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Chiesa di Orsanmichele

Il polo religioso (piazza del Duomo) e quello civile di Firenze (piazza della Signoria) sono collegati tra loro da via dei Calzaiuo­li, strada elegante ed animata, fiancheggiata da bei negozi. Nella via si leva la mole squadrata di Orsanmichele, edificio sorto per usi civili che fu poi trasformato in chiesa. Nell’orto del convento di San Michele (da cui il nome) la Repubblica fiorentina nel 1284 fece costruire da Arnolfo una loggia per la raccolta e l’immagazzinamento del grano. Questa, distrutta da un incendio nel 1304, fu ricostruita tra il 1337 e il 1404 da Francesco Talenti e Neri di Fioravante nelle snelle e ornate forme del gotico «fiorito». I magazzini erano posti ai due piani superiori, il grano scendeva alla loggia sottostante (allora aperta) attraverso i pilastri di sostegno ed usciva dalle bocchette apposite tuttora visibili. La decorazione esterna fu appaltata alle varie Arti cittadine, ognuna ebbe un tabernacolo con lo stemma e la statua del santo protettore. Tra le sculture sono notevoli: il Battista e S. Matteo del Ghiberti il S. Giorgio di Donatello (l’originale si trova al Bargello) e i classicheggianti Quattro Santi Coronati di Nanni di Banco. L’interno è a due navate, con alte volte a crociera; nella navata destra è il tabernacolo di Andrea Orcagna (1359): grande edicola gotica cuspidata, ha il basamento ornato di rilievi con storie della Vergine e racchiude la Madonna delle Grazie, tavola di Bernardo Daddi (1347).

Collegato ad Orsanmichele da un cavalcavia voluto da Cosimo I de Medici è il Palazzo dell’Arte della Lana, una delle Corporazioni più importanti della Firenze medioevale. Iniziato nel 1308 come sede della Corporazione, subì nel tempo rimaneggiamenti e trasformazioni. Successi­vamente, nel 1905, fu restaurato da Enrico Lusini e i suoi bei saloni interni, ornati di affreschi, divennero sede della Società Dantesca. Sull’angolo tra via dell’Arte della Lana e via Orsanmichele si trova il tabernacolo di Maria della Tromba (XIV secolo) con una Madonna di Jacopo del Casentino.