Roma > Foro Romano

Foro Romano

Nell'antichità la valle tra il Palatino ed il Campidoglio era il centro delle attività amministrative della città. Già nel VI secolo a.C., al tempo dei re, la pianura paludosa fu drenata tramite la costruzione della “Cloaca Massima”. Le rovine più antiche risalgono a questo secolo, soprattutto la lapide sotto il “Lapis Niger”. La pianura si trova fuori dagli insediamenti sulle colline circostanti, per questo fu chiamata Forum, dal latino “Foras” che significa davanti.

Nel lato rivolto al Campidoglio il senato si riuniva nella curia, davanti ad essa si trovava il Comitium, un’ampia piazza per le riunioni popolari, con la “Rostra”, la tribuna degli oratori. Al margine del Comitium si raggrupparono diversi templi (di Saturno, dei Dioscuri, di Vesta), l’edificio dell'amministrazione e la regia, che inizialmente era la residenza reale e in seguito divenne sede del “pontifex maximus” (supremo sacerdote).

Negli spazi liberi degli edifici più importanti, si trovavano le capanne e le bancarelle del mercato alimentare, dei cambiavalute e dei commercianti. La veduta migliore si gode ai piedi del Campidoglio, dietro la chiesa di San Luca, accanto all'arco di Settimio Severo, dal parapetto di un muro. L'edificio di mattoni a sinistra è la curia dove si riunivano i senatori; la costruzione attuale risale al 283 d.C. e divenne una chiesa nel VII secolo.

Nel corso di scavi e restauri, sotto il pavimento attuale, fu ritrovato quello originale di marmo colorato. Davanti alla scalinata c'è una zona piastrellata di nero nel pavimento del Comitium, secondo una leggenda sotto questa ci sarebbe la tomba di Romolo. Durante gli scavi fu trovata invece una lapide con l’incisione latina più antica del mondo: è scritta da destra a sinistra e il significato del testo non è chiaro; secondo l’opinione dominante, comunque, dice qualcosa della cerimonia di fondazione del Foro.

Augusto, Vespasiano, Nerva e infine Traiano costruirono fori sempre più grandi e fastosi, i fori imperiali. Man mano anche l'importanza politica del Foro Romano passò ad altri luoghi e il vecchio foro divenne un luogo sacro nazionale; l'ultima colonna commemorativa vi fu eretta in onore dell'imperatore bizantino Foca, nel 608 d.C.

Durante il soggiorno di Goethe in Italia, il Foro era un pascolo, ricoperto di terreno fino all’attuale livello stradale.

L'accesso al Foro Romano si trova sul lato destro di via dei Fori Imperiali, accanto alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano.