

11° giorno HANGZHOU/GUILIN

Prima colazione e visita della pagoda più conosciuta che è quella delle Sei Armonie, situata a sud della città, lungo le sponde del Qiantang, sulle pendici dello Yuelunshan. Venne eretta nel 970, su disposizione del sovrano dello Stato di Wu Yue. Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto e partenza per Guilin, la località paesaggistica in assoluto più bella dell'intera Cina, dove le verdissime montagne a "pan di zucchero" sono servite per secoli da ispirazione ai pittori tradizionali cinesi. Cena e pernottamento.
 

12° giorno GUILIN

Prima colazione e giornata dedicata a una crociera sul fiume Li per ammirare lo splendido scenario naturale. Seconda colazione a bordo. Nel pomeriggio sosta al villaggio di Yangshuo e rientro in pullman a Guilin percorrendo una strada dove le verdissime risaie riposano all'ombra di paesaggi montani subtropicali di grande suggestione. Questa splendida città subtropicale deve la sua fama alle bizzarre formazioni carsiche delle sue montagne modellate nei secoli dalle erosioni delle acque e dei venti. Tra i luoghi di maggiore interesse ricordiamo la Grotta dei Flauti di bambù, la collina dell'elefante e la collina del Broccato ammonticchiato che si sale per raggiungere la Terrazza che cattura le nubi dalla quale il paesaggio è bellissimo. Cena e pernottamento.
 

13° giorno GUILIN/PECHINO

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Pechino. Seconda colazione. Visita della "Città Proibita" o Palazzo Imperiale: cinque chilometri quadrati di estensione dove ventiquattro imperatori cinesi di dinastia Ming e Qing hanno trascorso la loro esistenza tra guerre ed intrighi, ascoltando in udienza i dignitari delle province lontane, dividendo la vita privata fra imperatrici e concubine (un imperatore poteva avere ufficialmente tre mogli, sei favorite e settantadue concubine). Nella parte sud-orientale di Pechino si trova un altro capolavoro dell'architettura Ming: il Tempio Del Cielo (Tian Tan). Ogni anno, allo scadere del solstizio d'inverno, l'imperatore si recava in questo luogo per pregare il Cielo di concedere un buon raccolto e per offrirgli sacrifici nella sua qualità di figlio del Cielo. Al complesso si accede attraverso la Xi Tian Men (porta occidentale del Cielo), mentre un lungo viale di cipressi conduce verso est al Qiniandian, il padiglione della preghiera per il buon raccolto. Costruito nel 1420, nel 1889 venne colpito da un fulmine e bruciò completamente ma fu ben presto riedificato sulla base dei vecchi progetti. Il tempio, un capolavoro dell'architettura cinese, è alto 38 metri con un diametro di 30 e venne costruito completamente in legno, senza utilizzare neppure un chiodo, come prescrive la tradizione architettonica cinese. Cena e pernottamento.
 

14° giorno PECHINO

Prima colazione e procedendo verso le Tombe dei Ming sosta per la visita di una fabbrica di cloisonné. Vi si potrà ammirare questa antichissima tecnica per la decorazione con smalti diversamente colorati di oggetti metallici di ogni tipo. Proseguimento quindi con la visita alla necropoli degli imperatori della dinastia Ming. Al comprensorio si giunge percorrendo la "Via degli Spiriti" (Shen Dao), fiancheggiata da due file di monumentali statue in pietra raffiguranti magistrati, generali e animali mitici. Dopo la seconda colazione proseguimento per la visita della Grande Muraglia detta anche "muro dei 10.000 li": è una delle più grandi opere di ingegneria della storia dell'umanità. La sua realizzazione risale a 2500 anni fa ed è rimasta per secoli il simbolo della impenetrabilità dell'"Impero di Mezzo", quantunque non abbia mai impedito le invasioni delle popolazioni "barbare" del nord della Cina e dell'Asia Centrale. Invece, questa colossale opera difensiva, voluta da Qin Shi Huang Di, primo imperatore e unificatore della Cina, ebbe una notevole utilità come vera e propria via di comunicazione per uomini, merci e notizie tra regioni lontane divise da alte montagne permettendo il contatto di culture, credenze e tradizioni. Rientro a Pechino nel tardo pomeriggio. Banchetto con la famosa "anatra laccata". Pernottamento.
 

15° giorno PECHINO/ITALIA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per l'Italia con volo di linea. Arrivo previsto nel pomeriggio. 


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