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• Dodici giorni per visitare tutto un
territorio, dal Mediterraneo al deserto siro-arabico, dove si sono
sviluppate le civiltà più antiche e che prima dell'attuale divisione
politica ha condiviso una storia spesso comune intrecciando strette
relazioni e vivendo culture e tradizioni molto simili. Retaggi storici,
mitologia, religione, tradizioni sociali che si fondono dunque in un
panorama variegato da alterne vicende storico-politiche che hanno più
spesso generato profonde divisioni piuttosto che facilitato un confronto
ed una convivenza pacifica. La compagnia aerea Middle East Airlines ci
consente oggi in un certo senso di chiudere un cerchio partendo da
Beirut e ritornandoci viaggiando sempre sul territorio senza tratti in
volo. Potremo facilmente cogliere differenze e similitudini per capire
un po' di più di questi Paesi che svolgono ancora oggi un ruolo molto
importante per l'equilibrio dell'intero medio-oriente. I passaggi di
frontiera sono ormai di facile accesso ed è rarissimo attendere più
dello stretto necessario per il disbrigo delle formalità. Il viaggio è
molto interessante e si contrappone al nostro itinerario Bilad Asham che
più specificatamente sviluppa il tema delle culture mesopotamiche nelle
aree più interne della Siria. •

| 1°
giorno ROMA/BEIRUT |
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Partenza per Beirut con volo di linea. Arrivo
dopo circa tre ore di volo e trasferimento in hotel. Cena e
pernottamento.
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| 2°
giorno BEIRUT/BAALBECK/DAMASCO |
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Prima colazione e partenza per Baalbeck che dista
solo 86 Km da Beirut. La città si trova in un bel territorio, la
valle settentrionale della Beqaa intensamente coltivata a vigneto e
frumento. Il nome stesso della città di Baalbeck richiama il
mistero e risveglia l'eco di leggende dove si parla di palazzi
colossali costruiti per una strana razza di popolo gigantesco e
antidiluviano. Da Baalbeck hanno anche origine ipotesi temerarie su
possibili visitatori provenienti dallo spazio al limite
dell'immaginazione, del mito e della storia. Questo luogo imponente
in ogni senso, con le colonne templari più alte del mondo, ha
conservato questa atmosfera magica e oscura che non mancherà di
impressionare. Dopo la seconda colazione proseguimento per Damasco
che si trova ad un centinaio di Km. Cena e pernottamento.
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| 3°
giorno DAMASCO/SEYDNAYA/MAALULA/
BOSRA/DAMASCO |
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Prima colazione e partenza per Seydnaya una
località dal nome siriaco, situata alle falde delle montagne
dell'Antilibano, dal lato opposto rispetto a Baalbeck, in una
regione anch'essa di vigneti che la leggenda identifica con il luogo
in cui Noè, ubriacandosi, scoprì l'ebbrezza del vino. Qui si
visita il convento, imponente edificio arroccato sul picco roccioso
che domina il moderno villaggio. Custodito oggi da monache cristiane
ortodosse, venne fondato nel 574. Attraverso una pittoresca
successione di scale, scalette, arcate e passaggi coperti si giunge
al cuore della costruzione articolata su differenti livelli, dove si
trovano una chiesa relativamente moderna, ma ricca di suggestione e
la cappella che, insieme ad antiche icone siriane, ne contiene una
della Vergine che la tradizione vuole sia fra le quattro dipinte da
San Luca Evangelista. L'apparizione della Vergine all'imperatore
Giustiniano portò alla costruzione del convento. Se la Madre
Superiora è presente può mostrare il tesoro, un luogo affascinante
dove, in una singolare ed attraente congerie, giacciono ex voto e
doni dei fedeli, oltre a preziosi oggetti in filigrana, gioielli
antichi, pregiati manoscritti, icone di rara fattura. Durante tutto
il periodo delle crociate il convento fu luogo di venerazione per i
Latini, come lo è tuttora per tutti i Cristiani del Medioriente.
Proseguimento per Maalula, un piccolo e pittoresco villaggio dove
vive una comunità anch'essa di fede cristiana. Gli anziani del
villaggio conoscono ancora l'aramaico, la lingua in cui Gesù stesso
parlava e con la quale fu diffusa inizialmente la preghiera del
Padre Nostro. Vi si trovano due piccoli conventi, dedicati a Santa
Tecla e San Sergio visitabili entrambi, se possibile. Proseguimento
per Bosra in tempo per la seconda colazione. Nel pomeriggio visita
di questa città situata a sud nella pianura dell'Hauran il cui nome
significa "essere di un bianco e di un nero ben
pronunciati", tanto che l'uno evidenzi l'altro. Si trova a
circa 850 metri di altitudine, vicino all'attuale confine
siro-giordano ed è l'antica e splendida capitale della provincia
araba che compare in sogno, coi suoi palazzi illuminati, ad Amina
incinta del Profeta. In precedenza era stata un centro vitale del
regno arabo nabateo. Ancora prima la troviamo citata nella lista di
Tutmosis III e negli annali di Akhnaton nel 1334 a.C. I resti che vi
si trovano sono innumerevoli ma fra questi, lo splendido ed integro
teatro romano interamente in basalto è fra i più spettacolari.
Rientro a Damasco. Cena e pernottamento.
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| 4°
giorno DAMASCO |
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Prima colazione ed intero giorno dedicato alla
visita della città, capitale della Siria che ha avuto in questi
ultimi decenni un notevole impulso, tanto che i suoi moderni
quartieri residenziali non temono il confronto con quelli delle
maggiori città europee. Ma Damasco ha conservato anche la sua
città vecchia, estremamente pittoresca, ricchissima di importanti
monumenti. Anche il tradizionale artigianato della città è
giustamente famoso: spade, broccati di seta, lavori in oro, in
argento ed in pelle, intarsi in legno. Ed anche per il clima, che
offre serate estive piacevolmente fresche, e per la bella posizione
ai piedi e lungo le pendici del Jebel Qasiyun (1220 metri), Damasco
è un luogo di soggiorno ideale. La Ghuta, il fertile terreno ricco
di oasi che, attraversato dal fiume Barada (l'antico Chrysorrhoas o
Fiume d'Oro dei Greci), circonda Damasco, con i suoi uliveti e le
distese di albicocchi e di altri alberi da frutta, offre una vista
incantevole soprattutto nel periodo della fioritura (fine marzo).
Anticamente la Ghuta era detta il "Paradiso in terra". Per
questa ragione Maometto si rifiutò di andare a Damasco: egli non
voleva varcare la soglia del paradiso più di una volta. Le origini
di questa città sono avvolte nel mistero perché le continue
occupazioni hanno distrutto o ricoperto ogni evidenza archeologica
dei tempi pre-cristiani. Durante il II millennio prima di Cristo,
con il nome di Apum e poi di Aram compare in iscrizioni egiziane ed
assire e nella Genesi (14,15). Oggi la città appartiene al
patrimonio universale: né lacerazioni tribali e religiose, né
tutte le complicazioni dello scacchiere internazionale sono riusciti
a modificare il suo innegabile prestigio. Nei vicoli del vecchio
centro di Damasco ci sono porte chiuse dietro cui si indovinano
giardini nascosti e zampillio di fontane in vasche di marmo
intarsiate. Verrebbe da sedersi sulla soglia: chissà che Simbad il
Marinaio non mandi fuori i servi per un invito a cena... In questi
cortili si passerebbero sere da mille e una notte chiacchierando nel
profumo fresco dei gelsomini, bevendo calici di vino accompagnati
dalla più deliziosa pasticceria. Le case sono a tetto piatto e su
tutte signoreggiano la Grande Moschea degli Omayyadi e gli slanciati
minareti. Vogliamo ricordare l'avvenimento più famoso del periodo
storico relativo al dominio romano: la conversione di Saulo di
Tarso, che divenne poi San Paolo (Atti degli Apostoli, 9,1 e segg.).
Si visitano inoltre il museo nazionale, la Tomba di Saladino, i
vecchi suq, la moschea Techie Suleimanie, il palazzo Azem con il
museo delle arti e delle tradizioni popolari e nel quartiere antico
la chiesa di San Paolo, la Cappella di Anania, la Via Recta, Bab
el-Sharqi e Bab el-Tuma (porta dell'Est e porta di San Tommaso).
Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
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| 5°
giorno DAMASCO/PALMIRA |
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Prima colazione e partenza per Palmira che si
trova nel cuore del deserto a circa 240 Km. Ecco la descrizione che
la viaggiatrice inglese Vita Sackville-West dà di Palmira quando la
visita nei primi anni del 1900: "Con i suoi colori delicati,
dorati come il miele, con le sue fughe di colonne e di archi,
Palmira suggerisce alla mente l'idea di un pizzo: è una sequenza di
cornici, e sappiamo che nulla valorizza la bellezza di un paesaggio
quanto l'essere incorniciato da frammenti architettonici. Ma a
guardare meglio, è un'architettura misteriosa: è davvero romana?
Poiché c'è qualcosa che non è esattamente romano, ci sono degli
errori che i Romani non avrebbero mai commesso. Di fatto, non
l'hanno costruita i Romani ma gli Arabi, abbagliati da quanto
avevano visto e sentito dei modelli romani. Molti criticano Palmira
sotto questo profilo. Certo non è né pura né maestosa come
Baalbeck. Le manca la grande stabilità delle costruzioni romane, e
anche il senso romano delle proporzioni è totalmente assente. Ma io
amo Palmira. È femminile: è allegra, capricciosa, e un po'
vistosa. Sembra che abbia assorbito tutto il sole del deserto e
assicurato via libera a ogni vento, con una noncuranza folle.
Palmira è la ragazza beduina che ride del proprio abbigliamento da
matrona romana". Seconda colazione, cena e pernottamento.
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| 6°
giorno PALMIRA/RASAFA/ALEPPO |
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Prima colazione e partenza per Rasafa
(Sergiopolis), la più interessante città morta del deserto dopo
Palmira. La città fu menzionata negli annali assiri e nella Bibbia
e più recentemente vi fu martirizzato San Sergio nel 205 d.C. Sotto
i raggi del sole la città biancheggia e appare imponente con la sua
cinta muraria quasi completa che delimita un'area di 550 metri.
All'interno vi sono tre chiese del VI secolo tra cui quella dedicata
a San Sergio parzialmente restaurata. Seconda colazione in corso di
visita. Proseguimento per Aleppo. Cena e pernottamento.
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| 7°
giorno ALEPPO/SAN SIMEONE/ALEPPO |
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Prima colazione e partenza per la visita dei
resti della cattedrale dedicata a San Simeone il Vecchio che si
trova a 60 Km a nord-ovest di Aleppo. Qui un pastore nato nel 386,
diventato eremita dopo una rivelazione celeste, trascorse molti anni
della sua vita in cima ad una colonna. Ciò gli meritò l'epiteto di
Stilita (dal greco "stylos", colonna) diventando molto
popolare agli occhi dei pellegrini che cominciarono a giungere da
ogni luogo, grazie alla sua impressionante volontà di rinuncia e di
mortificazione. Tagliato fuori dal mondo ma paradossalmente tanto
legato alla vita quotidiana di tutti i contadini della regione,
proprio per la sua fama di santità e quindi di saggezza, lo si
veniva a consultare, a richiederne l'arbitrato o ad ascoltarne i
sermoni pronunciati due volte al giorno. Il Santo operò in tal modo
molte conversioni, gli vennero attribuiti dei miracoli e la sua fama
giunse fino in occidente. A causa dei molti pellegrini che
frequentavano il luogo dopo la morte del Santo, si rese necessaria
la costruzione di una chiesa (473). La colonna venne inglobata in
una vasta costruzione ottagonale. È un magnifico edificio, dalla
forma assai originale e complessa, formato com'è da quattro
basiliche disposte a croce con al centro una basilica ottagonale. È
in una splendida posizione, in stato di conservazione piuttosto
buono, con le sue pietre coperte dalla patina del tempo. La festa di
San Simeone ricorre il 5 gennaio. Rientro ad Aleppo. Seconda
colazione in ristorante locale e pomeriggio libero per un personale
primo incontro con questa città. Così sarebbero forse Babilonia ed
Ur, se fossero sopravvissute: Aleppo non è meno antica. È la
seconda capitale della Siria (350 Km a nord di Damasco), ed una
delle città più antiche e continuamente abitate della storia. La
tradizione dice che il Profeta Abramo abbia vissuto per un certo
periodo sull'acropoli che, molto più anticamente, fu fondamenta di
una fortezza, laddove oggi si ammira la ciclopica cittadella. Abramo
aveva l'abitudine di dare ai poveri il latte del suo gregge. Nella
città esiste ancora una grotta in cui egli custodiva gli armenti e
si racconta che gli abitanti vi si recavano per ricevere appunto il
latte dicendo: "Halaba ya la?" che significa: "Hai
già munto, oppure no?". Così il luogo si chiamò Halab che
significa "munto". Fin dal terzo millennio prima di
Cristo, Aleppo è stata una città fiorente anche grazie alla sua
splendida posizione, strategicamente molto importante, all'incrocio
dell'asse est-ovest della "Mezzaluna fertile", dove
l'Eufrate si avvicina al Mediterraneo, con la strada nord-sud tra il
deserto e la catena montuosa parallela alla costa. Verso il 1780
a.C. Aleppo fu capitale del fiorente impero Yamhad, conquistato
verso il 1620 a.C. dagli Ittiti provenienti dal nord. A questi
ultimi seguirono gli Urriti, gli Egiziani (sotto il regno di
Tutmosis III, dal 1502 fino al 1448), poi i Mitanni, provenienti
dalla Mesopotamia, ed infine, verso il 1380, di nuovo gli Ittiti.
Dopo lo sfacelo del nuovo regno ittita, avvenuto verso il 1200, si
costituì in Aleppo un piccolo regno siro-ittita, il quale riuscì a
conservare la propria indipendenza fino all'aggressione degli Assiri
guidati da Tiglatpileser III (746-727 a.C.). Nei secoli che
seguirono la Siria condivise il destino del Vicino Oriente. Agli
Assiri subentrarono i neo-babilonesi, i Persiani achemenidi,
Alessandro Magno ed i Seleucidi. Nel 65 a.C. fu conquistata dai
Romani, nel 540 d.C. dai Persiani sasanidi e nel 637 diventò
musulmana. Nell'XI secolo la città cambiò mani diverse volte, pur
rimanendo sotto il potere dell'Islam fino all'arrivo dei Turchi
selgiuchidi (1070), famosi oppositori delle ambizioni dei Crociati.
Dopo il saccheggio effettuato dai Mongoli nel 1260, Aleppo venne a
far parte fino al 1516 del regno degli Egiziani mamelucchi, poi di
quello dei Turchi ottomani. Dal 1918 al 1945, Aleppo con tutta la
Siria fu sotto mandato francese. Oggi è la capitale dell'omonima
regione, la più ricca e la più fiorente del paese. Nel centro
della città vi sono vastissimi suq coperti. Le case, costruite di
blocchi di pietra, sono spesso ornate all'interno di fregi scolpiti
e di mattonelle di maiolica. Alcune strade sono coperte da volte.
Grande emporio commerciale fin dal medioevo, Aleppo esporta tuttora
stoffe di seta, broccati d'oro e d'argento, scialli, lana e pelli,
oltre a droghe e frutta. Cena e pernottamento.
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| 8°
giorno ALEPPO/EBLA/APAMEA/HAMA |
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Prima colazione e visita della città sostando
alla cittadella fortificata. Seconda colazione in ristorante locale
e proseguimento per Ebla. È l'antica Tell Mardikh, 60 Km a sud di
Aleppo, una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi
tempi. Il termine "tell" indica una montagnola creata
dalla lunga occupazione di un luogo e dalla interruzione di una
occupazione dovuta ad epidemie, carestie, guerre ed altre
catastrofi. Quando ciò accadeva il luogo veniva subito abbandonato
e la pioggia e il vento erodevano la sommità ed i lati della
montagnola. Questa elevazione, diciamo artificiale, rendeva il luogo
ancor più appetibile per un successivo insediamento. E sono questi
successivi strati di occupazione che consentono agli archeologi di
ricostruire la storia di un luogo. Molto spesso la quantità dei
detriti raggiunge un'altezza impressionante. Al tempo delle prime
ricerche iniziate nel 1964 si sapeva che Ebla era il nome di una
città che i re babilonesi avevano conquistato intorno al 2300/2250
a.C. Gli archeologi la cercavano ma vicino all'Eufrate, a 160 Km da
Tell Mardikh. Quando poi nel 1975 si trovarono a Tell Mardikh le
migliaia di tavolette cuneiformi sotto il pavimento di un edificio,
si accertò definitivamente che gli scavi effettuati in questo luogo
si riferivano ad Ebla. Gli scavi, condotti dall'Università La
Sapienza di Roma, hanno considerevolmente contribuito alla
conoscenza del medioriente antico. Durante l'alta e media età del
bronzo (2400-1600 a.C.) Ebla era forse capitale di un territorio di
notevole estensione. Fu distrutta una prima volta verso il 1250 a.C.
dagli Accadi, conobbe successivamente un nuovo periodo di
prosperità sotto dinastie amorree e declinò definitivamente nel
corso del I millennio a.C. Per quanto riguarda l'era arcaica, sono
riemerse, come abbiamo detto, una grande quantità di tavolette
(oltre 15.000) incise a caratteri cuneiformi sumerici che offrono la
trascrizione di una lingua semitica del gruppo occidentale, simile
al cananeo, denominata "eblaitico". Le tavolette
forniscono essenzialmente informazioni amministrative ed economiche,
più raramente diplomatiche, religiose e lessicografiche. Ma
soprattutto appare evidente il ruolo centrale di Ebla nella
conservazione di elementi tradizionali arcaici, nell'elaborazione di
valori innovativi e nella definizione dei caratteri di un'ampia
unità culturale del mondo siriano e palestinese, a partire dai
primi secoli del II millennio a.C. Grazie a quanto è già stato
decifrato, risulta che dal 2500 al 2250 circa a.C. Ebla fu la
capitale di uno stato che estese la propria influenza, con le armi
quando necessario, fino ai principati marittimi del mediterraneo
orientale ed ai piccoli regni del medio Eufrate. Un re di Ebla si
chiamava Ebrium e questo nome si potrebbe collegare ad Eber, un
antenato di Abramo menzionato nel Genesi (10,21), e questa parola
potrebbe essere la radice del termine "ebreo". Lo studio
accurato delle tavolette potrà definire meglio questa ipotesi forse
audace gettando luce sulla nostra ancora limitata conoscenza dei
popoli più antichi. In questa ottica la missione archeologica
italiana, guidata dal professor Paolo Matthiae, continua la grande
opera di scavo riportando alla luce un patrimonio archeologico di
immenso valore. Proseguimento per Apamea, città seleucide con
importanti resti romani e bizantini. La città antica, in una
impalpabile atmosfera bucolica, si sviluppa lungo un cardo
pressoché intatto con splendide colonne a tortiglione. Arrivo ad
Hama, la città sull'Oronte dove ancora si trovano grandi norie in
legno per il trasporto dell'acqua. Cena e pernottamento.
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9° giorno HAMA/CRAC
DEI CAVALIERI/TRIPOLI/BYBLOS/BEIRUT
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Prima colazione e partenza per la visita
del Crac dei Cavalieri: un gigantesco castello crociato,
modello di perfezione in materia di fortificazione medievale,
che si sviluppa su una superficie di 3000 metri quadri. Le 13
grandiose torri rotonde ed i contrafforti di pietra calcarea
hanno assunto nei secoli una patina dorata che rifulge nel
sole contribuendo a suscitare nel viaggiatore un'idea di
bellezza, di equilibrio ed armonia. Il monte Khalil su cui
sorge è alto circa 700 metri ed ha una sagoma tondeggiante.
Si scorge la fortezza all'improvviso dalla pianura, ancora
lontano sull'orizzonte collinoso. Là, a destra, scompare e
ricompare alcune volte, in un alternarsi di sembianze. Compare
infine, in tutto lo splendore dell'imponente ma elegante
struttura, quando si imbocca la salita che abbandona la valle.
Un vento forte spazza sempre gli antichi spalti, sibila nelle
gallerie, invade le sale deserte, scuote i ciuffi di
capelvenere che adornano le ormai inutili feritoie, deciso e
minaccioso riporta il clamore di antiche battaglie. Nella
fortezza si potevano ospitare fino a 5000 soldati con i loro
cavalli ed equipaggiamento e le provviste contenute nei
magazzini potevano essere sufficienti per 5 anni. La posizione
strategica della fortezza permetteva di controllare
perfettamente tutto ciò che poteva avvenire nella valle
sottostante. Dopo la seconda colazione proseguimento per il
confine libanese che si trova a pochi Km e sosta a Tripoli, la
seconda città del Libano. Tripoli conserva alcuni monumenti
costruiti dai Crociati che si stabilirono qui per 180 anni e
monumenti successivi di epoca mamelucca costruiti ai piedi del
castello crociato. E' questa la parte più effervescente dove
si trovano moschee, scuole coraniche, suq e botteghe di
carattere orientale. Proseguimento quindi per Byblos, nome
greco di Jbeil che significa "papiro" e che si trova
a circa 50 Km a sud. La città fenicia fu così progredita
anticamente da esercitare una vera egemonia sugli altri porti
del paese di Canaan. Gli abitanti di Jbeil abbattevano i cedri
dei monti intorno per costruire le imbarcazioni che servivano
al fiorente commercio con gli Egizi. Ed è proprio il
commercio con l'Egitto che stimolò il fervore culturale ed
artistico dei suoi abitanti. Vi si visitano monumenti di varie
epoche: abitazioni monocellulari del V millennio e giacigli di
epoca neolitica, case di pietra, portici, templi, stradine e
mura del III millennio, due sepolcri reali ed il tempio degli
Obelischi del II millennio fino ai resti di epoca romana tra
cui un colonnato, un ninfeo ed un piccolo stupendo anfiteatro
prospiciente il mare. Proseguimento per Beirut, capitale del
Libano. Cena e pernottamento.
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10° giorno
BEIRUT/SIDONE/TIRO/BEIRUT
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Prima colazione e partenza per il sud del
Libano lungo la litoranea fino a giungere a Sidone, dal
fenicio Siduna (pesca) e Saida in arabo. La città fu
costruita su un promontorio e attorno ad una insenatura sul
mare che abbraccia una piccola isola dove ora si trova il
castello del Mare costruito dai Crociati nel XIII secolo. Ma
la città ha una storia molto antica: anche la Bibbia ne parla
come di una tra le più antiche città della costa fenicia e
successivamente anche il greco Omero la menziona come il luogo
d'origine delle opere d'arte più preziose. Proseguimento a
sud verso Tiro, anche questa città risalente al III millennio
quando i Fenici, di origine ignota, si stabilirono sulla costa
di Canaan fondando tutte queste città (Tripoli, Sidone,
Byblos ed Ugarit). I Fenici detengono molti primati quali la
maestria nella navigazione notturna, la scoperta del vetro e
della porpora e come abbiamo visto, l'ideazione del primo
alfabeto. I resti antichi di Tiro sono stati in prevalenza
inglobati dalla città moderna ma ancora sono visibili alcune
aree archeologiche poste sotto la tutela del "World
Heritage Site" e dichiarate patrimonio dell'umanità. Vi
si trovano resti di origine fenicia, alcuni emergenti dalla
acque del mare, colonnati, un ippodromo, una necropoli e
strade mosaicate di epoca greco-romana e bizantina.
Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio rientro
a Beirut. Cena e pernottamento.
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11° giorno
BEIRUT/BEITEDDINE/BEIRUT
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Prima colazione e visita della città che
va ricostruendosi, arteria dopo arteria, grattacielo dopo
grattacielo, con biblioteche e palazzi, teatri, cinema e
discoteche e soprattutto con il famoso Casino du Liban,
frequentato di nuovo dal jet-set internazionale. La città ha
un bel lungomare (corniche) sul quale si affacciano ristoranti
e club sportivi. È una nuova Beirut, più efficiente e più
moderna, che guarda al futuro, cancellando giorno dopo giorno
le poche tracce che ancora sopravvivono della città del
passato, distrutta e persa per sempre. Seconda colazione in
ristorante locale e proseguimento per Beiteddine, il piccolo
villaggio di montagna nella zona detta Chouf. Il palazzo di
Beiteddine, un vero gioiello dell'arte islamica, si trova in
una splendida posizione dominante e fu costruito da Bechir II
Chehab, la dinastia che succedette a quella dei Maan il cui
esponente più noto fu Fakhreddine II (1586-1635). Per la
realizzazione del palazzo l'emiro non badò a spese e si
avvalse, oltre che di artisti locali, anche di italiani. Il
risultato è un palazzo imponente, sobrio ed armonioso
circondato da bei giardini posti anche al suo interno. Vi si
trovano sale di ricevimento e di consiglio, quartieri
residenziali, cortili lastricati, harem, hammam, terrazze e
gallerie e tutti questi ambienti sono arredati in modo
principesco con finiture preziose che testimoniano uno stile
di vita lussuoso all'insegna delle più alte ambizioni regali.
Rientro a Beirut. Cena e pernottamento.
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12° giorno BEIRUT/ROMA
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Prima colazione, trasferimento in aeroporto
e partenza per Roma dove si giunge in mattinata.
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