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Pinacoteca Ambrosiana

Istituita nel 1618 su iniziativa del cardinale Federico Borromeo, cugino di San Carlo.

Egli realizzò nell’Ambrosiana un progetto culturale che comprendeva la biblioteca (35.000 manoscritti e 750.000 volumi), inaugurata nel 1609, e l’Accademia del disegno (1620), suddivisa nelle scuole di pittura, scultura e architettura e destinata alla formazione di artisti della Controriforma. La pinacoteca, sorta per fornire modelli ai pittori dell’accademia, comprendeva 172 dipinti, in parte proprietà del prelato, di famiglia ricca, in parte da lui stesso acquistati con paziente ricerca. La raccolta si è ingrandita nel tempo con donazioni private. Il primo percorso comprende le sale con le opere più note del nucleo federiciano e importanti dipinti e sculture del XV-XVI secolo, acquisiti più tardi. Il secondo, nelle sale dell’ala Galbiati, include dipinti dal XVI al XX secolo, la collezione di oggettistica, la raccolta Sinigaglia di ritratti miniaturizzati e il Museo Settala, scientifico. Impossibile fornire un elenco esauriente delle opere: basti dire che, per qualità se non per quantità, l’Ambrosiana è una delle maggiori pinacoteche italiane, e che vanta tra gli artisti rappresentati Bernardino Luini (Sacra Famiglia con Sant’Anna e San Giovannino), Leonardo da Vinci (Ritratto di Musico), Tiziano (l’Adorazione dei Magi), Botticelli, (la Madonna del Padiglione), Raffaello (Cartone preparatorio della scuola di Atene), Caravaggio (Canestro di frutta).