Firenze > Piazza della Repubblica

Piazza della Repubblica

Dove oggi è la piazza, in epoca romana sorgeva il Foro della città, con il Tempio di Giove e una colonna all’incrocio delle due vie principali, cardo e decumanus (rispettivamente: l’asse via degli Speziali-via Strozzi e via Calimala-via Roma). Nel Medioevo al Foro si sovrappose il Mercato Vecchio, con le sue casupole, chiesette, torri, logge, magazzini e botteghe che si raccolsero attorno alla colonna (da allora Colonna del Mercato), sormontata da una statua dell’Abbondanza, più volte sostituita. Nell’800, dopo un’epidemia di colera, il Comune decise di cancellare secoli di «squallore» (come recita la lapide sull’arcone), ma anche di vita e di architettura popolare, e demolì l’intero quartiere. Al loro posto, le anonime e pompose architetture della piazza Vittorio Emanue­le II, oggi della Repubblica.

Da piazza della Repubblica, per via Pellicceria (la strada con i portici) si arriva al Palagio dei Capitani di Parte Guelfa. L’edificio sorge nella piccola piazza di Parte Guelfa, uno dei luoghi più pittoreschi della Firenze medievale. Costruito nel XIV secolo, il palazzo ha una piccola, graziosa facciata con scala esterna; fu ingrandito nel XV secolo (con interventi anche del Brunelleschi) e alla fine del XVI, dal Vasari. La potente magistratura che aveva sede nel palazzo fu istituita nel 1267, quando i Guelfi vinsero i Ghibellini. A sinistra del palazzo, per via Valdilamona, si giunge al Mercato della Paglia, caratteristico e frequentatissimo mercati­no di prodotti dell’artigianato fiorentino che si svolge sotto la Loggia del Mercato Nuovo, opera di Giovanni Battista del Tasso (1547-51); a pianta quadrata, la loggia fu ordinata da Cosimo I per alcune delle più importanti Corporazioni, quali banchieri, mercanti d’oro, di lana e di seta. Adiacente è la graziosa fontana del Porcellino, di Pietro Tacca (1612).

A sinistra di via Por Santa Maria, la strada che unisce il Mercato della Paglia al Ponte Vecchio, si scorge l’antica chiesa di S. Stefano a Ponte, nella piazzetta omonima. L’edificio ha una semplice facciata romanica con portale ornato da marmi bicolori (fine XIII secolo). L’interno, a navata unica, risente dei rimaneggiamenti secenteschi del Tacca; singolare, ed elegantissima, è la struttura del presbiterio, preceduto da un’originale scalinata del Buontalenti (1574), fiancheggiata da due grandi altari; bello il coro secentesco dal ricco soffitto ligneo; al terzo altare sinistro è un paliotto bronzeo col Martirio di S. Stefano, del Tacca.