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Cortili

La maggior parte degli edifici costruiti a Roma a partire dal Rinascimento erano caratterizzati da un cortile. Spesso di notevole livello architettonico, hanno avuto un ruolo importante poiché erano il primo luogo in cui gli ospiti venivano ricevuti mentre entravano nelle abitazioni: la loro decorazione doveva quindi essere all'altezza della magnificenza degli interni e riflettere il gusto e l'uso dell'edificio, che è stato inserito dopo i reparti.

Erano usati come ambientazioni di spettacoli teatrali o concerti raffinati e talvolta ospitavano veri e propri musei all'aperto.

Oggi, ancora, i cortili, i luoghi suggestivi da scoprire, come oasi di tranquillità nel caos della città.

Nell'itinerario ne sono menzionati solo alcuni, in cui l'accesso è generalmente consentito, ma mentre si cammina per il centro è facile trovare edifici con cortili adornati con statue antiche o belle fontane. Se hai il coraggio di chiedere il permesso ai portieri di dare un'occhiata ad alcuni di questi cortili, che sono spesso inaccessibili dalla strada, puoi provare l'insolito piacere di entrare in una nuova dimensione, nella quale puoi immergerti completamente.

Ogni anno alla fine di maggio, l'Associazione Dimore Storiche Italiane organizza l'evento "Cortili aperti", durante il quale si possono visitare eccezionalmente numerosi cortili di edifici nel centro, normalmente chiusi al pubblico.

Uno dei più bei cortili romani è certamente quello di Palazzo Spada. Entrando da Piazza Capodiferro o Vicolo del Polverone, siamo rimasti colpiti dalla ricchezza degli stucchi cinquecenteschi che rivestono completamente le pareti con fregi e sculture. Ma la sorpresa più grande è sul lato sinistro del cortile, dove, dietro una lastra di vetro, è possibile ammirare la famosa "Galleria Prospettica" di Francesco Borromini, l'architetto, aiutato dai calcoli matematici di Padre Giovanni Maria da Bitonto, con l'ausilio di dispositivi prospettici, fa apparire almeno uno spazio triplo di uno spazio lungo 8 metri, pagando l'ammissione alla Galleria Spada, una raffinata collezione di dipinti del XVII secolo che è rimasta intatta con tempo permettendo, si ha anche la possibilità di entrare nel piccolo cortile di fronte al corridoio, dove è possibile vedere l'illusione ottica e comprendere le reali dimensioni del colonnato del Borromini.

Poco distante da Palazzo Spada, nella piazza omonima, sorge il maestoso Palazzo Farnese, detto "il dado" (la fustella) per la compattezza della sua forma architettonica (vedi itinerario 10).

Il cortile è uno degli esemplari rinascimentali di maggior successo, perfettamente armonioso anche con le sue enormi dimensioni. La fine dei lavori di restauro dell'edificio, ancora in corso, darà anche il cortile, un tempo arricchito con numerose statue antiche (oggi nel Museo Nazionale Archeologico di Napoli), la possibilità di farsi vedere sotto una nuova luce. Un vestibolo all'interno del palazzo conduce in un secondo cortile, con un giardino, che può essere visto attraverso una porta su Via Giulia. Secondo una pianta di Michelangelo, mai realizzata, questa zona doveva essere collegata, attraverso un ponte sul Tevere, con la Villa Farnesina alla Lungara, anch'essa di proprietà della famiglia Farnese nel XVI secolo.

Di fronte a Palazzo Farnese si trova Palazzo Pighini Roccagiovine, opera settecentesca di Alessandro Specchi, il cui cortile è uno dei più originali di Roma. Infatti, un intero lato del cortile è occupato dalla scala teatrale aperta che richiama chiaramente l'architettura degli atri degli edifici napoletani.

Dopo aver passato la vivace Piazza Campo de 'Fiori, arriviamo alla piazza dominata dal Palazzo della Cancelleria.

Il palazzo, costruito alla fine del 1400 per il cardinale Raffaele Riario, era il più magnifico di Roma, con la facciata interamente rivestita di travertino che veniva, si diceva, dal Colosseo. Nel 1517 divenne sede della Cancelleria, allo scopo di redigere i documenti papali. A seguito del Trattato Lateranense del 1929, che riconosceva il diritto di extraterritorialità per numerosi luoghi a Roma appartenenti allo Stato Pontificio, anche il Palazzo della Cancelleria godeva di questo privilegio. Oggi detiene diversi importanti uffici, tra cui il Tribunale della Sacra Rota.

Il palazzo, che agli inizi dell'Ottocento ospitava anche il tribunale dell'impero napoleonico - come si può ancora leggere sul portale dell'architrave - fu il sito nel 1848 dell'uccisione di Pellegrino Rossi, ministro di Papa Pio IX, di Angelo Brunetti , noto come Ciceruacchio. Nel 1849 divenne sede dell'Assemblea Costituente e ospitò Saffi, Armellini e Mazzini. Sul piano nobile è possibile visitare, chiedendo il permesso specifico (chiedi al portineria), la Sala dei Cento Giorni, così chiamata perché affrescata in poco più di tre mesi. L'autore della decorazione fu Vasari che, vantandosi con Michelangelo della sua impresa, ricevette la risposta, "puoi dirlo!"

Il meraviglioso cortile, il cui architetto non è conosciuto ma che rivela una forte influenza bramantesca, colpisce per l'equilibrio delle sue forme e l'eleganza dei semplici dettagli decorativi. In passato era il sito di spettacoli e spettacoli durante i quali sono stati allestiti fondali complessi dipinti su pannelli. Al centro del cortile si può osservare un elegante copri-scarico a forma di rosa che utilizza un elemento dello stemma della famiglia Riario, anch'esso riprodotto sugli archi. L'architetto era evidentemente ispirato ai copri pilastri dell'antica Roma che, nel Rinascimento, erano ancora conservati in vari luoghi di Roma (come la famosa Bocca della Verità a Santa Maria in Cosmedin, vedi Itinerario 4).

Dopo aver attraversato Corso Vittorio e oltrepassato Piazza Navona, in Piazza Sant'Apollinare troviamo l'ingresso di Palazzo Altemps. Dopo anni di abbandono, il palazzo fu acquistato dal governo italiano per farne una delle sedi del Museo Nazionale Romano. I complessi lavori di restauro hanno riportato alla luce le strutture originali dell'edificio, che costituiscono un degno scenario per le splendide sculture della collezione Ludovisi. Il Cortile, vero gioiello del 1500, è opera di Martino Longhi il Vecchio, che utilizzava modelli proporzionali estremamente armoniosi. Sulla fontana, costruita con pietre pomice, conchiglie e tessere di pasta vitrea policroma, spicca lo stemma di Altemps: uno stambecco rampante, in ricordo delle valli alpine delle Origini di famiglia. L'animale è caratterizzato da genitali totalmente sproporzionati, che simboleggiano un buon auspicio e alludono alla fertilità.

La cappella del palazzo ha il privilegio di tenere, in un'urna di marmo gialla usata come altare, i resti di San Aniceto, papa nel II secolo. È l'unico Papa sepolto in una residenza privata.

L'itinerario prosegue con una visita a Palazzo Baldassini, in Via delle Coppelle 35. L'edificio, la prima importante opera assegnata ad Antonio da Sangallo il Giovane, è considerato il prototipo del palazzo nobiliare del XVI secolo, ripreso innumerevoli volte dopo. Il Cortile, piccolo ma armonioso, è decorato sopra le arcate da un fregio in cui, tra i soliti motivi liturgici e le armi, c'è l'immagine di un elefante. È il famoso elefante "Annone" donato dal re del Portogallo nel 1513 a papa Leone X, diventando presto una vera celebrità, amata e viziata da tutti i romani.

Possiamo concludere l'itinerario con Piazza Firenze, dove al n. 27 sorge Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri. Il delizioso cortile è di Bartolomeo Ammannati, che ha creato una vista interna così sontuosa da sembrare una facciata. Nel giardino retrostante, c'è una pianta di magnolia che sembra essere una delle più antiche di Roma.