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Galleria dell'Accademia

L’ ACCADEMIA DI BELLE ARTI di Firenze fu fondata nel 1563 come scuola di disegno. Fino a pochi anni fa era unita alla Galleria costituita nel 1784 dal granduca Pietro Leopoldo.

Vi sono conservate molte delle più importanti opere di Michelangelo.

Fra tutte domina il David (1504): la statua fu commissionata dal governo cittadino e, una volta terminata, venne sistemata dinanzi a Palazzo Vecchio, innalzando Michelangelo al molo di massimo scultore del tempo, a soli 29 anni. Nel 1873 la statua fu spostata all’interno dell’Accademia, per proteggerla, e al suo posto in piazza della Signoria fu messa una copia. Una seconda copia si erge al centro del piazzale Michelangelo.

Altri capolavori michelangioleschi qui conservati sono la statua di San Matteo, terminata nel 1506 e i Prigioni, gruppo che rappresenta quattro prigionieri, scolpito tra il 1529 e il 1530 per il mausoleo di papa Giulio II. Donate ai Medici nel 1564 dal nipote dell’artista, le quattro muscolose figure che sembrano lottare per liberarsi dalla pietra sono tra le opere più drammatiche della sua produzione. Le statue vennero poi spostate nella Grotta del Buontalenti del Giardino di Boboli nel 1585, e da qui nell’Accademia nel 1909.

La galleria contiene anche una collezione di dipinti di artisti fiorentini e altri, come Fra Bartolomeo, Filippino Lippi, il Perugino, Raffaellino del Garbo. Vi sono anche numerose opere, come la Madonna col Bambino, San Giovanni e angeli di Botticelli (1445-1510) e Veneree Amore del Pontormo (1494-1556), basate su disegni preparatori di Michelangelo. In mostra vi è anche, un pannello di un  cassone di legno dipinto: il cosiddetto  Cassone Adimari, eseguito da Giovanni di San Giovanni detto lo  Scheggia, fratellastro di  Masaccio, verso la metà del XV secolo. Non è affatto sicuro che fosse parte di un corredo nuziale. Vi sono raffigurate scene di vita quotidiana fiorentina in occasione di una ricorrenza sottolineata dai costumi delle figure ritratte, sullo sfondo riconoscibile del battistero.

La galleria comprende altre collezioni di particolare interesse, al pianterreno come al primo piano, dedicate alla Gipsoteca Bartolini, alla pittura altomedievale (“bizantina”) e “giottesca” (Taddeo Gaddi, Giovanni da Milano), alle opere di Lorenzo Monaco.