Spas in Romagna




Acqua e vita. Da sempre l'ambiente termale e' stato considerato particolarmente idoneo, per alcune proprietˆ fisiche (temperatura, umidita', ventilazione, altezza) e chimiche dei suoi "prodotti" (acque, fanghi, vapori) che ne condizionano le caratteristiche, al trattamento di patologie acute e, soprattutto, croniche che colpiscono gli organi di competenza propria della medicina "interna" ed "esterna". Tale credenza si e' trasformata, con l'esperienza e i risultati conseguenti al soggiorno termale, in una convinzione, e sono stati elaborati programmi con precise regole da rispettare per un organico, razionale ed efficace trattamento. La medicina termale "empirica" si e' cosi' trasformata in una vera medicina "scientifica", sempre ben accettata anche dai pazienti, considerando anche l'amplissima disponibilita' di risorse, e stazioni termali esistenti e distribuite sul territorio, l'assenza in pratica di effetti indesiderati rilevanti, i bassi costi che risultano dal confronto anche del fatto che negli stessi ambienti, si possono svolgere anche programmi di prevenzione, profilassi e riabilitazione, che precederano e che seguono, rispettivamente, la vera terapia della malattia in fase di "attivita'", correggendo l'ambiente in cui le singole patologie tendono a svilupparsi e a condizionare gli esiti.
La medicina termale e' diventata, anche in Italia, materia di insegnamento, e la valutazione dei risultati ha cominciato ad essere effettuata con metodologie scientifiche di controllo e di verifica, evitando le descrizioni anedottiche e tenendo conto dell'effettivo "placebo" proprio di questi trattamenti. E' nata, in definitiva, una vera e propria "specializzazione terapeutica". A questi concetti, il Ministero della Sanita', allo scopo di rivedere, controllare e di validare, con rigore, con decreto del 10 febbraio '95, ad una commissione appositamente istituita e costituita da esperti di quei settori della medicina interna ed idroclimatologica che maggiormente si possono giovare del trattamento termale, l'incarico di orientare e controllare l'organizzazione e l'attivazione degli studi sull'efficacia delle terapie termali previste dal D.M. 15/12/94, anche alla luce delle sempre piu' pressanti regole del "costo-beneficio". Questo programma non poteva non vedere in "prima fila" le strutture termali dell'Emilia Romagna con le loro ben 18 stazioni, con i 300.000 curandi in ogni campo della medicina, dalla gastroenterologia alla dermatologia, dalla pneumologia alla otorinoenterologia, dalla reumatologia all'ostetricia, dalle malattie metaboliche a quelle allergologiche, quindi al trattamento delle piu' diffuse malattie e sindromi. Queste sono solo alcune delle informazioni e delle riflessioni che dovevano essere fatte nell'accingersi a presentare un catalogo delle localita' termali dell'Emilia Romagna, a testimonianza di quanto si e' fatto, si fa, ed ancora si potra' produrre, ed avendo come principale scopo la prevenzione e la promozione della salute.

Prof. Giovanni Gasbarrini Ordinario di Medicina Interna Universita' Cattolica del S. Cuore Policlinico Universitario A. Gemelli Roma


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