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Loggia dei Lanzi

È detta anche Loggia della Signoria, perché fu edificata allo scopo di ospitare al coperto le cerimonie pubbliche della Signoria oppure Loggia dell’Orcagna, dal nome dell’architetto che secondo il Vasari ne fornì il disegno; i Lanzi in questione, invece, altri non erano che i Lanzichenecchi, soldati di ventura germanici al soldo di Cosimo I, ospitati per qualche tempo nell’edificio. La loggia fu costruita tra il 1376 e il 1383 da Benci di Cione e Simone Talenti. Consta di tre grandi arcate classicheggiami, a tutto sesto e su pilastri polistili, che danno accesso ad un ampio vano coperto da volte a crociera. Le formelle lobate tra gli archi furono eseguite fra n 1384 e il 1389 su disegni di Agnolo Gaddi e racchiudono statue delle Virtù. Due Leoni araldici fiancheggiano l’ingresso: quello di destra e di epoca classica, l’altro è cinquecentesco. Sotto l’arcata destra e il Ratto delle Sabine del Giambologna (opera di raffinato virtuosismo che prelude al Barocco, fu concepita princi­palmente per dar forma e soluzione a problemi tecnici e composi­tivi nuovi tant’è vero che il soggetto del gruppo fu deciso solo in un secondo tempo, a scultura ultimata. L’arcata sinistra incorni­ci Perseo di Benvenuto Cellini (1546-54); l’eroe vincitore della Medusa partecipa nelle sue forme sia della monumentalità michelangiolesca che del preziosismo estenuato del Manierismo de tempo; splendido il basamento con statuette e rilievi che rivela la qualità di orafo dell’artista. La loggia ospita inoltre l’Ercole e Nesso, altro gruppo scultoreo del Giambologna, Menelao chi sostiene il corpo di Patroclo, copia romana da originale greco de IV secolo a.C., sei statue muliebri di età romana e il Ratto di Polissena, bella opera dello scultore ottocentesco Pio Fedi.