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Duomo

La costruzione del Duomo, intitolato a Santa Maria del Fiore, fù iniziata nel 1294 da Arnolfo di Cambio per volere delle autorità e della cittadinanza, desiderose non solo di una cattedrale più ampia della precedente chiesa di Santa Reparata, ma che fosse dotata della «più alta e sontuosa magnificenza» e che superasse in bellezza e dimensioni le cattedrali delle rivali città toscane. Il nuovo Duomo sorse attorno alla chiesa più antica, di cui inglobò le semplici strutture e i due campanili; infine, nel 1375, Santa Reparata fu demolita, ma a lungo i fiorentini continuarono a chiamare il nuovo Duomo con l'antico nome (dovettero intervenire le autorità con multe gravose, per imporre quello di Santa Maria del Fiore). La parte inferiore di Santa Reparata, rimasta sepolta sotto il pavimento del Duomo fino a tempi recenti, è oggi visitabile scendendo una scaletta dalla navata destra; vi si trovano resti di affreschi, sculture e lastre tombali: tra le altre quella di Filippo Brunelleschi. L'ampio, luminoso e solenne interno del Duomo fu teatro delle infuocate prediche di Gerolamo Savonarola e della sanguinosa congiura dei Pazzi. Il 26 aprile 1478 alcuni membri della famiglia Pazzi, ostili ai Medici, in accordo segreto con l'arcivescovo Salviati aggredirono Lorenzo il Magnifico e il fratello Giuliano durante la messa; Lorenzo riuscì a fuggire ma Giuliano rimase ucciso e alla congiura seguì una feroce repressione. Molte sono le opere d’arte giunte nei secoli ad abbellire la cattedrale, che conserva comunque un aspetto severo con i suoi pilastri polistili e le alte arcate ogivali. Nella controfacciata spicca il quadrante di un grande orologio, eseguito nel 1443 e ornato da quattro teste di Profeti dipinte da Paolo Uccello. Ancora di Paolo Uccello è l’affresco con il monumento funebre di Giovanni Acuto sulla parete della navata sinistra (1436); a fianco è il monumento funebre di Niccolò da Tolentino, di Andrea del Castagno (1456). L'ampia tribuna ottagonale è sovrastata dalla cupola brunelleschiana. Il concorso per la costruzione della cupola fu bandito nel 1418. Furono subito evidenti le difficoltà dell'impresa per l’inadeguatezza dei sistemi edilizi tradizionali.  Brunelleschi progettò un sistema inedito di centine mobili che consentiva di superare il consueto sistema a strutture fisse partenti da terra (manifestamente non adottabile per le enormi dimensioni dell'edificio) e riuscì così a prevalere sull'eterno rivale, Lorenzo Ghiberti, anch'egli presente al concorso. La cupola, chiusa fino alla lanterna nel 1436, è fondata su un possente tamburo ottagonale, percorsa da nervature marmoree e coperta da tegole rosse cotte nei forni dell’lmpruneta. All'interno la cupola reca una decorazione a fresco di Giorgio Vasari e Federico Zuccari (1572-79) raffigurante il Giudizio Finale in cinque zone sovrapposte. L'altar maggiore è sovrastato da un Crocifisso ligneo di Benedetto da Maiano; attorno è il coro ottagonale di Baccio Bandinelli (1555), ornato di rilievi. Dietro l'altare, a destra è la Sagrestia Vecchia. che reca nella lunetta sopra l’ingresso un'Ascensione in terracotta di Luca della Robbia. Sul lato opposto della tribuna, simmetricamente, è la Sagrestia Nuova, cui dà accesso una bella porta bronzea di Luca della Robbia, Michelozzo e Maso di Bartolomeo (1445-69); nella lunetta una Resurrezione, ancora di Luca; all'interno, splendidi armadi intarsiati quattrocenteschi. Nella cappella in fondo all'abside si trova l'urna ghibertiana in bronzo con le reliquie di S. Zanobi.