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Argento e Spezie
Siria e Libano


Programma di Viaggio
Giordania

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Paesi destinazione
 

 
 

• Dodici giorni per visitare tutto un territorio, dal Mediterraneo al deserto siro-arabico, dove si sono sviluppate le civiltà più antiche e che prima dell'attuale divisione politica ha condiviso una storia spesso comune intrecciando strette relazioni e vivendo culture e tradizioni molto simili. Retaggi storici, mitologia, religione, tradizioni sociali che si fondono dunque in un panorama variegato da alterne vicende storico-politiche che hanno più spesso generato profonde divisioni piuttosto che facilitato un confronto ed una convivenza pacifica. La compagnia aerea Middle East Airlines ci consente oggi in un certo senso di chiudere un cerchio partendo da Beirut e ritornandoci viaggiando sempre sul territorio senza tratti in volo. Potremo facilmente cogliere differenze e similitudini per capire un po' di più di questi Paesi che svolgono ancora oggi un ruolo molto importante per l'equilibrio dell'intero medio-oriente. I passaggi di frontiera sono ormai di facile accesso ed è rarissimo attendere più dello stretto necessario per il disbrigo delle formalità. Il viaggio è molto interessante e si contrappone al nostro itinerario Bilad Asham che più specificatamente sviluppa il tema delle culture mesopotamiche nelle aree più interne della Siria. •


1° giorno ROMA/BEIRUT

Partenza per Beirut con volo di linea. Arrivo dopo circa tre ore di volo e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.

 

2° giorno BEIRUT/BAALBECK/DAMASCO

Prima colazione e partenza per Baalbeck che dista solo 86 Km da Beirut. La città si trova in un bel territorio, la valle settentrionale della Beqaa intensamente coltivata a vigneto e frumento. Il nome stesso della città di Baalbeck richiama il mistero e risveglia l'eco di leggende dove si parla di palazzi colossali costruiti per una strana razza di popolo gigantesco e antidiluviano. Da Baalbeck hanno anche origine ipotesi temerarie su possibili visitatori provenienti dallo spazio al limite dell'immaginazione, del mito e della storia. Questo luogo imponente in ogni senso, con le colonne templari più alte del mondo, ha conservato questa atmosfera magica e oscura che non mancherà di impressionare. Dopo la seconda colazione proseguimento per Damasco che si trova ad un centinaio di Km. Cena e pernottamento.
  

3° giorno DAMASCO/SEYDNAYA/MAALULA/ BOSRA/DAMASCO

Prima colazione e partenza per Seydnaya una località dal nome siriaco, situata alle falde delle montagne dell'Antilibano, dal lato opposto rispetto a Baalbeck, in una regione anch'essa di vigneti che la leggenda identifica con il luogo in cui Noè, ubriacandosi, scoprì l'ebbrezza del vino. Qui si visita il convento, imponente edificio arroccato sul picco roccioso che domina il moderno villaggio. Custodito oggi da monache cristiane ortodosse, venne fondato nel 574. Attraverso una pittoresca successione di scale, scalette, arcate e passaggi coperti si giunge al cuore della costruzione articolata su differenti livelli, dove si trovano una chiesa relativamente moderna, ma ricca di suggestione e la cappella che, insieme ad antiche icone siriane, ne contiene una della Vergine che la tradizione vuole sia fra le quattro dipinte da San Luca Evangelista. L'apparizione della Vergine all'imperatore Giustiniano portò alla costruzione del convento. Se la Madre Superiora è presente può mostrare il tesoro, un luogo affascinante dove, in una singolare ed attraente congerie, giacciono ex voto e doni dei fedeli, oltre a preziosi oggetti in filigrana, gioielli antichi, pregiati manoscritti, icone di rara fattura. Durante tutto il periodo delle crociate il convento fu luogo di venerazione per i Latini, come lo è tuttora per tutti i Cristiani del Medioriente. Proseguimento per Maalula, un piccolo e pittoresco villaggio dove vive una comunità anch'essa di fede cristiana. Gli anziani del villaggio conoscono ancora l'aramaico, la lingua in cui Gesù stesso parlava e con la quale fu diffusa inizialmente la preghiera del Padre Nostro. Vi si trovano due piccoli conventi, dedicati a Santa Tecla e San Sergio visitabili entrambi, se possibile. Proseguimento per Bosra in tempo per la seconda colazione. Nel pomeriggio visita di questa città situata a sud nella pianura dell'Hauran il cui nome significa "essere di un bianco e di un nero ben pronunciati", tanto che l'uno evidenzi l'altro. Si trova a circa 850 metri di altitudine, vicino all'attuale confine siro-giordano ed è l'antica e splendida capitale della provincia araba che compare in sogno, coi suoi palazzi illuminati, ad Amina incinta del Profeta. In precedenza era stata un centro vitale del regno arabo nabateo. Ancora prima la troviamo citata nella lista di Tutmosis III e negli annali di Akhnaton nel 1334 a.C. I resti che vi si trovano sono innumerevoli ma fra questi, lo splendido ed integro teatro romano interamente in basalto è fra i più spettacolari. Rientro a Damasco. Cena e pernottamento.
 

4° giorno DAMASCO

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita della città, capitale della Siria che ha avuto in questi ultimi decenni un notevole impulso, tanto che i suoi moderni quartieri residenziali non temono il confronto con quelli delle maggiori città europee. Ma Damasco ha conservato anche la sua città vecchia, estremamente pittoresca, ricchissima di importanti monumenti. Anche il tradizionale artigianato della città è giustamente famoso: spade, broccati di seta, lavori in oro, in argento ed in pelle, intarsi in legno. Ed anche per il clima, che offre serate estive piacevolmente fresche, e per la bella posizione ai piedi e lungo le pendici del Jebel Qasiyun (1220 metri), Damasco è un luogo di soggiorno ideale. La Ghuta, il fertile terreno ricco di oasi che, attraversato dal fiume Barada (l'antico Chrysorrhoas o Fiume d'Oro dei Greci), circonda Damasco, con i suoi uliveti e le distese di albicocchi e di altri alberi da frutta, offre una vista incantevole soprattutto nel periodo della fioritura (fine marzo). Anticamente la Ghuta era detta il "Paradiso in terra". Per questa ragione Maometto si rifiutò di andare a Damasco: egli non voleva varcare la soglia del paradiso più di una volta. Le origini di questa città sono avvolte nel mistero perché le continue occupazioni hanno distrutto o ricoperto ogni evidenza archeologica dei tempi pre-cristiani. Durante il II millennio prima di Cristo, con il nome di Apum e poi di Aram compare in iscrizioni egiziane ed assire e nella Genesi (14,15). Oggi la città appartiene al patrimonio universale: né lacerazioni tribali e religiose, né tutte le complicazioni dello scacchiere internazionale sono riusciti a modificare il suo innegabile prestigio. Nei vicoli del vecchio centro di Damasco ci sono porte chiuse dietro cui si indovinano giardini nascosti e zampillio di fontane in vasche di marmo intarsiate. Verrebbe da sedersi sulla soglia: chissà che Simbad il Marinaio non mandi fuori i servi per un invito a cena... In questi cortili si passerebbero sere da mille e una notte chiacchierando nel profumo fresco dei gelsomini, bevendo calici di vino accompagnati dalla più deliziosa pasticceria. Le case sono a tetto piatto e su tutte signoreggiano la Grande Moschea degli Omayyadi e gli slanciati minareti. Vogliamo ricordare l'avvenimento più famoso del periodo storico relativo al dominio romano: la conversione di Saulo di Tarso, che divenne poi San Paolo (Atti degli Apostoli, 9,1 e segg.). Si visitano inoltre il museo nazionale, la Tomba di Saladino, i vecchi suq, la moschea Techie Suleimanie, il palazzo Azem con il museo delle arti e delle tradizioni popolari e nel quartiere antico la chiesa di San Paolo, la Cappella di Anania, la Via Recta, Bab el-Sharqi e Bab el-Tuma (porta dell'Est e porta di San Tommaso). Seconda colazione in ristorante locale. Cena e pernottamento.
 

5° giorno DAMASCO/PALMIRA

Prima colazione e partenza per Palmira che si trova nel cuore del deserto a circa 240 Km. Ecco la descrizione che la viaggiatrice inglese Vita Sackville-West dà di Palmira quando la visita nei primi anni del 1900: "Con i suoi colori delicati, dorati come il miele, con le sue fughe di colonne e di archi, Palmira suggerisce alla mente l'idea di un pizzo: è una sequenza di cornici, e sappiamo che nulla valorizza la bellezza di un paesaggio quanto l'essere incorniciato da frammenti architettonici. Ma a guardare meglio, è un'architettura misteriosa: è davvero romana? Poiché c'è qualcosa che non è esattamente romano, ci sono degli errori che i Romani non avrebbero mai commesso. Di fatto, non l'hanno costruita i Romani ma gli Arabi, abbagliati da quanto avevano visto e sentito dei modelli romani. Molti criticano Palmira sotto questo profilo. Certo non è né pura né maestosa come Baalbeck. Le manca la grande stabilità delle costruzioni romane, e anche il senso romano delle proporzioni è totalmente assente. Ma io amo Palmira. È femminile: è allegra, capricciosa, e un po' vistosa. Sembra che abbia assorbito tutto il sole del deserto e assicurato via libera a ogni vento, con una noncuranza folle. Palmira è la ragazza beduina che ride del proprio abbigliamento da matrona romana". Seconda colazione, cena e pernottamento.
  

6° giorno PALMIRA/RASAFA/ALEPPO

Prima colazione e partenza per Rasafa (Sergiopolis), la più interessante città morta del deserto dopo Palmira. La città fu menzionata negli annali assiri e nella Bibbia e più recentemente vi fu martirizzato San Sergio nel 205 d.C. Sotto i raggi del sole la città biancheggia e appare imponente con la sua cinta muraria quasi completa che delimita un'area di 550 metri. All'interno vi sono tre chiese del VI secolo tra cui quella dedicata a San Sergio parzialmente restaurata. Seconda colazione in corso di visita. Proseguimento per Aleppo. Cena e pernottamento.
 

7° giorno ALEPPO/SAN SIMEONE/ALEPPO

Prima colazione e partenza per la visita dei resti della cattedrale dedicata a San Simeone il Vecchio che si trova a 60 Km a nord-ovest di Aleppo. Qui un pastore nato nel 386, diventato eremita dopo una rivelazione celeste, trascorse molti anni della sua vita in cima ad una colonna. Ciò gli meritò l'epiteto di Stilita (dal greco "stylos", colonna) diventando molto popolare agli occhi dei pellegrini che cominciarono a giungere da ogni luogo, grazie alla sua impressionante volontà di rinuncia e di mortificazione. Tagliato fuori dal mondo ma paradossalmente tanto legato alla vita quotidiana di tutti i contadini della regione, proprio per la sua fama di santità e quindi di saggezza, lo si veniva a consultare, a richiederne l'arbitrato o ad ascoltarne i sermoni pronunciati due volte al giorno. Il Santo operò in tal modo molte conversioni, gli vennero attribuiti dei miracoli e la sua fama giunse fino in occidente. A causa dei molti pellegrini che frequentavano il luogo dopo la morte del Santo, si rese necessaria la costruzione di una chiesa (473). La colonna venne inglobata in una vasta costruzione ottagonale. È un magnifico edificio, dalla forma assai originale e complessa, formato com'è da quattro basiliche disposte a croce con al centro una basilica ottagonale. È in una splendida posizione, in stato di conservazione piuttosto buono, con le sue pietre coperte dalla patina del tempo. La festa di San Simeone ricorre il 5 gennaio. Rientro ad Aleppo. Seconda colazione in ristorante locale e pomeriggio libero per un personale primo incontro con questa città. Così sarebbero forse Babilonia ed Ur, se fossero sopravvissute: Aleppo non è meno antica. È la seconda capitale della Siria (350 Km a nord di Damasco), ed una delle città più antiche e continuamente abitate della storia. La tradizione dice che il Profeta Abramo abbia vissuto per un certo periodo sull'acropoli che, molto più anticamente, fu fondamenta di una fortezza, laddove oggi si ammira la ciclopica cittadella. Abramo aveva l'abitudine di dare ai poveri il latte del suo gregge. Nella città esiste ancora una grotta in cui egli custodiva gli armenti e si racconta che gli abitanti vi si recavano per ricevere appunto il latte dicendo: "Halaba ya la?" che significa: "Hai già munto, oppure no?". Così il luogo si chiamò Halab che significa "munto". Fin dal terzo millennio prima di Cristo, Aleppo è stata una città fiorente anche grazie alla sua splendida posizione, strategicamente molto importante, all'incrocio dell'asse est-ovest della "Mezzaluna fertile", dove l'Eufrate si avvicina al Mediterraneo, con la strada nord-sud tra il deserto e la catena montuosa parallela alla costa. Verso il 1780 a.C. Aleppo fu capitale del fiorente impero Yamhad, conquistato verso il 1620 a.C. dagli Ittiti provenienti dal nord. A questi ultimi seguirono gli Urriti, gli Egiziani (sotto il regno di Tutmosis III, dal 1502 fino al 1448), poi i Mitanni, provenienti dalla Mesopotamia, ed infine, verso il 1380, di nuovo gli Ittiti. Dopo lo sfacelo del nuovo regno ittita, avvenuto verso il 1200, si costituì in Aleppo un piccolo regno siro-ittita, il quale riuscì a conservare la propria indipendenza fino all'aggressione degli Assiri guidati da Tiglatpileser III (746-727 a.C.). Nei secoli che seguirono la Siria condivise il destino del Vicino Oriente. Agli Assiri subentrarono i neo-babilonesi, i Persiani achemenidi, Alessandro Magno ed i Seleucidi. Nel 65 a.C. fu conquistata dai Romani, nel 540 d.C. dai Persiani sasanidi e nel 637 diventò musulmana. Nell'XI secolo la città cambiò mani diverse volte, pur rimanendo sotto il potere dell'Islam fino all'arrivo dei Turchi selgiuchidi (1070), famosi oppositori delle ambizioni dei Crociati. Dopo il saccheggio effettuato dai Mongoli nel 1260, Aleppo venne a far parte fino al 1516 del regno degli Egiziani mamelucchi, poi di quello dei Turchi ottomani. Dal 1918 al 1945, Aleppo con tutta la Siria fu sotto mandato francese. Oggi è la capitale dell'omonima regione, la più ricca e la più fiorente del paese. Nel centro della città vi sono vastissimi suq coperti. Le case, costruite di blocchi di pietra, sono spesso ornate all'interno di fregi scolpiti e di mattonelle di maiolica. Alcune strade sono coperte da volte. Grande emporio commerciale fin dal medioevo, Aleppo esporta tuttora stoffe di seta, broccati d'oro e d'argento, scialli, lana e pelli, oltre a droghe e frutta. Cena e pernottamento.
 

8° giorno ALEPPO/EBLA/APAMEA/HAMA

Prima colazione e visita della città sostando alla cittadella fortificata. Seconda colazione in ristorante locale e proseguimento per Ebla. È l'antica Tell Mardikh, 60 Km a sud di Aleppo, una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi tempi. Il termine "tell" indica una montagnola creata dalla lunga occupazione di un luogo e dalla interruzione di una occupazione dovuta ad epidemie, carestie, guerre ed altre catastrofi. Quando ciò accadeva il luogo veniva subito abbandonato e la pioggia e il vento erodevano la sommità ed i lati della montagnola. Questa elevazione, diciamo artificiale, rendeva il luogo ancor più appetibile per un successivo insediamento. E sono questi successivi strati di occupazione che consentono agli archeologi di ricostruire la storia di un luogo. Molto spesso la quantità dei detriti raggiunge un'altezza impressionante. Al tempo delle prime ricerche iniziate nel 1964 si sapeva che Ebla era il nome di una città che i re babilonesi avevano conquistato intorno al 2300/2250 a.C. Gli archeologi la cercavano ma vicino all'Eufrate, a 160 Km da Tell Mardikh. Quando poi nel 1975 si trovarono a Tell Mardikh le migliaia di tavolette cuneiformi sotto il pavimento di un edificio, si accertò definitivamente che gli scavi effettuati in questo luogo si riferivano ad Ebla. Gli scavi, condotti dall'Università La Sapienza di Roma, hanno considerevolmente contribuito alla conoscenza del medioriente antico. Durante l'alta e media età del bronzo (2400-1600 a.C.) Ebla era forse capitale di un territorio di notevole estensione. Fu distrutta una prima volta verso il 1250 a.C. dagli Accadi, conobbe successivamente un nuovo periodo di prosperità sotto dinastie amorree e declinò definitivamente nel corso del I millennio a.C. Per quanto riguarda l'era arcaica, sono riemerse, come abbiamo detto, una grande quantità di tavolette (oltre 15.000) incise a caratteri cuneiformi sumerici che offrono la trascrizione di una lingua semitica del gruppo occidentale, simile al cananeo, denominata "eblaitico". Le tavolette forniscono essenzialmente informazioni amministrative ed economiche, più raramente diplomatiche, religiose e lessicografiche. Ma soprattutto appare evidente il ruolo centrale di Ebla nella conservazione di elementi tradizionali arcaici, nell'elaborazione di valori innovativi e nella definizione dei caratteri di un'ampia unità culturale del mondo siriano e palestinese, a partire dai primi secoli del II millennio a.C. Grazie a quanto è già stato decifrato, risulta che dal 2500 al 2250 circa a.C. Ebla fu la capitale di uno stato che estese la propria influenza, con le armi quando necessario, fino ai principati marittimi del mediterraneo orientale ed ai piccoli regni del medio Eufrate. Un re di Ebla si chiamava Ebrium e questo nome si potrebbe collegare ad Eber, un antenato di Abramo menzionato nel Genesi (10,21), e questa parola potrebbe essere la radice del termine "ebreo". Lo studio accurato delle tavolette potrà definire meglio questa ipotesi forse audace gettando luce sulla nostra ancora limitata conoscenza dei popoli più antichi. In questa ottica la missione archeologica italiana, guidata dal professor Paolo Matthiae, continua la grande opera di scavo riportando alla luce un patrimonio archeologico di immenso valore. Proseguimento per Apamea, città seleucide con importanti resti romani e bizantini. La città antica, in una impalpabile atmosfera bucolica, si sviluppa lungo un cardo pressoché intatto con splendide colonne a tortiglione. Arrivo ad Hama, la città sull'Oronte dove ancora si trovano grandi norie in legno per il trasporto dell'acqua. Cena e pernottamento.
 

9° giorno HAMA/CRAC DEI CAVALIERI/TRIPOLI/BYBLOS/BEIRUT

Prima colazione e partenza per la visita del Crac dei Cavalieri: un gigantesco castello crociato, modello di perfezione in materia di fortificazione medievale, che si sviluppa su una superficie di 3000 metri quadri. Le 13 grandiose torri rotonde ed i contrafforti di pietra calcarea hanno assunto nei secoli una patina dorata che rifulge nel sole contribuendo a suscitare nel viaggiatore un'idea di bellezza, di equilibrio ed armonia. Il monte Khalil su cui sorge è alto circa 700 metri ed ha una sagoma tondeggiante. Si scorge la fortezza all'improvviso dalla pianura, ancora lontano sull'orizzonte collinoso. Là, a destra, scompare e ricompare alcune volte, in un alternarsi di sembianze. Compare infine, in tutto lo splendore dell'imponente ma elegante struttura, quando si imbocca la salita che abbandona la valle. Un vento forte spazza sempre gli antichi spalti, sibila nelle gallerie, invade le sale deserte, scuote i ciuffi di capelvenere che adornano le ormai inutili feritoie, deciso e minaccioso riporta il clamore di antiche battaglie. Nella fortezza si potevano ospitare fino a 5000 soldati con i loro cavalli ed equipaggiamento e le provviste contenute nei magazzini potevano essere sufficienti per 5 anni. La posizione strategica della fortezza permetteva di controllare perfettamente tutto ciò che poteva avvenire nella valle sottostante. Dopo la seconda colazione proseguimento per il confine libanese che si trova a pochi Km e sosta a Tripoli, la seconda città del Libano. Tripoli conserva alcuni monumenti costruiti dai Crociati che si stabilirono qui per 180 anni e monumenti successivi di epoca mamelucca costruiti ai piedi del castello crociato. E' questa la parte più effervescente dove si trovano moschee, scuole coraniche, suq e botteghe di carattere orientale. Proseguimento quindi per Byblos, nome greco di Jbeil che significa "papiro" e che si trova a circa 50 Km a sud. La città fenicia fu così progredita anticamente da esercitare una vera egemonia sugli altri porti del paese di Canaan. Gli abitanti di Jbeil abbattevano i cedri dei monti intorno per costruire le imbarcazioni che servivano al fiorente commercio con gli Egizi. Ed è proprio il commercio con l'Egitto che stimolò il fervore culturale ed artistico dei suoi abitanti. Vi si visitano monumenti di varie epoche: abitazioni monocellulari del V millennio e giacigli di epoca neolitica, case di pietra, portici, templi, stradine e mura del III millennio, due sepolcri reali ed il tempio degli Obelischi del II millennio fino ai resti di epoca romana tra cui un colonnato, un ninfeo ed un piccolo stupendo anfiteatro prospiciente il mare. Proseguimento per Beirut, capitale del Libano. Cena e pernottamento.
 

10° giorno BEIRUT/SIDONE/TIRO/BEIRUT

Prima colazione e partenza per il sud del Libano lungo la litoranea fino a giungere a Sidone, dal fenicio Siduna (pesca) e Saida in arabo. La città fu costruita su un promontorio e attorno ad una insenatura sul mare che abbraccia una piccola isola dove ora si trova il castello del Mare costruito dai Crociati nel XIII secolo. Ma la città ha una storia molto antica: anche la Bibbia ne parla come di una tra le più antiche città della costa fenicia e successivamente anche il greco Omero la menziona come il luogo d'origine delle opere d'arte più preziose. Proseguimento a sud verso Tiro, anche questa città risalente al III millennio quando i Fenici, di origine ignota, si stabilirono sulla costa di Canaan fondando tutte queste città (Tripoli, Sidone, Byblos ed Ugarit). I Fenici detengono molti primati quali la maestria nella navigazione notturna, la scoperta del vetro e della porpora e come abbiamo visto, l'ideazione del primo alfabeto. I resti antichi di Tiro sono stati in prevalenza inglobati dalla città moderna ma ancora sono visibili alcune aree archeologiche poste sotto la tutela del "World Heritage Site" e dichiarate patrimonio dell'umanità. Vi si trovano resti di origine fenicia, alcuni emergenti dalla acque del mare, colonnati, un ippodromo, una necropoli e strade mosaicate di epoca greco-romana e bizantina.
Seconda colazione in ristorante locale. Nel pomeriggio rientro a Beirut. Cena e pernottamento.
 

11° giorno BEIRUT/BEITEDDINE/BEIRUT

Prima colazione e visita della città che va ricostruendosi, arteria dopo arteria, grattacielo dopo grattacielo, con biblioteche e palazzi, teatri, cinema e discoteche e soprattutto con il famoso Casino du Liban, frequentato di nuovo dal jet-set internazionale. La città ha un bel lungomare (corniche) sul quale si affacciano ristoranti e club sportivi. È una nuova Beirut, più efficiente e più moderna, che guarda al futuro, cancellando giorno dopo giorno le poche tracce che ancora sopravvivono della città del passato, distrutta e persa per sempre. Seconda colazione in ristorante locale e proseguimento per Beiteddine, il piccolo villaggio di montagna nella zona detta Chouf. Il palazzo di Beiteddine, un vero gioiello dell'arte islamica, si trova in una splendida posizione dominante e fu costruito da Bechir II Chehab, la dinastia che succedette a quella dei Maan il cui esponente più noto fu Fakhreddine II (1586-1635). Per la realizzazione del palazzo l'emiro non badò a spese e si avvalse, oltre che di artisti locali, anche di italiani. Il risultato è un palazzo imponente, sobrio ed armonioso circondato da bei giardini posti anche al suo interno. Vi si trovano sale di ricevimento e di consiglio, quartieri residenziali, cortili lastricati, harem, hammam, terrazze e gallerie e tutti questi ambienti sono arredati in modo principesco con finiture preziose che testimoniano uno stile di vita lussuoso all'insegna delle più alte ambizioni regali. Rientro a Beirut. Cena e pernottamento.
 

12° giorno BEIRUT/ROMA

Prima colazione, trasferimento in aeroporto e partenza per Roma dove si giunge in mattinata.


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