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Battistero

Il «bel San Giovanni» dantesco, l'edificio religioso più caro ai fiorentini, fu fondato forse nel secolo VII, ma deve ai lavori effettuati nei secoli XI-XII le forme attuali, che ne fanno l'esempio più significativo del Romanico fiorentino. La pianta ottagonale regolare, la simmetrica ripartizione della decorazione esterna, l'armonico accostamento dei marmi, furono per secoli un ideale punto di riferimento architettonico per artisti della levatura di Arnolfo, Giotto, Brunelleschi, Alberti, Leonardo e Michelangelo.  Vi si aprono tre magnifiche porte bronzee. La Porta. Sud è opera di Andrea Pisano; consta di 28 formelle che illustrano la Vita del Battista; la cornice bronzea è di Vittorio Ghiberti (figlio di Lorenzo, 1452). La Porta Nord fu compiuta da Lorenzo Ghiberti tra il 1403 e il 1424, dopo la vittoria in un concorso che lo vide opposto al Brunelleschi; le 28 formelle si riferiscono a episodi della Vita di Cristo. La Porta Est è la celeberrima “Porta del Paradiso”, anch'essa opera di Lorenzo Ghiberti, eseguita tra il 1425 e il 1452; la compongono 10 formelle in bronzo dorato, con complesse scene dell'Antico Testamento, affollate di personaggi. Una copertura piramidale liscia, culminante in una lanterna, conclude in alto l'edificio. L'interno del Battistero conserva la pianta ottagonale dell'esterno, i paramenti marmorei e la tripartizione di ciascuna parete con altissime colonne; sopra la trabeazione corrono le bifore del matroneo. Al centro del bellissimo pavimento marmoreo a tarsie si trovava un fonte battesimale (ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia), che fu demolito nel `500 dal Buontalenti per volere del granduca Francesco I. Addossati alle pareti sono: un fonte battesimale di scuola pisana del XIV secolo; il sepolcro dell'antipapa Giovanni XXIII, opera di Donatello e Michelozzo commissionata dal banchiere Giovanni dei Medici; due sarcofagi romani e un altare duecentesco. La bella, originalissima Maddalena lignea di Donatello (1485-55) che si trovava all'interno del Battistero è attualmente esposta nel Museo del1'Opera del Duomo. Gli spicchi della cupola sono rivestiti di mosaici realizzati tra la meta del `200 e la meta del '300 da maestranze locali e veneziane (nel Medioevo la città lagunare era il massimo centro di diffusione dell’arte del mosaico). Tra i più importanti artisti fiorentini attivi nella realizzazione dei cartoni sulla base dei quali furono poi eseguiti i mosaici, sono da citare Cimabue (Storie di Giuseppe) e Coppo di Marcovaldo (il Cristo). Soggetto della grandiosa rappresentazione sono le storie dell'Antico e del Nuovo Testamento e il Giudizio Finale, dominato dalla grandiosa figura del Cristo Giudice.