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ANTICHI SPLENDORI
Yemen


Programma di Viaggio


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Paesi destinazione
 

 
 

• L'itinerario si sviluppa lungo lo Yemen settentrionale visitando i territori della Tihama, l'altopiano intermedio, l'altopiano montagnoso centrale e una parte del tavolato orientale. È lo Yemen più conosciuto con la splendida capitale protetta dall'Unesco e le tradizioni di un popolo che il tempo cambia molto lentamente. Il viaggio si effettua a bordo di auto fuoristrada occupate da soli quattro passeggeri e non è particolarmente faticoso, adatto quindi a tutti coloro che godono buona salute. Ricordiamo i frequenti cambi di altitudine, la scomodità di alcuni percorsi fuoristrada e che gli alberghi delle località minori, di proprietà e gestione locale, potrebbero essere sostituiti anche all'ultimo momento. Questo può accadere a causa di imprevisti spostamenti di sceicchi con intere tribù al seguito o per l'intervento della nostra organizzazione che è impegnata a ottimizzare, giorno dopo giorno, i servizi che il Paese può offrire. Per quanto riguarda i rapimenti di turisti stranieri avvenuti con frequenza nell'ultimo anno, vogliamo allegare una parte dell'articolo apparso sul nostro periodico "Carte di viaggi e avventure". Esso riporta: "Consigliereste ad un amico di andare a visitare un paese dove vaste zone sono in mano alla malavita organizzata? Dove interi quartieri di moderne e civili città non sono frequentabili, a volte, anche di giorno? Dove si può morire perché inconsapevolmente coinvolti in regolamenti di conti tra bande avversarie? Dove, spesso, stare fermi al semaforo in attesa del verde con il gomito poggiato al finestrino dell'auto aperta vuol dire rischiare il proprio orologio? Dove i contagi sessuali terrorizzano e sono cause non trascurabili di morte tra i giovani? Dove le droghe pesanti schiavizzano e uccidono? Dove, andando in autostrada, occorra accelerare passando sotto i cavalcavia? Dove troppi genitori non ritrovano più i loro bambini e altri, pur praticandola, non conoscono neppure il significato del termine pedofilia? Dove i rapiti,(a scopo di estorsione, con contorno di affascinanti imprenditori dell'informazione, militari, magistrati, faccendieri vari, rapiti non certo per chiedere la costruzione di una scuola...) qualche volta ritornano a casa sani e salvi? No. Non dareste un simile consiglio. E voi stessi avreste qualche remora a continuare a viverci se le immagini sopra richiamate fossero le uniche proposte da un'informazione che troppo spesso vende se stessa come fosse una merce tra le altre. Il filone "dramma nello Yemen, rapiti turisti italiani", o più semplicemente, "Yemen, turisti a rischio", è "merce" che può ancora attirare l'interesse e far vendere molte copie. Noi, che in Yemen continuiamo ad andarci e anzi siamo impegnati in una azione di sostegno per la ripresa del turismo, ci permettiamo di fornire alcuni suggerimenti: viaggiare in gruppo e non individualmente; affidarsi ad operatori turistici(e ormai ce ne sono molti) che abbiano consolidati legami con quel paese; farsi accompagnare da una guida locale e da personale italiano che conosca bene quelle zone; utilizzare, andando verso il sud attraverso il deserto, anche una guida beduina del luogo attenendosi alle sue indicazioni, che garantisca la conoscenza del posto e delle tribù di cui si attraversa il territorio; informarsi, attraverso i corrispondenti locali del proprio Tour Operator su quali siano le eventuali zone a rischio; non dimenticare che le baldanzose e irresponsabili dichiarazioni di alcuni ex rapiti sono da rigettare come all'opposto l'eccesso di allarmismo, non bisogna cercare altre avventure che non siano quelle già offerte da un paese semplicemente affascinante....... " da "L'Italia, un paese a rischio". Questo itinerario si sviluppa in senso anti-orario per poter giungere a Wadi Dahar il venerdì ed assistere alle feste dei matrimoni.  •


1° giorno ROMA/SANA'A

Partenza nel primo pomeriggio per Sana'a con volo di linea. Cena in volo. Arrivo in serata e trasferimento in hotel. Pernottamento.
  

2° giorno SANA'A

Prima colazione ed intero giorno dedicato alla visita di Sana'a. Questa antica capitale dell'Arabia meridionale conserva, come poche città al mondo, ancora quel fascino che la rese celebre in tutto il mondo islamico. Quasi tutti gli edifici, vecchi palazzi e nuove costruzioni osservano i canoni architettonici tradizionali: fondamenta di pietra, sette-otto piani di mattoni fatti a mano, facciate decorate con stucchi bianchi, archi e finestre arabescati, balconcini in legno. La città era, un tempo, completamente circondata da mura, in parte rimaste e a tratti restaurate, nelle quali si aprivano otto porte: l'unica rimasta intatta è la principale (a sud), Bab el-Yemen. Per potersi calare completamente in un'atmosfera unica e inequivocabile suggeriamo di approfondire la visita del suq diviso in diversi settori: il mercato del sale, quello dei bovini, dello zibibbo, delle uve, dei fichi, del tornio, delle corde, dei cereali, dei metalli, dei narghilè e della carne. Le botteghe sono piccoli locali di due o tre metri quadri, protetti da tettoie di legno in cui, apparentemente pigri e noncuranti, i venditori restano accoccolati a masticare il qat. La visita include il museo nazionale. Seconda colazione. Cena e pernottamento.
 

3° giorno SANA'A/MANAKHA/AL HAJJARAH/HODEIDA

Prima colazione e scendendo a sud-ovest attraversando un paesaggio montano davvero superbo arrivo a Manakha. Manakha è un villaggio interamente costruito in pietra, posto sulla cima di uno sperone dominante due grandi vallate. Qui regna su tutto lo spirito delle montagne che ispira i visitatori del passato come quelli di oggi. Ebbe un ruolo strategico determinante durante l'occupazione ottomana, anche grazie alla sua posizione strategica sulla strada per il trasporto delle merci dalla zona costiera a Sana'a, da cui dista 90 Km. Evidente segno di quella dominazione è la fortezza che si trova a nord di Manakhah. Il villaggio ha un aspetto piacevole con le sue elevate case-fortezza in pietra, che non si distinguerebbero dalla montagna rocciosa circostante se non fosse per la pittura bianca che incornicia le finestre nelle facciate esterne delle costruzioni. Poste a gradinata su un pendio, sono distinte dal quartiere del suq che invece è costituito da costruzioni di minor pregio. Proseguimento per al Hajjarah che è il più integro villaggio in pietra dello Yemen settentrionale. Qui le case di pietra murata a secco sorgono imponenti dalla roccia e con esse diventano tutt'uno. Il paesaggio è aspro e montuoso, segnato da numerosi terrazzamenti che testimoniano la tenacia di un popolo che è riuscito a trarre sostentamento da una terra spesso ingrata. La montuosità rappresenta, infatti, un ostacolo per l'espletamento dell'attività agricola a causa dei pendii scoscesi, talvolta inaccessibili, le frane e l'idrografia irregolare. I terrazzamenti artificiali costruiti per rimediare a tutto ciò fanno ormai parte integrante del paesaggio yemenita e ne costituiscono anzi l'elemento più saliente. Si alternano su queste terre diverse colture: caffè, sesamo, orzo, dura, frumento ma soprattutto......qat, molto remunerativo per i contadini che lo coltivano. Le foglie di questo arbusto, il Catha Edulis, alto fino a sei/sette metri, vengono masticate lentamente sino a formare un grosso bolo che viene tenuto fermo in bocca tra la guancia e la gengiva; producendo una abbondante salivazione si permette una assimilazione progressiva della droga contenuta nelle foglie, la quale ha un debole effetto allucinogeno a causa di vari alcaloidi e stearine. Proseguimento quindi verso ovest per raggiungere Hodeida, capitale della Tihama (le terre affacciate sulle coste del mar Rosso), porto principale dello Yemen e seconda città per importanza della repubblica. Essa rappresenta il fulcro economico della nazione. Dell'antico centro, affacciato sul vecchio porto, rimangono solamente poche costruzioni in rovina: la Hukumah, casa del governo, la casa degli armatori e commercianti, quella degli ospiti e la dogana. Il mercato si tiene nella parte meridionale della città, dove ancora si costruiscono i pescherecci in legno secondo la vecchia tradizione e dove, nelle prime ore del mattino, si può assistere al rientro delle barche ed al successivo commercio del pesce. La pesca rimane la più importante fonte di vita per gli abitanti della città. Qui termina l'oleodotto che da Marib conduce il petrolio direttamente sulle petroliere. Ricordiamo che questa costa è malarigena e il clima di Hodeida è sempre particolarmente umido e pesante. Seconda colazione in funduk locale. Cena e pernottamento.
 

4° giorno HODEIDA/BAYT AL FAQIH/ZABID/AL KHOKHA/TAIZZ

Prima colazione e dopo una breve visita del mercato del pesce proseguimento per il vivace e pittoresco villaggio di Bayt al Faqih. Quindi proseguimento per Zabid. Questo è uno dei villaggi più tipici, conosciuto in occidente grazie alle riprese di Pier Paolo Pasolini che lo scelse per ambientare le scene del suo famoso film "Le Mille e Una Notte", forse grazie ad un tono intellettuale che vi si può immaginare a causa della presenza di una importante scuola teologica dell'Islam. A ricordo del suo passato che la proclamò città di cultura per eccellenza, vi si trovano ancora numerose biblioteche, pubbliche e private. È una delle città più antiche dello Yemen ed è qui che nell'università di al-Asha'it (819 d.C.) fu inventato un sistema matematico chiamato "Al Jabar", base dell'attuale algebra. Le abitazioni, scarsamente decorate esternamente, sono invece, molto pregiate nelle decorazioni interne. Proprio a causa dell'ambiente esterno del tutto monocromatico secondo un unico stile, l'orientamento risulta alquanto difficile percorrendo le piccole vie polverose e brulicanti. Qui si prova nettamente la sensazione di essere in un luogo senza alcun confronto con il mondo occidentale. Seconda colazione ad al Khokha, sulle rive del Mar Rosso e proseguimento per Taizz. Cena e pernottamento.
 

5° giorno TAIZZ/AL JANAD/JIBLAH/IBB/SANA'A

Prima colazione e visita di questa antica capitale le cui prime notizie datano al VII secolo, epoca della costruzione della moschea di al Janad che si trova a pochi chilometri. La città si trova ai piedi del Jebel as-Sabr, (Montagna della Pazienza) e si estende su verdi colline a 1400 metri sul livello del mare; questa posizione le permette di godere di un clima temperato sia d'estate che d'inverno. La città fu scelta dalla dinastia dei Bani Rasul (1227-1454) come capitale permanente dello Yemen. Sotto questa dinastia le mura vennero ampliate e rinforzate, vennero costruite inoltre moschee e palazzi. Nel 1546 la città venne conquistata dai Turchi. In seguito essa divenne capitale ancora una volta per un breve periodo, quando l'Imam Ahmed la scelse come residenza (1948-1962). Le mura della città, sono ben conservate solo nella parte meridionale. Ma la città ha perso purtroppo il fascino di un tempo a causa dello sviluppo urbanistico che ha superato i limiti delle antiche mura. Suggeriamo una passeggiata nella città vecchia per cogliere ancora un poco l'antico fascino. Sono interessanti da visitare il Palazzo dell'Imam Ahmad ed il Palazzo reale di Salah, entrambi trasformati in musei. La più famosa delle moschee è quella di al Ashrafiya costruita nel XIII secolo che si eleva maestosa nel suo puro stile yemenita con i due minareti simmetrici, la cupola con le iscrizioni arabe tutto intorno, le ininterrotte decorazioni a stucco finemente realizzate e i pannelli intarsiati. Ora vi si trova una scuola coranica molto importante per tutto il paese. Poco oltre, si trovano la moschea di al Mutabiya del XVI secolo e quella di al Mudhaffar con oltre venti cupole bianche del XIII secolo. Ed infine è caratteristico il suq ricco di merci di ogni genere come quello di Sana'a ma a prezzi più economici, che si estende tra le due porte antiche, Bab al Kebir e Bab Musa. Dopo la seconda colazione proseguimento per Jiblah, piccola città che appare improvvisamente in tutta la sua suggestione. Le case-torri, costruite in pietra, sono riccamente decorate e sulla collina su cui si appoggia la cittadina è tuttora in funzione un acquedotto costruito ai tempi della regina Arwa. Jiblah, dopo Sana'a, è certamente la città più interessante dello Yemen. Nella sua moschea principale esiste una antichissima scuola coranica dove l'insegnamento è ancora impartito secondo il metodo tradizionale. Proseguimento ancora per Ibb costruita a quasi 2000 metri di altitudine. Il villaggio conserva l'architettura tipica yemenita di montagna: piccole strade selciate, palazzi a torre in pietra simili a quelli di Sana'a. Le strette viuzze silenziose e tutte selciate in pietra salgono alla vecchia Ibb, impraticabile ai mezzi motorizzati. Proseguimento infine per Sana'a. Cena e pernottamento.
 

6° giorno SANA'A/MARIB/SANA'A

Prima colazione e partenza per Marib, 170 chilometri a est di Sana'a. La strada si snoda attraverso una regione montagnosa e raggiunge i 2300 metri. Una ripida discesa segna l'inizio della regione desertica. Marib fu l'antica capitale del regno di Saba e nodo commerciale della mitica via delle spezie ai bordi del deserto del Rub al-Khali. Un tempo, qui sorgeva una ricca e colta città, dove s'incontravano diverse vie carovaniere che collegavano l'India e l'Africa a Petra prima di raggiungere i porti del Mediterraneo. Visita dei resti imponenti dell'antica diga che ne permise lo splendore e di quella moderna che ne incoraggia la rinascita, delle rovine degli antichi templi sabei: il tempio della Luna e quello del Sole e della vecchia Marib, stoicamente agonizzante dopo i bombardamenti della guerra del 1962. Seconda colazione e rientro a Sana'a. Cena e pernottamento..
 

7° giorno SANA'A/WADI DAHAR/THULA/KAWKABAN/SHIBAM/SANA'A

Prima colazione e visita di Wadi Dahar a soli 15 Km dalla capitale. Si tratta di un vero e proprio canyon scavato dal fiume e dominato da pareti rocciose, alte fino a 200 metri, interamente bordato da terrazzamenti con orti perennemente verdi. Al centro della valle, su uno spuntone di roccia basaltica alto 50 metri, si innalza "Dar el-Hajjar", lo stupefacente "Palazzo della Roccia", una delle residenze estive degli Imam costruito negli anni trenta e divenuto simbolo dello Yemen. Il palazzo è alto cinque piani ed è tutto decorato di stucchi bianchi secondo il tipico stile di Sana'a. In questo luogo particolare ogni venerdì, come oggi, si può assistere alle cerimonie di danze e festeggiamenti all'aperto che seguono il rito del matrimonio. Proseguimento per la visita di Thula, una cittadina divisa in due parti: la città racchiusa tra mura antiche, quasi interamente intatte a ridosso del Monte Thula e la cittadella fortificata in cima alla montagna. Oltrepassando Hababa, con la sua bellissima piazza che si affaccia su una grande cisterna ancora usata dalle donne del villaggio, si raggiungono Kawkaban e Shibam. Le due località sono insediamenti pre-islamici, come testimoniano i grandi blocchi di pietra con iscrizioni sabee e himiarite con cui è stata costruita la porta di ingresso di Shibam e le antiche colonne che si trovano oggi incorporate nelle sue case e nel suq. Kawkaban è nota come fortezza e si snoda lungo la cima della montagna a strapiombo su Shibam. Dall'alto si gode un suggestivo panorama sugli altipiani orientali, sulla cittadella di Thula e verso il massiccio montagnoso di Shayab. Seconda colazione in un locale funduk. In un'ora si può ritornare a piedi a Shibam, attraverso uno stretto canalone tra le rocce che fino a poco tempo fa era l'unica via di accesso. Ora le due località sono collegate da una strada asfaltata ma è molto bello percorrere il facile sentiero. Rientro a Sana'a per la cena. In tarda serata trasferimento in aeroporto e partenza per Roma appena dopo la mezzanotte.
 

8° giorno SANA'A/ROMA

Arrivo previsto nelle prime ore del mattino.
 


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