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Galleria degli Uffizi

Si può tranquillamente affermare che gli Uffizi, oltre ad essere la galleria d’arte più antica del mondo, sono il più importante museo italiano, nonché uno dei maggiori d’Europa e del mondo intero, visitato da oltre un milione di persone all’anno. Le opere di proprietà del museo sono circa 4800, di cui circa 2000 esposte (1000 dipinti, 300 sculture, 46 arazzi, 14 fra mobili e ceramiche, più altri 700 dipinti contenuti nel Corridoio Vasariano); le rimanenti si dividono fra i depositi e i prestiti ad altri musei. In questa massa grandissima di opere, innumerevoli sono i capolavori, né manca­no alcune fra le realizzazioni somme dell’arte occidentale. Il

palazzo che ospita la Galleria fu voluto, intorno alla meta del 500, da Cosimo I, in un’area compresa fra il Palazzo Vecchio e l’Arno, per contenere i pubblici uffici (da cui il nome); furono in parte incorporate nell’edificio la chiesa di San Pietro Scheraggio dell’XI secolo, e l’antica Zecca, dove si coniavano ì fiorini, le famose monete fiorentine. Il progetto fu affidato a Giorgio Vasari grande ed eclettica figura dell’arte del tempo, che lo costruì fra il 1559 e l’anno della sua morte (e della morte di Cosimo, 1574); l’edificio, originalissimo, è strutturato su due lunghe ali porticate, unite da un terzo corpo di fabbrica che si apre sull’Arno con una magnifi­ca scenografica arcata; nell’aspetto esterno si ispira al modulo michelangiolesco del vestibolo della biblioteca Mediceo-Laurenziana, ancora una volta con le membrature in pietra serena e rintonaco bianco. Il palazzo costituisce indubbiamente, assieme allo straordinario Corridoio, il capolavoro architettonico del Vasari. Nel 1580, per ordine di Francesco I, i lavori negli Uffizi furono ripresi da Bernardo Buontalenti, che vi costruì il grande Teatro Mediceo (soppresso nel 1890) e la celebre Tribuna; contem­poraneamente veniva attuata una ristrutturazione del loggiato all’ultimo piano: gli uffici venivano spostati altrove e alcuni ambienti venivano destinati alle raccolte d’arte, armi, curiosità scientifiche: nasceva così la Galleria. Il primo nucleo di opere già comprendeva capolavori di Botticelli, Lippi, Paolo Uccello; Ferdi­nando I, intorno al 1600, fece trasferire agli Uffizi tutte le opere raccolte a Roma nella Villa Medici; nel 1631 Ferdinando II vi collocò un importantissimo gruppo di pitture (provenienti da Urbino come eredità di sua moglie Vittoria della Rovere) com­prendente lavori di Piero della Francesca, Tiziano e Raffaello; Cosimo III (fine XVII secolo) collezionò gemme, medaglie e monete e fece giungere da Roma la Venere, detta poi «dei Medici» e altre notevoli sculture antiche; Anna Maria Ludovica, Elettrice Palatina e ultima erede medicea, ampliò la raccolta con dipinti fiamminghi e tedeschi e nel suo testamento fece dono dell’intera collezione allo Stato toscano (1743). Infine, nell’Ottocento, con le spoliazioni napoleoniche (solo in parte restituite) e soprattutto con la creazione di nuovi musei specializzati (Archeologico, Bargello, museo dell’Angelico, musei scientifici, Museo degli Argenti, etc.) gli Uffizi assunsero l’aspetto attuale.

Dal vestibolo della biglietteria si accede, di fronte all’ingresso, ad un ambiente percorso al centro da una passerella sopraelevata. Alle sue pareti sono esposti i famosi affreschi con gli Uomini illustri, che Andrea del Castagno dipinse per la villa Pandolfini di Legnaia. Raffigurano celebri personaggi della storia e della letteratura: da destra, la Sibilici Cumana, Boccaccio, Petrarca, Dante, Farinata degli Uberti, Pippo Spano, la regina Ester e la regina Tomiri. Questo ambiente e il successivo sono di recente sistemazione, appartengono all’antica chiesa di San Piero Scheraggio, incorporata nel Palazzo degli Uffizi. Il secondo ambiente corrisponde alla zona absidale della chiesa, vi si trovano, oltre a resti della decorazione originaria, opere di maestri toscani del Trecento. In un locale a destra è la splendida Annunciazione, di Sandro Botticelli. Il grande scalone vasariano, che porta ai piani superiori, è ornato di sculture di epoche diverse, tra le quali molte antiche, soprattutto copie romane da originali greci. Al primo piano, sulla sinistra, è l’ingresso al Gabinetto dei disegni e delle stampe, unico nel suo genere in tutto il mondo, con una raccolta ricchissima, iniziata dal cardinale Leopoldo de’ Medici e composta da oltre 100.000 pezzi di artisti italiani e stranieri.

Al secondo piano, dopo aver attraversato un vestibolo con sculture antiche, si entra nel primo corridoio della galleria vera e propria.