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Bilad el Yemen
Yemen


Programma di Viaggio


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Paesi destinazione
 

 
 

• Questa destinazione si propone al viaggiatore del nostro tempo soprattutto per la spettacolarità e la varietà dei paesaggi, per le costruzioni ardite che l'uomo ha eretto sfidando natura e leggi fisiche ma soprattutto per l'incontro con un popolo che ha conservato abitudini antiche di tipo medioevale, fiero della sua storia e delle sue origini. Il viaggio si effettua per i percorsi fuori-strada a bordo di auto Toyota Land-Cruiser; si attraversano le ultime propaggini del deserto sud-arabico fino all'altopiano dell'Hadramaut che include la zona costiera e che idealmente congiunge la regione del Dhofar omanita. Qui si sviluppa la vita dello Yemen più antico e sorprendente. Un viaggio come questo deve essere accuratamente preparato, come del resto tutti i viaggi in questo paese: l'approccio non è semplice, un viaggiatore un po' frettoloso potrebbe considerare la cultura sociale solo alquanto primordiale, anche in considerazione del processo di cambiamento in atto in tutto il Medioriente. Basta ricordare i "sequestri" di occidentali messi in atto da alcune tribù negli scorsi anni. Il metodo utilizzato da questi per ottenere nuove scuole, strade asfaltate, acqua corrente o elettricità è senz'altro discutibile: essi hanno sfruttato il viaggiatore "fai-da-te", non legato ad alcuna organizzazione locale, per attirare l'attenzione su alcuni bisogni primari. Per capire e valutare obbiettivamente la situazione generale non bisogna temere di approfondire le notizie divulgate dai mezzi di comunicazione. Occorre liberarsi di ogni parametro di condizionamento fino a percepire e cogliere valori diversi, logiche che appaiono elementari, forse a sostegno dell'idea che la felicità dell'uomo non risiede solo nella sua ricchezza, nella politica contorta, nell'evoluzione tecnologica. Anche per effettuare questo viaggio occorre aver già avuto esperienze impegnative: occorre cioè essere pronti ad accettare variazioni dell'ultimo minuto, sostituzioni di alberghi causati da imprevedibili spostamenti di sceicchi con intere tribù al seguito, lunghi ed avventurosi trasferimenti terrestri. La nostra organizzazione è impegnata per risolvere tecnicamente al meglio qualsiasi imprevisto possa occorrere, per ottimizzare giorno dopo giorno, i servizi che il Paese può offrire. Questo itinerario così strutturato ci consente di giungere il venerdì sia a Wadi Dahar per le feste dei matrimoni che a Bayt al Faqih per il tipico mercato settimanale. •


1° giorno ROMA/SANA'A

Partenza nel primo pomeriggio per Sana'a con volo di linea. Cena in volo. Arrivo in serata e trasferimento in hotel. Pernottamento.
  

2° giorno SANA'A

Prima colazione. Intero giorno dedicato alla visita della città, l'antica capitale dell'Arabia meridionale che conserva ancora quel fascino che la rese celebre in tutto il mondo islamico. La visita include il museo nazionale. Sana'a è come un sogno delle "Mille e una notte": una grande città adagiata nell'abbraccio delle montagne color ocra, i cui palazzi, torri, minareti e mura, dello stesso colore delle montagne sono arricchiti da elaborati motivi ornamentali, come se un angelo maomettano si fosse divertito a traforare di pizzi le facciate. Tanto la città è piena di pace quanto animati, rumorosi, caotici e polverosi sono i suoi suq. Le merci profumate e strane, i minuscoli negozietti degli artigiani, il traffico di motociclette, asini e carretti, gli abiti della gente non possono che incantare. Seconda colazione. In tutto lo Yemen la popolazione complessiva non raggiunge i dieci milioni di abitanti e di questi ben due milioni abitano nella capitale. Il fermento a Sana'a ed in alcuni centri principali si contrappone quindi ad un territorio scarsamente popolato. Nel paese non esiste rete ferroviaria, solo 2300 Km di strada dei 7300 Km complessivi sono asfaltati; si comprende quindi facilmente quanto si debba accuratamente valutare ogni spostamento sul territorio. Cena e pernottamento.
 

3° giorno SANA'A/MANAKHA/AL HAJJARAH/HODEIDA

Prima colazione. Procedendo verso sud-ovest, percorrendo la strada costruita negli anni 60 da tecnici cinesi che giunge fino ad Hodeidah e attraversando incredibili paesaggi montani, si arriva a Manakha. La città è situata sulla cima di un colle che sovrasta due valli; ebbe un ruolo strategico determinante durante l'occupazione ottomana ed ha un aspetto molto piacevole con le sue elevate case-fortezza in pietra, ben conservate e dall'architettura molto elegante. Seconda colazione in un locale funduk. Se possibile sosta ad Hoteib (al Khutayb) un affascinante villaggio ismailita meta di pellegrinaggio per i seguaci dell'Agha Khan poiché vi è sepolto un teologo molto venerato da questa setta sciita. Proseguimento quindi per lo spettacolare villaggio di al-Hajjarah con le sue stupefacenti case-torri di un ardimento inimmaginabile. Tutt'intorno il paesaggio è aspro, montuoso, fittamente segnato da terrazzamenti che si perdono tra le nuvole, simili a gigantesche scalinate che si protendono verso il cielo. Proseguimento ancora verso la costa per raggiungere Hodeida. Cena e pernottamento.
 

4° giorno HODEIDA/BAYT AL FAQIH/ZABID/AL KHOKHA/TAIZZ

Prima colazione e dopo la visita del mercato del pesce partenza per Bayt al Faqih, una vivace e tipica cittadina della Tihama meridionale in passato capitale della potente tribù Zuranig, che dominava questa regione. Il nome letteralmente significa "casa dell'uomo colto", quest'uomo era Ahmed bin Ujayl della tribù di Ak in Wadi Zabid. Secondo la tradizione, Ahmed dopo aver viaggiato per tutta la Penisola Araba si fermò dove attualmente si trova Bayt al Faqih e fu presto seguito da molte persone che stimavano il suo sapere e l'elevazione del suo spirito. La tomba di quest'uomo saggio è tuttora venerata e si trova all'interno della moschea del villaggio dove esiste anche una scuola coranica. Nel 1700 il villaggio si sviluppò anche grazie al commercio del caffè, le carovane che trasportavano i sacchi di caffè provenienti dal Marocco si fermavano infatti nel suq cittadino, per essere poi convogliati presso il porto di Mokha. Attualmente il villaggio è importante per la produzione di artigianato tipico. Il caratteristico ed autentico mercato del venerdì è il più importante dello Yemen, particolarmente colorato e ricco di mercanzie di vario genere come tabacco, cotone, banane, papaye, paglie e terrecotte. Proseguimento per Zabid, uno dei villaggi più tipici, conosciuto in occidente grazie alle riprese di Pier Paolo Pasolini che lo scelse per ambientare le scene del suo famoso film "Le Mille e Una Notte", forse grazie ad un tono intellettuale che vi si può immaginare a causa della presenza di una importante scuola teologica dell'Islam. A ricordo del suo passato che la proclamò città di cultura per eccellenza, vi si trovano ancora numerose biblioteche, pubbliche e private. È una delle città più antiche dello Yemen ed è qui che nell'università di al-Asha'it (819 d.C.) fu inventato un sistema matematico chiamato "Al Jabar", base dell'attuale algebra. Le abitazioni, scarsamente decorate esternamente sono invece molto pregiate nelle decorazioni interne. Proprio a causa dell'ambiente esterno del tutto monocromatico secondo un unico stile, l'orientamento risulta alquanto difficile percorrendo le piccole vie polverose e brulicanti. Qui si prova nettamente la sensazione di essere in un luogo senza alcun confronto con il mondo occidentale. Proseguimento per il villaggio di al Khokha, sulla costa meridionale del Mar Rosso e seconda colazione. Possibilità di effettuare un bagno e proseguimento per Taizz. Cena e pernottamento.
 

5° giorno TAIZZ/AL JANAD/JIBLAH/IBB/SANA'A/MUKALLA

Prima colazione e visita di questa antica capitale le cui prime notizie datano al VII secolo, epoca della costruzione della moschea di al Janad che si trova a pochi chilometri. La città si trova ai piedi del Jebel as-Sabr, (Montagna della Pazienza) e si estende su verdi colline a 1400 metri sul livello del mare; questa posizione le permette di godere di un clima temperato sia d'estate che d'inverno. La città fu scelta dalla dinastia dei Bani Rasul (1227-1454) come capitale permanente dello Yemen. Sotto questa dinastia le mura vennero ampliate e rinforzate, vennero costruite inoltre moschee e palazzi. Nel 1546 la città venne conquistata dai Turchi. In seguito essa divenne capitale ancora una volta per un breve periodo, quando l'Imam Ahmed la scelse come residenza (1948-1962). Le mura della città, sono ben conservate solo nella parte meridionale. Ma la città ha perso purtroppo il fascino di un tempo a causa dello sviluppo urbanistico che ha superato i limiti delle antiche mura. Suggeriamo una passeggiata nella città vecchia per cogliere ancora un poco l'antico fascino. Sono interessanti da visitare il Palazzo dell'Imam Ahmad ed il Palazzo reale di Salah, entrambi trasformati in musei. La più famosa delle moschee è quella di al Ashrafiya costruita nel XIII secolo che si eleva maestosa nel suo puro stile yemenita con i due minareti simmetrici, la cupola con le iscrizioni arabe tutto intorno, le ininterrotte decorazioni a stucco finemente realizzate e i pannelli intarsiati. Ora vi si trova una scuola coranica molto importante per tutto il paese. Poco oltre si trovano la moschea di al Mutabiya del XVI secolo e quella di al Mudhaffar con oltre venti cupole bianche del XIII secolo. Ed infine è caratteristico il suq ricco di merci di ogni genere come quello di Sana'a ma a prezzi più economici, che si estende tra le due porte antiche, Bab al Kebir e Bab Musa. Dopo la seconda colazione proseguimento per Jiblah, piccola città che appare improvvisamente in tutta la sua suggestione. Le case-torri costruite in pietra sono riccamente decorate e sulla collina su cui si appoggia la cittadina è tuttora in funzione un acquedotto costruito ai tempi della regina Arwa. Jiblah, dopo Sana'a, è certamente la città più interessante dello Yemen. Nella sua moschea principale esiste una antichissima scuola coranica dove l'insegnamento è ancora impartito secondo il metodo tradizionale. Proseguimento ancora per Ibb costruita a quasi 2000 metri di altitudine. Il villaggio conserva l'architettura tipica yemenita di montagna: piccole strade selciate, palazzi a torre in pietra simili a quelli di Sana'a. Le strette viuzze silenziose e tutte selciate in pietra salgono alla vecchia Ibb, impraticabile ai mezzi motorizzati. Proseguimento infine per Sana'a. Dopo cena trasferimento in aeroporto e partenza per Mukalla. Pernottamento.
 

6° giorno MUKALLA/WADI DOAN/SEIYUN

Prima colazione e partenza per Seiyun salendo sull'immenso pianoro che si protende verso la costa e conduce nel cuore dell'Hadramaut. Lo spettacolo del pianoro è impressionante: un paesaggio lunare in cui pare essere i primi a giungere, tanto poco vi si transita e tanto naturale e incontaminato è il paesaggio perfettamente livellato da apparire surreale. Si giunge improvvisamente a Wadi Doan, la valle spettacolare che taglia verticalmente l'Hadramaut, la regione più affascinante e autentica dell'Arabia. Essa è una valle immensa bordata da due piatte falesie rossicce. Appare quasi irreale il primo villaggio di quella che Miller nel "Paradiso perduto" chiamò la "aromata sponda Arabia Felice". Come un miraggio il deserto si fa terra: sabbiosa, ondulata, costellata di ciuffi grigio verdi, di palme da dattero, di campicelli d'orzo, di macchie verdi di cipolle e trifogli. Siamo nel giardino dell'Eden citato anche da Plinio. Visitiamo tanti villaggi arrampicati ai bordi del letto del fiume come Sif, Bada, Rashid e al Hajjarain. Sappiamo che il primo uomo dell'epoca moderna a visitare l'Hadramaut fu nel 1893 lo studioso tedesco, arabista e archeologo, Leo Hirsch. Egli scoprì questa grande vallata, racchiusa all'interno del grande altipiano desertico, finita nell'isolamento per secoli e proprio dimenticata anche dagli studiosi. Il paese cadde nell'oblio quando la via dell'incenso che attraversava l'Hadramaut e che rendeva questo territorio ricco e conosciuto, fu sostituita dai trasporti marittimi. Non più carovane, non più mercanti e contrattazioni, non più scambi, non più ricchezze e il paese divenne povero, chiuso su sé stesso, dimenticato dal mondo ma costretto a mantenere la propria identità culturale. Certamente Hirsch dovette assistere ad uno spettacolo unico e molto simile a quello di oggi. Seconda colazione al sacco. Arrivo a Seiyun, cena e pernottamento.
 

7° giorno SEIYUN

Prima colazione e visita di Seiyun, la città più verde d'Arabia, immersa come è in un vasto palmeto. Il palazzo del Sultano dipinto di bianco è la più grande costruzione in fango che si conosca. Proseguimento con la visita di Shibam. La città è come una Manhattan del deserto per i suoi grattacieli di mattoni di fango essiccato. Costruire in altezza era necessario per destinare alla coltivazione i fertili terreni circostanti e difendersi dalle alluvioni della valle. In questi luoghi il tempo sembra essersi del tutto arreso, rendendo inconsistente qualsiasi confronto con altre realtà storico-sociali. Proseguimento con la visita di altri spettacolari centri urbani della valle dell'Hadramaut. In particolare visita di Tarim, tipica per l'architettura in fango in stile neo-classico indonesiano-indiano. Tarim è situata all'estremità orientale dell'Hadramaut e fu antico centro di studio della religione islamica. Qui le moschee sono in un numero impressionante: 365, una per ogni giorno dell'anno. Seconda colazione in ristorante locale. Rientro a Seiyun, cena e pernottamento.
 

8° giorno SEIYUN/MARIB

Prima colazione e partenza per Marib attraversando il deserto. Il percorso è di circa 12 ore e si snoda a tratti tra le dune mobili ed il deserto stepposo lungo le piste delle carovane. Sosta a Shabwa conosciuta dai Romani come Sobota e capitale dell'antico regno di Hadramaut. Ci fermiamo per la visita se lo consente la nostra guida beduina. Seconda colazione al sacco. Arrivo a Marib, o Mariaba detta anche Saba, capitale dei Sabei distrutta definitivamente nel VI d.C. Cena e pernottamento.
 

9° giorno MARIB/SANA'A

Prima colazione e visita di Marib di cui restano solo poche affascinanti colonne monolitiche che sostenevano il complesso dei templi sabei e qualche blocco saldamente ancorato alla montagna, a ricordo di quella che fu la più famosa diga del passato. Lunga 600 metri, larga da 80 a 15, alta 18, rendeva il territorio di Marib fertile come un giardino convogliando e canalizzando le acque del Wadi Adhana. Marib lega il suo nome alla regina di Saba, anonima protagonista di un racconto biblico secondo il quale la bella regina, avendo saputo della fama di Salomone si sarebbe recata a Gerusalemme facendo un viaggio lunghissimo per conoscere il re ebreo e per metterlo alla prova con degli enigmi. La regina, stupefatta dallo splendore della corte, dall'autorevolezza e saggezza di Salomone avrebbe benedetto l'unico Dio e si sarebbe convertita. Il racconto biblico si ritrova ampliato di particolari fantastici nel Corano dove alla regina è dato il nome di Bilquis. Dopo la seconda colazione partenza per Sana'a, percorrendo circa 120 Km. Cena e pernottamento.
 

10° giorno SANA'A/HAJJAH/KOHLAN /AMRAN/SANA'A

Prima colazione e partenza per Hajjah, un grosso villaggio situato in posizione strategica sopra tre colline dominate da montagne superiori ai 3000 metri. Questa cittadella di origine turca è famosa per le prigioni sotterranee dove venivano rinchiusi i prigionieri politici contrari al potere degli Imam. Negli ultimi secoli Hajjah era considerata una roccaforte zaidita, tanto che quando l'Imam Yahya fu assassinato nel 1948, suo figlio, per riconquistare Sana'a, radunò le tribù del territorio di Hajjah. Molto suggestivi sono i piccoli villaggi intorno, arroccati sulle cime e lungo i bordi delle montagne terrazzate. Proseguimento per il limitrofo villaggio di Kohlan, tipico centro di montagna costruito addossando le case l'una all'altra tanto che la base di una si trova all'altezza del tetto della successiva. Improvvisamente compaiono frotte di bambini a testimoniare che il villaggio è densamente abitato nonostante gli accessi così impervi. Seconda colazione e proseguimento per Amran, una cittadina di origine medioevale, costruita su antichi edifici sabei a circa 50 Km a nord-ovest di Sana'a. In questa regione è stato ritrovato il bellissimo putto in bronzo, oggi al museo di Sana'a. Il borgo, circondato da mura di pietra e argilla ben conservate, è animato il venerdì da un mercato che si tiene intorno ad un complesso di piccoli negozi situati sotto un porticato in legno. L'architettura delle case risente, ovviamente in dimensioni diverse, degli influssi della vicina Sana'a. La città vecchia è circondata da mura ancora intatte nella parte est ed iscrizioni sabee sono ben visibili nella porta principale. Rientro a Sana'a. Cena e pernottamento.
 

11° giorno SANA'A/WADI DAHAR/THULA/KAWKABAN/SHIBAM/SANA'A

Prima colazione e visita di Wadi Dahar, località situata presso un wadi (fiumara) in direzione nord-ovest a 15 Km da Sana'a. Il wadi è qui un vero e proprio canyon, dominato da pareti rocciose e bordato dai terrazzamenti tipici della cultura yemenita. L'immagine del famoso "Dar el-Hajjar" o "Palazzo della Roccia", è riportata su tutti i libri che trattano di questo Paese. Esso è invero particolare: un palazzo di cinque piani costruito quale residenza estiva nel 1936 dall'imam Yahya sulla sommità dello sperone roccioso ed al centro di questo wadi. Non si può mancare la vista panoramica del palazzo sul bordo sinistro del canyon. Oggi il palazzo appartiene al governo e purtroppo è possibile gustarne la maestosità solo dall'esterno. In questo luogo particolare ogni venerdì, come oggi, si può assistere alle cerimonie di danze e festeggiamenti all'aperto che seguono il rito del matrimonio. Proseguimento per la visita di Thula, una cittadina divisa in due parti: la città racchiusa tra mura antiche, quasi interamente intatte a ridosso del Monte Thula e la cittadella fortificata in cima alla montagna. Proseguimento per Kawkaban, nota come fortezza che si snoda lungo la cima della montagna a strapiombo su Shibam. Seconda colazione in un locale funduk. Entrambe queste località sono insediamenti pre-islamici, come testimoniano i grandi blocchi di pietra con iscrizioni sabee e himiarite con cui è stata costruita la porta di ingresso di Shibam e le antiche colonne che si trovano oggi incorporate nelle sue case e nel suq. Dall'alto di Kawkaban si gode un suggestivo panorama sugli altipiani orientali, sulla cittadella di Thula e verso il massiccio montagnoso di Shayab. In un'ora si può scendere a piedi a Shibam attraverso uno stretto canalone tra le rocce che fino a poco tempo fa era l'unica via di accesso. Sosta ad Hababa, con la sua bellissima piazza che si affaccia su una grande cisterna ancora usata dalle donne del villaggio. Rientro a Sana'a e cena. In tarda serata trasferimento in aeroporto e partenza per Roma appena dopo la mezzanotte. 
  

12° giorno SANA'A/ROMA

Arrivo previsto nelle prime ore del mattino.
 


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