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Santa Croce

Le origini della chiesa sono da ricercare in un piccolo oratorio costruito in questo luogo da una comunità di monaci nel 1228. Nel 1294 Arnolfo di Cambio pose mano all’edificazione della basilica attuale, nelle forme monumentali ma semplici che sono caratteri­stiche delle chiese francescana. La chiesa fù consacrata nel 1443 alla presenza del papa Eugenio IV. Nel 1566 Giorgio Vasari fu incaricato da Cosimo I di eseguire alcuni altari nelle navate laterali; l’intervento comportò la distruzione dell’antico coro e di numerosi affreschi. La facciata della chiesa fu eseguita solo alla metà del secolo scorso su progetto di Niccolò Matas, in stile neogotico come il campanile, di Gaetano Baccani (1847). Il gran numero di opere d’arte conferisce alla chiesa un’importanza straordinaria, accresciuta dalle molte tombe di uomini illustri (le «urne dei forti» cantate da Ugo Foscolo nei Sepolcri). L’interno è a tre navate, con archi acuti sorretti da pilastri ottagonali in pietra. Nel pavimento sono incastonate ben 276 lastre tombali (le più antiche sono trecentesche). Nella navata centrale, al terzo pila­stro destro è il bellissimo pulpito di Benedetto da Maiano (1472-76) dai pannelli decorati a rilievo con storie di S. Francesco. Nella navata destra, al primo pilastro, la Madonna del Latte del Rossellino (1478); di fronte, il monumento funebre di Michelangelo, opera di Vasari e aiuti (1570); le sculture allegorizzano Pittura, Scultura e Architettura. Seguono: il cenotafio di Dante Alighieri (sepolto a Ravenna) di Stefano Ricci (1829); la tomba di Vittorio Alfieri, eseguita dal Canova nel 1810; la tomba di Niccolò Machia­velli, dello Spinazzi (1787); la splendida Annunciazione di Donatel­lo (c. 1435); il monumento di Leonardo Bruni, del Rossellino (c. 1444); le tombe di Gioacchino Rossini e Ugo Foscolo. Nel transetto destro si apre (a destra) la Cappella Castellani, affrescata attorno al 1385 da Agnolo Gaddi con storie dei SS. Nicola di Bari, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Antonio abate. Dalla testata del transetto si accede alla Cappella Baroncelli, affrescata con storie della Vergine da Taddeo Gaddi (1332-38); sull’altare un polittico con l’Incoronazione di Maria, della bottega di Giotto. Dall’angolo del transetto si entra nella bella Sagrestia trecentesca: alla parete destra, tre episodi della Passione, di Taddeo Gaddi e altri; nella parete di fondo si apre la Cappella Rinuccini, con affreschi di Giovanni da Milano. Tornati alla chiesa si trova la serie delle cappelle di fondo: nella Cappella Peruzzi (la quarta da destra), splendidi affreschi di Giotto con storie del Battista e di S. Giovanni Evangelista, nella Cappella Bardi (la quinta), ancora di Giotto sono le storie di S. Francesco, ciclo collocabile tra i capolavori del maestro (c. 1325); nella Cappella Maggiore, affreschi di Agnolo Gaddi e un polittico di Niccolò Gerini (fine XIV secolo). Tra le cappelle di fondo del lato sinistro, la Cappella Bardi di Vernio con belle storie di S. Silvestro di Maso di Banco (c. 1340). La Cappella Bardi (testata del transetto) custodisce un Crocifisso di Donatello (c. 1425). A sinistra la Cappella Salviati con l’ottocentesca tomba di Sofia Zamoyski, di Lorenzo Bartolini. Nella navata sinistra prose­gue la serie dei monumenti funerari: tra gli altri, la tomba di Carlo Marsuppini, di Desiderio da Settignano (c. 1453) e la tomba di Galileo Galilei (XVIII secolo).