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Giardino di Boboli

La sistemazione del giardino sul colle di Boboli iniziò parallelamente alla ristrutturazione di Palazzo Pitti, voluta da Cosimo I ed Eleonora di Toledo attorno alla metà del XVI secolo. Niccolò Pericoli, detto «il Tribolo», architetto e scultore, si occupò dell’or­ganizzazione dell’ampio spazio aperto che si raccordava sceno­graficamente al palazzo, in ossequio alla nuova concezione rinascimentale (e poi barocca) del giardino: non più viridario «segreto», perlopiù di piccole dimensioni, come accadeva nel Medioevo, il giardino del Rinascimento assurge al ruolo di simbolo del potere del Principe, diviene teatro di feste e spettacoli, luogo di svago per la corte, itinerario allegorico in un bosco popolato di statue, grotte e fontane. Boboli subì molte risistema­zioni conformemente al variare del gusto, ma la sua struttura fondamentale rimase sostanzialmente inalterata. All’ingresso si incontra subito la curiosa Fontana di Bacco, in cui Valerio Cidi raffigurò un nano della corte di Cosimo I su una tartaruga; poco oltre è la Grotta del Buontalenti, costruita tra il 1583 e il 1588 per lo stravagante Francesco I: il primo ambiente simula una vera grotta nella decorazione a finte concrezioni che hanno, a ben guardare, forme di animali; agli angoli sono quattro copie dei Prigioni di Michelangelo (Galleria dell’Accademia) che un tempo erano qui collocati; nel successivo è il gruppo di Paride ed Elena, di Vincenzo de’ Rossi; chiude il percorso un grottino con una Venere del Giambologna. Proseguendo si raggiunge l’Anfiteatro costruito in verzura nel ’500 e rifatto nel ’700, luogo di spettacolari rappresentazioni; l’obelisco egizio al centro giunse a Roma da Luxor in età imperiale. Salendo a sinistra si trovano il Vivaio di Nettuno e il Giardino del Cavaliere, dove è il Museo delle Porcellane; proseguendo, invece, si percorre il Viottolone e si giunge al bellissimo Piazzale dell’Isolotto, con un ampio bacino, un isolotto verdeggiante di piante di limoni e la Fontana dell’O­ceano del Giambologna.

Da piazza Pitti, verso piazza San Felice, sulla destra è la breve via Mazzetta che conduce alla pittoresca Piazza Santo Spirito, dove subito a destra al N. 10 sorge il Palazzo Guadagni, bellissimo esempio di palazzo fiorentino del Rinascimento attribuito al Cronaca (1503-1506) con due ordini di finestre centinate, bella loggia in alto e lanterna in ferro battuto sull’angolo.